mercoledì 16 gennaio 2013

Devo riflettere, disse lo specchio

Riflettere. Pensare. Capire. Almeno qualcosa.
Fino a pochi anni fa ero convinta di avere degli amici.
Poi ho ridotto degli a due.
Gli altri sono conoscenti, anche buoni conoscenti, mi dicevo, ma ho due amici, anzi due amiche.
Ero convinta di questo.
Poi passa qualche altro mese.
Accadono cose. Varie.
E così cosa succede?
Succede che ora mi accorgo che mi sento sola.
La mia "amica" n.°1, quella che siamo amiche fin da bambine e tutto il resto... se ne esce con cose tipo "se non hai figli forse è il tuo destino" oppure "ah, io faccio il parto in casa (n.b. per la seconda figlia, programmata come l'altro), figurarsi se voglio medicalizzare la mia gravidanza...che pena mi fa chi partorisce in ospedale".
E queste sono solo piccole simpatiche uscite, dette di solito quando io tento di raccontarle qulcosa sul mio percorso.
Considerando che a parte il mio psicoterapeuta (da brava psic mi rendo ben conto che da sola non ce la faccio) di questa cosa dal vivo non ne parlo con nessuno...una vera amica. Sì sì.
Ora...l'ultima simpatica uscita è stata che io ero molto meglio prima, quando non ero sposata, quando stavo male per mille storie sbagliate e non ero mai un po' serena.
E che dovrei godermi la vita di più, IO CHE POSSO PERCHÈ NON HO FAMIGLIA.
Ma che ti ho costretto io a fare due figli in 2 anni e mezzo?
E soprattutto...ma che cazzo...mi ascolti quando ti dico di quando stavo talmente male che non facevo che vomitare tutto il giorno per l'ansia?
Mi ascolti quando ti dico che il Filosofo, con tutte le sue stronzate, riesce a farmi felice?
Mi ascolti quando ti dico, con fatica, che col caro psic faccio una fatica boia ad affrontare il mio passato perchè ancora non lo riesco ad accettare?
E tu dici che ero "più divertente"?
A questo punto...forse è vero, forse le preoccupazioni degli ultimi anni mi hanno cambiata.
E' vero che la mia amica non ha dovuto affrontare alcun problema di lavoro, nè di infertilità, nè di mancanza di soldi, anche.
E tutto questo negli ultimi anni, quando io avevo tutto questo...e anche altro.
E' questo che ci ha divise?
O forse non sono mai riuscita a comunicarle davvero come mi sento?
Ora so solo che non ho voglia di vedere nè lei nè la sua famiglia perfetta.
non ho voglia di sentirmi dire ancora che DEVO fare questo e quell'altro perchè non ho figli.

Qualche giorno fa sul blog di Petalo Blu c'era una sua lettera alle sue amiche.
E io, lo ammetto, non sono così. Non riesco più a confidarmi, non riesco neanche più a fidarmi.
Sto diventando una brutta persona...o magari mi ci sto solo rivelando, e lo sono sempre stata.

Quando l'altra sera psic mi ha chiesto: Diarista, dimmi, ma rispetto alla PMA qual è il tuo vissuto? Io avverto molto senso di solitudine. Ti senti sola?


Io ho riflettuto qualche secondo. E poi ho risposto.

12 commenti:

  1. la nostra diversità ci rende sole
    perchè è difficile trovare qualcuno che ci comprenda: o si finisce in quei gruppi monotematici in cui non si fa altro che parlare di questo ( e già mi viene la claustrofobia ) oppure si va in giro "normalmente" confrontandosi anche troppo spesso con la stupidità di alcune persone che hanno una vita più facile della nostra.
    è vero anche che è difficile starci vicino
    il dolore fa paura
    a natale, tempo di sorrisi necessari, fa avevo scritto un post
    http://dissonanzeassonnate.blogspot.it/2012/12/do-you-know-its-christmas-non-per-me.html

    magari potessimo
    camminare leggere ed inconsapevoli
    ma non è così.
    ti abbraccio forte e, se vuoi parlare, ti ascolto.

