domenica 17 novembre 2013

A cosa "non sono pronta"

Grazie alla Princess, a Ellie, a Silvia, per il commento al post precedente.
Mi avete fatto venire voglia di chiarire, soprattutto a me stessa!
Sicuramente, con un post lungo quanto una poesia di Ungaretti, non posso certo pretendere di esplicitare un groviglio di pensieri abnorme come quello che riguarda questa faccenda.

Ma vorrei provarci. Mi fa bene anche solo provarci.

Dunque.
Quando parlo di morire senza figli...è vero, mi lascia desolata, questo pensiero.
Ma non è tanto il pensiero di non poter vivere una gravidanza, di non veder nascere un mio bambino, o di non essere mamma di un bimbo adottato, il pensiero che mi causa questa sensazione di grande grande vuoto.
Penso, anche se è dura da spiegare, che potrei venire a patti, magari non ora, magari non subito, ma potrei venire a patti con questo.
Ma...il pensiero di me, ormai vecchia, senza figli, senza nipoti, senza nessuno a cui lasciare nulla di me, di mio, di quello che ho costruito (o cercato di costruire), per me è terribile.
Forse è una cosa che mi porto dentro per come sono cresciuta, o fa parte di me per motivi che non conosco, ma è così mi sento.
Sono così da sempre, o da quando mi ricordo.
Non so se per chi è religioso sia diverso, se si dia un senso diverso alla propria vita.
ma per me la mia, e sottolineo la mia, non quella di tutti, ma la mia acquista veramente un senso nel momento in cui c'è qualcuno a cui donare ciò che ho creato, qualcuno che amo e che sarà, dopo di me.
Probabilmente (molto probabilmente) è un pensiero egoista, ma non ha senso negarlo.

Parlando invece di quello che mi scrivete, molto sensatamente, voi, sono d'accordo. Il mio valore non sta nella mia capacità di procreare.
Non posso negare che per me in realtà stia anche in questo, in parte, è un meccanismo psicologico con cui devo fare i conti, che riconosco e che credo che potrò risolvere.
Anche perchè dentro di me SO che non è così, che io sono altro, da un paio di ovaie e un utero.
La mancanza (momentanea? assoluta?) della maternità non inficia in modo particolare il mio sentirmi donna...più che altro perchè donna non mi ci sento da mesi, nel senso sessuato del termine.
Non ricevo uno sguardo, un complimento, una carezza che non sia quella affettuosa di un uomo che mi vuole bene, che, come la signora Pina Fantozzi, "mi stima moltissimo", ma che per mille motivi che io non capisco non ha più nessun interesse per me come compagna di intimià.
Al di là di lui, sarebbe forse poco carino, ma gratificante, sentirmi lusingata da qualche complimento fuori casa, ma anche questi sono mesi, forse un annetto, che non arrivano più, si vede che mi sto abituando ad essere sessuale come un minerale.
Insomma, non è esattamente la non maternità a diminuire il mio sentirmi donna. O a contribuire al mio NON sentirmici.
Se invece penso al mio essere "persona", "essere umano", ci penso, sento come se mi stessero togliendo un pezzettino, ma io sono tanti pezzettini, e questo è rincuorante.
Nel tempo, vorrei dare forza agli altri pezzettini di me, renderli sempre più coesi e luccicanti, e forti.
Ma non mi è facile.
Amo il mio lavoro, anche se amavo di più quello precedente, ma non è facile fare la maestra d'infanzia, circondata da bambini piccoli, sempre. Non mi è facile dare il massimo per aiutare la loro crescita, il loro sviluppo, e rintuzzare il pensiero "questo libro vorrei leggerlo al mio bambino prima di dormire".
Tante cose non sono facili, non lo sono per nessuno, credo, ma è un pensiero poco consolante...si sa. Il nostro "male", per quanto piccolo, tende ad assorbirci.
Per il resto, mi impegno. E' la parola giusta. Per una serie di circostanze, è questo che faccio di più. Mi impegno.
D'altro canto, è una cosa che mi è sempre venuta bene. Qualcosa in cui sono brava. E ho proprio bisogno di fare le cose che mi vengono bene.
Ho anche ricominciato a cucinare, anche se al Filosofo non interessa granchè. A me è sempre piaciuto, e ho ripreso a fare il pane, il ragu, le zuppe, i dolci (e mia madre, che beneficia di questa rediviva abbondanza, sta già ingrassando :-) ).

Io voglio andare oltre, voglio fare il possibile per diventare madre e poi superarlo, se non mi sarà possibile.
Ho il pensiero che ce la farò, in parte, ma che quell'altra parte, quella di cui parlavo all'inizio, resterà in me, come c'è stata prima.
Forse riuscirò a venirci a patti, non lo so.
Sicuramente è un percorso accidentato.
Ma scrivere qui mi aiuta. Mi aiuta parlare "fuori" di me, per sfogarmi, per chiarirmi, per buttare fuori, e mi aiutano i vostri feedback, le vostre voci che mi danno nuovi spunti e nuovi punti di vista.

