domenica 30 giugno 2013

Ovviamente

Mi pare logico. Allo scritto eravamo in 27 in aula, 2 con la panciona.
Oggi in 12, a estrarre la traccia.
1 panciona e una pancina.
ma che cazzo. Ma sempre devo trovarmi accerchiata da pancioni vari? ma sempre?
Li calamito proprio, si siedono di fianco a me...e ora so pure che la data presunta è il 25 luglio. mah.
Tra ieri e oggi altri due lieti annunci.
Ricomincia la trafila delle gravidanze?
Sarà l'ansia da "non so un cazzo e domani mi aprono in due", ma oggi sono proprio spappolata.

venerdì 28 giugno 2013

Sono giornate lunghe e faticose.
scopro una persona peggiore di quanto credessi.
Sorpresa sorpresa.
Che farci. Lo sono.
Intanto aspetto.
E faccio.
Mi presento. Apro buste. Scrivo. Chiudo buste.
Aspetto.
Penso.
Fingo di.
Cerco di.
Sono giornate lunghe. Passeranno.
Non so come.
Andrò. Tornerò. Andrò di nuovo.
Poi sarà sera e sarò a casa.
Nuova attesa per altre cose.
Più importanti? Più importanti.
Nel frattempo, è vero. Sono peggio.
Che farci? Lo scopro.
E mi dispiaccio. E taccio. Meglio.

martedì 25 giugno 2013

Ho sognato

di essere incinta. Avevo proprio la pancia, non la panciona, ma quella pancetta a metà.
E le tette gonfissime.
nel sogno mi guardavo il seno e pensavo "cazzo, e adesso come lo nascondo?".
Le mie tette sono grandi di loro, ma nel sogno erano ancora più ingombranti, come due palloni.
E la mia gioia era enorme, ma anche la paura.
La paura di non poterlo nascondere a tutti, a mia madre soprattutto.
Sarà che ci pensavo la sera prima, sarà che in questi giorni è acuto il mio disagio nei suoi confronti.
E' tornata dalla sua piccola vacanza, sono dovuta passare a salutarla, lei è sempre inconsapevole del dolore che mi causa.
Appena arriviamo si mette a parlare col Filosofo del fatto che non so chi è tanto carina, alta e magra, e di quanto siano belle le ragazzine alte e magre...
Non è niente di criminoso, ma è una vita, sono 34 anni di merda che mi fa sentire uno schifo perchè sono sovrappeso. Da sempre. Magari non di chissà quanto, ma sempre quei 4-5 kg che si notano, si vedono, specialmente su di me che sono pure bassetta.
Non èla morte, è solo essere NON giusti, mai. Neanche per tua madre.
perchè non sei bella, mai. Poi si stupiscono che non amo la bellezza, non amo la fighettaggine, non sono mai particolarmente benevola verso le ragazzine fighettine a cui lei dà lezione.
Sono infantile, sono tutto, ma non so che farci.
Mi hai cresciuta senza mai dirmi "brava", ma sempre "potresti fare di più", "ah se tu fossi", e ora che sono grande vorrei solo che tu mi dicessi "bene, hai fatto bene" per qualcosa.
E invece mai.
io non voglio che mia madre mi faccia soffrire, solo che ogni votla che apre la bocca ci riesce, come quando mi dice "non ci vai più in palestra, eh? Si vede" o quando mi ricorda gli sbagli che secondo lei ho fatto, mi dice che gli altri hanno uno due tre figli e così via e che gli altri sono di ruolo o hanno il posto a tempo indeterminato o hanno fatto questo e quell'altro...
C'è sempre qualcosa che non ho fatto, che dovrei fare, o che comunque dovrei fare meglio.
E quando penso alla gravidanza, al fatto che un giorno vorrei tanto essere incinta...non riesco a non pensare a questo: a come NON dirlo a nessuno.
Soprattutto a lei. Non vorrei che mi vedesse fin quando non avrò almeno partorito.
Vorrei che non sapesse nulla, che non dicesse nulla, che non mi guardasse neanche.
Lei quando ero single mi chiamava la sera a casa e mi diceva" mio dio devi sentirti davvero sola, in quella casa vuota, senza nessuno, non stai male da sola? Eh, non stai male?".
Quando le ho detto che mi sposavo era uno spreco di soldi, una cosa insensata, perchè poi farlo?
E' quella che racconta alle donne incinte i problemi di gravidanza altrui, è quella che sa che amo gli animali più delle persone e quindi mi racconta ogni storia non a lieto fine che le arriva all'orecchio.
E' quella che alla mia seconda laurea ha solo commentato "un altro 108".
Il mio sogno è stato angoscioso, anche se nel sogno ero incinta, e stavo bene, ed ero felice con la pancia.
Nel sogno ero preoccupata delle tette, che si vedesse che erano più enormi del solito.
Nella realtà mi sa che lo sarò davvero, delle tette, della pancia, del mio corpo che cambierà e sarà visibile a tutti, A LEI.
Certo, è una cosa che affronterò poi, se e quando sarò davvero incinta, se e quando la gravidanza arriverà al punto di farsi vedere.
ma ci penso.
Perchè è emblematico di quanto io non ce la faccia più. Vorrei non vederla mai, o solo per brevi momenti, parlando del tempo, al massimo del traffico e del prezzo delle zucchine.
Non di più.
Non so quando e se mai avrò il problema di nascondere la pancia, come un'adolescente che non vuol dirlo in giro. Ma quando sarà, dovrò trovare il modo.
Ho troppo bisogno di proteggermi.

