lunedì 18 marzo 2013

Cose che capitano

Ci sono rimasta un po' male.
Quella che per anni è stata la mia migliore amica, ormai non lo è più, certo. Questo l'ho capito.
Ci siamo allontanate molto negli ultimi 4-5 anni, durante i quali lei ha aggiunto le sue ricchezze di famiglia a quelle del marito, durante i quali hanno sfornato due bambini in 3 anni, durante i quali lei ha trovato la sicurezza lavorativa.
Durante gli stessi anni il Filosofo ha praticamente perso metà del lavoro, io ho scoperto l'infertilità e lasciamo perdere la sicurezza lavorativa.
Ho perso anche molto del mio buonumore, me ne rendo conto. Soprattutto con le persone che credevo "vicine" ho mostrato il mio lato più stanco, più triste.
Negli ultimi mesi, poi, è stata dura. La sua ultima bambina è nata pochi mesi fa, mi sono vissuta la sua gravidanza mentre facevo le prime visite per la PMA.
Gliene parlavo, all'inizio, e lei mi ha parlato di dio, e del destino: sapendo che sono atea e che non credo al destino, dirmi che forse dio non vuole per me questa strada, o che il mio destino è un altro, è stata una grande mossa.
Dopo la nascita della bambina ho cercato di fare uno sforzo, mi sono riavvicinata, ho smesso completamente di parlare di PMA, sono stata spesso a trovarla, sempre quando il marito era via perchè quando lui c'è lei non è disponibile. Ho cullato la bambina, ho giocato col bambino.
Ho cercato di sorridere più di quanto mi venisse, anche perchè nemmeno io vorrei stare in compagnia di qualcuno sempre teso.
Ho un sacco di mancanze, in questa faccenda, perchè mi accorgo che sono meno disponibile e meno paziente, e che per mesi sono stata molto molto giù, tanto che mi era difficile anche solo stare con lei e con il suo pancione.
Ora io cerco di fare del mio meglio, anche se a volte non capisco perchè continui ad invitarmi solo a cose come accompagnarla a feste per bambini, fare passeggiate con lei e i bambini e cose così.
Però poche settimane fa c'è stato il compleanno di suo marito, e dopo anni, per la prima volta non mi ha invitata.
L'ho saputo per sbaglio da un amico comune, che è maestro di gaffes, il quale mi dice, bel bello: oh ma perchè non c'eri alla festa di...? Pensavo proprio di vederti lì.
Al mio: Eh? Che festa? è arrossito e ha detto Boh magari era una festa piccola, fatta all'ultimo momento, per questo non te l'ha detto.
Sì.
Ora, da un lato io capisco. Non sono l'anima della festa, di sicuro, in questi ultimi mesi. In questo ultimo anno diciamo.
Solo che un lato di me ci rimane un po' così lo stesso.
Magari non l'ha neanche fatto di proposito. magari non ci ha pensato e basta.
Ma anche questo vorrebbe dire qualcosa. Vorrebbe dire che neanche le viene in mente, di chiamarmi.
Penso che dovrei parlarle, dirle questa cosa. Ma ho paura di cosa risponderebbe. Ho paura di sentirmi dire, di nuovo: non sei più la stessa, sei sempre giù, non dovresti pensarci.
Stasera mi gira così, mi gira che questa cosa mi rende triste.
Sarà che mi sono già cominciati come dei dolori mestruali, e in questo momento vorrei solo non sentire proprio niente di niente, essere come un blocco di ghisa.

5 commenti:

  1. Quello che ha sempre ferito me, era la presa di coscienza del fatto che nemmeno con le persone a me più care potevo sentirmi libera di essere me stessa, triste o sfiduciata. Questa è stata una delle cose che ho notato dopo il mio aborto: tutti sminuiscono, e arriva il momento in cui fingi continuamente e con chiunque, perchè tanto sai di non essere compresa.
    Non conta gran che, ma ti lascio un abbraccio.

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  2. ..certo che io non capisco, oltre a non essere capite dobbiamo anche capire gli altri.. questo mondo è pieno di egoisti che felici loro si accecano guardando gli altri! scusa ma tutto questo mi da rabbia io un amica così la manderei sul paglione..eh certo quando le difficoltà sono degli altri è dio non è destino.. facile parlare x chi ha avuto tutto facile (ma un briciolo di umiltà no?) comunque le prove ci sono x tutti nella vita, quando arriveranno le sue penserà bene a quanto ha sbagliato a dirti quelle cose anziché abbracciarti e dirti "vedrai che ce la farai..ed io sarò con te" troppo romantica? no! è semplicemente quello che abbiamo bisogno x alleggerire un pochino il peso del nostro cuore, x sentirci meno sole in questo mondo dove tutti guardano solo il loro pezzettino!
    ti auguro di farcela presto tesoro, che quei doloretti che senti siamo altro ;-)
    un abbraccio forte!

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  3. con gli anni, paradossalmente, sono felice di essere incompresa
    perchè vuol dire che quella donna, quell'uomo, non hanno patito le mie sofferenze e quelle di mio marito.
    non hanno sepolto figli
    non hanno sperato invano
    non hanno superato montagne per coprire che dietro c'era solo un'altra montagna.
    ma ci sono momenti in cui mi fa ancora male
    e rabbia
    perchè non sono io che devo comprendere loro
    ma tant'è..
    ti tengo stretta
    Adelia

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  4. Mi domando se la mia amica ci penserà mai, a come si è comportata, probabilmente no.
    Da un lato riesco a capire quello che scrivi, Adelia, perchè la parte più matura di me ti dà ragione.
    Dall'altro ho quella rabbia dentro, quella voglia di prendere certe persone per le spalle e scuoterle e dire "le cose non sono sempre perfette!!!! La tua vita perfettissima NON è la normalità cazzo!!!Non pensare che tutti siamo messi così".
    Mi passerà...andrò oltre. Ma è difficile...

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    1. Tesoro, io ci sono passata due anni fa, appena ho scoperto di essere sterile e l'ho confidato alle mie amiche più care, quelle che conoscevo da vent'anni, quelle che credevo che mi avessero sempre capita, quelle che hanno dimostrato di essere tutt'altro che amiche, quelle coi pancioni e coi nani carrozzati a seguito, quelle piene di finto pietismo, penosa commiserazione, menefreghismo, egoismo, opportunismo, invidia, quelle dall'esistenza "apparentemente felice", poiché felici in fondo non lo sono affatto, nonostante i loro vani tentativi di dimostrarmi il contrario! Ho capito che nei miei confronti avevano un sottile spirito di rivincita, dopo anni passati insieme in cui si sono sentite frustrate, dato che io ai loro occhi avevo "successo" con gli uomini, ho avuto la possibilità almeno di studiare, di viaggiare, di conoscere il mondo, ho avuto le palle per non lasciarmi andare (quando loro al mio posto si sarebbero dannate), ho avuto la fortuna di lasciarmi alle spalle un passato orrendo e d'incontrare l'amore della mia vita. Quello che loro NON hanno!! Ho chiuso i ponti con loro e me ne frego di ciò che pensano o non pensano. "Dio non vuole? Io invece voglio, mia cara! e sono convinta che talvolta l'intelligenza di una persona sia inversamente proporzionale alla sua capacità di riprodursi e tu me ne stai dando la prova!" Questo è ciò che le direi! Riprenditi la tua vita, abbi cura di te e del rapporto con lui e falla crepare d'invidia a quella lì, perché può avere tutti i figli che vuole, ma se non ha mai conosciuto l'Amore, quello vero, non può pretendere di definirsi felice!

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