lunedì 23 dicembre 2013

I tempi cambiano

Mio suocero ormai non esiste più.
L'ho salutato, un paio di giorni fa, quando ancora i suoi occhi chiari a fatica mi mettevano a fuoco.
Ora è sempre più sedato, perchè negli ultimi momenti di lucidità cercava di strapparsi la flebo e chiedeva di morire.
E allora lo sedano di più.
Io vorrei che alzassero tanto la sedazione, la morfina, da esaudirlo.
Passo di lì ogni giorno, ed è sempre più scheletrico, ormai un teschio dagli occhi chiusi e dal respiro irregolare.

Io non sono mai stata natalizia, la mia famiglia per natale si sbranava, qualcuno si ubriacava qualcuno piangeva molti litigavano.
Il Filosofo invece ama(va) il natale, perchè stava con i suoi parenti, con tutti i nipoti e pseudonipoti, insomma con piccoli e grandi.
Gli piaceva.
Quest'anno natale non esiste per nessuno.
Parte dei suoi parenti si trova lo stesso a pranzo, ma...ma non ci sarà suo padre, non ci sarà sua madre che è sempre con lui.
Lui sa che per me è doloroso stare con la famigliona prolifica quando io mi sento sempre più sterile e sa che andrei con lui solo per lui...ma quest'anno lui non festeggia il suo natale.
Non ha senso.
per suo padre, per me, per lui stesso.
E' come se la palla di vetro con la neve dentro che per lui era natale si fosse spaccata in mille pezzi.
Per la prima volta ha detto che ora avverte il mio dolore, la mia fatica, che avverte cosa vuol dire non voler stare in mezzo ai bambini vocianti, alle famiglie piene di persone.
Non se la sente. Non se la sente neanche lui, e vuol dire tanto.

Suo padre non è più suo padre, anche se il suo corpo è ancora più o meno vivo.
Quello che era per il Filosofo natale non è più natale.
Quest'anno sta chiudendosi al peggio del peggio.
L'unica cosa che, dice, gli dà forza, è il fatto che noi due ci vogliamo bene.
A volte mi sembra, quando la notte lo abbraccio per conciliargli il sonno e il gatto si abbarbica addosso a me ronzando, che il nostro letto sia una zattera in un mare di buio e tempesta, e mi sembra tutto così faticoso.
Aspettiamo l'alba.
Qualcuno diceva che ha da passà a nuttata...ma noi aspettiamo che passi ormai da anni.


Ho già allegato questa canzone, ma anche quest'anno va più che bene.




It's coming near Christmas, they're cuttin down trees
They're puttin up reindeer and singing songs of joy and peace.

I wish I had a river
I could skate away on

lunedì 9 dicembre 2013

Il primo bacio

Oggi siamo stati di nuovo alla clinica, alla casa di cura, alla casa dell'ultimo riposo...come cazzo si può chiamare la struttura dove i pazienti oncologici più gravi vanno a morire?
Siamo stati di nuovo lì.
Mio suocero sta sempre peggio. E' cosciente quasi sempre, ma sempre più debole.
Oggi abbiamo acchiappato al volo l'oncologo, dice che ogni giorno è un giorno regalato, perchè da un momento all'altro può collassare un organo interno e allora addio.
Andiamo insieme, quando possiamo, o separati, ma andiamo il più possibile.
oggi insieme.
Il Filosofo chiacchierava, gli raccontava le ultime novità del paesino, io gli davo da bere, lo sprimacciavo, sistemavo la sciarpa.
Poi con una scusa mio suocero ha fatto uscire suo figlio e mi ha chiesto a voce bassissima di aiutarlo a raggiungere il bagno.
Conosce bene suo figlio, e sa che non è il suo pane, gestire il corpo, suo o altrui che sia.
Si ripropone, in modo del tutto diverso, la questione del corpo.
Il mio corpo punzecchiato aperto studiato il corpo di suo padre punzecchiato mangiato divorato distrutto dal di dentro.
Il Filosofo non gestisce bene il lato buio della corporeità, ma ha la filosofica capacità di chiacchierare anche per ore senza dire molto.
E questo fa bene a suo padre. Gli fa bene essere in mezzo a un ruscello di parole pensate per intrattenerlo.
Mio suocero è una persona riservata, è sempre stato, mi dicono, un freddo.
Ma si sa, si cambia.
Me ne accorgo pesrino io che lo conosco da pochi anni. Adesso ogni gesto lo commuove quasi, adesso, impacciato come un bambino che fa i primi passi, quando arrivo mi prende le mani e me le tiene anche se non dovrebbe. Perchè le mie mani sono fredde e la sua pelle reagisce aprendosi in spaccature di sangue leggero.
Quando ce ne siamo andati, il Filosofo gli ha messo per un attimo la mano sulla spalla, e si sono guardati come si possono guardare solo due uomini che non hanno idea di come ci si abbraccia.
Io mi sono chinata per sistemare l'ultima cosa sul comodino prima di andare, lui ha frainteso il gesto e ha porto la guancia.
Non ci ho pensato due volte. E' stato il primo bacio che io gli abbia mai dato.
Spero che ne possano essere altri.
Tornando a casa, il Filosofo mi ha detto che adesso ha davvero capito che non potremo mai rendere suo padre nonno. L'ha detto e basta. Quella che ha quasi pianto sono io.
Perchè lo so anch'io, e lo sapevo anche prima. Però fa male, perchè io voglio bene a quest'uomo.
E so che se fossi stata madre, lui avrebbe voluto bene a mio figlio. E mio figlio gli avrebbe dato tutti i baci che non sta ricevendo.

venerdì 6 dicembre 2013

Qui


La  collega D. è incinta. Poverina, ha dovuto cercarlo per ben sei mesi, dice la collega C.
E poi ha 42 anni e una figlia piccola. 6 mesi di tentativi eh? Ripete.
Ok. Bene.
Io fatico e fatico e fatico per sorridere.
Mi fa male che ora a lavoro non si parli di altro che di questo.
 A questo punto tutte parlano solo di bambini.
La collega C. dice che ha fatto un test di gravidanza, perchè ha un ritardo di 3 giorni.
"mi ci vorrebbe solo un altro figlio!!! Per fortuna era negativo. ma ne avevo due, chi ne vuole uno? Tu?"
Io? Ma porcaccia troia, cosa dovrei farci, giocarci a shangai?

Mia cognata.
Mia cognata a cui ho detto piangendo della biochimica, mia cognata che sa. Mia cognata che dice che capisce, mia cognata che è donna con cervello.
Mia cognata che mi guarda con aria di comprensione quando tutti nella sua famiglia mi parlano di figli.
Mia cognata chiama e chiede se domattina posso fare da babysitter al suo bambino piccolo.
Mi dispiace, non posso. Sono impegnata.

Lo so, le persone non sanno del mio problema, le persone non sanno che sto male.
Lo so, mia cognata è una persona buona, e una persona super fertile pure, per cui per quanto buona perchè mai dovrebbe capire?


Pretendo troppo dagli altri. Me ne rendo conto. Ma rendermi conto non mi fa stare bene. Sto male uguale.

Stasera ho di nuovo fatto tardi, a scuola dovevamo fare una super orrenda roba con i bambini e le famiglie.
Alle famiglie fa piacere, possono parlare con noi maestre dei loro bimbi, parlarne ad nauseam (mia, almeno) con qualcuno che non può fermarli e anzi, li deve ascoltare sorridendo.
Altra fatica, dovuta, è lavoro.
Però è fatica.
Mi piace vedere le mamme così sorridenti e fiere dei bambini, c'è la mamma di V. che è sempre tanto ansiosa e invece V. è una bimba molto serena e io glielo dico, alla mamma, e glielo ripeto, e cerco di calmarla perchè è così bella quando guarda la sua bambina e l'altro piccolino. C'è la mamma di L., identica alla figlia, la mamma di P. che ha paura che anche a lui serva l'aiuto, come al fratello maggiore, e P. fa dei sorrisi incredibili, grandi grandi sulla sua faccia piccina ogni volta che incrociamo lo sguardo.
Sono tutte persone che amano i loro figli, e io le ammiro, e mi piacciono, eppure a volte vorrei poter chiudere gli occhi e non vedere.
Oggi il padre di B. mi ha messo una mano sul braccio e ha detto, col suo sorrisone, "come fai con tutti questi bambini? Devi avere una pazienza giganteeeee, no?" e ha riso.
Credo abbia la mia età, e ha due bambini piccoli, che lo adorano...oggi quasi mi commuovevo e avrei voluto che mi abbracciasse come abbracciava il figlio più grande, così, come un padre, come qualcuno che ti dice "sei al sicuro, nessuno può farti male e tutto andrà bene".
Devo aver fatto una faccia strana perchè mi ha chiesto se sono stanca, se i bambini mi fanno impazzire.
No, figurati.

 Mi sento vecchia. Non è solo che leggo in giro sul web, qui tra le blogger ma non solo, di compleanni sotto gli -enta, e giù di lì, e io mi sento in caduta libera.
Non so se siano gli anni, o se sia il passare vorticoso delle settimane poi dei mesi.
ogni anno però arriva e finisce e io sono sempre terra secca e infertile e non riesco ad accettarlo realmente.
Vedo che gli anni corrono corrono corrono, il tempo mi scorre tra le dita.
Io mi arrabbio, soffro, sto male, e non accetto.
Il dottore dice che l'accettazione mi aiuterà. Che starò meglio. Che si attenuerà il dolore.
Dice che io parlo di me sempre in termini di pesantezza, che temo di annoiare gli altri, di rompere le palle, di non essere interessante. Dice che questo c'entra con il mio stare male.
Il dottore dice che io sono meglio di come mi vedo.
Dice che come mi vedo non è come sono, ma come mi vede(va) mia madre.
Dice che mi libererò di questo.
Dice le stesse cose che mi diceva F., il mio amatissimo ex supervisore, che mi aiutò tantissimo nei primi tempi da psicologa.
Lui diceva "la voce che ti insulta, nella tua testa, che ti sminuisce, e che tu credi sia la tua,  è quella di tua madre".
Inizio a capirlo anch'io. Vorrei capire perchè. Vorrei sapere perchè mia madre non mi ha mai detto "brava" ma solo "devi fare di più e meglio", anche se ero la prima della classe, no, della scuola cazzo, la prima del liceo, però ero (sono ) sovrappeso, però ero sola, però però però.
Sono anche infertile, mamma. Ti piacerebbe saperlo eh? Così potresti affossarmi anche su questo.
Può darsi che un giorno accetterò tutto questo, e allora riuscirò a far tacere quella voce che dice "Non vali un cazzo" e allora mi sentirò bene, comunque andrà.
Ma ora non è così.


mercoledì 27 novembre 2013

E' arrivato il momento. Il Certificato etico.

Siamo solo a Novembre.
Eppure i supermercati rigurgitano già da giorni quintali di panettoni e altre schifezze. La radio mi vomita addosso jingle assurdi.
E a scuola, che dovrebbe essere statale, cazzo, sono costretta a fare presepe e calendario dell'avvento.

E' dunque ora che io entri nello spirito. Online e non solo. Come ogni anno, anche sulla porta di casa.

Chiunque lo desideri si senta liberissimo/a di copiare, incollare, linkare e stampare il presente Certificato etico, che condivido volentieri.




