giovedì 28 febbraio 2013

Ma pure al concorsone? E altri incontri ravvicinati del tipo sbagliato. Polemica polemica polemica

Oggi, per non farmi mancare nulla, sono andata alla prova del concorsone.
Yeah.
lasciamo perder lo schifo, l'attesa oscena in mezzo alla neve sporca, il trattamento da galline in stia che ci han riservato e il rispetto zero.
Eravamo in 27 per aula. Nella mia due donne incinte.
Ovviamente 27 donne, che lo dico a fare.
Due incinte. Tolta me, 26 donne. In una stanza. Ad aspettare.
Di cosa si parla?
Ma della forma della pancia delle due future mamme. Delle gravidanze delle altre concorsiste. Di quanti figli ha ognuna di loro.
Ficherrimo.

Ieri sera, alle 16.30, la mamma di uno dei miei pargoli di scuola lo viene a prendere.
Lei ha 45 anni, lui 3. L'età è importante, non per me, ma per lei.
La seconda volta che l'ho vista, mesi fa, mi ha raccontato nel dettaglio che questo bambino (che ha una serie di problemi anche gravi, povero) è stato un incidente. Che col marito non l'hanno cercato. Che ne hanno altri due, già adolescenti.
Che le mancava solo il terzo.
Ok. Fine del flashback, torniamo a ieri sera.
Arriva, con una faccia strana.
Saluto, le spiego come è andata la giornata del pargolo. Mi prende da parte e mi dice: sono in ritardo.
Io, scema: ma no, sono le 16.30 adesso, figurati.
Lei: No...sono in ritardo. Ho un ritardo. Ho paura di essere di nuovo incinta. E se sono incinta, alla mia età? Io non lo voglio un altro.
Io non sapevo veramente cosa cazzo dirle.
Le ho suggerito, distillando tutta la mia massima saggezza, di fare un test.
Ha detto che lo farà, che spera sia solo un ritardo, perchè lei a 45 anni si è rotta di fare figli.
Lei si è rotta. già.


Ah, è rientrata a scuola una collega dalla maternità. Rientra part time, perchè sta allattando il quarto figlio.
Lo sapevate che avere quattro figli è stancante? Lo sapevate che con 4 figli non hai più tempo libero? Sapevatelo.

In tutto questo, io mi buco. Oggi mi ha pure fatto male, il liquido, non il buco in sè. Io mi bucavo e pensavo che la mamma del pargolo e la mia collega evidentemente si spartiscono anche la dose di sesso coniugale che dovrei fare io, per spararsi tutti sti figli.

Ah, mia suocera ha dichiarato ufficialmente che lei quanto a nipoti è a posto. Ne ha già due, belli, bravi, e sempre a casa sua. E quindi basta.
Il Filosofo la prende sul ridere, a me viene una tristezza boia. Poi lui aggiunge, riparlando di questo: "eh, tuo babbo invece non vede l'ora...pensa che mia mamma si è proprio rotta le palle". E ride tra sè.
A mio padre io voglio un bene dell'anima, penso che sarebbe un nonno di quelli che si squagliano per i nipotini...e il Filosofo lo dice così, con leggerezza? Ma sei proprio un demente, alle volte.
E io voglio bene anche a mia suocera...ma perchè cazzo deve avere uscite così di minchia? E soprattutto...perchè suo figlio anzichè dirmi "che uscite di minchia ha mia madre" si limita a ricordarmele e a dirmi che in effetti i nipotini sono impegnativi???
Perchè quello che fa la sua famiglia è sempre giustificato???
Ops, mi è scappato un fanculo mentale.



