venerdì 6 dicembre 2013

Qui


La  collega D. è incinta. Poverina, ha dovuto cercarlo per ben sei mesi, dice la collega C.
E poi ha 42 anni e una figlia piccola. 6 mesi di tentativi eh? Ripete.
Ok. Bene.
Io fatico e fatico e fatico per sorridere.
Mi fa male che ora a lavoro non si parli di altro che di questo.
 A questo punto tutte parlano solo di bambini.
La collega C. dice che ha fatto un test di gravidanza, perchè ha un ritardo di 3 giorni.
"mi ci vorrebbe solo un altro figlio!!! Per fortuna era negativo. ma ne avevo due, chi ne vuole uno? Tu?"
Io? Ma porcaccia troia, cosa dovrei farci, giocarci a shangai?

Mia cognata.
Mia cognata a cui ho detto piangendo della biochimica, mia cognata che sa. Mia cognata che dice che capisce, mia cognata che è donna con cervello.
Mia cognata che mi guarda con aria di comprensione quando tutti nella sua famiglia mi parlano di figli.
Mia cognata chiama e chiede se domattina posso fare da babysitter al suo bambino piccolo.
Mi dispiace, non posso. Sono impegnata.

Lo so, le persone non sanno del mio problema, le persone non sanno che sto male.
Lo so, mia cognata è una persona buona, e una persona super fertile pure, per cui per quanto buona perchè mai dovrebbe capire?


Pretendo troppo dagli altri. Me ne rendo conto. Ma rendermi conto non mi fa stare bene. Sto male uguale.

Stasera ho di nuovo fatto tardi, a scuola dovevamo fare una super orrenda roba con i bambini e le famiglie.
Alle famiglie fa piacere, possono parlare con noi maestre dei loro bimbi, parlarne ad nauseam (mia, almeno) con qualcuno che non può fermarli e anzi, li deve ascoltare sorridendo.
Altra fatica, dovuta, è lavoro.
Però è fatica.
Mi piace vedere le mamme così sorridenti e fiere dei bambini, c'è la mamma di V. che è sempre tanto ansiosa e invece V. è una bimba molto serena e io glielo dico, alla mamma, e glielo ripeto, e cerco di calmarla perchè è così bella quando guarda la sua bambina e l'altro piccolino. C'è la mamma di L., identica alla figlia, la mamma di P. che ha paura che anche a lui serva l'aiuto, come al fratello maggiore, e P. fa dei sorrisi incredibili, grandi grandi sulla sua faccia piccina ogni volta che incrociamo lo sguardo.
Sono tutte persone che amano i loro figli, e io le ammiro, e mi piacciono, eppure a volte vorrei poter chiudere gli occhi e non vedere.
Oggi il padre di B. mi ha messo una mano sul braccio e ha detto, col suo sorrisone, "come fai con tutti questi bambini? Devi avere una pazienza giganteeeee, no?" e ha riso.
Credo abbia la mia età, e ha due bambini piccoli, che lo adorano...oggi quasi mi commuovevo e avrei voluto che mi abbracciasse come abbracciava il figlio più grande, così, come un padre, come qualcuno che ti dice "sei al sicuro, nessuno può farti male e tutto andrà bene".
Devo aver fatto una faccia strana perchè mi ha chiesto se sono stanca, se i bambini mi fanno impazzire.
No, figurati.

 Mi sento vecchia. Non è solo che leggo in giro sul web, qui tra le blogger ma non solo, di compleanni sotto gli -enta, e giù di lì, e io mi sento in caduta libera.
Non so se siano gli anni, o se sia il passare vorticoso delle settimane poi dei mesi.
ogni anno però arriva e finisce e io sono sempre terra secca e infertile e non riesco ad accettarlo realmente.
Vedo che gli anni corrono corrono corrono, il tempo mi scorre tra le dita.
Io mi arrabbio, soffro, sto male, e non accetto.
Il dottore dice che l'accettazione mi aiuterà. Che starò meglio. Che si attenuerà il dolore.
Dice che io parlo di me sempre in termini di pesantezza, che temo di annoiare gli altri, di rompere le palle, di non essere interessante. Dice che questo c'entra con il mio stare male.
Il dottore dice che io sono meglio di come mi vedo.
Dice che come mi vedo non è come sono, ma come mi vede(va) mia madre.
Dice che mi libererò di questo.
Dice le stesse cose che mi diceva F., il mio amatissimo ex supervisore, che mi aiutò tantissimo nei primi tempi da psicologa.
Lui diceva "la voce che ti insulta, nella tua testa, che ti sminuisce, e che tu credi sia la tua,  è quella di tua madre".
Inizio a capirlo anch'io. Vorrei capire perchè. Vorrei sapere perchè mia madre non mi ha mai detto "brava" ma solo "devi fare di più e meglio", anche se ero la prima della classe, no, della scuola cazzo, la prima del liceo, però ero (sono ) sovrappeso, però ero sola, però però però.
Sono anche infertile, mamma. Ti piacerebbe saperlo eh? Così potresti affossarmi anche su questo.
Può darsi che un giorno accetterò tutto questo, e allora riuscirò a far tacere quella voce che dice "Non vali un cazzo" e allora mi sentirò bene, comunque andrà.
Ma ora non è così.


5 commenti:

  1. Cazzo vorrei abbracciarti
    Giuro che capisco tutto tutto tutto!

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  2. il tuo post mi è stato molto utile a capire che allora la voce che mi dice che sono inferiore agli altri non è la mia ma è di mio padre.... abbiamo tante cose in comune io e te...ti abbraccio anche io!!!

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  3. Che fatica il tuo lavoro..ti ammiro tanto perchè riesci a farcela e sono sicura che sei anche bravissima...anche io con la psico ho lavorato su questa cosa della madre, e della voce che sminuisce..non è per niente facile metterci faccia a faccia con la nostra madre e quindi con la nostra immagine di noi stesse, che in effetti è come ci ha viste/ci vede lei...ho fatto anche una costellazione familiare su questo, non so se conosci le costellazioni (sicuramente si, essendo psicologa), a me hanno aiutato tantissimo, è stata un'esperienza forte ma anche utile...detto tutto questo ti abbraccio come sempre, e ti sono vicina nel percorso che fai ogni giorno....

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  4. Le voci che ci sminuiscono raramente sono le nostre. L'autostima si crea da piccoli. Io ti capisco, mia madre non m'ha mai sminuito apertamente ma la sua iperprotettività mi ha fatto crescere insicura e con la convinzione che se lei mi stava così addosso è perché io, da sola, non sono in grado di badare a me stessa, di fare senza sbagliare, di fare e basta. Pochi incontri d'analisi m'hanno aperto un mondo. Io sono io, ho il diritto di sbagliare. Io sono io e devo accettarmi, perché non cambierò.
    Ti auguro che questa consapevolezza ti faccia stare presto molto meglio cara.
    Ti abbraccio.

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