martedì 17 settembre 2013

So che ha ragione a dirmi "se ti senti così stressata e così in difficoltà, chiama il tuo psi e vacci più spesso".
So che ha ragione a dirmi che il problema è mio e non può farsene carico io.
Ma odio sentire l'espressione "sei un buco nero, risucchi le mie energie".
Odio anche me stessa, a volte.
Come quando piango davanti a lui, ero riuscita a non farlo per qualche mese, poi succede che gli unici momenti non in pubblico, non con estranei, sono in casa, negli stessi orari suoi, e allora mi scappa e piango.
ho paura di tante cose. Lui gestisce il dolore e la paura diversamente, io piango.
Poi mi pento, non vorrei che mi dicesse buco nero, non vorrei che fosse sensato, vorrei che fosse assurdo e dicesse "sììììì rompi il cazzo a me di brutto".
Poi so che ha ragione e allora faccio la faccia adulta sotto le occhiaie e trattendo le lacrime poi stasera lui esce e penso meglio così perchè adesso cazzo se piango, cazzo se mugulo tra me e me sul divano.
A volte credo di capire persino troppo D.F.W. quando scrive

...come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...) 

Sono io, e non so da che parte fare. Anni di lavoro su di me, anni anni anni e poi sempre crollo, crepe, smagliature, la facciata si sgretola io sto male e mi rivolgo a lui e lui dice "se io ti ascoltassi finirei per andarmene e tu poi troveresti un altro e con lui faresti uguale" e allora io penso cazzo cazzo cazzo, penso proprio cazzo, mica altro.
Devo andare più dallo psi, va bene, vado, faccio, ma il resto, il resto non dipende solo da me, dipende anche da quei figli di troia sifilitica che mi chiamano e dicono "sa che c'è? Venga due settimane prima, e intanto faccia anche un bel po' di questi esami, che lei sta messa di merda lo sa si?"
Chiamano al volo non spiegano una madonna e intorno i bambini vogliono coccole, sono piccoli, appena arrivati con le mamme incinte e io non voglio guardare.
Sono tornata indietro.
IN questi giorni di stress cancello dal campo visivo le gravidanze, tutte, le madri con la pancetta da post parto, le madri con il neonato, tutti.
Cancello, non voglio sapere, non voglio notizie, non voglio niente.
Fate pure, tutti, riproducetevi quanto e come volete, fate fate fate, ma io non vogio saperlo, per favore, lasciatemi stare, non ce la faccio a reggere anche l'ennesimo racconto di ecografia parto pappa cacchina santa.
Non ce la faccio perchè sono un mostro? Inizio a pensare un po' di sì, al di là della retorica, di essere una persona cattiva.
Vorrei solo dormire. Ovviamente, insonnia di merda, questo non avviene.
Ho ripreso a scrivere.
Roba che fa schifo perisno a me che la produco.
Per fortuna, scrivendo di notte su foglietti volatili, il gatto poi ne fa scempio e coriandoli.
Sono troppo stanca per credere in qualcosa.

7 commenti:

  1. Mi dispiace sentirti così :-( ! Ma non pensare nemmeno per un secondo che sei un mostro, assolutamente. Sei una donna che soffre, e lotta, e fa fatica ad accettare che una cosa che per noi è così difficile e dura e impossibile per gli altri è come bere un bicchier d'acqua. Ed è così per tutte noi. Se sei un mostro tu lo sono anche io che sta notte in sogno chiedevo al Papa di non permettere più di far restare incinta le donne al primo tentativo, ma tutte le donne almeno al 10° o più. Perchè sennò non è giusto, è impari, non è corretto, è cattivo verso di noi che lottiamo e siamo costrette a vedere quanto è facile per gli altri.
    Ed il tuo compagno dovrebbe capirlo che hai bisogno di piangere, di sfogarti, e non reprimerti come se piangendo facessi del male a lui. Noi donne siamo così, dobbiamo buttare fuori altrimenti esplodiamo, siamo fatte diverse. Spiegaglielo, spiegagli che quelle lacrime ti servono per risalire, altrimenti rischi di crollare sempre più giù. Ti abbraccio

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  2. No, non sei un mostro stella, NO.
    Le pensiamo tutte queste cose, ne sono sicura. Però tu le metti per scritto e hanno un'altra risonanza...
    Anche io vorrei solo stare in un angolino a leccarmi le ferite e non aver a che fare con nessuno...ma poi passa..e purtroppo ritornerà...e ripasserà.
    Sul tuo compagno non so che dire..il mio è meraviglioso con me ma anche lui mal sopporta le mie lacrime, credo perché gli facciano male e gli uomini non sanno guardare in faccia il dolore come noi.
    Ti abbraccio

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  3. Non sei un mostro. Lo saremmo tutte. Perché funziona così, certe persone hanno culo in tutto, noi no.
    Io ti abbraccio e basta, non so cosa dire e ti capisco, tantissimo.

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  4. Sono così stanca che piango anche in macchina..
    Ora l'ospedale mi ha aggiunto altri mille esami da fare, e mi ha spostao per la terza volta la visita, cosa che io non posso permettermi, non ho mille permessi al lavoro,e non posso prenderli a cazzo di cane.
    Questo mi costringere a rompere il muro di riservatezza con cui mi proteggo, dovrò parlare apertamente a scuola con tutte, rivelare il motivo delle mie richieste, chiedere collaborazione e pietà (cosa che non vorrei, la pietà, ma dovrò chiederla lo so).
    Chiedere che loro, tutte madri figliate e felici, abbiano la compiacenza di aiutarmi, con i giorni, con i permessi, con i cambi assurdi.
    Menter l'ospdale mi dice solo "ah lo so, mi spiace cambiare ancora la data, ma se non può...noi non possiamo fare diversametne".
    Chi va via perde il posto all'osteria, insomma.
    Metto da parte soldi. presto chiamerò una clinica privata. Chiederò, prima cosa, se fanno monitoraggi anche di pomeriggio.
    Se non è così, posso semplicemente dire addio all'idea di un figlio.

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  5. Ma no tesoro no, è una giornata storta, anzi un lungo periodo storto, lo sò, ma passerà...credimi in 10 tentativi andati male, ne avuti anch'io di momenti no, e conosci la mia storia, li ho continuati ad avere anche di recente, ma poi ci sono le cose belle, la mia perseveranza ha premiato, la fatica ha portato risultati, e come lo ha fatto per me, così lo farà per te, anzi per tutte voi ancora in attesa. Piangere e incazzarsi è la miglior terapia. Continua a sfogarti, e se il Filosofo non capisce spiegagli, e se ancora non capisce, incazzati anche con lui, perchè non sta scritto da nessuna parte che devi sempre e solo portar pazienza tu...
    Poi dopo le lacrime, torna a progettare, a informarti sui Centri, a credere che gli esami in ospedale e gli sforzi vi porteranno il vostro bambino..sarà così..vedrai che sarà così.

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  6. Con 10 tentativi alle spalle, so che sai di cosa parli, anche se non sento la tua stessa fiducia. Nel senso che io davvero non so se ce la farò io nè le altre come me in cerca, anche se i casi come il tuo fanno pensare che c'è anche la versione a lieto fine della fiaba.
    Al momento il mio umore è di un diarroico color marrone, e fatico a essere più speranzosa di un "mah!". ...
    migliorerò...

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