mercoledì 27 febbraio 2013

Prima puntura di Gonal, ovvero: tanto rumore per nulla

Sono ufficialmente una che si preoccupa a cazzo di cane, per citare Renè Ferretti.
O meglio, a me sembra di essere una che si preoccupa con un senso, ma in alcuni casi devo ammettere che esagero.
Ieri sera ho preso la gonal pen per le corna, neanche fosse un toro impazzito, e l'ho guardata negli occhi un paio di minuti. Cercavo di ipnotizzarla.
Poi ho ri-letto le istruzioni, che hanno anche i disegnini, per cui sono a prova di Diarista impanicata.
Ho montato l'ago e acchiappato un ciccioso lembo di ciccia della pancia, che se c'è una cosa in cui non lesino, è la ciccia.
Devo ammetterlo, ho chiuso un attimo gli occhi pensando "oddio farà male!".
Non è vero. Non fa male. Sarà che non è una vera siringa ma è un aghino? Comunque mi sono sentita un po' scema, ad essermi tanto preoccupata, e anche un po' contenta di me, che almeno ce l'ho fatta subito, a bucarmi col pennone (e con l'aghino).
E' tutto cominciato. Il gonal mi ha fatto prudere la panza per mezza sera, l'altra mezza l'ho passata a cercare una soluzione per venerdi. Lavoro da mattina prestissimo a sera tardi fuori casa...come cazzo faccio a tenere il gonal in frigo e poi anche a fare la puntura all'ora giusta? Boh.
In ogni caso, alea iacta est.

martedì 26 febbraio 2013

Rosso di sera...fortuna si spera

Lo so che il proverbio era meteorologico, ma che importa...
Io ho altre speranze. Fioche... ma dentro di me ci sono...d'altra parte come fare a non sperare neanche un po'?
E quindi, rosso di sera...eccolo qui, il mio rosso.

Questa è arrivata da Giovanna, con tanti orsacchiotti e una coccinellina a tenere fermo il biglietto.

Stoffina n.22 ...Giovanna

E questa, eccola qui, da Eva, che anche lei mi ha coccinellata nel bellissimo bigliettino.
Con tutte queste coccinelle...un po' di fortuna dovrà pur arrivare, no?


Stoffina n. 23 ...Eva

Grazie mille!!!


Gonal F pen 900. Iniziamo.

Dopo la sveglia all'alba, io e il Filosofo siamo arrivati in anticipo all'ospedale ferrarese...e abbiamo speso i restanti 20 minuti a cercare l'ambulatorio.
Quel malefico ospedale sembra fatto per giocatori esperti di battaglia navale: "dovete andare al 3 E 1, o forse al 2 C 1". Eh? Ma abbiamo vinto noi. L'abbiamo trovato.
ovviamente, essendo l'ospedale clinica fottutamente universitaria, intorno a noi veleggiavano solo giovani tirocinanti biondocrinite e truccate, mentre io mi sentivo la nonna di maga Magò.
Ma che importa?
Come ho già detto varie varissime volte, io ho la fobia degli esami del sangue, e non vado d'accordo con gli aghi, in genere. Però sono stata brava. ho solo bofonchiato quando la ragazza di turno mi ha sforacchiato per il prelievo.
L'ululato mi è uscito dopo, quando la stessa fanciulla, dopo avermi indicato la poltrona per l'ecografia...l'ha fatta.
Ora, so di non dire nulla di nuovo, l'ecografia transvaginale non piace a nessuna. Fatta con il ciclo poi...
Ma il problema è che la fanciulla ha brandito l'ecografo, e me l'ha inserito di botto.
Mi è scappato l'ululato.
Lei: Ohi scusa, fatto male?
Io: Sìììì
Lei: eh, non ti avevo avvertito che cominciavo...ora spingo UN PO'
Io: (stringendo i denti)...uuuuuaaaah...
Lei: eh qui fa male, ma se no non si vede bene...ecco ecco, resisti..
Dopo qualche altro lunghissimo intervallo di tempo (saran stati pochi secondi immagino), ha finito.
Ma che cazzo, dice la marchesa che è in me...sei una giovin fanciulla...sei pure belloccia, quindi immagino tu sia ben cosciente di avere a tua volta una vagina. E allora perchè tratti la mia come se fosse un lavandino da sturare?
Comunque, fatta anche questa.
Ho raggiunto il Filosofo che attendeva in sala d'attesa (sarebbe probabilmente morto se avesse assistito alla scena) insieme ad altre coppie nella nostra condizione (o più o meno).
Dopo un po' mi hanno richiamata e l'ostetrica, l'unica donna adulta della situazione, mi ha esposto il piano terapeutico.
Gonal F 900.
Mi ha mostrato come si monta l'ago sulla penna, come si usa e come si svita.
Eccola..la mia gonal F pen...
Io mugugnavo che odio gli aghi. Lei ha saggiamente pronosticato che mi abituerò.
E così, questa sera comincio.
Dosi da 37,5. Poi tra 6 giorni mi rivedono.
Sono un po' agitata, non mi sono mai bucata da sola (detta così suona male...non mi sono manco mai fatta una canna in realtà!!!).
Io ho i sudori freddi a fare i vaccini, e le crisi ai prelievi.
Sono proprio brava.
Stasera comincio, e prima fissavo la pennona e pensavo alle cose che ho imparato negli ultimi mesi:
- ho imparato a fare punture indolori al filosofo, e prima non ne avevo mai fatta una
- per imparare la suddetta cosa, un paio di volte mi sono anche autobucata la chiappa, per capire quanto spingere per forare
- ho sopportato mille esami del sangue, nonchè la porca curva di insulina e glicemia con 6 prelievi in 3 ore
Mi ripeto queste cose come un mantra, perchè voglio imparare a farle, ste cazzo di punture.
Il Filosofo mi dice che devo essere contenta, che iniziamo, ma di ricordare che questo è solo l'inizio, che ci saranno molte altre punture e che per noi, secondo lui, la strada è la FIVET.
Il Filosofo è saggio. Ma non ha capito che al momento io non riesco a pensare più in là di "cazzo stasera mi buco!".
A presto per le prossime avventure di Diarista la dopata.