6 commenti:

  1. Ti sei spiegata molto bene e capisco profondamente il tuo punto di vista...

    Da cattolica ti dico di non disperare...chissà che quando meno ve l'aspettate, il vostro sacrosanto desiderio si avvererà.

    Auguri !

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  2. è un percorso come dici tu. e bisogna attraversarlo tutto, passare anche attraverso fasi buie, di dolore, per poterne venire fuori e continuare a camminare. io t dico di non perdere la speranza.
    un abbraccio

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  3. Mi ritrovo in molto di quello che hai scritto, anche io faccio spesso questi pensieri..il fatto di essere composta di pezzetti, e cercare di valorizzare tutti i pezzetti che non riguardano la maternità per dare un senso a tutto..il desiderio di lasciare qualcosa di mio a un altro essere umano, che sia nato da me o da qualcun altro che non l'ha voluto.....poi ognuna di noi cerca il modo migliore per fare la sua strada, perchè non c'è un modo che funzioni per tutte...la cosa che mi dispiace di più è leggere le tue parole sulla femminilità, sul tuo sentirti donna...vorrei tanto che non dovessi sentirti così, perchè meriti di essere valorizzata dal tuo compagno, e apprezzata, e amata e "adorata" come meritiamo tutte..non è giusto, questo...e spero che il Filosofo si stia impegnando per migliorare questa situazione, perchè sono sicura che un elemento che ti farebbe sentire forte e capace di farcela ad affrontare tutto sarebbe avere il suo sostegno e il suo appoggio..un abbraccio forte forte!!!

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  4. Sono sicura che il lavoro che fai, per quanto forse tu non te ne renda conto, contribuisce molto a lasciare "qualcosa di tuo" ad altri esserini; tra le donne importanti della mia vita, insieme alla mamma e alla nonna, per me c'è sicuramente la mia maestra delle elementari, Gianna, la ricordo sempre con tantissimo affetto, ricordo i suoi insegnamenti, le sue cure e attenzioni nei nostri confronti, di sicuro non sarei la persona che sono ora se non l'avessi conosciuta. Tutto questo per dirti che, anche se un giorni avrai dei bellissimi figli, tutti i bambini che ti incontreranno nella vita avranno la possibilità di prendere qualcosa da te, un gesto, una carezza, un modo di dire, un sorriso. E lo porteranno sempre con loro. Anche se adesso sono piccoli.
    Dispiace tanto anche a me per come ti senti, adesso più che mai vorrei dare uno scapaccione al Filosofo!!!

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  5. È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio.

    -- "Il piccolo principe" di Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry

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  6. intanto ciao! poi..scusa innanzitutto per quello che ti scriverò senza aver letto tutta la tua storia, senza conoscere il tuo passato, senza capire niente della tua vita di coppia ma non so come sono arrivata a questo post e l ho letto senza leggere altro e quindi sono totalmente ignorante in materia "tu e la tua vita" però ho letto due o tre cosette o forse solo due che non mi sono piaciute per te come persona che non conosco, perchè le ho viste mie del mio passato.... ho capito che cerchi un figlio, ho capito che non arriva, ma ho letto anche che tuo marito o compagno che sia ti stima.. STIMA??? ho letto che ti senti sessuale come un minerale.. quindi zero.. sei giovane immagino.. dici che non ti cerca come compagna di intimità....come può una coppia giovane, non sentire attrazione intima? come può il tuo compagno farti una carezza o guardarti come si guarda un amico? perchè ho avuto questa impressione... ma l'amore?? posso solo lontanamente immaginare cosa può essere un percorso di coppia che vuole dei figli ma non arrivano, ma credo che una situazione del genere non possa che unire ancora di più la coppia... non so cosa significhi desiderare e non avere dei figli, ma so molto bene cosa vuol dire essere un minerale sessuato o avere un marito che ti sorride e accarezza perchè ti vuole bene... e non è bene! SCUSAMI TANTISSIMO di questa intromissione inopportuna e stupida sicuramente, ma credo che per quel poco che è lunga la nostra vita, sarebbe giusto viverla almeno decentemente, con o senza figli.. però nel limite del possibile, visto che non si può viverla da nababbi (non ne sento la necessità era per farmi capire) almeno viverla ricchissima di sentimenti veri... ora faccio quello che avrei dovuto fare prima di commentare, cioè, cercare di conoscerti un pochetto.. scusami di nuovo se puoi! un abbraccio! laura

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