sabato 11 maggio 2013

Battesimo. Ma si sapeva.


Oggi c'è stato il battesimo della seconda bambina della mia amica...quella che non si dimostra mai di sensibilità eccelsa, e di cui ogni tanto parlo.
Le avevo accennato che forse non sarei andata, poi in un momento di sconforto le ho detto anche perché.
gliel'ho spiegato una mattina, l'ho incontrata che era fuori con la bimba piccola.
Lei mi ha vista abbastanza provata, e ha capito. mi ha detto che era anche meglio, che non andassi, perché al battesimo ci sarebbe stata sua suocera, donna nota a tutti per essere in grado di dire la cosa sbagliata, alla persona sbagliata, al momento sbagliato. Sempre.
Bene.
Rimaniamo d'accordo così.
poi mia madre interviene. Le nostre madri si conoscono da una vita, mia madre dà per scontato che io vada, anche perché “come non vai? Ma sei scema?”. Figurati, la mamma di lei ci tiene, tutti sanno chi sei, se non vai che figura fai, siete amiche, e io devo andarci, vieni con me e basta.
Ok mamma. Ok.
Anche perché se no avrei dovuto spiegare a LEI, perché non volevo andare.
Bene. Andiamo.
Entriamo nella chiesa.
Tempo di baciare la bimba, che dietro le spalle della mia amica spunta la chioma da barboncino psichedelico della suocera.
Mi guarda, mi riconosce più o meno e mi urla, nel rimbombo della navata: E TU, QUANDO FAI IL BATTESIMO?
La mia amica si è gelata. Io pure.
Per un decimo di secondo ho pensato di dirle: che battesimo? io sono atea, lo sai.
Ma poi ho ripiegato su un non meno acido, SICURAMENTE NON A BREVE, DIREI.
E ho aperto le braccia per indicare che non ho bambini nascosti in grembo.
Non sono stata molto gentile, lo so.
Ma questa donna mi sta sui coglioni, e soprattutto, non era il momento per la domanda del cazzo.
Comunque sia, detto questo qualcuno l'ha chiamata e lei si è allontanata.
Dopo pochi secondi il prete si è lanciato in un battesimo lampo (è un prete noto per amare le libagioni successive ai vari sacramenti, mentre tende a ridurre le cerimonie, per fortuna).
Alla fine, ho acchiappato mia madre e l'ho riaccompagnata a casa (con la scusa che lei, poiché invalida, si stanca troppo per stare anche al rinfresco).
Devo dire che è stata un po' una mazzata allo stomaco, la domanda del cazzo.
Anche se me l'aspettavo e anche se ormai me la fanno (condita in varie salse) anche le cassiere alla coop: “Sono 25 euro, 31 centesimi e quando lo fai un figlio, eh?”
Ma è passata anche questa cosa.
Un giorno avrò un figlio.
E, lo dico per la pace della cara signora, non credo proprio che lo battezzerò.

1 commento:

  1. Dura prova un battesimo...sono andata a uno proprio qualche tempo fa, ne ho parlato sul blog...come mai nonostante tutte le domande idiote che abbiamo ricevuto in questi anni ogni volta ci rimaniamo male e ci colpiscono come un pugno nello stomaco OGNI VOLTA? Me lo sono chiesta, ma non so perchè...un abbraccio solidale!!

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