domenica 24 febbraio 2013

Finalmente. post ad alto contenuto di disgusto, attenzione.

Domenica mattina. il Filosofo non c'è, è rimasto a dormire al paesino, che oggi tanto lavora.
La gattona viene a ronzarmi sulla pancia...e la cosa mi fa più che mai piacere, visto che ho dei dolori bestiali.
Dolori? Dolori!!!
Vorrà mica dire che le stronzissime mesrtuazioni sono in arrivo?
alle ore 8.30, munita di stivalozzi da neve, esco nel bianco accecante che ricopre tutto, di solito camminare mi aiuta, quando il ciclo arriva.
Giretto di un quarto d'ora, poi devo correre a casa perchè i crampi aumentano.
E ora, LEDIS & LEDIS (non credo ci siano molti gentlemen qui intorno) posso finalmente annunciare che la danza del ciclo di Adelia e il mio cartello minatorio hanno funzionato.
Il ciclo è arrivato.
Con un male che non ricordavo. Ha voluto fare un'entrata da diva, evidentemente.
Nell'ordine, prima di tutto sono arrivati i crampi allucinanti, poi la sensazione che mi stessero facendo seppoku a mia insaputa, a cui si è aggiunta la sensazione di una spada nelle reni.
A seguire, in rapida successione, la nausea con capogiro, che mi è valsa una capocciata contro la porta del bagno, e la solita immancabile colite da ciclo, completa del suo parterre di sudori freddi, brividi e pelle d'oca.
Al momento, sepolta sotto plurimi strati di vestiti e con la borsa dell'acqua calda sulla pancia, cerco di lavorare un po'.
Il mio ciclo è sempre doloroso, a sto giro sta proprio facendo i fuochi artificiali, ma ne ha ben donde: è stato tanto atteso che ora tutto il male che mi fa me lo prendo con un po' di filosofia.
Che non significa che non scoppio a piangere quando è troppo forte, o che non abbia maledetto lo stipite della porta, o che non mi senta empaticamente vicina a un piccione eviscerato da un aruspice particolarmente maldestro.
Però che dire, habemus mestruazioni. E al momento questo era il massimo a cui potessi auspicare.
Evviva.

venerdì 22 febbraio 2013

Sono arrivata a questo...

