mercoledì 28 dicembre 2016

Sipario

Era un po' che ci pensavo. Senza riuscire a decidermi.

Poi i pensieri si sono fatti precisi, e sono accadute alcune cose. Piccolissime cose, parole, discorsi, mail e telefonate.
Cose piccole, pensieri piccoli, ma sufficienti a farmi decidere.

Questo blog, che mi ha accompagnato nei periodi più dolorosi della mia vita fino ad ora, resterà visibile.
Magari non per sempre. Ma ci penserò poi, se mai.

Nel frattempo, io migro. Nel caso qualche lettrice* (perdonino, in caso, eventuali lettori uomini, di cui non sono a conoscenza) desideri continuare a farmi compagnia, basta mandarmi una mail o scrivermi la propria in un commento.
E, già che ci sono, vi benedico.
 
A bientôt.


* vi chiedo una cortesia: non inserite la mia nuova "casa" nel blogroll dei vostri blog, se lo avete. Lo so, è scomodo poi cercare ogni volta...ma è solo per un po', poi quando tutto sarà aperto, potrete aggiungerlo se e dove vorrete.

martedì 29 novembre 2016

Regali di Natale. Idee.

Io continuo ad essere una madre snaturata. Che considera demenziale mettersi a fare grandi cose natalizie per un bimbo di neanche 2 anni.
Che del natale se ne frega altamente.
E che ha tutto quello che gli serve.
Ma ho notato intorno a me tutto un fiorire di quesiti su cosa regalare a bambini dell'età più o meno del mio.
Mamme in crisi, nonni sul piede di guerra, amici di famiglia pronti a immergere il pupo nella plastica.
Negli ultimi mesi ho comprato alcune cose, che offro a Topo man mano (alcune non le ha ancora viste).
Ho approfittato di offerte scovate via via, quindi non so se ora costino di più, ma non si tratta mai di roba troppo cara.
E così, in un momento di bontà natalizia (seee), ecco che condivido il mio sapere giocattolifero.
I link sono tutti di amazon, per comodità personale. ma immagino che si trovino anche altrove!

1. Melissa & Doug _ Gioco delle serrature.
Topo ci impazzisce. Davvero. In un momento di follia da bricomamma avevo pensato di farlo da sola.
Ma penso che avrei speso di più che a prenderlo già fatto.
E' in legno, per cui meglio usarlo con supervisione. Se se lo sbattono in testa fa male.




2. Melissa & Doug - Allacciature
Di nuovo i piccoli pannelli di legno, ottime attività di motricità fine. Anche questo si può realizzare anche in casa, ma l'avevo trovato in offerta. Non ancora consegnato a Topo, il quale però ama follemente cerniere bottoni alamari e tutto l'allacciabile. Prevedo successi.




3. Aquadoodle. Tappetino per disegnare con l'acqua.
A Topo piace"disegnare". di solito NON sui fogli.
Questo tappetino è piuttosto piccolo (un po' meno di un A3) e dotato di un pennarello (una penna che si può riempire di acqua) per disegnarci sopra.
Una volta asciugato i disegni spariscono.
Una specie di lavagna magica ad acqua.
Portatile e divertente. A differenza della lavagna magica NON si distrugge se Topo lo sbatte qua e là.
Il mio costava 8-9 euro, ma arrivano anche a 40 se li volete più grandi.




4. Libri. Molti libri.
A noi i libri piacciono un sacco. Praticamente infestiamo ogni biblioteca nel raggio di km. A volte i libri ce li compriamo pure.
A noi in particolare, al momento, fanno impazzire i libri con finestrelle e che parlino di animali.
Sapevatelo.
Esempi...


