mercoledì 4 settembre 2013

Mica facile.

L'estate è sempre stata una stagione poco amata, da me.
ma quest'anno, soprattutto, l'ho amata.
Estate voleva dire zero soldi, ma anche zero colleghe tutte donne tutte mamme. ma anche zero mamme, le mamme dei bambini a scuola che spesso sono bis tris in certi casi pure quadris mamme, a volte mamme con panza, a volte mamme che allattano il piccolo mentre ti portano il "grande".
Mi affatica, il ritorno nel girone della mammità altrui.
Dal mio primo tentativo di fivet che più di merda non poteva essere, qualcosa in me ha fatto "crick".
Prima ci credevo. Adesso è come se mi fosse caduto in testa un cappotto pesante, pesantissimo, ruvido e fitto. Il buio e la pesantezza su di me.
Non ci credo.
E con questo non dico che voglio passare all'adozione. Adozione? Di due persone, ho un lavoro solo io, siamo pure vecchi rispetto alle coppie che iniziano il percorso (oh, aver lavorato ai servizi sociali, che figata..ora so cose che non vorrei sapere).
E oltretutto, sarebbe un discorso complesso, sia per me che per il Filosofo.
No, non è questo il punto.
il punto è che non riesco a pensare che ce la farò mai.
ho la sensazione che sia impossibile, non perchè ho l'utero di cemento, ma perchè ho perso quel minimo rachitico afflato di fiducia che avevo nei medici.
Me ne rendo conto. Davvero. Tra pochi giorni avremo il colloquio in cui parleremo coi medici di quello che è stato luglio: è la prima volta che vado a un colloquio pma e ci vado con la sensazione di nausea e di voglia di finirlo presto. Di uscire da lì e tornare a fare finta che tutto va bene. Che non ci penso.
Dentro di me ci penso, ma ci penso come a qualcosa che si sta sgretolando, come quando da bambina volevo fare la scrittrice, qualcosa che è la realtà poi ti sbriciola.
Non mi piace, questo, ma è così che sento. Sento la totale sfiducia.
Certo, tutto è aumentato, per la questione rene.
Dopo l'operazione due anni fa, per mesi la nostra vita è stata tremenda, e da allora la nostra vita intima è diventata la foresta pietrificata che è. Poi c'è stato il piccolissimo migioramento, poi dopo poche settimane la botta. Questa, questa novità schifosa e terribile e spaventosa.
E una parte di me a volte non può fare a meno di urlare cazzoooooooooo ma perchè?
Perchè di nuovo?
L'intimità per me è sempre stata importante, e anche se so che non è il momento di pensarci, e anche se so che non è questo il punto, non posso non pensarci. Non riesco a non avere paura anche di questo, anche di me: mi fa paura l'idea di vivere una vita intera con un uomo che non mi tocca, che non pensa neanche da lontano all'intimità. Un uomo che non ha più una scintilla vitale che prima, prima prima prima, un prima che ormai ricordo solo, aveva.
A volte ho paura che la stanchezza mi si veda negli occhi.
Allora raddoppio gli sforzi. Tengo a mente, facendo finta che sia per scherzo, la guida.
Oggi ho lavorato tutto il giorno, stamattina presto avevo preparato la cena, prima di uscire. Sapevo che lui era a casa, ma che aveva un appuntamento nel tardo pomeriggio.
Sono arrivata a casa alle 8, pensando che ero felice di vederlo.
Mentre aprivo la porta mi arriva un suo sms, complice la rete ballerina, in ritardo di circa mezz'ora. Dice solo " se non ti spiace resto a...., esco con D.".
E io ho pensato:"Non lamentarti mai se torna a casa in ritardo o va fuori a cena o in altri posti di intrattenimento senza di te", e ho pensato ok, ok, ok.
In tempi non sospetti, lo ammetto, non avrei gradito. Lo avrei chiamato e gli avrei ricordato che poteva anche pensarci prima, prima che io mi alzassi due ore prima per fare da mangiare, prima che corressi a casa da lui
L'ho chiamato, gli ho detto di salutare D. (con il quale in teoria dovevamo uscire insieme domani sera) e di divertirsi. Mangeranno una buona pizza e poi si lanceranno in discussioni su fumetti e letteratura, le cose che facciamo anche in tre, ma so che è bene che le faccia in due, senza di me.
non perchè debba fare chissà che, o che debbano parlare di argomenti privati (D. non è tipo, figurarsi), ma perchè è bello che abbia pensato "sono qua, chiamo D. e usciamo stasera", è un movimento, un qualcosa di più del niente.
Mi fa piacere. Solo che è tutto tanto faticoso.
Sono felice della vittoria al concorso, ero in graduatoria da anni e sarei entrata chissà quando, è bello avercela fatta, anche se quest'anno sarà pesante.
E' bello. Me lo dico e me lo ridico. Un giorno o l'altro spero di poter festeggiare anche con il Filosofo, e per il momento mi ripeto che sono stata brava e che è bello.
A volte però, tipo adesso, che sono quasi le 10 e tra poco striscio a letto che domani alle 7 si riparte, mi viene da piangere per la stanchezza, per la paura, per la rabbia verso il mio corpo e verso la vita.
Io cerco di farcela. A volte scherzo e a volte no, quando penso a quella stupida guida per mogli.  Faccio del mio meglio perchè lui a casa stia bene, perchè non senta pressioni, perchè sia, per quanto possibile, tranquillo.
Un giorno spero che recupereremo, che potremo festeggiare, strillare, abbracciarci.
Ecco, a solo pensarci piango. Cazzo. Chissà. Un giorno.