Sto veramente odiando il mio corpo che si rifiuta non solo di essere fertile, ma persino di fare il suo stramaledetto lavoro mensile (bimestrale?)

domenica 17 febbraio 2013

Guanti e amore

Il Filosofo adora i suoi guanti, li ha da diversi anni ormai, un miracolo. Perchè lui perde sempre tutto. Diverse volte li ha dimenticati su qualche bancone e chi era con lui li ha acchiappati in sua vece.
Ieri mattina era a lavorare, come sempre. In un posto dove lavora solo qualche sabato ogni tanto, di solito è altrove, ma insomma...era lì...e doveva poi correre lontano come sempre, per il lavoro del pomeriggio.
Mi telefona, ieri sera. per darmi la buonanotte, perchè nei finesettimana lui lavora e quasi mai torna a casa.
mi dice che ha perso un guanto.
Sapendo quanto ci tiene, capisco il tono della voce.
Dove l'hai perso?
non lo so. Forse nel parcheggio, cercando le chiavi della macchina.
Mmmm, non è che sono in macchina?
No, stavolta ho guardato bene. Li ho persi.
Mi dispiace.
Anche a me.

E' sera tardi, è buio, è freddo. E io ho la macchina rotta, ormai defunta credo. Non posso andare là a vedere.
Oggi però non fa tanto freddo. Oggi subito dopo pranzo sono partita, a piedi.
Conosco a memoria le filosofiche abitudini, so dove parcheggia e so che strada fa poi a piedi, quando lavora lì.
Da casa nostra al parcheggio sono, a piedi, 35-40 minuti. Dal parcheggio al lavoro sono altri 10 circa.
Mi sono incamminata piano, con il naso in una raccolta di racconti, mi piace leggere camminando.
Al 35esimo minuto di cammino circa ho chiuso il libro. ho iniziato a cercare. Ho perlustrato il parcheggio, grande e semivuoto. C'era solo un piccione a fissarmi.
Niente.
Allora ho iniziato a percorrere la strada che so che fa sempre lui. E' abitudinario, il Filosofo.
ho camminato piano piano per qualche altro minuto. Solissima. Sembrava una citta fantasma, quasi. E dire che lì è quasi centro, non come il mio quartiere. Eppure nessuno.
E anche le finestre sembravano tutte buie, all'interno. Chissà dove vanno tutti, di domenica pomeriggio.
Mentre già mi sentivo un po' scema, un po' troppo sola, e un po' assetata, l'ho visto.
Un mucchietto nero vicino a un albero.
Eccolo.
Un guanto nero, da uomo.
QUEL guanto nero da uomo.
Ho raccolto quei guanti tante di quelle volte che ormai potrei chiamarli per nome.
Missione compiuta.

Me lo sono ficcato in tasca, giù, piantato bene che non pensasse di scapapre, ho riaperto il libro e sono tornata piano verso casa.
Ho avuto tempo di riflettere, percorrendo le strade deserte, fino a uscire dal cent, e poi dal quartiere medio residenziale, e poi oltre l'ospedale, e poi nel nostro quartiere.

Ho pensato a quanto mi faccia felice aver ritrovato un guanto.

Da sempre cerco in ogni modo di rimediare alla tristezza di chi amo, l'ho sempre fatto, con risultati dubbi. Non sono mai stata veramente come mia madre voleva, ero la più brava a scuola sì ma ero anche un po' grassa, non sono stata neanche quello che sperava mio padre, fortunata felice e senza problemi di sorta, non sono mai stata capace di risolvere tutti i problemi della nostra famiglia.
E pur sbagliando, ancora vorrei farlo.
Mi accorgo che vorrei farlo anche con il Filosofo, renderlo felice, almeno ogni tanto. Non vederlo sempre così malinconico.
Avere ritrovato il suo guanto mi ha fatta sentire un po' meglio. Un po' più brava moglie, una brava moglie che non riesce a rimanere incinta, ma che ritrova guanti dispersi.
 L'ho chiamato, appena ha sentito del guanto ha esultato come un bambino.