E un classico intramontabile:

Di libri ce ne sarebbero a carrettate in realtà... non bastano mai :)

mercoledì 9 novembre 2016

Un libro illustrato per i (futuri) padri

Non che la mia città offra sempre grandissime opportunità culturali, ma almeno c'è una fighissima biblioteca per ragazzi.
E ce ne sono altre 2 di quartiere che non sono male.
E una terza, che ha una minisezione ragazzi, anche quella.
insomma...i libri non mancano.
E per fortuna, visto che Topo, con due genitori divoratori di storie, non smentisce la tradizione familiare, e adora i libri.
L'altro pomeriggio cercavo, in realtà, un libro che volevo leggere ai bambini a scuola.
Mentre sfrucugliavo uno scaffale straripante di libri illustrati fighissimi, mi è saltato all'occhio "Papà isola".
L'illustrazione di copertina mi ha "chiamata": DOVEVO portarlo al Filosofo, SUBITO.
Anche perchè, soprattutto quando Topo era mini, questa posizione l'assumevano spesso.
E anche ora.
E così l'ho sfogliato.
Ed è un albo illustrato davvero delizioso.
Perfetto per il Filosofo, che è un grandioso babbo-isola. E babbo-capanna. E così via.
E infatti il Filosofo lo adora. E Topo anche, e vuole che glielo leggiamo almeno 2 o 3 volte ogni sera, in questi giorni.
Protagonista l'orso Gigi, che sta per diventare padre e si chiede se sarà all'altezza, visto che non gioca a calcio e non sa tuffarsi...
Per fortuna la sua compagna, l'orsa Betty, lo rassicura ...

Se avete qualche futuro padre tra le vostre conoscenze...io glielo farei leggere.


mercoledì 2 novembre 2016

Amare più il marito o i figli?

C'era questa tipa, questa Waldman, che è diventata più famosa di quanto già fosse (in quanto scrittrice e moglie di uno scrittore), dichiarando qualcosa che è stato tradotto così:

"Se una buona madre è una che ama il suo bambino più di chiunque altro al mondo io non sono una buona madre. Infatti sono una cattiva madre. Amo mio marito più dei miei figli"

Avevo letto altro, ma sempre tradotto, per cui non so quali siano state le sue esatte parole.
Poi lei va avanti e spiega il suo pensiero.
Ogni tanto ci penso, mica tanto a lei in particolare, ma al discorso in sè, che scatenò parecchie polemiche e dilagare di opinioni ovunque.

Ricordo un vecchio film di Nanni Moretti (uno dei miei registi feticcio), La messa è finita.
C'è questa scena in cui lui parla di fronte a due sposi.

Dovrete impegnarvi molto, perché non è facile volersi bene, non è naturale come con i figli. L’altro giorno una donna, in confessione, mi ha detto: “Mio figlio l’ho fatto io, mio marito invece un’altra donna”. Perché dico questo? (…) 

Tralascio il fatto che qui si parli di figlio "che ho fatto io" escludendo i figli adottivi, perchè non è questo il centro del mio discorso, ora.
Ho visto quel film innumerevoli volte, fin da bambina. E ho sempre ricordato quel discorso, chissà perchè.
Sarà che ero bambina, sarà che il cinema morettiano è una delle poche cose che condivido piacevolmente con mia madre, sarà che nel contesto del film, ho sempre trovato molto vero il rapporto madre - figlio che mostra Moretti, sarà questo o quello, ma a me quella frase è rimasta in mente e mi è sempre sembrata bella, in qualche modo. O comunque vera. Nel senso che, almeno per me, il legame con un figlio (adottivo o biologico, il discorso "l'ho fatto io" potrei sostituirlo con l'ho cresciuto io, o comunque, con una frase, che suona meno bene, ma il senso sarebbe: lui è mio figlio, mio marito no), è qualcosa di diverso.  
Ed è anche, PER ME, qualcosa di più.

