lunedì 9 dicembre 2013

Il primo bacio

Oggi siamo stati di nuovo alla clinica, alla casa di cura, alla casa dell'ultimo riposo...come cazzo si può chiamare la struttura dove i pazienti oncologici più gravi vanno a morire?
Siamo stati di nuovo lì.
Mio suocero sta sempre peggio. E' cosciente quasi sempre, ma sempre più debole.
Oggi abbiamo acchiappato al volo l'oncologo, dice che ogni giorno è un giorno regalato, perchè da un momento all'altro può collassare un organo interno e allora addio.
Andiamo insieme, quando possiamo, o separati, ma andiamo il più possibile.
oggi insieme.
Il Filosofo chiacchierava, gli raccontava le ultime novità del paesino, io gli davo da bere, lo sprimacciavo, sistemavo la sciarpa.
Poi con una scusa mio suocero ha fatto uscire suo figlio e mi ha chiesto a voce bassissima di aiutarlo a raggiungere il bagno.
Conosce bene suo figlio, e sa che non è il suo pane, gestire il corpo, suo o altrui che sia.
Si ripropone, in modo del tutto diverso, la questione del corpo.
Il mio corpo punzecchiato aperto studiato il corpo di suo padre punzecchiato mangiato divorato distrutto dal di dentro.
Il Filosofo non gestisce bene il lato buio della corporeità, ma ha la filosofica capacità di chiacchierare anche per ore senza dire molto.
E questo fa bene a suo padre. Gli fa bene essere in mezzo a un ruscello di parole pensate per intrattenerlo.
Mio suocero è una persona riservata, è sempre stato, mi dicono, un freddo.
Ma si sa, si cambia.
Me ne accorgo pesrino io che lo conosco da pochi anni. Adesso ogni gesto lo commuove quasi, adesso, impacciato come un bambino che fa i primi passi, quando arrivo mi prende le mani e me le tiene anche se non dovrebbe. Perchè le mie mani sono fredde e la sua pelle reagisce aprendosi in spaccature di sangue leggero.
Quando ce ne siamo andati, il Filosofo gli ha messo per un attimo la mano sulla spalla, e si sono guardati come si possono guardare solo due uomini che non hanno idea di come ci si abbraccia.
Io mi sono chinata per sistemare l'ultima cosa sul comodino prima di andare, lui ha frainteso il gesto e ha porto la guancia.
Non ci ho pensato due volte. E' stato il primo bacio che io gli abbia mai dato.
Spero che ne possano essere altri.
Tornando a casa, il Filosofo mi ha detto che adesso ha davvero capito che non potremo mai rendere suo padre nonno. L'ha detto e basta. Quella che ha quasi pianto sono io.
Perchè lo so anch'io, e lo sapevo anche prima. Però fa male, perchè io voglio bene a quest'uomo.
E so che se fossi stata madre, lui avrebbe voluto bene a mio figlio. E mio figlio gli avrebbe dato tutti i baci che non sta ricevendo.

5 commenti:

  1. mi dispiace immensamente...purtroppo è vero l'infertilità ti porta a soffrire più per gli altri che per te. Anche io pingo pensando che magari le mie nonno ormai anziane non diventaranno mai bisnonne e so che ci tengono, che il nonno di mio marito, che quando ha saputo che ero incitna ha pianto, forse morirà prima perchè ha un tumore all'intestino... la miainfertilità sta togliendo molto anche agi altri e per questo mi fa soffrire il doppio.... vi abbraccio

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  2. E' un peccato che certe dimostrazioni d'affetto vengano fuori solo in certi momenti. Con mio suocero, scomparso un anno e mezzo fa è successo lo stesso. E non è mai diventato nonno. Ti auguro che il tuo possa vedere il suo adorato nipotino.

    Un bacio cara

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  3. Che momento difficile, mi dispiace tantissimo per te e la tua famiglia...:( In tutto ciò è normale che il pensiero dell'infertilità diventa ancora più pesante di quanto non lo sia di solito...stringetevi forte intorno a lui, come state facendo, ognuno di voi farà la sua parte per rendergli meno duro questo momento, e voi troverete conforto nel sentirvi utili...sono solidale....

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  4. Mi strazia quello che state vivendo. Non trovo le parole, posso dirti che ti sono vicina. Non scrivo molto, ma faccio un giro qui ogni giorno. Spero ogni giorno di trovare un post più allegro. Spero accada presto, ma non ora. Resisti.

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  5. Questo post mi ha commosso molto. Ho visualizzato la scena mentre leggevo. Ti abbraccio forte amica cara, la consapevolezza rende le cose meno dure, la realtà anche se dolorosa a volte libera l'anima.

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