                                                          CERTIFICATO ETICO

                                                                                                         ........., ....... (luogo, data)

                     SI CERTIFICA CHE .........................................................................
                                                                            (nome, cognome)

 
                                              PRESENTA I SEGUENTI SINTOMI:

1. sente che il pianeta terra è malato;

2. sostiene che esso non potrà essere salvato senza un cambiamento del nostro stile di vita;

3. sostiene che il consumismo non serva a risolvere i problemi dell'economia, ma al contrario
aggravi lo stato di salute del pianeta di cui sopra, e contribuisca a svilire la spiritualità del
Natale;

4. non apprezza la falsa tradizione, di stampo commerciale, dello scambio di regali tra adulti in tale ricorrenza, in quanto la nostra usanza prevedeva che i balocchi fossero donati solo ai
bambini, peraltro attribuendone la responsabilità a terzi (Santa Lucia, San Nicola, Gesù
Bambino).

                                                        PERTANTO SI PRESCRIVE:

che alla persona sunnominata non siano in ogni caso somministrate sostanze note come “regali di Natale”, in qualsiasi forma, che potrebbero provocare gravi sintomi di insofferenza. Né èopportuno, per gli stessi motivi, aspettarsi regali di Natale dalla stessa. È sconsigliabile, inoltre, per preservare la salute del soggetto, parlare in sua presenza di articoli acquistati, scambiati, riciclati a scopo dono.



IN FEDE,






sabato 23 novembre 2013

Faccia a faccia col mio utero

Ieri, in serata, nuova visita ginecologica.
In un centro privato, stavolta. Perchè sapvo che, pagando, avrei potuto comprare un po' di gentilezza, almeno.
Comunque, la dottoressa guarda gli esami che le porto, mi dice "ora ti visito".
Continua a parlare, col suo piacevole accento spagnolo.
Mi metto sul lettino ginecologico, mentre lei dice "guarda, vedi?"
Io, così, senza parere, guardo, immaginando di poter vedere, come al solito, una roba in bianco e nero in cui dovrei individuare utero e ovaie.
E invece..carramba (è proprio il caso di dirlo), che sorpresa!
La dottora mi aveva infilato dentro una specie di...microcamera? Un qualcosa che ha ingradito a dismisura e dettagliato non solo la mia vagina, ma pure ogni dettaglio...bocca dell'utero compreso.
Devo dire che non ne sentivo il bisogno. Va bene conoscersi a fondo, ma qui è un po' troppo a fondo, cavolo.
ora ho pure le foto a colori, nella carpettina.
il Filosofo ha già detto che non aprirà mai il faldone neanche per sbaglio, vuoi mai che gli capitino sotto mano quelle.
Lui ieri sera non c'era, glielo raccontavo al telefono.
Gli raccontavo anche che la doc diceva che io e lui, secondo lei, potremmo anche farcela da soli. Ah sì?
Mah. Io ne dubito, ci abbiamo provato eccome.
Su questo, lui, per una volta poco Filosofo e molto onesto, ha detto: Non credo proprio, visto come sono messo io.
Già. Un giorno, forse, riavremo una vita intima.
Per intanto, la dottoressa mi dice che le mie ovaie sono da sistemare, che devo cambiare alimentazione, e mi dice come mangiare: oh ahi ahi carramba di nuovo, io praticamente mangio già così, ma ho delle ovaie di merda comunque.
Boh. Staremo a vedere.
Ora come ora non è possibile pensare al recupero dell'intimità di coppia, e comunque sia appena mi viene il ciclo lei suggerisce di prendere la pillola, di nuovo.
A questo punto...non so proprio che sarà il futuro, da questo punto di vista.
Al momento, ho al mio attivo solo una conoscenza fin troppo intima della mia vagina e del mio utero. Il dinamico duo. Proprio dinamico, tsè!

domenica 17 novembre 2013

A cosa "non sono pronta"

Grazie alla Princess, a Ellie, a Silvia, per il commento al post precedente.
Mi avete fatto venire voglia di chiarire, soprattutto a me stessa!
Sicuramente, con un post lungo quanto una poesia di Ungaretti, non posso certo pretendere di esplicitare un groviglio di pensieri abnorme come quello che riguarda questa faccenda.

Ma vorrei provarci. Mi fa bene anche solo provarci.

Dunque.
Quando parlo di morire senza figli...è vero, mi lascia desolata, questo pensiero.
Ma non è tanto il pensiero di non poter vivere una gravidanza, di non veder nascere un mio bambino, o di non essere mamma di un bimbo adottato, il pensiero che mi causa questa sensazione di grande grande vuoto.
Penso, anche se è dura da spiegare, che potrei venire a patti, magari non ora, magari non subito, ma potrei venire a patti con questo.
Ma...il pensiero di me, ormai vecchia, senza figli, senza nipoti, senza nessuno a cui lasciare nulla di me, di mio, di quello che ho costruito (o cercato di costruire), per me è terribile.
Forse è una cosa che mi porto dentro per come sono cresciuta, o fa parte di me per motivi che non conosco, ma è così mi sento.
Sono così da sempre, o da quando mi ricordo.
Non so se per chi è religioso sia diverso, se si dia un senso diverso alla propria vita.
ma per me la mia, e sottolineo la mia, non quella di tutti, ma la mia acquista veramente un senso nel momento in cui c'è qualcuno a cui donare ciò che ho creato, qualcuno che amo e che sarà, dopo di me.
Probabilmente (molto probabilmente) è un pensiero egoista, ma non ha senso negarlo.

Parlando invece di quello che mi scrivete, molto sensatamente, voi, sono d'accordo. Il mio valore non sta nella mia capacità di procreare.
Non posso negare che per me in realtà stia anche in questo, in parte, è un meccanismo psicologico con cui devo fare i conti, che riconosco e che credo che potrò risolvere.
Anche perchè dentro di me SO che non è così, che io sono altro, da un paio di ovaie e un utero.
La mancanza (momentanea? assoluta?) della maternità non inficia in modo particolare il mio sentirmi donna...più che altro perchè donna non mi ci sento da mesi, nel senso sessuato del termine.
Non ricevo uno sguardo, un complimento, una carezza che non sia quella affettuosa di un uomo che mi vuole bene, che, come la signora Pina Fantozzi, "mi stima moltissimo", ma che per mille motivi che io non capisco non ha più nessun interesse per me come compagna di intimià.
Al di là di lui, sarebbe forse poco carino, ma gratificante, sentirmi lusingata da qualche complimento fuori casa, ma anche questi sono mesi, forse un annetto, che non arrivano più, si vede che mi sto abituando ad essere sessuale come un minerale.
Insomma, non è esattamente la non maternità a diminuire il mio sentirmi donna. O a contribuire al mio NON sentirmici.
Se invece penso al mio essere "persona", "essere umano", ci penso, sento come se mi stessero togliendo un pezzettino, ma io sono tanti pezzettini, e questo è rincuorante.
Nel tempo, vorrei dare forza agli altri pezzettini di me, renderli sempre più coesi e luccicanti, e forti.
Ma non mi è facile.
Amo il mio lavoro, anche se amavo di più quello precedente, ma non è facile fare la maestra d'infanzia, circondata da bambini piccoli, sempre. Non mi è facile dare il massimo per aiutare la loro crescita, il loro sviluppo, e rintuzzare il pensiero "questo libro vorrei leggerlo al mio bambino prima di dormire".
Tante cose non sono facili, non lo sono per nessuno, credo, ma è un pensiero poco consolante...si sa. Il nostro "male", per quanto piccolo, tende ad assorbirci.
Per il resto, mi impegno. E' la parola giusta. Per una serie di circostanze, è questo che faccio di più. Mi impegno.
D'altro canto, è una cosa che mi è sempre venuta bene. Qualcosa in cui sono brava. E ho proprio bisogno di fare le cose che mi vengono bene.
Ho anche ricominciato a cucinare, anche se al Filosofo non interessa granchè. A me è sempre piaciuto, e ho ripreso a fare il pane, il ragu, le zuppe, i dolci (e mia madre, che beneficia di questa rediviva abbondanza, sta già ingrassando :-) ).

Io voglio andare oltre, voglio fare il possibile per diventare madre e poi superarlo, se non mi sarà possibile.
Ho il pensiero che ce la farò, in parte, ma che quell'altra parte, quella di cui parlavo all'inizio, resterà in me, come c'è stata prima.
Forse riuscirò a venirci a patti, non lo so.
Sicuramente è un percorso accidentato.
Ma scrivere qui mi aiuta. Mi aiuta parlare "fuori" di me, per sfogarmi, per chiarirmi, per buttare fuori, e mi aiutano i vostri feedback, le vostre voci che mi danno nuovi spunti e nuovi punti di vista.

venerdì 15 novembre 2013

Non sono pronta

A volte penso che arriverò a stare davvero bene comunque.
Poi succedono le cose. Ed ecco che rispunta la realtà.
Mi lascia desolata, il pensiero di morire senza figli.

domenica 10 novembre 2013

...e i tuoi pensieri sono un cane in chiesa...




Ma che cosa c'è in fondo a questa notte,
quando l' ora del lupo guaisce
e il nuovo giorno non arriva mai, mai
e il buio è un fischio lontano che non finisce
di minuti lunghi come il sudore,
di ore che tagliano come falci
e i tuoi pensieri solo un cane in chiesa
che tutti prendono a calci...






Si dice anche qui in Romagna. Coraggio pure. Sì sì. Coraggio pure.

venerdì 8 novembre 2013

Giornate di piccole e grandi sgradevoli cose

Litigo con lui.
Perchè? Boh.
Si parla di tutt'altro poi si parla di "desiderio", del fatto che puoi amare qualcuno e desiderare qualcun'altro, anche.
Si parla del fatto che può capitare di fare l'amore con lui/lei e pensare a un altro / un'altra, così, una fantasia.
Finisce a litigata. Cioè finisce con lui che fa una sfuriata e poi tace per mezz'ore. E io che mi mordo la lingua per non parlare che è peggio.
Bah. Il mio rapporto con la sessualità è sempre stato un po' "particolare".
Ora poi da almeno 2 mesi e qualcosa...il sesso è completamente assente, ed è argomento un po' delicato.

Il mio psi mi chiede se ho mai abusato di sostanze.
No. Mi schifano le sostanze. Anche solo in teoria.
Ho abusato sempre e solo di me stessa.
Ne parliamo perchè finalmente scoperchio l'ennesimo vaso di Pandora.
Ne parliamo perchè...cazzo non ci vuole la mia laurea in psi per essere d'accordo: sarei proprio il tipico profilo da "predisposizione" a una corposa tossicodipendenza.
Alcolisti in famiglia. Ambiente multiproblematico. Disturbi alimentari (replicati fedelmente nella vita sessuale). Ma no. Mai avuto gusto per le sostanze.


Però la bulimia si rifà viva, come una vecchia sgradevolissima ex amica che non sai mandare via quando bussa troppo forte alla porta.

Oh beh, sì, la bulimia. Che vuoi fare, non vomitare neanche una volta? Impossibile. La gatta mi fissa con gli occhi più tondi del mondo, un lemure le fa un baffo.
Io sembro la morte in vacanza, ho due occhiaie da panda e ora pure sapore di decomposizione in bocca. Che schifo.

Ma in questi giorni non si può mica resistere ad ogni tentazione. Comunque sia....l'importante è lavorarci sopra, al momento: meglio di così non so fare.

Lo so, che è tutto collegato. Tuttissimo.
Bulimia, distruttività adolescenziale portata avanti in mille modi, anche quando l'adolescenza è lontana. Poi si aggiunge questo, quello, quell'altro.

Piccole grandi stanchezze.

Pian piano le affronterò.

Sarebbe simpatico, una volta imparato dai propri errori, riuscire anche a perdonarsi.

venerdì 1 novembre 2013

Parliamo di cose utili. I costi. Quanto costa la fivet a Lugo (ra). E altre cose, su Lugo

Continuo a stare di merda. A voler essere sintetici e precisi, non saprei come altro dirla.
Fisicamente, mentalmente...non so quale parte di me sia più livida, stanca, pesta e distrutta.
Ma vorrei che il mio percorso finito in merda (sta diventando la mia parola chiave mi sa...) a Lugo potesse servire a qualcun altro, almeno per avere qualche informazione.