venerdì 21 giugno 2013

Facendo del mio meglio

Il Filosofo è personcina chiusa, poco incline all'autoanalisi, specie se affettivo-emotivo-sentimentale.
Il Filosofo non esprime i sentimenti, se non quando ne ha "la piena". Allora esplode. La sua rabbia è esplosiva e breve, scoppia solo dopo lunga incubazione. Il suo dolore anche.
Il Filosofo a volte spesso sbaglia i tempi, per usare un eufemismo.
La sera che io ho scoperto inequivocabile che il tutto era una fottuta biochimica, lui mi ha urlato che non mi sopportava più, che ero un buco nero di pessimismo, una succhiatrice di energie e basta, e altro.
Il Filosofo, pur avendo sposato una psicologa, ha sempre detto che io, che andavo e vado dallo psic, ero infatti persona problematica...e che lui era incuriosito...ma che non l'avrebbe fatto.
Ora il Filosofo lo fa. Da mesi, va dallo psicoterapeuta.
Conoscendolo, per iniziare ha fatto uno sforzo veramente belluino.
ora inizia a scoprire i sentimenti. L'altro giorno all'improvviso si è sentito angosciato.
ha percepito, per la prima volta veramente, la PMA, il percorso, la mia fatica, l'incertezza, tutto.
E' rimasto sconvolto, da questo fatto di "sentire".
Il suo doc lo ha lodato, gli ha detto che è cosa buona e che è bravo, che migliora.
Io ho fatto lo stesso.
Gli ho detto che sono felice che me lo abbia detto.
Gli ho detto che è normale che sentire sia anche sentire dolore, che lui è abituato a spiaccicare i suoi sentimenti e le sue emozioni, e che non è facile poi imparare a non farlo.
Abbiamo parlato con calma della sera della biochimica.
Da quella sera lì io faccio del mio meglio.
Cerco di non farlo irritare lamentandomi a caso, cerco di essere positiva.
Cerco di valorizzare ogni progresso, ogni sua verbalizzazione, ogni suo tentativo di capire quello che cerco di spiegare. Ogni piccolo passo. Faccio davvero del mio meglio.
A volte piango, quando sono sola. A volte me ne accorgo DOPO aver già cominciato a piangere...allora se sono sola vado avanti un po', finchè non sono più tranquilla.
Mi sfogo.
Poi ricomincio. Perchè funziona. Perchè lo vedo, che lui ha bisogno di essere sostenuto in questo suo percorso.
Ma è una fatica, cazzo.
Mi rendo conto che io faccio una fatica cane.
Quando mi ha detto che io sono un buco nero di pessimismo, non ho ribattuto.
Ho pensato a una fase dell'amato D.F. Wallace, una frase che so a memoria, perchè come descriveva certe cose lui non lo faceva nessuno.

 ....come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...) 

