mercoledì 14 agosto 2013

A volte riemergono

Io sono una lettrice. Di quelle che leggono sempre, appena possono. Di quelle che vanno a passeggiare con il naso tra le pagine, di quelle che hanno la borsa grande e pesante perchè deve starci dentro anche l'ultimo volumazzo del momento.
Leggo un sacco. Un sacchissimo.
E' la mia passione appassionata.
E non è difficile scoprirlo. Basta passare con me qualche ora.
Capita che mi si regalino libri, spesso a caso, senza curarsi dei miei gusti...ma è bello il gesto, di solito.
A chi non piace un regalo? Io adoro ricevere regali, mi piace che qualcuno mi pensi e mi dica poi "per te!", che sia un libro, una torta, un fiore o anche solo un articolo strappato dal giornale.
Insomma, ricevere pensieri è bello. A volte però è strano, ritrovare quei pensieri.
Oggi ho sistemato un po' la libreria.
Essendo che ai miei libri si stanno aggiungendo quelli del Filosofo, pian piano il caos ha preso a regnare.
La mia vecchia gestione "geografico-tematica" non aveva più un senso e una forma.
Basta. Passo a un freddo ma più gestibile ordine alfabetico.
E così inizio a sistemare.
E mi scopro ad avere libri che non ho mai comprato. No no. Ne sono sicura.
E non sono i regali di amici che sanno i miei gusti. O almeno, quasi mai.
Questi sono regali di uomini che sapevano solo che in casa mia ci sono tanti libri. 
Di solito gli uomini che sono passati dal mio letto la mia vita, hanno pensato di educarmi musicalmente, e infatti sono ero piena di cd che non ascoltavo.
Alcuni hanno lasciato invece tracce libresche.
Vediamo un po'.
Manchette. Non fa per me, io amo molto il giallo classico, il noir non è nel mio stile.
La dedica dice "alla mia principessa...". Leggi: " a quella cretina che ho mollato durante una vacanza nel cuore del nulla austriaco, e che poi si è fatta 800 km di macchina con me che le dicevo che la stavo lasciando per il suo bene".
Poi abbiamo "Donne che corrono con i lupi".
Dedica: "Questo libro era nella mia libreria, voglio lasciarti qualcosa di mio per qualcos'altro che non ho avuto il coraggio di darti".
Il "qualcos'altro" che non ha avuto il coraggio NON era il suo pene.
Era che, povero cuore, si era dimenticato di dirmi che aveva una fidanzata storica, con cui circa 5 mesi dopo questa dedica si è sposato. (Oh sì, me l'ha detto lui, quando mi ha detto che era fidanzato.).
Neil Gaiman. Regalo pilotato, su richiesta del tizio, che mi disse: Voglio farti un regalo. Tu leggi. Io no. Cosa vorresti da qui?
In questo caso dedica compleannifera, che dice solo che sono "una persona rara". Gran bel ragazzo, il dedicante, e abbastanza onesto da dire quasi subito che non cercava poi chissà che storia. Lo ricordo con affetto, tranne che per qualche dettaglio antipatico, tipo la sua sparizione totale e priva di spiegazione.
Muriel Barbery, Estasi culinarie. Avevo letto un suo libro ed ero piuttosto schifata. Questo qua non è mai stato aperto. La dedica recita: "tu mi mandi in estasi". Sì. Poi il giorno dopo (sic, questo me lo ricordo) mi disse: tra 3 giorni torno qui, e torno per restare con te.
Ehm, forse avrei dovuto chiamare Chi l'ha visto.
Poi abbiamo ben 2 libri regalati dagli autori stessi.
Il primo recita un "A una donna tosta, che spero mi stimerà ancora, dopo aver letto". Forse avrebbe dovuto scrivere: "dopo che le avrò detto diverse minchiate per infilarmi nel suo letto, per poi uscirmene con un simpatico: grazie a te, ho deciso di richiamare la mia ex."
Il secondo "per Diarista, che ha il sorriso più dolce che ci sia", sorriso che mi si è incrinato un po' quando poi ha concluso a voce la dedica dicendo "in cambio della dedica ti prego, camminami sopra con quelle scarpine". Ah, questo era sposato. Non siamo mai stati insieme, era un collega con cui ogni tanto chiacchieravo e che ha pubblicato. Dopo il mio "anche no, dai" non ha più avuto interesse nel prendere un caffè in sala insegnanti.
Che fauna, a pensarci.
Poi ci sono i vari libri regalati senza dedica, ricordo almeno 3 casi di regalo "d'addio", della serie siccome mi sono accorto che tu inizi a interessarti seriamente a me, ti agito davanti al naso un romanzo nella speranza che tu ti distragga mentre io raccatto le mie mutande e mi eclisso per sempre.
Oh yeah.

Quasi quasi inizio a vendere qualcosina su ebay...che non si dica che non faccio tesoro delle esperienze passate. 

3 commenti:

  1. non sono capace a dar via i miei libri...
    come te consumo più libri del pane, però ammetto che non riesco davvero a toglierli dalla libreria anche quando non mi piacciono...
    ed i doppi diventano libri che regalo a mia volta!

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    1. Da quando ho iniziato seriamente con il decluttering, i libri sono comunque la cosa da cui mi separo con più difficoltà.
      Però casa mia è piccola, e ormai siamo sommersi, anche se usiamo soprattutto la biblioteca.
      Ti dirò, una volta iniziato a dare via, vendere, regalare anche i libri, mi viene sempre più facile. Ovviamente ci sono quelli da cui non mi separerò MAI, ma ho comunque fatto spazio.

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  2. Diciamo che come tutte le donne che si rispettino anche tu hai avuto l'onore di condividere preziosi attimi della tua vita con pazzoidi. Anche io ho una libreria zeppa, guai a chi mi chiede un libro anche solo in prestito, sono gelosissssssima.
    Le dediche sono preziose, se non altro perché rileggerle dopo tanto tempo fa ridere. :)
    bacio cara

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