Il mio è stato il secondo tentativo.
Il primo è stato spappolato al pick up.
Il secondo NON è arrivato al pick up.
Questo è importante.
I costi che ora riporto vanno quindi dai farmaci stimolanti e soppressori ai monitoraggi ai prelievi e alle visite varie.
Fino al giorno prima di quello in cui era previsto il pick up.
E' triste prendere in mano l'enorme faldone di scontrini e ricevute, ma è anche giusto farlo, per fare due conti e capire quanti soldi ho sprecato per questo tentativo.

esami sangue e tamponi (di entrambi) : 255

prelievi + monitoraggi: 215, 5

farmaci 449,88

totale : 920,38 euro di ricevute sanitarie. Questo nel mese di ottobre (più qualche esame in settembre).

Sicuramente non è un prezzo altissimo, dopotutto non fanno pagare il gonal per la stimolazione, ma resta comunque una cifretta non indifferente.

Al di là dell'aspetto economico...che altro dire di Lugo?
Se vi rivolgete a loro troverete ad accogliervi due infermiere, e un team di medici variegato.
Le due infermiere sono molto gentili, e vi assicuro che non è cosa da poco, e sono anche disponibili per quanto oberate di lavoro.
I medici...beh.
La responsabile è la dottoressa V. Rambelli.
E' la più professionale, se la prendete nei giorni buoni è molto gentile, nei giorni cattivi è brusca, ma non è mai offensiva o sgarbata.
E' molto precisa, è quella che alla fine prende le decisioni, ed è quella che dice meno cazzate.
Se potete, cercate di parlare con lei.
Altra dottoressa che potete trovare spesso è la dottoressa Giuliani.
Attenzione. Dimostra la stessa umanità e delicatezza del famoso iceberg del Titanic.
Non aspettatevi che sia gentile, o anche solo vagamente cortese. Vi dirà le cose nel peggiore dei modi, usando metafore e parole che non si dovrebbero usare neanche parlando di queste cose al bar.
Se non indossasse il camice penserei di avere davanti una passante piuttosto stronza, non un medico che ha davanti una donna in momento di fragilità emotiva e di casino ormonale che si rivolge a loro per farsi aiutare ad avere un figlio.
Ci sono poi altre due dottoresse, che non si sono mai presentate, ci sono solo a volte, e di solito non aprono bocca. Non rispondono alle domande neanche sotto tortura...anche perchè poi devono chiedere alla Rambelli, che è l'unica che alla fin fine pare capirci qualcosa.

Per il resto, aspettatevi che alla terza-quarta visita in pochi giorni vi chiedano cose come:
- ma ti ho mandato io a fare questo esame?
- aspetta...ma tu devi fare il primo colloquio?
- ma come...non ti ho ancora dato il soppressore?

So di persone che a Lugo si sono trovate bene, ovviamente.
Io no.
Io sono partita con loro che dicevano "ah beh, ovaio policistico, beh, un caso su cui puntare" e sono uscita da lì, dopo un secondo tentativo fallito a metà percorso con un "le tue ovaie non vanno, si vede che rientri in quel gruppo di donne che non ce la fa, nè stimolata nè non stimolata".
Mi sono sentita poco seguita, mi sono sentita trattata male come se fosse una colpa, il mio "non rispondere a dovere", mi sono sentita gestita in maniera pressapochista.

E' molto probabile che in parte tutto questo dipenda dal fatto che la PMA non è una scienza, che si va anche a braccio, che bisogna provare e vedere cosa va meglio.

Ma c'è modo e modo di farlo. C'è modo e modo di provare e c'è modo e modo di seguire una persona.

Il mio percorso con Lugo è finito. Se qualcuna che capita su questo blog ha avuto un'esperienza splendida in questo ospedale, e vuole dire la sua opinione, è sempre gradita.
Io qui ho riportato solo la mia esperienza personale.

giovedì 31 ottobre 2013

Tutto continua

Sì sì tutto continua. Oh sì, tutto.
Dopo quelle frasi orribili, dopo quella telefonata che sancisce la fine del percorso, il loro consiglio di darci su o di rivolgersi ad altro, all'estero, perchè le "tue ovaie non collaborano"; dopo tutto, tutto va avanti.
Si deve lavorare, andare andare andare.
Si deve fare.
O forse no.
Forse è caso, forse no, mai il mio corpo si ribella.
Mi sveglio alle 4 del mattino in una morsa di dolore, forse una contrattura? non si sa, il medico non 'c'è la guardia medica non viene, al pronto soccorso inutile andare, e impossibile farlo, non riesco a muovermi, la parte sinistra dal collo all'anca è una morsa di fuoco e dolore.
Imploro al telefono, no la guardia medica non prescrive farmaci, no il dottore oggi non c'è no no no.
Piango, ululo come un animale ferito.
Il Filosofo gira per casa in mutande, sconvolto che siano le 5 del mattino e che io sia lì che non posso stare da nessuna parte per il dolore.
Alle 7 chiamo mia cognata, la dottoressa, al telefono mi dice "punture. Voltaren".
In farmacia non le danno. Vogliono la ricetta.
Mio padre recupera le sue punture di Orudis.
Ah, l'Orudis. Sono altri ulri, fortissimi, per riuscire a stare in posizione da puntura, poi ancora urli perchè fa un male cane, la puntura, e tutto fa malissimo mi manca il respiro e non riesco a smettere di piangere, per ore.
Poi la super droga orudis entra in circolo, il dolore diventa un pulsare sordo, che mi permette di sedermi sul divano e di restarci fino alla notte, seconda puntura e poi dormire lì.
Il dolore non passa, il dottore finalmente appare e dice forse "periartrite".
Altra puntura, mio padre è sconvolto da quanto io possa urlare e piangere e fare casino, intimidito dal dolore che, dice, se potesse mi porterbbe via per prenderlo su di sè.
Mi accarezza la testa e mi dice che quando ero piccola a mia madre si era bloccata la schiena e lui doveva portarla in braccio anche in bagno.
Il Filosofo non c'è, è partito all'alba per Lucca e io fisso con aria ebete l'ennesima fiala di Orudis, pensando che stasera vorrei tanto evitare la puntura, anche solo per evitare di spararmi dentro altra roba, dopo tutta quell'inutile merda che mi hanno dato a Lugo.
Sono piena di ormoni stimolanti, ormoni contrastanti, e antinfiammatorio..sono un'arma chimica vivente.
ALla fine il mio corpo ha vinto, sono a casa dal lavoro.
Dopo aver pianto sommessamente mentre cantavo per i bambini, ora sono a casa, nessuno tranne il gatto che mi fissa con occhi tondi e mi sta sempre vicino.
Ora sono a casa e posso piangere.
Ci ho pensato, ieri sera: non riuscivo a smettere, a fermarmi. Odio le iniezioni, e questa era pure dolorosa, e il male della contrattura o periartrite che sia è allucinante...sì...ma perchè non riuscivo a smettere di piangere?
Credo che in qualche modo io abbia trovato una strada "lecita" per esprimere il mio dolore. nessuno si urta, se piangi per dolore fisico, se ululi come un lupo ferito perchè hai fatto un respiro profondo e ti sembra di avere una spada nel collo.
E allora credo di avere aperto un rubinetto di altre lacrime, di altro dolore che non avevo ancora espresso.
Oggi sono da sola,  seduta sul divano, e il dolore è meno intenso. Le lacrime non passano, continuano a cadere. E sempre di più capisco che nemmeno io mi concedevo il dolore, e che ora me lo sto permettendo, quasi costretta ora non riesco più a chiuderlo.
Da sola posso farlo, senza occhi altrui, neanche i suoi, che mi guardano e si aspettano che io vada avanti e sia forte e sia tosta, sempre.
Sarà un lungo fine settimana, lui tornerà a casa stanotte e poi andrà al lavoro e lo rivedrò domenica sera.
Per allora chissà, forse il mio serbatoio si sarà finalmente svuotato, le lacrime in serbo saranno finite e io sarò davvero quella che fingo di essere, quella che fa le cose di ogni giorno come se avessero, per lei, una qualche importanza.
Non fosse che 200 ml di antinfiammatorio è la dose giornaliera massima, me le snifferei, le fiale, perchè davvero anestetizzano il dolore. E fanno pure venire sonno.
E io ora vorrei solo dormire, per mesi, mesi, mesi.

lunedì 28 ottobre 2013

non sprecate x me, che sono il vuoto

Non sprecate per me i vostri pensieri...siete tanto dolci, ma pupurtroppo non c'è nulla da pensare.Tutto morto oggi, niente pick up. Fine. Scrivo al volo, perché proprio Ora a scuola addormento cantando i figli altrui. Piango, ma non si vede, nel dormitorio buio.

sabato 26 ottobre 2013

nebbia

L'ospedale è nella "bassa" romagnola, per cui nebbia nebbia nebbia, niente irti colli ma una bella pianura piatta con una nebbia densa come polenta.
ormai la strada la so bene però, da una settimana vado TUTTE le mattine a fare monitoraggio e prelievo, ormai ho il braccio che fa schifo a guardarlo.
Vado tutte le mattine..ma la situazione è ancora poco chiara.
Mercoledì la dottoressa mi ha apostrofato praticamente urlando:
"la tua situazione è difficile. Potresti non farcela mai: se ti stimolo un po', iperstimoli, se abbasso le tue ovaie non fanno niente. Forse dovrai rinunciare".
Come sempre, esco da lì che mi sembra di morire.
Ho anche rotto compulsivamente i maroni a una persona che aveva ben altro, ma ben altro, a cui pensare in questi giorni.
Ma io, con il mio tatto elefantino, mi sono aggrappata a lei come un'anemone allo scoglio.
E devo ringraziarla ancora e ancora per avermi sopportato nonostante, appunto, Silvia avesse ben altri pensieri, proprio in questi giorni.
Lei è stata ben più comprensiva del Filosofo, che con maschile noncuranza dice: Beh allora informati sull'ovodonazione all'estero.
Lui che a solo sentir parlare di donazione di sperma, invece, si incupisce...e grazie al cazzo, grazie!
Comunque sia, andiamo pure avanti.
Andiamo andiamo, ogni mattina in quell'ospedale di merda, vicino a me una ragazza minuscola con una pancia enorme, eh sì, deve fare un'eco per una gemellare, la  mandano lì anche se lei non ha fatto la fecondazione, perchè la dottoressa " è qui giù" (nel seminterrato, sic). Sono lì lei marito mamma e credo anche suocera (o zia?).
Fico. Io sono da sola come sempre, anzi in compagnia di un nervoso boia.
Ora ho iniziato a bucarmi anche con il soppressore, ho paura che mi faccia crollare l'estradiolo come l'altra volta, non so cosa succederà e non so cosa faranno con queste mie ovaie che non piacciono alle dottoresse.
Stamattina mi hanno detto di fare cetrotide alti due giorni almeno, perchè "ora son diventate lente, ma cosa combini!!!!", come sempre è colpa mia...va beh.
Chissà.
Forse, se tutto va bene, settimana prossima provano a prelevare.
Ah, il Filosofo spera che non sia giovedì, perchè ha preso l'impegno di andare alla super fiera del fumetto di Lucca con un suo amico.
Lasciamo perdere il fatto che tra gli ormoni e le sue stronzate ho pensato seriamente al mariticidio. E sono convinta che mi darebbero un sacco di attenuanti.
Ora spero solo di arrivarci, al pick up. E se potessi, giuro, se potessi mi produrrei anche lo sperma da sola, per non dover sentire cazzate tipo "ah,..speriamo non di giovedì."
Ma speriamo che la prossima volta tu stia zitto, e che quella stronza di dottoressa non mi insulti se il MIO pick up non riesce.
Fanculo. Fanculo. Fanculo.
p.s. io odio guidare nella nebbia.
p.p.s. altri due giorni di cetrotide sono anche altri 120 euro che volano via come coriandoli. A fine di questo ciclo voglio fare due conti.O forse meglio di no.

domenica 20 ottobre 2013

Stress?! Ma dai, davvero?