Questo scriveva Wallace, che poi lui infatti mica ha resistito tanto, lui certe cose le sapeva TROPPO bene.
Io a volte mi ci sento, così, davvero, davanti e sotto, ma poi in realtà il buco sono io. A volte sono davvero così. Ma faccio del mio meglio.
Davvero. Ho un passato che è una caterva di merd autodistruzione, ora cerco di fare diversamente. Davvero.
Ma è faticoso. A volte tantissimo.
Anche se vedere come il Filosofo migliora, pian piano, in certe cose, e inizia a capire, mi aiuta a continuare con la mia strada. Con il mio lottare per fare del mio meglio, con lui.
Anche se a volte vorrei sfogarmi con qualcuno, davvero, con qualcuno che mi voglia bene e non solo con il mio bravo doc.
Un giorno, quando il Filosofo sarà veramente più forte, faremo di nuovo una conversazione pacata.

mercoledì 19 giugno 2013

Decluttering. Togliere, togliere, TOGLIERE!

Da bambina mi hanno insegnato a conservare tutto, a fare tesoro di tutto, perchè se rompi una cosa non ne avrai una seconda, perchè se rompi i pantaloni ci si mette una toppa, perchè se i pantaloni sono troppo rotti allora diventano anche loro fonte di toppe per altri pantaloni.
TUTTO va conservato. TUTTO può servire. Ma soprattutto, TUTTO VA CONSERVATO.
E così via.
modalità di pensiero che mi è entrata dentro, in effetti.
MA.
Ma così non funziona. Non posso accumulare il mondo in casa per la paura che un giorno mi possa servire.
No.
Basta.
A periodi l'ho sempre fatto. Soprattutto prima dei traslochi: prendevo e buttavo via montagne di cartaccia inutile, in particolar modo.
Ultimamente ho ricominciato, ma seriamente.
Ho poi scoperto che questa bella cosa, questo fare spazio e liberarsi del ciarpame, la si chiama anche decluttering (ecco, per esempio qui e qui).
Ormai ne sto facendo un modo di vivere. Che sto imparando a conciliare con il mio essere frugale dentro (e fuori).
Ne parlavo, settimane fa, con il mio psic.
Mi diceva, lui, inconsapevole delle mie attività, che devo liberare la mente da troppe cose negative che mi sono rimaste impigliate addosso.
E che per farlo aiuta anche fare spazio fisico, togliere zavorra.
Ho riso, a quel punto. Lui ha sorriso, un po' stupito.
E abbiamo parlato di questo, del "come mai" proprio da qualche mese mi sono messa a buttare, togliere, pulire, svuotare.
Ho cominciato dalla zona in cui imperverso di più: la stanza dove teniamo la libreria e il mio tavolone con sopra il pc e un mondo di altre cose.
Ho fatto, in quella stanza, almeno 6 sacchi della carta.
io sono una maniaca del conservare foto, lettere, appunti, tutto ciò che è scritto, stampato o no, ha su di me un fascino perverso.
Ma via. Ho liberato scaffali. Ho svuotato cassetti.
Ho buttato, dopo secoli che non li guardavo, vecchi, vecchissimi appunti, vecchi, vecchissimi libri universitari ormai superati.
E poi ho trovato vecchie foto con un paio di ex, finite nel pattume insieme a vecchissimi e peraltro orrendi souvenir raccattati non so più neanche dove.
Via tutto.
Nelle altre stanze è più facile, per me.
Non ho particolari legami affettivi con gli altri oggetti in casa.
ho scoperto di aver tanti bicchieri. Quando i miei si sposarono hanno ricevuto in regalo tanti servizi da sei. Alcuni sono passati a me, che li uso quando capita.
Ho scoperto di avere piatti a sufficienza, anche se non intonati, e lo stesso vale per posate, stovigliame e pentolame.

Ho tutto quel che serve.
Non serve altro. Anzi.
C'è troppo.

E così anche lì ho selezionato. Ho portato a mia madre alcune cose, ne ho regalate altre.
E ho iniziato a usare quelle cose che "tenevo da parte".
Mia madre, e soprattutto mia suocera, sono di quelle persone che "il servizio buono tienilo da parte".
Da parte per chi???
Chi dovrebbe usarlo? Quando?
Ma via, su. Che se si rompe una tazza...chissenefrega!!!
Piano piano, non ogni giorno ma quasi, scruto con occhio critico in giro.
Soppeso oggetti. Alcuni sono stati già inscatolati, pronti per la prossima "pesca" o per essere dati a qualcuno che li userà.
Ho conservato le pezze di stoffa che uso per le "toppe", conservo i nastri dei regali e così via perchè poi li riuso, conservo le foto di mia nonna e cose del genere.