Cosa vuoi in premio? Ti porto a mangiare la pizza, stasera? O vuoi un gelato? Oppure, oppure vuoi che stasera andiamo al cinema?

E' il suo modo di amarmi, credo. So che dopo aver lavorato tutto il finesettimana preferisce arrivare a casa e spalmarsi sul divano con un tè. Pizza la domenica sera, o addirittura cinema sono il suo modo per offrirsi di ripagarmi di una cosa che l'ha reso contento.

E c'è un lato di me, il lato della brava moglie, che è contento. In realtà non ho tutto questo bisogno di andare al cinema. E neanche di andare fuori per la pizza. E' bello che lui me lo chieda, questo basta.

L'altro lato di me, quello che non è sereno, si è morso la lingua. L'altro lato di me avrebbe voluto dire qualcosa del tipo "non ti viene in mente nient'altro, per premiarmi?" con un tono sorridente che facesse capire l'allusione.
L'altro lato di me vorrebbe che fosse possibile una battuta del genere senza per questo sentire lui dall'altra parte raggelarsi come colpito da un secchio d'acqua.
L'altro lato di me vorrebbe che lui avesse fatto una battuta, anche idiota, anche pessima, anche volgare, persino, sul sesso.

Da quanto tempo non ricevo un abbraccio che non sia solo affettuoso? Un bacio che vada oltre lo sfioramento di labbra? Sono millenni che non mi sento desiderata.
Mentre venivo a casa con il mio guanto in tasca ogni tanto allungavo una mano a toccarlo e pensavo: sarà contento. E per un attimo ho anche pensato "chissà se per la contentezza magari stasera...."
Ho pensato che potrei provare a essere un po' più carina del solito, o anche solo un po' carina, insomma, anche se mi sento sempre di più un mostro abbastanza ripugnante.
Poi dopo la telefonata mi è passata anche la voglia di provare a essere carina, la prenderebbe come un invito a portarmi in pizzeria.

Ecco, ora mi sento di nuovo una moglie non abbastanza brava. Perchè sono arrabbiata con lui che non desidera, e con me stessa che non sono desiderabile, e tutto quanto.
Vorrei non fare altro che trovare guanti tutto il giorno.
Come il prenditore nella segale di Holden. La raccoglitrice di guanti.
Sono sicura che ne ricaverei grandi soddisfazioni.

sabato 16 febbraio 2013

Eccole qui

Queste nuove stoffine sono bellissime e non meritavano tanta attesa.
Solo che in questo periodo è come se fossi prosciugata, non so nemmeno io come spiegarlo.
Il filosofo è perplesso, io di solito imbratto carta in ogni momento della giornata, e quando non è carta sono .doc aperti sul pc, che poi diventano miniracconti, brani, cose.
E' un po' che stranamente non scrivo più, almeno niente di mio.
Scrivo solo a gettone. Come un automa, ricevo gli ordini "scrivi un articolo su questo, su quello, di tot parole" e eseguo.
Scrivo di cose di cui non importa nulla, a volte oziosa mi chiedo a chi mai possa interessare. Ma evidentemente sbaglio io, perchè le richieste continuano e son sempre su quella roba inutile.
Il Filosofo dice che un po' ammira e un po' schifa la mia capacità di vendere parole come fossero bruscolini. Io un po' lo capisco e un po' mi incazzo, lui è tanto "puro" e tanto serio, ma alla fin fine per campare i soldini ci servono, e visto io ho mezzo stipendio e lui neanche....è la stampa bellezza, e tu non puoi farci niente, come direbbe Humprey.
Ma insomma...ogni tanto in tutta questa aridità arriva un venticello colorato.
Eccolo qui

La stoffina di Madness, con gli animali sorridenti che sembrano disegnati con i pastelli e sono cicciolosissimi:

Stoffina n.19...Madness

 E poi ecco qua, due, ben due, bellissime stoffine da Silvia Maledetta.
Una con i coniglietti (il coniglio mannaro è il mio animale guida...grazie :-) ), e l'altra con un paesaggio marino tutto rosa.
Io amo tutte le mie stoffine, il Filosofo ha gradito particolarmente la 20°esima perchè lui stravede per tutto ciò che riguarda gli squali!
Stoffine 20 e 21...Silvia Maledetta


P.s. Messaggio di servizio per TELETA: se mi leggi mandami una mail please, qualcuno vorrebbe scambiare con te :)

giovedì 14 febbraio 2013

...

