giovedì 1 agosto 2013

Poesia

Tra larve, capezzoli, dolori mestruali (saranno dolori mestruali? Non ha mai smesso di fare male, ma ora sento anche quel male lì) e le lotte col falegname *, oggi mi sento così.
Mi autodedico questa "poesia" di uno dei tanti personaggi del mitico Guzzanti.


Rideremo di tutto questo



E rideremo di tutto questo...
Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi "Qualcuno può aiutarmi?"
Noi rideremo! Sì! Rideremo insieme di tutto questo,
come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
"Non ce la faccio ad andare avanti"...
Rideremo della tua fragilità
e dei tuoi nervi di carta,
dei tuoi sogni infranti...
di una “gioventù sprecata”
di una “vecchiaia” precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell’uomo che ti ha svaligiato la casa.
Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
de1 licenziamento e dell’avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme...
ci ricorderemo di tutto questo e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai...
io e lui non possiamo ridere.



* Dovete sapere che dopo secoli è arrivato il pezzo di armadio in più che avevo ordinato.
Io avevo un armadio tranquillo, dove stava tutta la mia roba più la biancheria di casa.  Con l'avvento del Filosofo, che ha più vestiti di me, pure se pochi, urgeva un paio di ante in più.
Il falegname però aveva deciso che io in quanto donna NON SO COSA VOGLIO DAVVERO.
Del tipo "la tua bocca dice no, ma i tuoi occhi dicono sì", disse lo stupratore.
Ecco. Il falegname decise che io se parlavo di "cassetti" intendevo invece "anta con scaffale".
E continuava a dirmi che era meglio parlare con mio marito. Ho ribadito più volte che certe decisioni le prendo io. Finchè il Filosofo si è palesato e ha dichiarato "decide mia moglie, io non ci capisco niente".
Ok. Bene. Arriva l'armadio. E arriva il falegname.
E mi rompe i coglioni perchè il Filosofo non è in casa. Non si fidava che fossi io a supervisionare il lavoro "perchè se poi non va bene qualcosa, signora, tocca tornare, se suo marito poi vuol qualcosa di diverso".
Ma sei cretino? Ma pensi che non abbia gli occhi? E soprattutto...mio marito non si accorgerà neanche che è arrivato l'armadio, conoscendolo!!!
E' stata una mattinata durissima.
Alla fine ho avuto i miei cassetti montati, anche se uno non è messo bene. Entra bene nella guida da un lato, ma sporge di mezzo centimetro, quando è chiuso, dall'altro.
E il falegname "signora, è sicura?"
Sì.
"Ma dove sporge secondo lei?"
Metro alla mano. Sporge qui (coglione).
"ah, allora...ne ordino un altro..questo sarà difettoso".
Grazie.

7 commenti:

  1. Abbasso i falegnami maschilisti!!! E anche i meccanici, i muratori gli elettricisti e gli idraulici....Comunque troppo carina la poesia..e molto appropriata al momento :)!!!!!

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  2. Ma quando? Quando ne rideremo? Quanto si deve aspettare per riderci su? :)

    Un bacio cara

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  3. Speriamo di poterne ridere presto :-(

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  4. L'altro giorno avevo scritto un commento...ma non lo vedo, sarà sparito nell'etere... o sono una pippa con l'ipad (probabile). Mi sei mancata, ti ho pensato tanto. Mi piace ritrovarti così. Combattiva e organizzata, che siano larve, tette doloranti o una poesia giusta. Un bacio

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  5. Eh, non lo so proprio QUANDO. Magari, come scrive Guzzanti, qualcuno ne riderà prestissimo, appena io uscirò dalla stanza. Io, di certo, sono ancora poco pronta a ridere. Anche a sorridere. Anche se sto imparando a fingere molto bene.
    Mia madre, che di solito annusa quando sto male e affonda il coltello, stavolta non dice nulla di strano, nulla di diverso dal solito. il che mi fa capire che non ha subodorato. meglio. Si va .

    @Silvia, la rete ha mangiato il tuo commento...malefica!
    Organizzata mica tanto, combattiva ci provo. Vorrei risollervarmi. Mica svolazzare 3 metri sopra il cielo. mi basta una buona spanna sopra il letame.

    Un bacio.

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  6. Un abbraccio grande cara amica
    ero qui anche se in silenzio e devo dirti che sei stata davvero coraggiosa
    Ce la si fà, dal letame nascono i fior..se ci sei dentro fino al collo secondo un calcolo più che balistico dovresti uscirne a razzo come na violetta del Gran Sasso.
    La tetta selvaggia ha un non sò che di vintage..tipo Madonna in Vogue.

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    1. La tetta saluta, ora è quasi rientrata nei ranghi, nel suo solito stile.
      Il letame qua impazza, speriamo che serva a concimare tanti, tantissimi fiori futuri.

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