    Adelia

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    1. avevo letto quel post.
      E ne ho condivise parecche sensazioni.
      Davvero, sarebbe bella l'inconsapevolezza. Quanto la vorrei indietro...

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  2. Tesoro, ci sono passata anch'io, ma devo dire che, paradossalmente, l'infertilità mi è stata d'aiuto, perchè come dice il mio compagno, mi ha aperto gli occhi su certe persone che erroneamente consideravo "amiche". Io ho una sola vera ed unica amica, single e nullipara, estranea al problema, eppure sensibile, empatica. Ho capito anche che, finchè il problema non sfiora neppure certe persone, loro saranno sempre incapaci di comprenderti, a meno che il problema non tocchi direttamente loro o le persone che amano davvero, allora sono interessate (e non sono amiche!). Poi esiste anche la gente sensibile ed intelligente, che sa tacere, che parla col silenzio, che ti abbraccia e ti sta vicino e ti dà forza e ti dice "Ce la farai" e di queste ti puoi fidare. Fortunatamente, a parte le ostilità con taluni membri della mia famiglia, ho dei parenti (mio padre, la ex di mio padre, sua cognata, i miei fratelli e le loro compagne) che sanno come comportarsi con me. Come ha scritto un'amica cubina: Vorrei che chi sa mi risparmiasse mille banalità e frasi di circostanza... ma che usasse di più dirmi, semplicemente, "io sono qui se ne hai bisogno".

    Vorrei che chi sa mi chiedesse se sto bene. Non che facesse finta di non sapere, perchè si sente in imbarazzo o per chissà quale altro motivo. Se ho scelto di confidarmi, l'ho fatto perchè mi era stato detto "conta su di me". Quindi mi aspetto comprensione, sostegno e vicinanza.

    Vorrei che chi non sa la smettesse di chiedermi "quando ti deciderai a fare un figlio?! Aspetti di diventare vecchia?".

    Vorrei che venissero tenuti alla larga da me santini, acqua santa e racconti di miracoli avvenuti "quando nessuno se lo aspettava più".

    Vorrei dare un calcio nelle ovaie o nelle palle a coloro che appena mi vedono mi chiedono "come va, quella cosa lì?" E che è un alieno??? E togliti dalla ghigna quel misto di finto pietismo smieloso, che lo so benissimo che te ne sbatti le palle di me e che t'interessa una cosa sola: che stia bene tu!

    vorrei che non mi dicessero più: "C'è di peggio... C'è gente che muore perchè malata ed è sola", poichè lo considero un insulto alla mia intelligenza!

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  3. Eh..allora puoi capirmi eccome.
    Io non ho amiche come la tua, probabilmente non me le sono sapute fare, amiche così.
    E quindi mi sento e sono davvero sola.
    L'unico che entra un po' in questo mio doloroso buio è il collega a cui mi sono affidata. E' un rapporto diverso, certo, ma è comunque qualcuno con cui posso aprirmi sull'argomento.
    L'altra mia valvola di condivisione è questo blog, che a chi non scrive sembra 'na cazzata...a me invece aiuta, eccome se aiuta!!!!!

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  4. Sai, a me la vita della tua amica sembra tutt'altro che perfetta ed è lei a farmi pena per come vive la sua maternità. Sul discorso di chi decide di partorire in casa e chi "medicalizza" la gravidanza ci sarebbe da aprire un capitolo a parte..sarà che in famiglia ho avuto l'esperienza di una donna giovane (mica quarantenne, come le mamme di oggi), morta durante il parto. Sarà che ultimamente, si sentono ancora tante storie di donne che muoiono dando alla luce i loro bimbi..persino ginecologhe, com'è avvenuto pochi mesi fa in Sardegna. Per me partorire in casa è da incoscienti, significa mettere a rischio non solo la propria vita ma quella dei propri figli. A parte questo, la tua "amica" mi fa veramente in......., perciò, credo che per parlare con una così meglio 100 volte passare una bella serata di coppia, o anche sole, magari scrivendo sul blog. Un bacio

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  5. Claire...il tuo commento mi apre visioni nuove, per esempio il discorso sul parto in casa è un po' quello che penso io a volte (quando, da brava scema, penso a un mio possibile parto): mi sembra da irresponsabili.
    Quando ho espresso la mia opinione a lei, dietro sua richiesta, mi ha risposto: "ci ho pensato, ma anche in ospedale basta qualche minuto di difficoltà di parto per dare difficoltà gravi al bambino. E allora, meglio partorire in casa...e se va male...va male."
    Detto da una che non ha fatto nessun esame (amnio, villo, niente) in nessuna delle due gravidanze.