8 commenti:

  1. Diarista, leggendoti mi sono venuti in mente i periodi neri in cui Carl era in depressione e io tenevo duro per tutti e due..periodi nerissimi, in cui non vedevo via d'uscita e avevo paura del futuro e ho pensato anche più volte di lasciarlo. Poi è passato, anche se come ben sai, la depressione può sempre tornare. In quei periodi l'unica cosa che mi faceva stare un pò meglio era uscire con un'amica che poteva capire, fare delle cose belle solo per me, curarmi un pò di me stessa. Quindi, fai bene a seguire la guida delle brava moglie, fai bene a essere disponibile, a stargli vicino, a fare tutto il possibile per essergli di sostegno..però non dimenticarti di te, se no non ce la fai. Cerca per quanto ti è possibile di fare almeno una volta a settimana qualcosa solo per te: un bel film, un'uscita con qualcuna con cui ti trovi bene, metterti lo smalto, fare un dolce, non so quali sono le cose che ti fanno stare bene, ognuno ha le sue, anche piccole e stupide, ma che fanno bene....coccola un pò anche te, perchè te lo meriti e ne hai bisogno, per superare questo momento che passerà, passerà, passerà. Ti abbraccio!!!

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  2. Sono d'accordo con Ellie. Non dimenticarti di te. Io l'ho fatto, per quasi due anni e ogni tanto ci ricasco ancora. Mi sono messa da parte, sono andata in apnea nel vano tentativo di risolvere più in fretta problemi non causati da me, che mi sono piombati addosso e, parlamoci chiaro, m'hanno rovinato la vita, quella matrimoniale in primis. Ho sbagliato ed ora raccolgo a fatica cocci che non so se combaceranno mai. Non fare il mio errore. Premiati, coccolati, sii il centro del tuo mondo.

    Ti abbraccio forte

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  3. Non posso che essere d'accordo anch'io con Ellie e La Princess. Passa anche tu qualche serata in pizzeria con un'amica. So che può essere difficile quando si cerca di investire tutto per risolvere i problemi della vita a due. Ma sono sicura che se lo farai ci saranno miglioramenti positivi anche con il Filosofo :). Ho letto di quanto sei stata brava con il concorso e anche di quello che avete passato qualche anno fa e ancora state passando a causa dei problemi di salute del tuo lui. Un misto di cose belle e meno belle. Tieni duro, tenete duro e non smettete di credere che la vostra famiglia si possa allargare. Ti abbraccio forte e spero che presto le cose vadano meglio.

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  4. Io purtroppo non ho consigli da darti,
    io non saprei cosa fare, come sopportare, come restare in piedi al tuo posto.
    Questo basta per dirti che sei una grande donna, perché combatti, resti in piedi, AMI, anche alzandoti due ore prima e preparando la cena, anche questo è AMARE, mentre tutto ti sembra andare a rotoli.
    stima

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  5. Leggo solo ora... e non so che dire... mi sembra futile ogni tentativo che possa sembrare una sorta di incoraggiamento o di aiuto. I periodi di merda spesso se ne portano dietro altri... vedi me. Ma a un certo punto smettono... per forza. Ti abbraccio, ti stimo tanto e vorrei vederti felice....

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  6. avete, tuttissime, tanto ragione.
    E' una cosa che nella mia testa so, e che approvo.
    A periodi riesco anche a farlo. a ricavarmi un piccolo spazio per me, di qualcosa che mi piaccia, che mi dia gioia.
    Ci sono periodi come questo però in cui proprio mi accorgo che non riesco..che dovrei sforzarmi...e mi sembra di non avere le energie.
    ma SO che devo trovarle.
    Io non amo fare shopping, ma, per dirne una, devo decidermi a uscire e comprarmi qualcosa di carino. Perchè, ho scoperto, mi sono rimaste, dopo aver buttato le cose piene di buchi e regalato quelle da ventenne, esattamente QUATTRO magliette, due nere, una grigia e una color fango.
    Lo scrivo anche per me stessa. per ricordarmene. Perchè va beh che sono frugale, ma che cazz...non ho più nulla??? Non si può, mi faccio tristezza da sola.
    Domani devo lavorare all day long e quindi ciccia, ma sabato prossimo mi autoimpongo un giro al mercato. Da qualche parte devo cominciare a prendermi cura di me....e forse è il caso di partire dal guardaroba :-)

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    1. Verdai che lo shopping da mercato, che io adoVo, ti darà un po' do carica e buonumore. Hai bisogno di leggerezza tesoro, conceditela.

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  7. Un po' di leggerezza mi serve proprio...me ne rendo conto...
    Mi servirebbe pure un po' di buon gusto, che io non so mai che scegliere e finsce che non compro nulla.
    Ma stavolta non posso esimermi, vista l'impietosa situazione!

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