Sono arrivate altre stoffine, e presto vorrei scrivere un post e mettere le foto.
In questi giorni però sono così giù che non riesco neanche a scrivere.
Dopo che ho lottato per fare tutti gli esami, dopo che ho fatto di tutto, il mio ciclo non viene...ha già saltato un mese e questo sarà il secondo di salto a quanto pare.
Nonostante la terapia con quel cazzo di progesterone.
E ora devo prendere, che ironia di merda, la pillola del giorno dopo, per vedere se almeno quella me lo fa venire.
Mi sento proprio da schifo.

giovedì 7 febbraio 2013

Cosa dirvi se non... (più postilla sulle comiche in ospedale)

se non .... GRAZIE!!!!!!

Dopo lo sfogo di ieri, mi sembra che mi abbiate avvolto in un gigantesco abbraccio collettivo.
Un abbraccio abbraccioso in cui mamma che emozione mette un braccio intorno a Babi che lo fa con Petalo blu che lo fa con Marta, che lo fa con Sa&Sa, che lo fa con Adelia che lo fa con Pitipum Pala..e in tutto questo mi ci metto anch'io che vi abbraccio tutte tuttissime.

E allora lasciatemi postare un'immagine coccolosamente coccolosa per ringraziarvi.
Eccoci qua... :-):


E ...per Pitipum Pala: ora basta. Voglio sapere chi si è fregato tutta la nostra serotonina. Non si sarà volatilizzata. Qualcuno se l'è fregata. Ecco la spiegazione. Che cazzo.

Detto questo...

LE COMICHE. O meglio: le GROTTESCHE.

Ho pagato fior di soldi, ho rotto le palle. Ho pianto davanti ai medici, ho pregato gli stessi di aiutarmi con i tempi.
Ho fatto tutti gli esami. manca solo un esito.
E. E. E.
E oggi chiamo l'ospedale, che da giorni non mi risponde.
Oggi risponde la dottoressa. Le dico che mi sta per venire il ciclo, le dico che non voglio perdere altri mesi, le dico che io voglio iniziare.
Risposta.
NO.
Come prego?
"No guardi, fino a marzo non si fa nulla. Abbiamo la biologa in malattia."
...
...

Ora..che dire..ma siamo su candid camera????
Ma che è???? Si ferma tutto perchè la biologa è in malattia??????
Non ho neanche più parole.

Se fossi cattolica penserei che Dio vuole dirmi qualcosa. O forse lo farei se fossi megalomane e pensassi che un qualsiasi dio voglia mandarmi messaggi personali.
Invece penso solo che siamo solo allo sfascio.
Delle mie gonadi sicuramente. E dei maroni del Filosofo, pure, a sto punto.
Il quale ha espresso in modo forbito il suo disappunto, estirpando, mentre lanciava improperi e anatemi, due bottoni due della sua giacca.
Ci è preso un po' di nervoso. Ci è preso.
ma io sono piena di strafottute risorse....e quindi...