Dopo aver passato una notte orrenda in cui mi sembrava di stare su una graticola, sono andata a lavorare..pruriti ovunque, dolore a un occhio che stava diventando grosso come un uovo...in pratica un mostro inguardabile e soprattutto un fastidio allucinante.
Mi sarei grattugiata come un formaggio se avessi potuto.
Mi sono anche un po' preoccupata...così dopo un giorno interno di follia sono andata dal dottore.
Che mi guarda un po', mi illumina varie parti del corpo e chiede:

SEI IN UN PERIODO DI STRESS?

Mah...vediamo
- lavoro nuovo, con serie di impegni in più
- secondo lavoro, assurdo, accettato solo perchè se no non facevano lavorare il Filosofo, che ne ha bisogno,
- sto per fare il secondo tentativo di Fivet e non so se arriverò al pick up o meno
- ah...mio suocero è in fase pre-terminale.
Lei che dice, dottore?

Mi sorride: "Lo sapevo. La tua è ORTICARIA DA STRESS".

Come mai non mi ha stupita la diagnosi?

Mi sento come Charlie Brown


mercoledì 16 ottobre 2013

e sempre ogni giorno...2

Nuovo giorno, nuovo dialogo.
Torna la tipa solita.
Oggi mi dice "come va? Mangi?"
"no, vado a casa presto."
"Ah bello, arrivi che sono tutti a tavola".
"..."
"Ah, non ma tu non hai figli no?"
"No."
"ah, bene bene...stai bene eh? Cioè ti va ancora bene eh? Eh? Eh? Ti va bene eh? Le va bene eh? Eh?"
Sembrava un disco rotto. Imbarazzante e rotto.
Sono riuscita a fermarla solo sgridando un pargolo (semi)innocente e intimandogli di smetterla di dondolare la sedia. In realtà stava solo dondolando le gambe. Lo so, sono un mostro.
ma l'alternativa era sfondarle il cranio col suo stesso mesteolo.

martedì 15 ottobre 2013

E sempre, ogni giorno...

Ogni giorno, uguale.
Ogni giorno, per me è una fatica.
Prima, la bidella che dice "quest'anno vedi bene di non farti venire voglia di un figlio eh?" e poi ride da sola, mentre io con lo sguardo porto sotto zero la temperatura della stanza.
Poi le mamme incinte che mi raccontano la differenza tra prima e seconda gravidanza.
POi oggi, che vado a scuola che sto di merda, il ciclo mi uccide e la stimolazione mi fa di nuovo star male.
Vado e chiedo di mangiare in bianco.
E la tizia mi guarda e declama: "almeno la tua è influenza no? Di là, alle elementari c'è un'altra epidemia!"
E io, già preoccupata, visto che da noi ci sono scarlattina e altre robe: Sì, e cosa?
Lei: GRAVIDANZA. sono tutte incinte là....!!!
Risate generali.
A me sale la nausea.
Tutto qui. Mi sale la nausea.
Non riesco neanche a entrare su CUB, negli ultimi due tre mesi.
Guardo le donne "normali", quelle "normofertili" insomma, quelle che scopano (cazzo, io non so neanche più come si fa) e poi un giorno hanno la nausea, o la pancia, o la sensazione giusta.
E la loro vita continua normale, sono incinte e felici.
Le guardo e penso OMMIODDIO...la gravidanza può essere questo?
Puoi essere incinta e avere una vita normale? Incinta e non nel terrore?
Incredibile.
Guardo queste donne come se fossero alieni con un occhio solo e le antenne verdi.
Io non sarò mai così.
E dall'altro lato non riesco neanche più a seguire cub, a seguire le storie difficili.
Sono troppo poche, quelle che poi vanno a lieto fine.
E mi dico: magari su CUB le storie più felici non ci sono, perchè magari queste donne che stanno bene non hanno tanto bisogno di scrivere, e allora ci sono tante storie tristi e dolorose...ma magari non è un campione significativo, magari...
Non riesco a scrivere, lì, non riesco a leggere.
non riesco a guardare le donne per strada e a non chiedermi come possono essere così "normali" eppure incinte.
Forse un giorno mi passerà. Per ora tutto mi colpisce. Tutto mi ferisce.
Nel frattempo mi buco.
Sono tornata al Gonal, come per la IUI.
Temo che non si formi neanche un follicolo. O che si finisca come l'altra volta. Nel nulla.
E allora...cosa sarà del mio fragile equilibrio mentale?
Ai POSTUMI (di questa stimolazione) l'ardua sentenza.

sabato 5 ottobre 2013

Curva della prolattina amica mia


Alle 7.30 dovevo fare l'ennesimo esame. La curva della prolattina.
Mi presento alle 7, memore dei tempi vergognosi che ci sono al centro prelievi.
L'esame della curva della prolattina dura una (fottuta) ora.
Fico. Io ho la fobia dei prelievi, anche se la Pma mi sta “guarendo”, nel senso che continuo a soffrire fisicamente molto il dolore del prelievo, ma ho meno crisi di ansia.
Ok.
La prolattina, mi dice la regia, reagisce allo stress. Anche allo stress da “buco di ago”.
Bene. Io vado, più calma che posso. Devo essere fuori di lì per le 9 al massimo, devo andare a lavorare, e vorrei anche fare colazione, se riesco.
Bene. Ore 7.20 sono dentro.
Sono nella stanzetta “speciale”, dove non fanno i normali prelievi, ma soprattutto “le curve”.
E per curve intendo, in particolare, curva di glicemia e insulina.
Alzi la mano chi sa quali pazienti fanno, nel 90% dei casi, queste curve.
Ma bravissimi... proprio loro, le donne in gravidanza.
Molta pancia, poca pancia, altri bambini, primo bambino.
Inizio così, entrando nell'ambulatorio insieme a una donna incinta.
Che, mi si lasci essere stronza, rompe i coglioni perché con la seconda gravidanza ha già preso 10 kg. Ma che minchia. Ok. Ok, non mi devo stressare, che la prolattina mi si alza. Suuuuu. Calma.
Mi sdraio.
L'infermiera mi afferra il braccio e...”mmmm che vena sottileeeee...va proviamo!”
Prova. Ahia. Ok, ora devo stare immobile.
Passano 10 minuti, deve fare il primo prelievo.
Cazzo, la flebo che mi ha messo si è fermata.
“non va non va la vena qua è sottile...no no togliamo tutto.”
Ahia.
Facciamo l'altro baccio. Ok.
AHIAAAAAA!
“Ti brucia?”
“Sììììììì AHIAAAA!”
“No no non va bene aspetta aspetta tolgo tutto!!!”
Male cane. Brucia brucia brucia.
IO NON TI BUCO PIU'. ASPETTA. CHIAMO LA COLLEGA.”
La collega è un genio.
Arriva, si china su di me che sono sdraiata come un tonno spiaggiato e mi scandisce: NON – DEVI – AVERE – ANSIA. - SE – TI – AGITI – CI – FAI – FARE – FATICA. - DEVI – ESSERE – CALMA.”
“Ehm, come dicevo alla sua collega, non riesco a controllare le crisi di ansia. Ho problemi con i prelievi. Sono molto dolorosi. E mi scatenano il panico. Mi spiace.
“NO. SE TU VAI IN ANSIA, MI INDURISCI LA VENA. RILASSATI”.

Sì. Facile eh? Avete mai detto a qualcuno “adesso sii felice.” “ Ora divertiti” “devi amarmi”.
Dire “ora non avere l'ansia” è una cagata uguale.
In tutto questo, mi riprende il braccio bucato per secondo (l'altro la schifava) e mi ribuca.
AHIA, ma che cazzo credi che sia, un puntaspilli???
Mi blocca l'ago con un chilo di nastro adesivo, fissandolo in verticale sul braccio, e dicendomi: non tossire. Hai la tosse? Non tossire che me lo sposti e dopo dobbiamo rifare da capo.

Ho passato l'ora intera immobile, in una sfilata di panze e discorsi di panze.
E mi domandavo, durante i 3 prelievi...chissà se la mia prolattina sta reagendo a tutto questo?
Alla fobia del prelievo, al dolore dei buchi ripetuti, al magone di tutte ste gravide che mi vorticano intorno.

Chissà. ci vogliono giorni per il referto.
Chissà.

Poi è finita, sono uscita, frastornata, e sono andata a scuola
Eh già, oggi avevo una super festa con bambini e famiglie.
Oggi veniva anche la mamma di L., che ha partorito il secondo 3 giorni fa e voleva farcelo vedere.
Oggi venivano tutte, le famiglie, al completo, ad annunciarci nuove gravidanze e a chiederci foto con i loro pargoli.
Oggi la mia prolattina potrebbe scalare l'Everest, mi sa.

mercoledì 25 settembre 2013

Perchè ti ho mandato dall'endocrinologo? E perchè io invece non ti ho mandato a dare via il culo?

La dottoressa fissa i risultati.
Endocrinologo? Ma perchè ti ho inviato all'endocrinologo?
Ehm...non lo so. me l'hai detto al telefono. mi hai dettato un elenco di cose. Fine.
Ah, si vede che ci è sembrato utile.
Eh sì, si vede.
ma che cazzo di modo.
Poi mi si dice pure che "ooooooh ma questa prolattina!!! Subito una curva della prolattina eh?"
Subito la minchia, la prenoto ma non è che me la fanno sul momento sai? E soprattutto, ti ricordo, per la decima volta, che io ho le crisi di ansia proprio e solo DURANTE i prelievi, tu credi SERIAMENTE che la mia curva sarà sensata? che stare un'ora con l'ago nel braccio mi farà rilassare????? Ora...se l'ago me lo riempi di robbba bbona magari mi rilasso pure, ma non so se vale la pena...mah.
Risposta: ah beh, vedremo. Poi se proprio non capiamo...vedremo.
Ottimo.

Nel frattempo mi hanno detto che se non ho i risultati del tampone in tempo posso fottermi, e che però il tampone non me lo urgentano che non se puote.
ah, e che da oggi aggiungo altre due pillolone al mio quotidiano afferrare pillole all'alba e lanciarmele in gola come fossero zuccherini.
Stavolta è Chirofert, mi pare...due volte al dì.

Ultima cosa da segnalare: la stessa dottoressa che disse, al primo colloquio "voi siete una coppia su cui puntiamo" oggi mi ha detto, "eh, con il tuo ovaio policistico, è VERAMENTE DIFFICILE".
Ma grazie, eh. mi piace questo rutilante cambiare le carte in tavola. mi piace proprio. Sì sì.

p.s. tutto questo avviene all'ospedale di Lugo (ra)
Ambulatorio per la fisiopatologia della riproduzione umana.
Responsabile dott.ssa Rambelli. Primario dott. Salieri.
(lo dico per chi si fosse sintonizzato solo in questo momento, che magari qualcuno cerca info online e io se posso vorrei aiutare. Offrire la mia esperienza.)
 

lunedì 23 settembre 2013

Conversazione durante il pranzo

Commensale 1: M., 3 anni
Commensale 2: Ma, 4 anni
Commensale 3: Diarista.

