sabato 20 luglio 2013

Sangue e arena. Senza arena

Questo film "Sangue e arena", quello con Tyron Power,  me lo ricordo perchè ero piccola e mia mamma si impressionò a guardarlo, non so cosa la colpì, ma me ne parlava. ero piccola e mi ricordo ancora. Anche perchè a me faceva impressione già il titolo.
Stamattina l'ho pensato. Il titolo.
L'ambulatorio era vuoto, chiuso. Ore 7 del mattino. Alle 6 mi ero fatta l'ennesimo buco.
Ore 7.20, arriva la dottoressa. Quella brava, la Rambelli, non la stronza.
Mi piazza in mano la mia cartella, mi dice di scrivere che lei mi detta i follicoli presenti.
Scrivo. Sono tantissimi, peccato che quasi tutti siano piccoli. Stronzi.
Mi sorride, dopo giorni di bufera. E mi dice che FORSE il pick up si fa. E se si fa, si fa nei prossimi giorni.
Esco dall'ambulatorio sollevata, e vado quasi senza paura a fare il prelievo di sangue.
Recupero un'infermiera, il sabato mattina alle 7.45 esploro un reparto che non conoscevo, vuoto, deserto. Mi mandano in una stanza a due letti. In uno una ragazza aspetta di fare l'esame della prolattina. Mi siedo su una poltrona a fianco di un letto. Appoggio il braccio sul lenzuolo bianco.
L'infermiera picchietta, dice che ho le vene un po' stanche. Lo so.
Poi inizia il prelievo. Dolore, ma inaspettatamente poco.
POI. Poi, l'infermiera urta la cannuccetta e l'ago.  E tutto si blocca. L'infermiera borbotta, inizia a RAVANARE con l'ago, per sbloccare il tutto, che la provetta, vedo, è neanche a metà.
Ripartiamo, con mio sommo godimento, il prelievo finisce.
L'infermiera si scusa per il disagio, ed ESTRAE L'AGO con un gesto AMPIO E SVOLAZZANTE, neanche fosse una cantante lirica in preda alla declamazione.
Ed ' qui che si scatena la faccenda. Sangue e arena. O meglio, sangue e plastica. Sangue e pezze bianche.
Dalla cannuccetta esce in uno spruzzo il sangue, e così anche dal mio braccio, ancora stretto nel laccetto emostatico.
La ragazza in attesa della prolattina emette un gridolino, si è voltata a guardare nel momento sbagliato.
L'infermiera mi schiaccia sul braccio un mezzo panetto di cotone idrofilo, mi intima di stare calma. Io sono calmissima, l'ago è tolto e sono solo sporca di sangue nel braccio. Tra l'altro è sangue mio, per cui non è che mi agiti, la cosa.
Sangue e cotone idrofilo. A chili, il cotone.
Ne usciamo, io puzzo di disinfettante come un pavimento appena lavato, lei guarda con cipiglio la provetta. Mi dice che non è niente. Ne convengo insieme a lei. Ci salutiamo cordiali ma affaticate.
Sono solo le 8 del mattino.
E io attendo la chiamata per sapere cosa dicono, dopo questo movimentato prelievo.
Ora ho due braccia livide, da brava tossica. Ma inizio a sperare che almeno si prelevi. Tra una puntura e l'altra qualcosa si starà pure riassestando...


p.s. parole della dottoressa di ieri: "Eh beh, sperimentiamo. Se questa stimolazione non va, la prossima volta andrà meglio". Sì. Grazie, eh?

1 commento:

  1. Ti auguro di trovare una brava infermiera tròvavena per i prossimi 9 mesi xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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