La mia piccola casa ora è un po' più vuota di prima, un po' più ordinata anche se io non brillo per ordine e il Filosofo l'ordine lo desidera ma non lo crea :-).
Mi sento meglio.
Ho buttato roba rotta che non avrei mai più aggiustato, ho regalato venduto gettato vestiti e bigiotteria che non aveva senso tenere.
Ho sistemato i piatti e i bicchieri e tutta la biancheria da letto e ho deciso che non ne comprerò finchè non sarà quasi finita quella che ho.
E quando mai si consuma, la montagna di asciugamani che negli anni mi hanno regalato madri nonne suocere e compagnia cantante, con le raccolte punti dei supermercati?
ho asciugamani per almeno 4 generazioni.
Cosa dovrei farmene? e perchè quelli più carini dovrei tenerli incartati? Per quando verrà a trovarmi la regina d'Inghilterra e vorrà farsi un bidet?
Follia pura.
Nella mia vita c'è già abbastanza casino, ansia, preoccupazione e roba di cui occuparmi.
Non posso avere anche la casa, traboccante di oggetti inutili. O di oggetti utili che poi diventano inutili perchè troppi, semplicemente.

Siccome io e il Filosofo non siamo grandi compratori, la situazione dovrebbe solo migliorare, anche se resta da arginare mia suocera, che non concepisce il "basta oggetti, grazie! Non ci serve nulla."
Ma ho un piano anche per quello: non intendo accumulare altro. Quindi, per ogni nuovo arrivo, ci sarà un'uscita (magari anche dello stesso oggetto....).

Non è un caso che tutto questo bisogno di fare spazio e pulizia torni, prepotente, in questi mesi.
Specialmente negli ultimi due, pieni di stress e di schifezze.
Ho bisogno di respirare. ho bisogno di non sentirmi assediata dalle cose, dagli oggetti, dai legami ormai impudriti con gente che non è più nella mia vita e rimane lì, attraverso tutti quegli oggetti che sembrano quasi mummificati.
le cose si usano.Se non si usano, se ne devono andare.
Specialmente se sono ricordi inutili di un tempo che non ho neanche voglia di ricordare.
Voglio che ci sia spazio per me. E per il futuro.

martedì 18 giugno 2013

Svelato, più o meno, l'arcano

Ecco, dopo una giornata di ansia, scoperto perchè Lugo mi aveva chiamato appena prima di chiudere l'ambulatorio.
Stamattina alle 7.45 mi hanno richiamata.
Per chiedermi:
- ti abbiamo rimandata, lo so, ma a quando? a settembre?
NO, se tutto va bene, cazzo, a luglio.
- ma il ciclo quando ti viene?
Ciclo? mi avete dato la pillola.
- la pillola? ah, sì? Ora me lo segno. Bene. Prendila fino almeno al 5-6 luglio, perchè se ti viene il ciclo prima, abbiamo problemi.
Devo continuarla fino al 7. Va bene?
- sì sì, ok. Ci vediamo a luglio allora.

Ma perchè, mi domando e dico, perchè i centri a cui mi affido io sembrano sempre affetti da alzheimer?
Prima Ferrara, che si dimentica di chiamarmi.
E ora questi si sono dimenticati di segnarsi il fatto che anzichè a giugno, sono rimandata. Come una studentessa poco zelante.
Fanculissimo.

lunedì 17 giugno 2013

Ansia. Inutile, ma presente

Mentre ero a lavoro (e cercavo di zittire la collega che raccontava a tutti il suo quarto fottuto parto), mi ha chiamato il centro di Lugo.
Ovviamente ho visto la chiamata mezz'ora dopo.
E ovviamente lì dopo l'una fuggono tutti, e per tutto il pomeriggio attaccano il fax, neanche una cazzo di segreteria.
Ora...cosa diamine possono volere?
Sono ferma come un'ovaia in coma fino a luglio, devono vedermi a luglio..cosa possono dovermi dire?
Io sono una persona ansiosa, lo so. Vengo da una famiglia dove l'ansia è patologica, dove la mia amata nonna era da monitorare, spesso, per ansia e depressione grave, tanto che una volta ebbe un incontro troppo intimo con un bicchiere colmo di candeggina e così via.
l'ansia l'ho respirata da sempre.
E quindi vivo male le cose in cui ho poco controllo.
Vivo male il dipendere da un centro in cui risponodno al telefono due ore al mattino e poi basta.
Vivo male che mi abbiano chiamata e che non trovandomi non abbiamo cercato, che cazzo, il Filosofo, per dire a lui.
In queste settimane sto di merda per motivi vari, non legati strettamente alla PMA.
E probabilmente anche per questo tutto mi sembra un macigno.
Ho solo bisogno di sfogarmi. Per fortuna qui ho la mia isola personale, in cui posso dire tutto quanto quello che mi pare sbattendomene di essere ragionevole, sensata, di non dar fastidio, di non annoiare e di non di non di non.
Domani richiamerò, e tra quindici giorni almeno alcune cose saranno finite. E ne inizieranno altre. E allora non so. Non so come e cosa farò. ma in qualche modo spero che andrò avanti.

