giovedì 31 ottobre 2013

Tutto continua

Sì sì tutto continua. Oh sì, tutto.
Dopo quelle frasi orribili, dopo quella telefonata che sancisce la fine del percorso, il loro consiglio di darci su o di rivolgersi ad altro, all'estero, perchè le "tue ovaie non collaborano"; dopo tutto, tutto va avanti.
Si deve lavorare, andare andare andare.
Si deve fare.
O forse no.
Forse è caso, forse no, mai il mio corpo si ribella.
Mi sveglio alle 4 del mattino in una morsa di dolore, forse una contrattura? non si sa, il medico non 'c'è la guardia medica non viene, al pronto soccorso inutile andare, e impossibile farlo, non riesco a muovermi, la parte sinistra dal collo all'anca è una morsa di fuoco e dolore.
Imploro al telefono, no la guardia medica non prescrive farmaci, no il dottore oggi non c'è no no no.
Piango, ululo come un animale ferito.
Il Filosofo gira per casa in mutande, sconvolto che siano le 5 del mattino e che io sia lì che non posso stare da nessuna parte per il dolore.
Alle 7 chiamo mia cognata, la dottoressa, al telefono mi dice "punture. Voltaren".
In farmacia non le danno. Vogliono la ricetta.
Mio padre recupera le sue punture di Orudis.
Ah, l'Orudis. Sono altri ulri, fortissimi, per riuscire a stare in posizione da puntura, poi ancora urli perchè fa un male cane, la puntura, e tutto fa malissimo mi manca il respiro e non riesco a smettere di piangere, per ore.
Poi la super droga orudis entra in circolo, il dolore diventa un pulsare sordo, che mi permette di sedermi sul divano e di restarci fino alla notte, seconda puntura e poi dormire lì.
Il dolore non passa, il dottore finalmente appare e dice forse "periartrite".
Altra puntura, mio padre è sconvolto da quanto io possa urlare e piangere e fare casino, intimidito dal dolore che, dice, se potesse mi porterbbe via per prenderlo su di sè.
Mi accarezza la testa e mi dice che quando ero piccola a mia madre si era bloccata la schiena e lui doveva portarla in braccio anche in bagno.
Il Filosofo non c'è, è partito all'alba per Lucca e io fisso con aria ebete l'ennesima fiala di Orudis, pensando che stasera vorrei tanto evitare la puntura, anche solo per evitare di spararmi dentro altra roba, dopo tutta quell'inutile merda che mi hanno dato a Lugo.
Sono piena di ormoni stimolanti, ormoni contrastanti, e antinfiammatorio..sono un'arma chimica vivente.
ALla fine il mio corpo ha vinto, sono a casa dal lavoro.
Dopo aver pianto sommessamente mentre cantavo per i bambini, ora sono a casa, nessuno tranne il gatto che mi fissa con occhi tondi e mi sta sempre vicino.
Ora sono a casa e posso piangere.
Ci ho pensato, ieri sera: non riuscivo a smettere, a fermarmi. Odio le iniezioni, e questa era pure dolorosa, e il male della contrattura o periartrite che sia è allucinante...sì...ma perchè non riuscivo a smettere di piangere?
Credo che in qualche modo io abbia trovato una strada "lecita" per esprimere il mio dolore. nessuno si urta, se piangi per dolore fisico, se ululi come un lupo ferito perchè hai fatto un respiro profondo e ti sembra di avere una spada nel collo.
E allora credo di avere aperto un rubinetto di altre lacrime, di altro dolore che non avevo ancora espresso.
Oggi sono da sola,  seduta sul divano, e il dolore è meno intenso. Le lacrime non passano, continuano a cadere. E sempre di più capisco che nemmeno io mi concedevo il dolore, e che ora me lo sto permettendo, quasi costretta ora non riesco più a chiuderlo.
Da sola posso farlo, senza occhi altrui, neanche i suoi, che mi guardano e si aspettano che io vada avanti e sia forte e sia tosta, sempre.
Sarà un lungo fine settimana, lui tornerà a casa stanotte e poi andrà al lavoro e lo rivedrò domenica sera.
Per allora chissà, forse il mio serbatoio si sarà finalmente svuotato, le lacrime in serbo saranno finite e io sarò davvero quella che fingo di essere, quella che fa le cose di ogni giorno come se avessero, per lei, una qualche importanza.
Non fosse che 200 ml di antinfiammatorio è la dose giornaliera massima, me le snifferei, le fiale, perchè davvero anestetizzano il dolore. E fanno pure venire sonno.
E io ora vorrei solo dormire, per mesi, mesi, mesi.

6 commenti:

  1. Mi dispiace infinitamente tesoro...
    Ti abbraccio

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  2. Mi dispiace tantissimo... Potessi fare qualcosa...un bacio

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  3. Grazie, davvero.

    E, Silvia...tu già fai un sacco!

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  4. Tesoro quanto mi spiace leggere che sei così sola ammaccata e infelice,
    se tutte noi potessimo ci accolleremmo un pezzettino del tuo dolore...
    Spero con tutto il cuore che presto ti sentirai almeno un pochino meglio.
    un abbraccio

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  5. Ho pianto con te
    Ti abbraccio
    Mi dispiace tantissimo

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