M.: Ma tu ce l'hai a casa un bimbo?
Diarista: No, tesoro.
Ma.: ce l'hai nella pancia allora? (gesto circolare sullo stomachino)
Diarista: No, no, non c'è niente nella mia pancia.
M.: no? non ce l'hai nella pancia? (gesto di pancia gonfia)
Diarista: No, non ho nessun bimbo. Adesso però mangia i pomodori, dai...
M.: é morto, il tuo bimbo?
Diarista: Eh?
M.: è morto il tuo bimbo?
Ma (contemporaneamente): Se è morto è in cielo. E' in cielo?
Diarista: No, no, non c'è nessun bimbo. Da nessuna parte. Non ho bimbi. (respiro profondo. Il tono di voce torna leggero). Adesso li mangiamo, questi pomodori? Su...che poi andiamo fuori se siamo veloci.

Nel frattempo gli altri 25 pargoli ciangottano anche loro, ignari di ciò che alberga dentro la loro maestra.


venerdì 20 settembre 2013

ma che cazz...

Dopo una giornata nel girone infernale dei bimbi piccoli con mamme incinte, eccomi dalla endocrinologa.
perchè? Boh, l'ospedale ha ruttato quest'ordine senza spiegazioni.
Bene.
Ingresso ospedale.
Incontro G., che mi dopo avermi chiesto come sto, mi dice che lui sta bene, sua moglie pure...e che figliano in gennaio.
Oooooh, ma congratulazioni, che bello!!!
eh, guarda, non che lo cercassimo eh?
Oooooh, ma allora che bella sorpresa!!! Ciao eh?

Fichissimo. Sì sì.
Endocrinologa, che sembra Shakira  (con qualche rughetta in più).
Mi dice che gli esami non sono male, ma un bell'Eutirox adesso me lo sparo, e probabilmente me lo sparo vita natural durante.
Ancora più fico.
Corro in farmacia. Nel momento sbagliato.
Hey, Diarista, sei tu?
Sì. Ciao...

Ciao..come stai? Tutto a posto?
Sì...e direi che anche tu sei super a posto eh? Congratulazioni!!!

(fuga di Diarista, che continua a camminare mentre parla e si allontana dalla giovanissima conoscente con carrozzina gemellare).
E la fichezza qui raggiunge vette stellari. No?

Fanculo.

martedì 17 settembre 2013

So che ha ragione a dirmi "se ti senti così stressata e così in difficoltà, chiama il tuo psi e vacci più spesso".
So che ha ragione a dirmi che il problema è mio e non può farsene carico io.
Ma odio sentire l'espressione "sei un buco nero, risucchi le mie energie".
Odio anche me stessa, a volte.
Come quando piango davanti a lui, ero riuscita a non farlo per qualche mese, poi succede che gli unici momenti non in pubblico, non con estranei, sono in casa, negli stessi orari suoi, e allora mi scappa e piango.
ho paura di tante cose. Lui gestisce il dolore e la paura diversamente, io piango.
Poi mi pento, non vorrei che mi dicesse buco nero, non vorrei che fosse sensato, vorrei che fosse assurdo e dicesse "sììììì rompi il cazzo a me di brutto".
Poi so che ha ragione e allora faccio la faccia adulta sotto le occhiaie e trattendo le lacrime poi stasera lui esce e penso meglio così perchè adesso cazzo se piango, cazzo se mugulo tra me e me sul divano.
A volte credo di capire persino troppo D.F.W. quando scrive

...come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...) 

Sono io, e non so da che parte fare. Anni di lavoro su di me, anni anni anni e poi sempre crollo, crepe, smagliature, la facciata si sgretola io sto male e mi rivolgo a lui e lui dice "se io ti ascoltassi finirei per andarmene e tu poi troveresti un altro e con lui faresti uguale" e allora io penso cazzo cazzo cazzo, penso proprio cazzo, mica altro.
Devo andare più dallo psi, va bene, vado, faccio, ma il resto, il resto non dipende solo da me, dipende anche da quei figli di troia sifilitica che mi chiamano e dicono "sa che c'è? Venga due settimane prima, e intanto faccia anche un bel po' di questi esami, che lei sta messa di merda lo sa si?"
Chiamano al volo non spiegano una madonna e intorno i bambini vogliono coccole, sono piccoli, appena arrivati con le mamme incinte e io non voglio guardare.
Sono tornata indietro.
IN questi giorni di stress cancello dal campo visivo le gravidanze, tutte, le madri con la pancetta da post parto, le madri con il neonato, tutti.
Cancello, non voglio sapere, non voglio notizie, non voglio niente.
Fate pure, tutti, riproducetevi quanto e come volete, fate fate fate, ma io non vogio saperlo, per favore, lasciatemi stare, non ce la faccio a reggere anche l'ennesimo racconto di ecografia parto pappa cacchina santa.
Non ce la faccio perchè sono un mostro? Inizio a pensare un po' di sì, al di là della retorica, di essere una persona cattiva.
Vorrei solo dormire. Ovviamente, insonnia di merda, questo non avviene.
Ho ripreso a scrivere.
Roba che fa schifo perisno a me che la produco.
Per fortuna, scrivendo di notte su foglietti volatili, il gatto poi ne fa scempio e coriandoli.
Sono troppo stanca per credere in qualcosa.

domenica 8 settembre 2013

Nervosissima




Sarà il ciclo in ritardo? Sarà il tempo ballerino con nuvole e sole alternati vorticosamente?
Sarà che odio questo cazzo di caldo tardo estivo? Sarà che le tette sono sgonfie, ma il ciclo non viene, sarà che ho fatto anche un idiotissimo test di gravidanza di quelli che si comprano in stock su internet e ovviamente è negativo, ma insomma...
Sarà tutto e niente, ma oggi mi sento così:




Irritata. Irritabile. nervosa. Pronta alla pugna e anche pronta a mettermi a piangere a caso.
Uff. E' bene che il Filosofo sia a lavorare, ed è un bene che io oggi non sia andata all'ennesimo pranzo con tutti i bambini della sua famiglia.
Mi sa che è anche questo che mi rende nervosa. Il fatto che io le vivo male, quelle riunioni, in cui ormai da anni siamo gli unici stronzi senza neanche un bambino.
Oggi sono un mostro, mi sento un mostro, come se avessi dentro una colata lavica di dolore rabbia frustrazione che non riesco ad esprimere in nessun modo.
Vorrei trovare il modo di mandarla via entro stasera quando lui torna, ma non so come.
Potrei mettermi a urlare, a spaccare oggetti, salvo poi dover ripulire tutto.
Forse dovrei sfogarmi pulendo casa, rivoltandola da cima a fondo, ma è troppo "sensato": vorrei strillare e fare i capricci e battere i piedi.
Oggi sono veramente una schifezza, e non so neanch'io da che parte prendermi.
L'unica buona cosa sarebbe se fosse una botta d'arterio dovuta al cazzo di ciclo che arriva, anzichè annunciarsi e poi ritrattare come sta facendo da giorni.

venerdì 6 settembre 2013

Ci eri rimasta per culo. E hai l'ovaio stronzo.

Io e il Filosofo abbiamo trascinato i nostri pesantissimi sederi a Lugo, questa mattina.
A parte i ritardi stellari, a parte i bambini urlanti messi nel nostro stesso corridoio perchè dove vuoi metterla, pediatria, se non di fianco a fisiopatologia della riproduzione umana di sto cazzo, la dottoressa arriva.
E' la dottoressa stronza. Quella stronza proprio.
Ma cazzo. Che sfiga. Va beh entriamo.
Non mi guarda praticamente neanche in faccia. Guarda i dati.
Borbotta e se ne esce con uno "zero ovociti?!?! ZERO?!?!" manco fosse colpa mia. manco fosse un dispetto a lei.
Che strano, dice.
Io allora le chiedo come (minchia) può accadere. Chiedo con calma olimpica e voce dolce, che se no ho già visto dall'altra volta che lei diventa ancora più stronza.
Mi dice, testuale, la dottoressa in camice bianco:

le tue ovaie sono stronze. hai l'ovaio stronzo. E questo è un problema.


Ma che cazzo di risposta. Che precisione linguistica. Che vocabolario da professionista.
Ho l'ovaio stronzo?
Sì.
Ma quindi, chiedo io, già con la mascella che palpita e si vede e il Filosofo teme che mi parti l'incazzo, ma quindi si può ripresentare la stessa orrenda situazione?

SI'.
Può.
E' come se tu hai i capelli lisci lisci, che la permanente non tiene. Puoi riprovare, ma magari non tiene uguale.

Questo mi ha steso. Ha preso le mie flebili speranze, le ha allineate e poi pronti, puntare, fuoco.
Mi ha steso.
A quel punto io ho chiesto se ha senso, allora, che io provi.
Sì sì, ora però cambieremo terapia.
Ah sì, e quale sarebbe l'idea?
Ah non so, ne parlo con l'altra dottoressa.
E mi par giusto. Parlane pure.

Controlla la cartella e esclama: ah ma c'eri rimasta, incinta. Una volta. Giusto?
Sì, una biochimica però.
Eh, quella volta hai avuto culo!

Il tutto detto con lo stesso colorito emotivo di Robocop.
Il Filosofo, per motivi totalmente ignoti a me, è fermamente convinto a concedere loro un secondo tentativo. Credo sia terrorizzato dal discorso costo dell'andare nel privato, altrimenti non mi spiego questa sua idea.
In realtà dopo il colloquio di oggi persino lui è un po' perplesso.

Oltretutto il mio ciclo è in ritardo.
La dottoressa alza gli occhi con aria annoiata: allora appena arriva prendi la pillola, che almeno lo programmiamo un po'. Se poi pensi che potresti essere incinta, tra un po' fa' un test.

Fine del colloquio.
Durante il quale ho comunque detto che se mai si riparlerà di pick-up io voglio anestesia totale, contro il parere del Filosofo che non la approva.
Manco io, la amo, la totale, ma visto che è altamente probabile arrivare a un nuovo pick up inutile, grazie all'ovaio stronzo, almeno voglio arrivarci dormendo.

Nel frattempo, mi riservo di pensarci su.

mercoledì 4 settembre 2013

Mica facile.