martedì 11 giugno 2013

L'incredibile n.32

E dopo Pitipumpala, ecco un'altra super bravissima artista che mi ha mandato un meraviglioso pezzo di BJB.
Che roba!!!!
L'ha cucito lei. LaPresuntuosa.
Io al massimo rammendo tenacemente calzini e pantaloni del Filosofo ...ma nulla di più.
E invece...guardate cosa si può fare:

N. 32...LaPresuntuosa


La foto è una merd ciofeca, non si vede bene ma tutte le figurine la barchetta il polipo i pesci le nuvole la luna il mare sono CUCITE sopra.
Incredibile.
Sono deliziata.

La mia copertina procede lenta, o meglio procede lenta la raccolta di stoffine, la copertina non è neanche ancora stata pensata, ma procede.
Come il mio sogno.



sabato 8 giugno 2013

Inseminazione artificiale, procreazione assistita...di nuovo

Dopo questo post, ho deciso di scrivere ancora qualcosa.

Intanto, Frida mi scrive (cit.):  diciamo almeno noi che la facciamo fecondazione o procreazione "assistita" e non "artificiale"?

Ci ho riflettuto. 
Io sono una fissata con le parole. Ci lavoro, in tutti i sensi, e figuriamoci se non la penso come Moretti.

Le parole sono importanti.


E allora perchè scrivo "artificiale"?
Ci ho pensato.
1) probabilmente perchè c'è la parte di me che ancora sogna di concepire un figlio senza accorgersene, facendo l'amore...seeeee.
E quindi questa parte di me vede qualsiasi roba assistita da altri come "artificiale".

2) in parte perchè quando cercavo informazioni sulla IUI, l'ho sempre sentita definire come "inseminazione artificiale", perchè ottenuta non con il rapporto sessuale.
Ho assorbito il gergo medico.


Quale delle due parti prevale in me?
All'inizio certamente la prima...non finirò mai di dirlo che io non amo i medici, specie quelli formati a pensare che l'uomo è una macchina da smontare e via.

E figurarsi se li volevo a frugare nella mia vagina e non solo!!!
Mi sentivo veramente defraudata di qualcosa.
Però sta passando il tempo...e pur continuando a non amare la faccenda, inizio a prenderla UN PO' diversamente. A volte ancora mi sento defraudata di qualcosa (vedi punto 1), ma è una sensazione che si stempera sempre di più.
Ormai credo che per me si tratti molto di usare le parole che uso "più spesso", quando ne parlo con medici, ginecologi e così via...
Non mi importa più molto che sia "artificiale" il modo in cui iniziano le cose...basta che poi vadano bene.

PERO', però capisco eccome l'obiezione di Frida. La parola "artificiale" non suona bene, e potrebbe far pensare a qualcosa in cui noi non siamo coinvolte, quando lo siamo eccome, invece!!!!



Verdeacqua scrive:

 fatto due iui. con me non ha funzionato, ma so che può funzionare. Non è leggera. Per niente. Per me è stata durissima. Non tanto per gli ormoni. Ma per tutto il contorno. Per l'attesa. Per i pensieri. Per le aspettative. Perchè sempre pma è.



Frida:

anche se la stimolazione è blanda sono sempre farmaci da prendere e anche se sai che le possibilità sono poche c'è sempre una grande aspettativa e un coinvolgimento emotivo.


E Petalo blu:
concordo sul discorso IUI
aiuto-ansia- mi illuderò- argh



Anche qui, sono d'accordo.
Forse nel post precedente mi sono focalizzata sul discorso "botta de ormoni", ma ci tenevo a parlarne.
Perchè mi sembra che a volte i medici sottovalutino il fatto che sei fai 5-6 IUI, per quanto la stimolazione si più lieve, poi si "accumula" e quindi tanto lieve non è!!!!