Io credo di amare mio figlio non solo diversamente, ma più di mio marito.
E se mai riuscissimo davvero ad averne un secondo, di figlio, penso che la cosa non cambierebbe.
Aumenterebbe la "quantità" di amore che posso dare, ma non la distribuzione. Credo che mio marito verrebbe comunque secondo, dopo i miei figli.
Perchè? Non lo so. E' istintivo. Lo sento, me lo sento dentro.
E se ci penso...è uguale. E' così.
In realtà non mi sono messa molte volte lì a pensarci, se va bene o no. Se è giusto o no.
So che per me è così.
Forse dipende dal rapporto tra me e il Filosofo. Da come siamo noi, dalla nostra coppia.
Una sera ero fuori con un paio di conoscenti-amiche...e si parlava di mariti o ex mariti.
Io parlavo del Filosofo, raccontando un po' e un po' tacendo, quando si è finite a parlare di sesso ho espresso la mia totale impossibilità a dare un contributo sull'argomento...
E dopo un po' una delle due compagne di serata ha detto: "dovete avere un legame di affetto profondo, per resistere insieme dopo tutto questo" ( questo è l'infertilità, i problemi di salute, l'assenza di intimità).
Mi ha colpito, come l'ha detto.
Non ci avevo pensato.
Suppongo di sì, che ci sia un legame profondo.
Siamo una buona squadra di genitori, l'abbiamo scoperto grazie a Topo.
Ci perdoniamo l'un l'altro cose che non perdoneremmo ad altri.
E siamo anche buoni amici.
Ma amo mio figlio di più.
E una volta che se ne parlava, così, il Filosofo ha detto che per lui vale la stessa cosa.
Ama nostro figlio più di quanto ami me.
Qualcuno mi ha detto che quando Topo sarà grande allora sarà un problema, tra me e il Filosofo.
Non lo so. Se lo sarà, vedremo che fare.

giovedì 27 ottobre 2016

Quando una mamma che non sa disegnare incontra un figlio fissato con gli animali

...la mamma che non sa disegnare, ci prova lo stesso.
Topo adora qualsiasi cosa che riguardi gli animali.
Giocare con la cagnolina dei miei genitori, con la quale si leccano e si passano cibo reciprocamente.
Fare amicizia con tutti i cani che incontra.
Fermarsi ad osservare gatti, uccellini, coniglietti e qualsiasi altro animale ci capiti sotto tiro.
E anche sfogliare almeno 100 volte di seguito qualsiasi librino che parli di animali.
Un paio li avevo comprati mesi fa, e molti li prendiamo in biblioteca.
Ma visto che i lunghi weekend piovosi (e le giornate a casa malati) necessitano di nuove idee, i sono cimentata nel disegno.
Prendendo a modello i vari librini di Topo, ho cercato di realizzare degli animaletti. Siccome apprezza molto anche tutte le attività con finestrelle e stacca attacca..ecco la "casa degli animali". Che contiene gli animali al momento preferiti da Topo, cioè quelli di cui ripete il verso. Man mano che le sue abilità imitatorie migliorano, il nostro zoo domestico si arricchirà.
Realizzata con pastelli a cera e un cartone di recupero.
Per gli animali invece, grande dispendio di pennarelli, altro cartone di recupero, plastica adesiva, velcro e colla a caldo. Alto livello proprio.
Ecco qui la mia creatura. Lasciamo stare la proporzione tra gallina e asino. Lasciamo stare.
Tanto, conoscendo il pargolo, non credo che durerà tantissimo.