mercoledì 6 febbraio 2013

Ecco

Ecco che torno a casa. O meglio, passo da casa, al volo, tra un lavoro e l'altro.
Così. Per fare una pipì. Per lavarmi i denti prima dell'intersezione con i genitori.
Ecco.
E incontro S. con il piccolino. Che ha due anni. la mia dirimpettaia, S.
Una ragazza gentile, dagli occhi chiari sempre un po' tristi.
Le apro la porta dell'ascensore, faccio qualche moina al piccolo, che mi chiede come sta il mio gatto. Un bimbo molto simpatico.
Alzo gli occhi su S.
Cazzo.
no.
Di nuovo?
S. ha una panciotta tonda, che sporge sotto il piumino.
Che fare? Chiusi in ascensore ho sfoderato un sorrisone e detto: Ohhhh congratulazioni!!!
S. ha sorriso , un po' stanca: Eh sì, un altro maschio sai?
Io: Che bello.
Lei: Sì...speriamo dia meno da fare di lui..sono un po' preoccupata.
Io: ma no dai, sarai bravissima.
Lei: eh, vedremo. (sorriso) Adesso però tocca a te eh?
Per fortuna l'ascensore arriva al piano.
Saluto e entro in casa.
E inizio a piangere.
Scrivo mentre piango e mentre penso cazzo sono in ritado devo andare a lavoro smetti di piangere che c'è la riunione.
S. non ha colpa. S. si fa un mazzo bestiale col bambino, lo so perchè la sento, di là dal muro, ho sentito tutti i pianti e le notti insonni e lei che qua non ha parenti e tutto.
Non mi ha fatto male la sua domanda. Perchè il suo viso era davvero sinceramente stanco e felice della gravidanza e sinceramente augurante.
No no, non è quello.
E' che la pancia è già grandina.
E' che tra qualche mese ci sarà un nuovo bimbo, di là dal muro.
E ricominceranno i pianti notturni.
E io non riuscirò a dormire la notte.
Non tanto per il "rumore".
Ma è perchè sentirò quell'ennesimo pianto che ancora una volta non sarà quello di mio figlio.
Sono
così
stanca

lunedì 4 febbraio 2013

Todo cambia. Ma proprio todo

Non è solo che Nanni è uno dei miei grandi amori. E' che questa canzone...l'ho persino registrata (male) per usarla come suoneria del telefono. Che non squilla quasi mai, ma quando suona...almeno mi ricorda che...


.

..asi como todo cambia que yo cambie no es extraño...


A volte vorrei solo portarmi dietro un piccolo stereo, con questa canzone dentro. E farla partire, quando qualcuno mi guarda con quello sguardo inquisitore e mi dice "sai non sei più quella di 5/10/15 anni fa" "sai eri più spensierata" "sai eri diversa".
Sì. Ma todo cambia. E se ti ricordi, ti ho parlato di una cosetta anche..che inzia con "infer" è finisce con "tilità". E quella aiuta, a non essere più quella di una volta.

sabato 2 febbraio 2013

nuovi arrivi

Il progetto BJB continua.
E per fortuna, perchè io sono in questi giorni sono sempre tristanzuola, e le stoffine mi tirano su.

Ed ecco qua le mie nuove bellissime stoffoline.
Entrambe a tema orsacchiotti, perfette per una copertina da bimbi.

Arrivata da Ida, una "scambista" di stoffine anche lei:

Stoffina n.17 ...Ida

 Tanti begli orsacchiotti ciccosi che sembrano volare su tappeti nel cielo.
E un biglietto dolce dolce.

Poi, pochi giorni dopo:
Stoffina n.18...Dreamingyoursmile
La stoffina di Dreamingyoursmile, con gli orsetti dolcissimi e cuoriciosi è arrivata con il biglietto bellissimo che vedete in foto, con una farfalla stupenda sopra e l'augurio di Dreamingyoursmile, che è una blogger che ho scoperto da poco.
Non ho ancora linkato il suo blog qui perchè Dreamingyoursmile ha un blog a invito, ma visto che sta entrando anche lei nel giro delle stoffine, alcune di voi la conoscono già.


Lo scambio di stoffine mi sta dando tanta speranza, e mi sta anche facendo conoscere tanti modi, diversi dal mio, di affrontare l'infertilità.
Perchè in ogni biglietto ognuna mette qualcosa di sè e del suo stile: c'è chi sorride, chi scherza, chi si emoziona, chi si rivolge a un potere superiore (divino o spirituale), chi mi racconta il suo lieto fine.
Tutto questo mi arricchisce.
Grazie.