giovedì 15 agosto 2013

...

here's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
There's a black hat caught in a high tree top
There's a flag pole rag and the wind won't stop

I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
 A volte penso che mi si strapperà la pelle come carta di riso, a forza di far schioccare sorrisi poco spontanei.
Ci sono anche giorni in cui viene quasi facile, e allora poi ci sarebbe da spaventarsi, no?, perchè se viene quasi facile questo vuol dire che non sei più tu, no?, ma poi pensi che è così che fanno gli adulti, e quindi è bene così anche se non capisci, no?
Però che stanchezza. Che mal di testa. La gatta emerge per uno spuntino, mi strizza gli occhi e si posiziona, sedere in alto testa in basso, miagolando. Aspetta che io mi bagni le mani e la pulisca di tutto il pelo che perde in estate. Come dici tu, lei ha deciso che sono la sua mamma. Ha deciso e da me si fa fare cose che da te mai, da nessuno mai.  Sì, lo so. Ma...
Non riesco a non pensarci, la parola mamma mi si insinua in testa quando non l'aspetto, e ho un bel afferrare romanzoni dalla libreria, anche lì c'è sempre qualche gravidanza.
Eppure non riesco a togliermi di dosso l'odore del pensiero che non ce la farò mai, che non è per me, che è inutile il mio lottare contro la corrente come un salmone asfittico.
Ci sono giorni da pochi minuti e giorni da qualche ora, da questi esco stanca neanche fossi un alieno sotto copertura che nascone squame e tentacoli sotto un tailleur troppo piccolo.
Temo che si strappi, come la mia pelle, come i miei occhi.
Passeggiando di sera sorrido chiacchiero sorrido rispondo poi che succede, forse mi rilasso troppo, forse mi distraggo, che so, e tu chiedi cos'hai guardati come cammini con le spalle giù, non guardare per terra su la testa dai cosa ti succede e io mi sento come la ballerina meccanica quando la chiave finisce di girare e fingo di grattarmi una scapola e invece cerco solo di ricaricare la molla.
Non sono stata spesso proprio bene, lo so. Mi dispiace, ma non riesco proprio a farcela, ora. Però la finzione migliora. Evvai.

7 commenti:

  1. Fingere un sorriso comporta uno sforzo fisico superiore a quello richiesto per fingere un orgasmo, lo sapevi?
    Devo averlo letto su qualche rivista pseudo-scientifica.
    Io mi trovo nella tua stessa situazione. Sento dolore agli zigomi, ogni volta.
    Ti abbraccio

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  2. passo di quì per lasciarti un abbraccio

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  3. Io vado in giro con la valigetta che aveva Big Jim, ricordi? quella che aveva le varie faccine da mettere... un bacio!

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    1. Capperi, questa non me la ricordavo..ma quanto la vorrei per me, quanto! Una valigiotta con la faccia giusta ogni volta...

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  4. Oggi è il mio compleanno e il primo regalo sono state le mestruazioni, in ritardo di abbastanza giorni da illudermi, da sentire già i sintomi, da concedermi un barlume di speranza. Del resto avevamo fatto il monitoraggio dell'ovulazione, c'era, abbiamo fatto i compiti. Non mancava niente. Come l'anno scorso. L'anno scorso ci eravamo riusciti, è durata sei settimane. Ma oggi è il mio compleanno, bisogna sorridere, accettare gli auguri e sperare che nessuno dica cose troppo difficili da sopportare.
    Questo per condividere la tua sensazione, che hai descritto perfettamente. E scusami per lo spazio che ti ho rubato, ma ne avevo un gran bisogno e anch'io non so con chi parlarne. E come dici tu, con lui bisogna anche sorridere, e non solo scaricargli addosso tutto il dolore che si ha dentro.
    Grazie.
    Dani

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    1. Mi piacerebbe che ci trovassimo tutte qua a raccontarci a vicenda di quanto siamo felicissime e fortunate e di quanto tutto ci vada bene...ma visto che questo proprio non è possibile, al momento, sono contenta che almeno possiamo trovarci e condividere il resto, sfogarci un po'. Credo di capire come stai, e credo che sia una merda. ti abbraccio

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