lunedì 10 ottobre 2016

Silvia. E un libro. E alcuni pensieri

Quando sono tornata a casa, il Filosofo mi ha chiesto...e allora? com'è, poi, Silvia?
E io ho cominciato a raccontare confusamente. Che avevo ancora  gli occhi e la testa e il cuore pieni di lacrime.
La prima immagine che mi è venuta in mente, di Silvia, non è il primo momento che l'ho vista.
E' quando Silvia si è alzata in piedi, cauta, i movimenti un po' impacciati dal piccolino che le dormiva in braccio, abbandonato sulla sua mamma.
L'ho raccontato al Filosofo, per raccontargli quello che avevo visto di Silvia.
Silvia è bella.
E non intendo soltato esteticamente (che pure, Silvia è anche bella nel senso più comune del termine): ha uno sguardo luminoso, e quando sorride le cambia la geometria del viso e sembra più giovane, e ha gli occhi che dicono tante cose.
Silvia è bellissima quando si china su suo figlio che le afferra una gamba prima di correre via di nuovo.
Mi sono sentita un po' una spia, mentre guardavo Silvia e il suo bambino, prima di farle un segno di riconoscimento, prima che anche lei potesse guardare me, ma faceva bene al cuore, guardarli insieme, e così ne ho approfittato.
Silvia ha ricevuto un premio, sabato scorso.
Durante uno degli eventi del raduno nazionale di Ciao Lapo, Silvia è salita sul palco a parlare di sè e della sua esperienza passata, quella con il suo primo figlio.
Il suo blog, o meglio il suo vecchio blog (perchè adesso Silvia scrive qui) è stato pubblicato, è diventato un libro.
Un libro che si chiama  "Giorno dopo giorno" ed è una specie di diario, una serie di riflessioni e pensieri giornalieri, dal giorno in cui Silvia ha perso il suo bambino.
A vederlo (e appena avrò di nuovo un pc decente, metterò la foto), è un libro sottile. 150 pagine? Più o meno.
Ma basta aprirlo e sfogliarlo per scoprire che in 150 pagine può vivere una profondità di amore, di dolore, di fatica, di pensiero, di rinascita, di forza e di paura che non ci si immagina.
Io lo avevo letto, il blog di Silvia, lo seguivo man mano.
E vorrei che lo leggessero tutti.
Chi ha vissuto o sta vivendo la straziante perdita di un figlio, ma anche...o soprattutto? chi conosce qualcuno in quella situazione.
Qualcuno che abbia perso un bambino, durante la gravidanza, durante il parto o poco dopo.
Vorrei che lo leggessero tutti, per vedere per un attimo con gli occhi di chi tutto questo lo ha vissuto.
Per provare, almeno provare, a capire che cosa sia, questo, quanto grande sia.
Io ho sentito Silvia parlarne, sabato, ho sentito altre donne che raccontavano, e piangevano. Come me, come altre persone sedute in sala. E mentre ero lì ad asciugarmi le lacrime pensavo che questi eventi dovrebbero esserci più spesso, che più persone dovrebbero avere il coraggio di venire ad ascoltare queste donne che raccontano. Perchè spesso, chi non ha idea di cosa si provi, si spaventa e fugge.
Ed è anche per questo che vorrei, davvero, che "Giorno dopo giorno" si diffondesse a macchia d'olio, che lo leggessero in tanti, anche se fa male, anche se è un pugno nello stomaco, anche se "ah, non ci voglio neanche pensare guarda" (mi ha detto qualcuno che invitavo a venire con me).
Intanto che io cerco di capire come si fa, a comprarlo, questo libro, suggerisco a tutti di fare un giro sul sito di Ciao Lapo (magari scrivendo all'associazione ve lo sanno anche dire1)

p.s. Giorno dopo giorno costa 10 euro (neanche 10 caffè al bar, per dire), e a Silvia non va un soldo, se lo comprate. I proventi vanno tutti all'associazione, ça va sans dire...

giovedì 29 settembre 2016

quo usque tandem, blogspot, abutere patientia mea?

