sabato 4 maggio 2013

Le bellezze della primavera

Dal 24 aprile ad oggi, il Filosofo non è mai stato a casa durante il giorno.
Ha sempre lavorato.
Il che è gran cosa, per il nostro bilancio familiare, anche se il suo "stipendio" fa ridere i polli.
In ogni caso, ha lavorato. Festivi e prefestivi, il solito lavoro.
Negli altri giorni, una serie di docenze che non si sa quando pagheranno, ma quando il centro di formazione chiama, noi rispondiamo.
E insomma, non è mai stato a casa. Se non la sera, compresa quella del litigio.
La sera arriva stanco. Di notte dorme. Lo so perchè io invece tendo a cazzeggiare su internet, a soffiarmi il naso e a scribacchiare.
Tutta la cosa lui l'ha "vissuta" per telefono, come se non fosse abbastanza distante di suo.
A pensarci è anche normale. Lui non ha vissuto un bel niente.
Ma insomma, questo fatto unito al mio aver preso giorni di "malattia" ha creato una combinazione di ASSOLUTA E TOTALE SOLITUDINE.
Come vivere in una bolla.
Sono stata murata in casa, ad attendere il medico fiscale (che è arrivato oggi, sabato, alle 12, perchè a scuola mica si fidano che io stia poco bene...), a leggere, a fare pulizie, a fissare il muro. Sarò murata qui fino a lunedì, con la mia gatta come unica compagnia vivente.
La mia gatta.
La mia gatta in casa, e la primavera fuori.
Altra combinazione importante di fattori.

Riassumendo: primavera, gatto, solitudine e attività solitarie per rimettermi insieme.
Tutto questo mi ha regalato una nuova consapevolezza.


Non importa quante volte puoi spazzare.
Non importa quanto puoi sfregare con la spazzola levapelucchi.
Non importa quante mutande e magliette riciclerai in "panni catturapolvere".

Non appena avrai finito di raccattare anche l'ultima palla di pelo nero, ti girerai.

E allora vedrai la tua gatta incedere sinuosa. Lasciandosi dietro una quantità di pelo tale da farti chiedere:  "Ma come cazzo è possibile che non sia ancora calva?!".

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