L'estate è sempre stata una stagione poco amata, da me.
ma quest'anno, soprattutto, l'ho amata.
Estate voleva dire zero soldi, ma anche zero colleghe tutte donne tutte mamme. ma anche zero mamme, le mamme dei bambini a scuola che spesso sono bis tris in certi casi pure quadris mamme, a volte mamme con panza, a volte mamme che allattano il piccolo mentre ti portano il "grande".
Mi affatica, il ritorno nel girone della mammità altrui.
Dal mio primo tentativo di fivet che più di merda non poteva essere, qualcosa in me ha fatto "crick".
Prima ci credevo. Adesso è come se mi fosse caduto in testa un cappotto pesante, pesantissimo, ruvido e fitto. Il buio e la pesantezza su di me.
Non ci credo.
E con questo non dico che voglio passare all'adozione. Adozione? Di due persone, ho un lavoro solo io, siamo pure vecchi rispetto alle coppie che iniziano il percorso (oh, aver lavorato ai servizi sociali, che figata..ora so cose che non vorrei sapere).
E oltretutto, sarebbe un discorso complesso, sia per me che per il Filosofo.
No, non è questo il punto.
il punto è che non riesco a pensare che ce la farò mai.
ho la sensazione che sia impossibile, non perchè ho l'utero di cemento, ma perchè ho perso quel minimo rachitico afflato di fiducia che avevo nei medici.
Me ne rendo conto. Davvero. Tra pochi giorni avremo il colloquio in cui parleremo coi medici di quello che è stato luglio: è la prima volta che vado a un colloquio pma e ci vado con la sensazione di nausea e di voglia di finirlo presto. Di uscire da lì e tornare a fare finta che tutto va bene. Che non ci penso.
Dentro di me ci penso, ma ci penso come a qualcosa che si sta sgretolando, come quando da bambina volevo fare la scrittrice, qualcosa che è la realtà poi ti sbriciola.
Non mi piace, questo, ma è così che sento. Sento la totale sfiducia.
Certo, tutto è aumentato, per la questione rene.
Dopo l'operazione due anni fa, per mesi la nostra vita è stata tremenda, e da allora la nostra vita intima è diventata la foresta pietrificata che è. Poi c'è stato il piccolissimo migioramento, poi dopo poche settimane la botta. Questa, questa novità schifosa e terribile e spaventosa.
E una parte di me a volte non può fare a meno di urlare cazzoooooooooo ma perchè?
Perchè di nuovo?
L'intimità per me è sempre stata importante, e anche se so che non è il momento di pensarci, e anche se so che non è questo il punto, non posso non pensarci. Non riesco a non avere paura anche di questo, anche di me: mi fa paura l'idea di vivere una vita intera con un uomo che non mi tocca, che non pensa neanche da lontano all'intimità. Un uomo che non ha più una scintilla vitale che prima, prima prima prima, un prima che ormai ricordo solo, aveva.
A volte ho paura che la stanchezza mi si veda negli occhi.
Allora raddoppio gli sforzi. Tengo a mente, facendo finta che sia per scherzo, la guida.
Oggi ho lavorato tutto il giorno, stamattina presto avevo preparato la cena, prima di uscire. Sapevo che lui era a casa, ma che aveva un appuntamento nel tardo pomeriggio.
Sono arrivata a casa alle 8, pensando che ero felice di vederlo.
Mentre aprivo la porta mi arriva un suo sms, complice la rete ballerina, in ritardo di circa mezz'ora. Dice solo " se non ti spiace resto a...., esco con D.".
E io ho pensato:"Non lamentarti mai se torna a casa in ritardo o va fuori a cena o in altri posti di intrattenimento senza di te", e ho pensato ok, ok, ok.
In tempi non sospetti, lo ammetto, non avrei gradito. Lo avrei chiamato e gli avrei ricordato che poteva anche pensarci prima, prima che io mi alzassi due ore prima per fare da mangiare, prima che corressi a casa da lui
L'ho chiamato, gli ho detto di salutare D. (con il quale in teoria dovevamo uscire insieme domani sera) e di divertirsi. Mangeranno una buona pizza e poi si lanceranno in discussioni su fumetti e letteratura, le cose che facciamo anche in tre, ma so che è bene che le faccia in due, senza di me.
non perchè debba fare chissà che, o che debbano parlare di argomenti privati (D. non è tipo, figurarsi), ma perchè è bello che abbia pensato "sono qua, chiamo D. e usciamo stasera", è un movimento, un qualcosa di più del niente.
Mi fa piacere. Solo che è tutto tanto faticoso.
Sono felice della vittoria al concorso, ero in graduatoria da anni e sarei entrata chissà quando, è bello avercela fatta, anche se quest'anno sarà pesante.
E' bello. Me lo dico e me lo ridico. Un giorno o l'altro spero di poter festeggiare anche con il Filosofo, e per il momento mi ripeto che sono stata brava e che è bello.
A volte però, tipo adesso, che sono quasi le 10 e tra poco striscio a letto che domani alle 7 si riparte, mi viene da piangere per la stanchezza, per la paura, per la rabbia verso il mio corpo e verso la vita.
Io cerco di farcela. A volte scherzo e a volte no, quando penso a quella stupida guida per mogli.  Faccio del mio meglio perchè lui a casa stia bene, perchè non senta pressioni, perchè sia, per quanto possibile, tranquillo.
Un giorno spero che recupereremo, che potremo festeggiare, strillare, abbracciarci.
Ecco, a solo pensarci piango. Cazzo. Chissà. Un giorno.

martedì 3 settembre 2013

Come uno spermatozoo tosto. E anche grazie.

Prima il grazie.
Perchè siete presenti, qui nella penombra del web, nella MIA rete di ragnetto paffuto.
Siete presenti e mi fate sentire sostenuta, e so che quando la scintigrafia ci dirà il responso, potrò dirlo a voi e potrò sfogarmi ancora.
Ho sempre una paura fottuta e una super ansia.
Come dice Silvia, spesso qui esprimo i sentimenti peggiori, le rabbie e le incazzature verso il Filosofo e verso il resto del mondo.
Lo faccio qui anche per non farlo tropo fuori.
Urlare strillare sgolarmi e piangere qui mi aiuta, mi permette poi, fuori, di sembrare quasi normale.
Alla fine la stupida guida anni '50 di qualche post fa mi torna utile, cerco a modo mio di seguirla o meglio di farmi una mia personale guida, un decalogo, una serie di piccoli e grandi atteggiamenti e gesti per farlo sentire amato, di solito in silenzio.
Che lui, al contrario di me, non è affetto da dissenteria verbale.
Insomma grazie, davvero. vi ho lette tutte e vi rileggo (e leggo pure i blog, e vi stringo forte e penso "cazzo se sono fighe ste donne!" perchè siete proprio toste).
Grazie.
grazie.
E siccome voi mi state a sentire quando sto male, ora condivido anche la bella notizia.

Come uno spermatozoo!
ecco come mi sento.
Come LO spermatozoo, quello ficherrimo, quello che ce la fa!

Partimmo in 5000. 5000 persone iscritte al concorsone.
Io partivo "forte" di due lauree e di una discreta bravura nei test.
Rimanemmo superstiti in 1500.
Prova scritta. Le mie competenze e tanta fantasia. Domande assurde.
Ed eccoci a correre in 277.
Ad affrontare l'orale.
Di domenica si estrae la traccia. Un giorno per preparare un progetto didattico di un anno, con le indicazioni (numero bambini, età, handicap, tema) estratte.
Il pomeriggio dopo, l'orale.
Ne sarebbero entrate 54.
Ed eccomi. Diarista lo spermatozoo.
Ce l'ho fatta!
Sono entrata.
Ora non sono più una precaria in graduatoria.
Ora sono un'INSEGNANTE DI RUOLO.
Devo fare l'anno di prova (corsi, formazioni, tesina, progetti), ma ora la scuola dell'infanzia ha una maestra fissa in più.
Lascerò la professione di psicologa, mica posso far tutto.
Ma va bene così! Eccome se va bene.
Ci serviva uno stipendio fisso. E ora ci sarà.
E' una bella cosa. Una cosa grande, per me. Grandissima.
Scusate se ho rotto le palle con questo post decisamente "pubblico"...ma è un modo per ricordare anche a me stessa questa cosa.
POP! Stappato uno spumantino virtuale.
Ecco.
Vi bacio.

venerdì 30 agosto 2013

ho paura

Ero contenta. Era successa, è, una bella cosa, sembrava che finalmente alcune cose andassero finalmente bene.
Eravamo contenti, entrambi.
Poi.
Poi il Filosofo va alla cazzo di visita di controllo.
Due anni fa, operato d'urgenza al rene. Una settimana in cui io giorno e notte lo assistevo in ospedale, lui soffriva come un cane.
Conseguenze su tutto, sulla sua vita, sulla mia, sulla nostra intimità.
Poi ci dicono "tutto a posto, controlli ogni tanto e via".
Le prime visite tutto bene.
Poi l'altro pomeriggio.
Alla visita dicono NON VA.
Il rene non va. E' ingrossato ancora.
Molto probabile che dobbiamo aprirti di nuovo.
O che tu perda il rene.
ma che cos'é?
Ma che cazzo è???
IO non l'ho mai visto soffrire tanto come in quelal settimana di ospedale, e poi per mesi, mesi, di notte ogni volta che voleva andare a fare pipi dovevo alzarmi io e aiutarlo, e non poteva uscire di casa perchè soffriva e si stancava troppo.
E ora? Ora di nuovo?
O addirittura perdere un rene?
Nelle ultime settimane era più contento, aveva ripreso un po' di gioia di vivere.
E adesso cosa faremo?
Di notte dorme rannicchiato da un lato, lui che stava sempre addosso a me.
Lo abbraccio, sto sveglia per ore di notte, cerco di coccolarlo, di rassicurarlo quando ha gli incubi, e cerco di sorridere.
Vederlo così, come se DI NUOVO gli avessero staccato la spina, come se gli avessero sparato, mi fa sentire una merda impotente.
Non so che fare.
Da lunedì tra l'altro sarò incasinata da morire con il lavoro (che poi era questa, la cosa, il lavoro), sarà un anno faticoso e pieno di casino, e io ho paura, paura paura paura paura di non saperlo aiutare.
Cazzo, vorrei essere un cazzo di...mago di merda, qualcuno con la bacchetta magica per fargli funzionare di nuovo il rene, per ridargli il sorriso.
Stanotte lui non c'è, e da due ore io mi sfogo piangendo, dopo una giornata orribile.
Vorrei solo poter fare qualcosa, ma non posso.
Cosa cazzo ha senso, nella vita, se non puoi alleviare il dolore di chi ami?

mercoledì 28 agosto 2013

50 a metà. Anche se ne ho 34.

Io lo sapevo, che anche se da giovane ho fatto arrossire diversi portuali, col mio linguaggio forbito, che anche se ho viaggiato tanto da sola per il mondo, che anche se la casa è intestata a me e il Filosofo nulla tiene...io lo sapevo che sono una moglie anni '50.
Almeno a metà.
L'altra sera, spulciando il web, ho trovato questa lista.
Il Filosofo l'ha subito stampata e attaccata al frigo.
Sarà mica un velato suggerimento? o.O


Che poi, a pensarci...alcune cose sono piuttosto normali.


LA GUIDA PER LA BRAVA MOGLIE

- Prepara la cena. Pianifica tutto, magari la sera prima, per avere un delizioso pasto pronto in tempo per il suo ritorno. E' un modo per far sapere che stai pensando a lui e ai suoi bisogni. Molti uomini sono affamati quando tornano a casa e la prospettiva di un buon pasto (specialmente la sua pietanza preferita) è parte di una calda accoglienza.

E questo c'è. Anche se io vorrei cucinare molto di più, ma il Filosofo mi frena e preferisce quelli che io chiamo "gusti borghesi", delicatini, quasi da ospedale...


- Prepara te stessa. Concediti 15 minuti per riposare così potrai essere rinfrescata quando lui arriva. Rifai il trucco, mettiti un fiocco nei capelli e sii di aspetto gradevole. Ha già avuto una giornata con persone vestite in abiti da lavoro.

Dunque, io non mi trucco quasi mai, figurati se lo faccio a casa! Però questa regoletta, del finire le pulizie prima, soprattutto nel w.e., e aspettarlo con un aspetto un po' più curato del solito, l'ho fatta mia.
Certo, mi ci voleva la guida anni '50 per capire le cose elementari...ma io son un po' tarda, alle volte. 

- Sii gaia e interessata a lui. La sua noiosa giornata potrebbe necessitare di un po' di sollievo ed è uno dei tuoi compiti provvedere.

Ehm. Qui mi sto impegnando tantissimo. Io non sono esattamente una persona gaia. Presente "Psicosi delle 4.48" di S. Kane? Ecco, io assomiglio più a un tipo così che a quella dopata di Pollyanna. Però c'ho sense of humour. E sto cercando di stirar fuori sorrisi molto più spesso di quanto mi verrebbe naturale.


- Rassetta il disordine. Dai un'ultima occhiata a tutta la casa e provvedi prima che tuo marito arrivi.

- Raccogli libri di scuola, giocattoli, quaderni etc e spolvera i tavoli.

Nel w.e. lo faccio sempre. Durante la settimana...non è che potrebbe rassettare un po' lui, alle volte?