Perchè blogspot ha cancellato, eliminato, distrutto gli elenchi di blog che servivo?
Perchè?
Mistero.
Che poi io sono lessa...e chi se li ricorda più, i nomi di certi blog, che pure leggo con piacere? Va beh...pian piano rifaccio.
Ma è una cosa cattiva. Sappilo, blogspot.

mercoledì 28 settembre 2016

Cameretta (in fieri)

Quando comprai l'appartamento, ero sola.
Mentre ci pagavo sopra il mutuo, c'era chi mi diceva che per una persona sola era grande.
Mah, non che sia enorme, ma sì, per una persona sola era spazioso.
Un bagno minuscolo, una cucina piccola, la sala ingresso e due camere.
Una era il mio "studio".
Poi arrivò il Filosofo. Cominciai a togliere roba qua e là, per far spazio alla sua.
La corposa libreria cominciò ad ospitare i suoi libri, e l'armadio in camera si è visto aggiungere un pezzo, per tutta la sua roba.
E poi..finalmente, dopo anni, Topo.
Che come ogni bimbo che si rispetti, pur misurando neanche 90 cm per 11 kg...occupa una quantità di spazio inimmaginabile, prima di avere un Topo per casa.
Perchè ci sono i body i vestiti i calzini le giacche le maglie...che qui tra vicina di casa e cognata è bellissimo perchè io non compro nulla...ma d'altro canto sono sempre dietro a smistare taglie e stagioni.
E poi ci sono i giochi, e c'è il "cuscino" fasciatoio, e c'è l'ossido di zinco...
E POI C'E' TOPO. Che diventa sempre di più una personcina definita, che cerca il suo spazio definito.
E quindi...e quindi la libreria gigante nello "studio" è stata ridotta, e nella parte ridotta alcuni scaffali sono stati topizzati con tutti i suoi librini.
E poi...la mia immensa scrivania è stata smontata e portata a casa dei nonni, in garage. E il computer ora sta su un microtavolo in camera da letto, che non abbiamo più, in casa, tavoli se non quello in cucina.
E così...la seconda stanza di casa...prende, pian piano, forma.
Con Bricononno ci stiamo dando alla produzione della struttura letto, che in parte ho scopiazzato da ikea, e in parte abbiamo migliorato con i consigli del vecchio saggio nonno.
L'altro pomeriggio, approfittando delle ore pomeridiane a casa mentre Topo folleggiava al nido, ho anche sistemato gli acquisti fatti.
Perchè stavolta qualche acquisto c'è stato. All'Ikea. Che basta dirne il nome di solito per scatenare grandi insulti o grandi dichiarazini d'amore.
Io all'Ikea ci sono andata anni fa, quando era ancora un po' una novità. Poi non c'è più stata occasione, finchè non mi sono messa a cercare idee per la cameretta.
E ho visto in giro i prezzi delle cassettiere a misura di bambino.
Roba che con la scusa dell'aura montessoriana del tutto te la fatto pagare direttamente con l'asporto di un rene.
E quindi...mi sono armata di armi, bagagli e block notes e sono andata all'Ikea.
Dove ho acquisito una ventina di scatoloni. Tutti per formare un mobile.
E anche una decina di cuscini che serviranno a circondare il Topo rotante quando sarà a letto.
Il montaggio della cassettiera non è stato dei più facili, perchè le istruzioni mute per quanto chiare non comprendevano proprio tutti tutti i passaggi...ma ce l'ho fatta.
E ora habemus cassettiera.
Da casa dei miei abbiamo recuperato un altro mobiletto con un paio di scaffali che servirà per riporre i giochi.
ora dobbiamo solo finire la struttura del letto e far fare dalla sarta la copertura per il tappetone di gommapiuma che si aggiunge a quello che abbiamo nell'ingresso..e la camera sarà pronta.
Al momento Topo infatti dorme ancora nella nostra camera, di fianco al nostro letto. Non so come sarà il passaggio di là...ma non ho fretta.
Penso che ce la faremo, in qualche modo.
Dopotutto ero spaventata all'idea di fargli fare il full time al nido, temendo che non dormisse o che si disperasse...e invece le dade mi mandano foto di un Topo in posizione "stella marina" o accovacciato praticamente addosso a un'amichetta, rincuorandomi sul fatto che se c'è qualcuno che fatica a dormire quello non è certo lui.
Ce la faremo.
Si preparano giorni di grandi lavori manuali, una volta che Bricononno sarà pronto...