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    1. Non è proprio così. Nel caso di cui parlavo, qualcosa andò male ma, fortunatamente, quella donna anche se erano gli anni 60 (e allora spesso nei paesi del sud si partoriva in casa), era andata in ospedale. Lei morì giovanissima,ma i medici le praticarono un cesareo e la bimba nacque senza alcun problema di salute. Quella bimba oggi è una donna fantastica. E' la mia sorella adottiva. Sua madre partì da un piccolo paesino per la città dove si trovava l'ospedale..e lì le diede la vita. E' vero che anche in ospedale possono succedere tante cose ma almeno ci sono dei medici, dei chirurghi, una sala di rianimazione. Quando si partorisce in casa sei tu e l'ostetrica..non lo farei mai. Fai bene a pensare al parto, visualizzalo spesso :)

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    2. Non so se faccio bene a pensarci... Ho paura di illudermi troppo sulla possibilità di una gravidanza...

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  6. Meno male che son passata di qui stasera...
    Sai quella lettera? Sono sincera, era egoistica, fine a se stessa, era solo per me.. Non mi aspettavo grandi risposte e infatti non ci sono state.Il brutto non è il fatto di trovarsi senza grandi riscontri ma averlo previsto. Avete ragione quando scrivete che "il dolore fa paura" perchè l'ho scritta sapendo che ognuna di loro avrebbe risposto per "sè", avrebbe cioè dato la risposta più gentile e consona data la circostanza ma anche più facile. Non ho fatto outing per trovare un conforto e ascolto in più, ho fatto e sto facendo outing per confermare i confini, riconoscere piano piano il percorso, il dolore, il cambiamento e accettare il distacco. Non colpevolizzo nessuno, probabilmente ci sto male ma sono sempre più grata perchè vuoi o non vuoi qui, con il blog, con voi, riesco ad essere più forte, felice e non mi sento sola. Scusa se mi sono dilungata...cerco di dirti che ti sento vicina, che ti e vi capisco, che spedire un pezzetto di stoffa è una delle azioni che mi più fanno sognare al momento. Quello che dice Pitipum pala è vero..aggiungo un altro punto, giusto per fare l'elogio delle cose che è meglio non confessare: io ho paura di dire come sto a certe persone perchè credo che possano fare subito da specchio e "reagire" ai nostri malesseri e disagi usandoli come imput per fare loro un figlio (nonostante la loro volontà non sia questa al momento).Ho paura che possano riuscirci subito e ho paura di non riuscire a seguire dal vivo la loro felicità. Vedi...a che livello si arriva..Non sei una brutta persona, sei una persona dolce che vive una privazione in maniera sensibile e combatte ogni giorno per non sentirsi più privata di un sogno.
    "ce la farai" cara Diarista ..
    (e da adesso mi dovrò chiamare "spam" anzichè PetaloBlu.scusa.un bacio)

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    1. Ma figurarsi se è spam :D
      Ogni vostro passaggio di qui dà nuovo ossigeno al mio cervello ormai in anossia da troppo tempo!
      Se no mi perderei nei miei soliloqui...e finirei per inasprirmi sempre di più in me stessa!!!!

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  7. Diarista Diarista!! La tua stoffina ha fatto un giro che non puoi immaginare è ormai la stoffina mitologica per eccellenza!Ora è qui con me.. Tra oggi e domani le dedico un post perchè non puoi immaginare!E' magica!
    Grazie :*

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    1. Adesso però sono curiosissima!!!!!

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