domenica 16 settembre 2012

prima della vendemmia

Oggi ho aiutato mio padre in campagna.
Ne ha sempre più bisogno, e visto che il Filosofo nel weekend lavora e negli altri giorni tende a rifuggire il lavoro manuale...eccomi. Diarista la contadina.
La vendemmia la rimandiamo ancora un po', l'uva è colorata ma ancora acidula. Ci vuole una settimana, almeno.
Oggi ho finito di raccogliere i peperoni (3 casse), gli ultimi pomodori (due casse, dopo le oltre 10 dell'ultima raccolta seria). Poi ho scoperto che c'era una pianta di melanzane, piena di succose gigantesse viola.
Ecco, mentre raccoglievo mi è spuntata sotto gli occhi una coccinella.
Cicciona, rosso scuro. Se la mia macchina fotografica non fosse deceduta, l'avrei fotografata.
un'amica della "mia" coccinella
Mi piaceva. Se ne stava lì, sulla foglia, in tutto il suo rosso, in tutto il suo essere tonda. Una grossa coccinella.
L'ho vista e ho pensato che non mi ricordo assolutamente perchè si sia deciso che portano fortuna.
Ma non importa, l'ho vista e ho pensato che se per caso, così, magari, aveva sotto un'elitra un po' di fortuna...io la prendevo volentieri, ecco.
Durante i vari lavori, anche mentre, con scarsa maestria, mi occupavo di spostare di qua e di là il pesantissimo trattore, ogni tanto guardavo mio padre.
E pensavo...che faccio..gli parlo? Gli accenno? O no?
Perchè con lui ne parlerei anche, è molto riservato, e so che non mi farebbe storie strane. Ma poi dovrei chiedergli di non dire nulla a mia madre, grande maestra di ansia e pessimismo, professionista nel farmi sentire una merda e nel dirmi "oddio oddio come faremo".
E poi non so...mi sembra quasi di dargli un'altra responsabilità, di chiedergli troppo, non so.
Vedrò. Ogni tanto mi veniva però come l'idea di alzare la voce fin sopra il rumore del trattore e dirgli "babbo...devo dirti una cosa."
Per ora non l'ho fatto.
Dovrei anche chiarire, o cercare di farlo, con il Filosofo. Spiegargli in modo comprensibile che mio padre è mio padre, e che dalla "rivelazione" escluderei mia madre...ed entrambi i suoi genitori.
Anche perchè la sua famiglia non è come la mia. Che finisce con i miei.
I suoi poi devono (devono? "eh sì, tu non li conosci bene...per loro è normale così, lo farebbero di sicuro") parlare con sua sorella, e poi con le due nonne ottuagenarie, almeno.
E insomma...a me mancherebbe solo quello.
Che mia cognata e mia suocera, con i loro due bambini splendidi sanissimi bellissimi ( e se chiedo alla suocera qualche altro issimo me lo trova) si mettano a chiedermi perchè il mio utero se ne sta lì sfitto.
E quindi...prima di parlare col mio canuto genitore...devo parlare col Filosofo, chiarirci bene tra noi che in questa faccenda..mi dispiace ma per il momento non sono dell'idea della parità.
Cioè non vale il "lo dici ai tuoi allora anche ai miei".
Prevedo una conversazione succosa.





2 commenti:

  1. Ognuno conosce i propri polli...( così si dice da queste parti )
    quindi a questo punto, forse il silenzio sarebbe la cosa più giusta da fare, per evitarti anche ansie e paranoie tu...
    un abbraccio

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  2. eh...conoscendo il mio pollame, credo che coinvolgerò solo mio padre, per motivi anche pratici (è un po' casino tenere tutto nascosto a tutti, ci serve un complice che svii mia madre).

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