sabato 5 ottobre 2013

Curva della prolattina amica mia


Alle 7.30 dovevo fare l'ennesimo esame. La curva della prolattina.
Mi presento alle 7, memore dei tempi vergognosi che ci sono al centro prelievi.
L'esame della curva della prolattina dura una (fottuta) ora.
Fico. Io ho la fobia dei prelievi, anche se la Pma mi sta “guarendo”, nel senso che continuo a soffrire fisicamente molto il dolore del prelievo, ma ho meno crisi di ansia.
Ok.
La prolattina, mi dice la regia, reagisce allo stress. Anche allo stress da “buco di ago”.
Bene. Io vado, più calma che posso. Devo essere fuori di lì per le 9 al massimo, devo andare a lavorare, e vorrei anche fare colazione, se riesco.
Bene. Ore 7.20 sono dentro.
Sono nella stanzetta “speciale”, dove non fanno i normali prelievi, ma soprattutto “le curve”.
E per curve intendo, in particolare, curva di glicemia e insulina.
Alzi la mano chi sa quali pazienti fanno, nel 90% dei casi, queste curve.
Ma bravissimi... proprio loro, le donne in gravidanza.
Molta pancia, poca pancia, altri bambini, primo bambino.
Inizio così, entrando nell'ambulatorio insieme a una donna incinta.
Che, mi si lasci essere stronza, rompe i coglioni perché con la seconda gravidanza ha già preso 10 kg. Ma che minchia. Ok. Ok, non mi devo stressare, che la prolattina mi si alza. Suuuuu. Calma.
Mi sdraio.
L'infermiera mi afferra il braccio e...”mmmm che vena sottileeeee...va proviamo!”
Prova. Ahia. Ok, ora devo stare immobile.
Passano 10 minuti, deve fare il primo prelievo.
Cazzo, la flebo che mi ha messo si è fermata.
“non va non va la vena qua è sottile...no no togliamo tutto.”
Ahia.
Facciamo l'altro baccio. Ok.
AHIAAAAAA!
“Ti brucia?”
“Sììììììì AHIAAAA!”
“No no non va bene aspetta aspetta tolgo tutto!!!”
Male cane. Brucia brucia brucia.
IO NON TI BUCO PIU'. ASPETTA. CHIAMO LA COLLEGA.”
La collega è un genio.
Arriva, si china su di me che sono sdraiata come un tonno spiaggiato e mi scandisce: NON – DEVI – AVERE – ANSIA. - SE – TI – AGITI – CI – FAI – FARE – FATICA. - DEVI – ESSERE – CALMA.”
“Ehm, come dicevo alla sua collega, non riesco a controllare le crisi di ansia. Ho problemi con i prelievi. Sono molto dolorosi. E mi scatenano il panico. Mi spiace.
“NO. SE TU VAI IN ANSIA, MI INDURISCI LA VENA. RILASSATI”.

Sì. Facile eh? Avete mai detto a qualcuno “adesso sii felice.” “ Ora divertiti” “devi amarmi”.
Dire “ora non avere l'ansia” è una cagata uguale.
In tutto questo, mi riprende il braccio bucato per secondo (l'altro la schifava) e mi ribuca.
AHIA, ma che cazzo credi che sia, un puntaspilli???
Mi blocca l'ago con un chilo di nastro adesivo, fissandolo in verticale sul braccio, e dicendomi: non tossire. Hai la tosse? Non tossire che me lo sposti e dopo dobbiamo rifare da capo.

Ho passato l'ora intera immobile, in una sfilata di panze e discorsi di panze.
E mi domandavo, durante i 3 prelievi...chissà se la mia prolattina sta reagendo a tutto questo?
Alla fobia del prelievo, al dolore dei buchi ripetuti, al magone di tutte ste gravide che mi vorticano intorno.

Chissà. ci vogliono giorni per il referto.
Chissà.

Poi è finita, sono uscita, frastornata, e sono andata a scuola
Eh già, oggi avevo una super festa con bambini e famiglie.
Oggi veniva anche la mamma di L., che ha partorito il secondo 3 giorni fa e voleva farcelo vedere.
Oggi venivano tutte, le famiglie, al completo, ad annunciarci nuove gravidanze e a chiederci foto con i loro pargoli.
Oggi la mia prolattina potrebbe scalare l'Everest, mi sa.

3 commenti:

  1. si...una bella arrampicata amica mia...
    mannaggia le peppa.

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  2. dopo 'sta giornata ti sei premiata almeno, vero? :)

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  3. Il premio è stato arrivare a casa senza aver ucciso nessuno (se no sai che prolattina?????).
    Arrivato il risultato, pare che sia appena sotto il limite...temevo molto peggio, viste le condizioni!!!!

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