- Nei mesi più freddi dell'anno dovresti accendere un fuoco presso il quale lui si possa rilassare. Tuo marito sentirà di aver trovato un rifugio caldo e accogliente e sarà sollevato. Ed inoltre, provvedere alla sua comodità ti ripagherà con un'immensa soddisfazione personale.

Ahahah questa ogni volta mi fa ridere come una scema.
Pensavo...potrei dare artisticamente fuoco alle tende sintetiche in salotto. Ma non so se sarebbe proprio uguale al caminetto.


- Prepara i bambini. Concediti qualche minuto per lavare le mani e i volti dei bambini (se sono piccoli), pettinagli i capelli e, se necessario, cambiagli i vestiti. Sono dei piccoli tesori e a lui piacerà che loro ne abbiano anche l'aspetto. Riduci al minimo i rumori. Al momento del suo arrivo assicurati che non ci siano accese lavastoviglie, asciugatrice o aspirapolvere. Incoraggia i bambini a stare zitti.


Questa la trovo idiota. Sic.

- Mostrati felice di vederlo.

- Accoglilo con un caldo sorriso e mostrati sincera nel tuo desiderio di renderlo contento

E una dice, beh, è il minimo. Eppure alle volte, chiedo venia, me ne sono scordata. A volte sono talmente giù di morale che lo accolgo con una faccia che fa schifo persino a me. Ahhhhh che fatica!



- Ascoltalo. Magari avresti anche una dozzina di cose importanti da dirgli ma non è il momento giusto quello del suo arrivo. Lascia che sia prima lui a parlare - ricorda, i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei tuoi.

Seee...i miei argomenti di conversazione sono fichissimi! Anche perchè poto direttamente tutti quelli che gli farebbero saltare la mosca al naso!Ci ho messo DUE anni a impararlo...ma ora lo so fare.
Anche se in certi casi, puta caso il discorso maternità, si fa grandemente eccezione.


- Fai in modo che la sera sia sua. Non lamentarti mai se torna a casa in ritardo o va fuori a cena o in altri posti di intrattenimento senza di te. Piuttosto prova ad immedesimarti nel suo mondo fatto di tensione e pressioni e nel suo bisogno di avere nella sua casa un luogo per rilassarsi.

 - Non lamentarti nel caso dovesse tardare per cena o se dovesse stare fuori tutta la notte. Renditi conto che questo è niente paragonato a ciò che può aver dovuto affrontare durante il giorno.

Ecco, su questo dissento. ODIO quando fa tardi a cazzo di cane e non mi avvisa e si perde il telefono e io chiamo e sembro scema e lui arriva tranquillo e dice "sìììì? mi cercaviiii? oooh guarda il telefono è rimasto in auto, silenziato e pure scarico". Sei un idiota! Ho sposato un idiota. Va beh.
Esci pure, ma portati quel coso a tasti e lucine che si chiama cellulare!
Sullo star fuori tutta la notte, non è anni '50, è fantascienza. Fallo a me e dono il tuo corpo ormai esanime al più vicino gattile perchè lo usino come tiragraffi per i micini.

- Il tuo obiettivo: assicurati che la casa sia un luogo di pace, ordine e tranquillità dove tuo marito può rinnovarsi nel corpo e nello spirito.

Mmm...sì...basta che non ti metti a criticare come IO ho fatto TUTTE le pulizie, mentre tu non muovi foglia, o che non mi dici cazzate galattiche su certi delimitati e ben noti argomenti.

- Non accoglierlo con lamentele e problemi.

Vedi sopra. Sto imparando. Ormai sono maestra in questo. Anche perchè..funziona!!!

- Mettilo a suo agio. Fallo accomodare su una sedia comoda o fallo ristorare nel letto. Abbi sempre una bevanda calda o fresca in serbo per lui.

Fatto. Tisanona d'inverno, ghiacciolo alla menta fatto in casa d'estate.


- Preparagli un cuscino e offriti di togliergli le scarpe. Parla con una voce pacata, riposante e piacevole.

Eh no, questo no. Il cuscino pure pure, ma la scarpe no. Il Filofoso porta un garbato 46, sempre scarpe "da ginnastica" o sportive, come si chiamano, insomma...non emanano certo odore di violeciocche, quando le toglie. Questo no, se le tolga e se le metta lui fuori dalla finestra, che io non auspico allo svenimento.

- Non fargli domande sulle sue azioni e non mettere in discussione il suo giudizio o la sua integrità. Ricorda, lui è il padrone della casa e avrà sempre il diritto di esercitare la sua volontà con onestà e verità. Non hai nessun diritto di metterlo in discussione.

Sto ancora rotolando dalle risate. Lo so, questo rischia di annullare tutti gli altri punti. Non sarò mai così. La parola padrone mi fa ribrezzo, e sono rompiballe per natura, figurarsi se non metto in discussione tutto, io.
No no, io devo potermi confrontare fino allo sfinimento e dire la mia.
Grasse grasse risate.

- Una brava moglie sa qual è il suo posto.

Questa fa molto ridere il Filosofo. Io ho la rara capacità di essergli SEMPRE tra i piedi quando sta spostando qualcosa di molto pesante, o di molto caldo, o di appuntito.
SEMPRE. Intanto, imparassi a stare al mio posto geograficamente, cioè NON dove deve passare lui, sarebbe tanto, mi sa!!!


Insomma...tirando le fila, non sarò mai anni '50 dentro, ma solo in parte.
Come un gelato. Diarista: una donna dalla scorza dura, con un ripieno nevrotico e intellettualoide, variegata anni '50.

martedì 27 agosto 2013

Montalbano inside

Grazie a tutte per la presenza e per il sostegno. In questi giorni mi viene in mente un vecchio romanzetto di Camilleri.
Un giorno particolarmente molesto, qualcuno chiede al commissario Montalbano come sta.
Ecco come risponde lui. E come risponderei io.

"Benissimo, mi sento! Da Dio! Buttanazza della miseriazza buttana e figlia di buttanazza porca e fottuta, quantu mi sentu beni! Benissimo mi sento!"


Ahhhhhh! Sì, ci voleva proprio

domenica 25 agosto 2013

Come un palloncino bucato

C'era una cosa. Ci avevo investito un po' di energie, di soldi, di tempo, di tutto, insomma.
una cosa seria.
E sembrava quasi che stesse andando come doveva, tra mille peripezie.
Ora invece mi sta scoppiando in mano, come un palloncino.
Avevo avuto la lungimiranza di non dirlo a nessuno, neanche ai miei genitori.
Perchè anche loro avrebbero pensato che i miei anni di fatica impegno sacrifici sarebbero stati finalmente ripagati.
A quanto pare non è così.
Non ce la faccio neanche qui.
Non riesco a rimanere incinta. Non riesco a guarire del tutto dalla bulimia. non riesco ad avere una forma fisica che non mi faccia vomitare quando mi vedo svestita. Non riesco a fare neanche questa cosa a cui tenevo.
Non riesco a fare un cazzo.
Ottimo.
Ora, per qualche giorno, vorrei solo che il mondo non esistesse. Giusto il tempo di riparare le ennesime crepe sulla mia finta facciata sorridente.

martedì 20 agosto 2013

Piccolo spazio pubblicità

Se capitate oggi nella zona di Bologna, o nella riviera romagnola...
Se capita che entriate poi in un'edicola, e compriate il Corriere della Sera...
Ecco..se capita tutto questo...ci trovate sopra anche me.
Sono soddisfazioni eh?

domenica 18 agosto 2013

Lui sa dire

Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato.

P. Roth, Pastorale americana

E ancora qualcuno si stupisce che io abbia per lui una venerazione che sfiora l'idolatria?

"Davvero non mi tradiresti mai? Sei sicura? Sicura sicura sicura?" (risata)
"Ma sì. Certo" (sbuffo)
"Philip Roth" (risata)
"..." (risata)
"Fregata!"

giovedì 15 agosto 2013

...

here's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
There's a black hat caught in a high tree top
There's a flag pole rag and the wind won't stop

I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
 A volte penso che mi si strapperà la pelle come carta di riso, a forza di far schioccare sorrisi poco spontanei.
Ci sono anche giorni in cui viene quasi facile, e allora poi ci sarebbe da spaventarsi, no?, perchè se viene quasi facile questo vuol dire che non sei più tu, no?, ma poi pensi che è così che fanno gli adulti, e quindi è bene così anche se non capisci, no?
Però che stanchezza. Che mal di testa. La gatta emerge per uno spuntino, mi strizza gli occhi e si posiziona, sedere in alto testa in basso, miagolando. Aspetta che io mi bagni le mani e la pulisca di tutto il pelo che perde in estate. Come dici tu, lei ha deciso che sono la sua mamma. Ha deciso e da me si fa fare cose che da te mai, da nessuno mai.  Sì, lo so. Ma...
Non riesco a non pensarci, la parola mamma mi si insinua in testa quando non l'aspetto, e ho un bel afferrare romanzoni dalla libreria, anche lì c'è sempre qualche gravidanza.
Eppure non riesco a togliermi di dosso l'odore del pensiero che non ce la farò mai, che non è per me, che è inutile il mio lottare contro la corrente come un salmone asfittico.
Ci sono giorni da pochi minuti e giorni da qualche ora, da questi esco stanca neanche fossi un alieno sotto copertura che nascone squame e tentacoli sotto un tailleur troppo piccolo.
Temo che si strappi, come la mia pelle, come i miei occhi.
Passeggiando di sera sorrido chiacchiero sorrido rispondo poi che succede, forse mi rilasso troppo, forse mi distraggo, che so, e tu chiedi cos'hai guardati come cammini con le spalle giù, non guardare per terra su la testa dai cosa ti succede e io mi sento come la ballerina meccanica quando la chiave finisce di girare e fingo di grattarmi una scapola e invece cerco solo di ricaricare la molla.
Non sono stata spesso proprio bene, lo so. Mi dispiace, ma non riesco proprio a farcela, ora. Però la finzione migliora. Evvai.

mercoledì 14 agosto 2013

A volte riemergono

Io sono una lettrice. Di quelle che leggono sempre, appena possono. Di quelle che vanno a passeggiare con il naso tra le pagine, di quelle che hanno la borsa grande e pesante perchè deve starci dentro anche l'ultimo volumazzo del momento.
Leggo un sacco. Un sacchissimo.
E' la mia passione appassionata.
E non è difficile scoprirlo. Basta passare con me qualche ora.
Capita che mi si regalino libri, spesso a caso, senza curarsi dei miei gusti...ma è bello il gesto, di solito.
A chi non piace un regalo? Io adoro ricevere regali, mi piace che qualcuno mi pensi e mi dica poi "per te!", che sia un libro, una torta, un fiore o anche solo un articolo strappato dal giornale.
Insomma, ricevere pensieri è bello. A volte però è strano, ritrovare quei pensieri.
Oggi ho sistemato un po' la libreria.
Essendo che ai miei libri si stanno aggiungendo quelli del Filosofo, pian piano il caos ha preso a regnare.
La mia vecchia gestione "geografico-tematica" non aveva più un senso e una forma.
Basta. Passo a un freddo ma più gestibile ordine alfabetico.
E così inizio a sistemare.
E mi scopro ad avere libri che non ho mai comprato. No no. Ne sono sicura.
E non sono i regali di amici che sanno i miei gusti. O almeno, quasi mai.
Questi sono regali di uomini che sapevano solo che in casa mia ci sono tanti libri. 
Di solito gli uomini che sono passati dal mio letto la mia vita, hanno pensato di educarmi musicalmente, e infatti sono ero piena di cd che non ascoltavo.
Alcuni hanno lasciato invece tracce libresche.
Vediamo un po'.
Manchette. Non fa per me, io amo molto il giallo classico, il noir non è nel mio stile.
La dedica dice "alla mia principessa...". Leggi: " a quella cretina che ho mollato durante una vacanza nel cuore del nulla austriaco, e che poi si è fatta 800 km di macchina con me che le dicevo che la stavo lasciando per il suo bene".
Poi abbiamo "Donne che corrono con i lupi".
Dedica: "Questo libro era nella mia libreria, voglio lasciarti qualcosa di mio per qualcos'altro che non ho avuto il coraggio di darti".
Il "qualcos'altro" che non ha avuto il coraggio NON era il suo pene.
Era che, povero cuore, si era dimenticato di dirmi che aveva una fidanzata storica, con cui circa 5 mesi dopo questa dedica si è sposato. (Oh sì, me l'ha detto lui, quando mi ha detto che era fidanzato.).
Neil Gaiman. Regalo pilotato, su richiesta del tizio, che mi disse: Voglio farti un regalo. Tu leggi. Io no. Cosa vorresti da qui?
In questo caso dedica compleannifera, che dice solo che sono "una persona rara". Gran bel ragazzo, il dedicante, e abbastanza onesto da dire quasi subito che non cercava poi chissà che storia. Lo ricordo con affetto, tranne che per qualche dettaglio antipatico, tipo la sua sparizione totale e priva di spiegazione.
Muriel Barbery, Estasi culinarie. Avevo letto un suo libro ed ero piuttosto schifata. Questo qua non è mai stato aperto. La dedica recita: "tu mi mandi in estasi". Sì. Poi il giorno dopo (sic, questo me lo ricordo) mi disse: tra 3 giorni torno qui, e torno per restare con te.
Ehm, forse avrei dovuto chiamare Chi l'ha visto.
Poi abbiamo ben 2 libri regalati dagli autori stessi.
Il primo recita un "A una donna tosta, che spero mi stimerà ancora, dopo aver letto". Forse avrebbe dovuto scrivere: "dopo che le avrò detto diverse minchiate per infilarmi nel suo letto, per poi uscirmene con un simpatico: grazie a te, ho deciso di richiamare la mia ex."
Il secondo "per Diarista, che ha il sorriso più dolce che ci sia", sorriso che mi si è incrinato un po' quando poi ha concluso a voce la dedica dicendo "in cambio della dedica ti prego, camminami sopra con quelle scarpine". Ah, questo era sposato. Non siamo mai stati insieme, era un collega con cui ogni tanto chiacchieravo e che ha pubblicato. Dopo il mio "anche no, dai" non ha più avuto interesse nel prendere un caffè in sala insegnanti.
Che fauna, a pensarci.
Poi ci sono i vari libri regalati senza dedica, ricordo almeno 3 casi di regalo "d'addio", della serie siccome mi sono accorto che tu inizi a interessarti seriamente a me, ti agito davanti al naso un romanzo nella speranza che tu ti distragga mentre io raccatto le mie mutande e mi eclisso per sempre.
Oh yeah.

Quasi quasi inizio a vendere qualcosina su ebay...che non si dica che non faccio tesoro delle esperienze passate. 

sabato 10 agosto 2013

Giorni. Desideri. Imparare?!?!?!

Da oggi sarà una lunga settimana. 8 lunghi giorni. Il Filosofo sarà a casa forse un paio di giorni, ma per il resto sarà sempre là, a lavorare lontanto, a dormire là a casa dei suoi perchè per il lavoro di questi giorni è più comodo.
Dopo anni e anni da single, ora dormire da sola non mi piace, non sono mai tranquilla di notte senza di lui.
Sono anche giornate lunghe, sono abituata ai weekend da sola, ma ora, con Ferragosto e il prefestivo, sarò da sola praticamente tutta la settimana...
Mi sa che saranno giornate lunghe.
Stasera c'è un sacco di gente al parco qui vicino, tutti a cercare di vedere le stelle.
L'anno scorso siamo andati anche noi, e c'erano talmente tanti ragazzini con i cellulari accesi che a quel punto non si vedeva un cavolo, nella notte.
Stasera invece non ci andremo, lui è là dai suoi, io sono qui a casa. Ho pensato anche di uscire sul terrazzo e vedere se ci scappa una stella...ma per quanto io sia in periferia, c'è comunque troppa luce, cerdo che non potrei vedere niente.
niente stelle, niente desiderio.
Ci sono momenti, durante la giornata, in cui mi prende, come un pugno allo stomaco, il pensiero: non ce la faremo mai, non sarò mai madre, non avremo mai figli.
Non avevo mai avuto questo pensiero così chiaro in mente, non so perchè ora mi venga, non so da cosa sia portato.
Ho provato a raccontare un po' alla mia amica cosa è successo a Lugo. Mi ha risposto con uno dei suoi libri del cazzo, di quelli che spiegano che la scienza è una stronzata e tutto ciò che può salvarci è l'astrologia.
Mi ha detto "se ti è capitato questo c'è un motivo, si vede che questa cosa deve insegnarti qualcosa. Vuol dire che doveva essere così, devi cercare di capire cosa devi imparare da questo."
Per ora ho imparato solo che quella che è stata un'amicizia di anni ormai non è altro che una blanda conoscenza.

giovedì 8 agosto 2013

Non è facile. E' giusto? E' sbagliato?

Io sono stata, sempre, una che pensava e praticava il motto "meglio la verità, sempre".
Sono stata una persona brutale, ho causato imbarazzi, cattive digestioni, silenzi pesanti, con le mie frasi, spesso anche prive di tatto.
Pensavo che sempre e comunque fosse giusto dire quello che si pensa si prova si crede.
con pochi fronzoli.
Poi il tempo passa. E mi sono resa conto che spesso la mia "onestà" era appunto anche brutalità, che magari non consideravo che tanta verità poteva essere troppa.
Studiare psicologia è stato fondamentale, per questo. Mi ha fatto capire che non ha senso imporre troppo alle persone, che se si va oltre il sopportabile per loro...la verità non serve a niente, diventa solo indigesta, purulenta e dolorosa.
E così ho imparato, anche fuori dal lavoro, a essere un po' più delicata, a tacere, ogni tanto.
Ma ancora mi domando quale sia il giusto equilibrio.
O meglio, ormai riesco a farlo senza problemi in società, e questo sono convinta sia un bene.
Ma il problema è che nella vita privata io sono proprio diversa.
Ho sempre vissuto nell'idea che fosse giusto parlare, sempre, esprimere, far conoscere all'altro, sviscerare ogni intimità, soprattutto se brutta.
Ora so che non è il caso, ma non sono mica ancora del tutto capace, o del tutto convinta, nel fare diversamente.
Anche se vedo che funziona. Perchè anche con il Filosofo...funziona.
Il circolo virtuoso: io cerco di non mostrare tutto il mio pessimismo la mia paura il mio dolore il mio loop di pensieri angosciosi, e lui si arrabbia meno, si irrita meno, è più disponibile e più presente. E stiamo meglio insieme. A volte i pensieri terribili mi abbandonano anche, e allora penso: vedi, va bene così. Meglio non buttare fuori quello che davvero hai dentro.
ma è difficile, cacchio se è difficile.
Non sono mica brava io.
Io sono di quelle persone che se stai male...beh io ti ascolto,e  ti ascolto in ogni vergognoso doloroso fastidioso perverso dettaglio. E l'errore è che tendo a credere che chi mi è davvero vicino possa fare lo stesso con me.
Ci ho messo 3 anni a capire che il Filosofo è diverso. Che per lui così è TROPPO.
E ci ho messo qualche mese a iniziare ad accettare che va bene così. Che non siamo uguali.
Ma è ancora una fatica...
Ieri lui era a casa, e io anche (e grazie, da disoccupata dove vuoi che vada?).
Era in un'altra stanza, ma la casa è piccola e se appena uno sospira, l'altro lo sente.
E allora, mi ha salvata la lavatrice.
E' in garage, piani e piani sotto il nostro appartamento.
Sono scesa per caricarla, e lì ho dato sfogo al nodo di dolore e paura che mi aveva colpita all'improvviso.
Sono crollata a piangere tra la conserva e le gomme da neve, accovacciata in terra.
Quando sono risalita la crisi era più o meno passata, e la nostra giornata ha ripreso a funzionare con i soliti ritmi.
Non sono ancora sicura che vada bene così, anche se LO VEDO, che poi le cose vanno meglio.
So che non posso vomitargli addosso ogni mio delirio, ogni mio dolore.
Eppure la parte infantile, egoista...adolescenziale, anche, di me, si chiede se così vada bene davvero.
C'è il lato di me che pensa che si debba condividere OGNI atomo di dolore. E questo lato rende difficile mantenere l'atteggiamento giusto. Davvero difficile.
Ma per fortuna esiste la lavatrice.
Ora spero solo di stare meglio, prima o poi, che mi passi l'orrore al pensiero non solo dell'ospedale, ma anche di fare la strada che porta ANCHE verso il paesino dove si trova l'ospedale, di sentir parlare dello scrittore di cui ascoltavo un audiolibro mentre guidavo verso i monitoraggi.
C'è un lato di me che prova una rabbia inconsulta e violenta verso tutti i dottori di Lugo. Che vorrebbe prenderli a calci e pugni finchè non smettono di difendersi.
C'è un lato di me che continua a piangere.
Mi domando quando si calmerà, questa parte di me.

sabato 3 agosto 2013

E la gente intorno a me

A dirla tutta, quel poco che conoscevo di Battisti non mi ha mai sconfiferato granchè.
Eppure, oggi, mentre girovagavo per casa, avevo la radio accesa.
E ho scoperto che persino Battisti a volte può piacermi.
O meglio, può farmi pensare (troppo) a me stessa.


L'erba e' alta ormai lo so
e dovrei potare il melo
quanta polvere c'e'
dentro casa e' tutto un velo
la cucina guarda che cos'e'
quanti piatti sporchi da lavare
e mia madre sempre qui
che ripete
non lasciarti andare
e la gente intorno a me
come un gufo vuole guardare
ma di strano cosa c'e'
questa casa ha visto amore
oggi vede un uomo che muore

oggi vede un uomo che muore
 ...
 questa casa e' tutta
da bruciare

Sarà che io dovrei andare in campagna da mio padre a fresare la terra, non a potare i meli, e sarà che i peli di gatto creano un velo, o meglio una coperta, su tutta casa, sarà sarà sarà che mia madre non la vedo da settimane ma c'è la mia "amica" che mi dice "non lasciarti andare" e poi parla di sè...e la gente come un gufo...già già.
Sarà anche che la mia casa ha visto amore. Ne ha visto sul serio. Ne vede ancora, sono certa che lui mi ama come io amo lui, o magari non così, a modo suo, non mio, ma so che l'amore c'è...eppure è così, questa casa ha visto amore, molto amore, e ora vede anche tanto altro.
A volte lo penso...questa casa è tutta da bruciare.
A volte ho fiducia nel fatto che ci rialzeremo comunque,  dall'infertilità e da tutto il resto, a volte invece mi sembra tutto un po' troppo.
Mi rintano nel buio, il caldo assassino è una scusa più che plausibile per evitare ogni contatto umano che non sia "sono 5,65" "aspetti, ho i 65" "benissimo" "grazie" "arrivederci".
Non che ci voglia molto, ad evitare i contatti, ne ho sempre pochi, di base, extra lavoro. Ma è meglio così, ora. E' ancora troppo faticoso mettere su il sorriso sociale e controllare i dotti lacrimali che si imbizzarriscono all'improvviso.
Stasera il Filosofo viene a casa, le energie mi servono tutte per sorridere a lui, che ha capito abbastanza da dirmi: ti ringrazio, so che non stai bene come sembra, ma ti ringrazio di sforzarti per me di far vedere che la stai metabolizzando.
A volte capisce. E io penso che allora valga la pena. Per una volta, creiamo un circolo virtuoso.