Ma non c'è solo l'ormone: c'è tutto il resto.
Perchè comunque ci speri. Ci pensi. Sei coinvolta eccome.
Il tuo corpo, la tua testa, il tuo tempo, le tue energie, i tuoi ritmi.

Tutto di te è coinvolto nella faccenda.

Io per ora ho deciso di smetterla, con le IUI.
Anche se dopo la biochimica al secondo tentativo, le giovani dottoresse del centro erano molto soddisfatte, loro.

Ho deciso che passo alla fivet appena si può.

1. Perchè tanto anche la IUI mi ha dato effetti spiacevoli per via degli ormoni, es. dover prendere la pillola per questo mese almeno perchè le ovaie sono fuori uso.
2. Perchè tanto mi stresso da morire anche con la IUI, quindi almeno facciamo la Fivet che mi dà qualche speranza in più.



giovedì 6 giugno 2013

La iui funziona? Inseminazione artificiale e sfera di cristallo.

Per quest'ultima IUI, la biologa ci aveva tenuto a parlarmi. A prendermi in disparte e dirmi, con una faccia da Pollyanna dei poveri: ci devi credere!!! Dai!! ho anche parlato con tuo marito, quando l'ho portato di là, lui è  così pessimista...non dovete!!!
Dai!!! Su!!! Ottimismo!!!
Poi mia cognata, con tutta l'agopuntura e tutto il resto, che continuava a dirmi: la biochimica è stata un buon segno, vuol dire che si è mosso qualcosa, dai...

E io? Io non ci credevo molto, ma questa volta ci speravo.
Non so perchè. Forse perchè era l'ultima prima del salto verso la FIVET.
Forse perchè volevo che funzionasse.
Forse perchè boh.

Ora, mentre scrivo, ho appena scoperto di avere finito il buscofen, unica cosa che mi aiuta quando i dolori mestruali arrivano come belve.
E quindi.

Ho chiamato Ferrara, stamattina mi aspettavano per le beta, ho avvisato che non aveva senso per me farmi ore di su e giù in macchina con dei dolori così.
Mi hanno fatto gli auguri per il futuro.

E ora...ecco la domanda famosa, le domande famose:

La IUI funziona? Quali sono le percentuali di successo?
E anche...ha senso tentarla?

Chi non se l'è chiesto, e ha che fare con la PMA, scagli la prima gonal pen.

Io me lo sono chiesto, e l'ho chiesto a tutti i dottori con cui ho avuto a che fare.
Le risposte sono state variegate. E saggiamente vaghe.
In quest'ultima IUI la soave biologa mi ha ripetuto che lì al Sant'Anna a Ferrara la loro percentuale è 13-14 %.

In altri posti si parla del 10%, in altri ancora del 15%.

 Tutti, comunque, dicono che bisogna tenere conto di:
- qualità ovocitaria
- qualità del seme
- età
- SFIGA

Mi par giusto. Non è molto chiarificatore, come elenco di fattori, ma è onesto, credo.
Ma poi?
Allora?

La IUI funziona o no?

A me viene da dire: con me no.
E nello stesso momento in cui il pensiero spontaneo si formula, l'altra parte di me replica: cazzo dici? Come con me no? e la biochimica????

La biochimica.

Mi sono ripetuta ad nauseam che la biochimica è stata una cosa positiva a modo suo, che è segnale di vita in qualche modo, che questo, che quello.
E lo so.
Eppure.
Eppure, cazzo di un cazzo, se la IUI avesse funzionato ora avrei la pancia. cioè, una pancia motivata, non la mia solita ciccia schifida.

Non riesco a non pensare questo, in prima istanza.

La IUI funziona?
A quanto pare, a volte sì.
Durante questi mesi ho frequentato spesso CUB, e se qualcuna capitata qui per caso ancora non lo conosce..consiglio di darci un'occhiata.
Ho parlato anche lì di queste mie esperienze, dei tentativi, e ho letto storie altrui, e ricevuto messaggi da donne con storie per certi versi simili alla mia.
E con loro la IUI ha funzionato.
C'è chi mi ha scritto per dirmi che con 10-12 anni più di me e sperma problematico, alla prima IUI è andata.
Chi mi ha detto che ce l'ha fatta alla settima, chi alla dodicesima, chi ha fatto tentativi mirati in previsione della IUI e l'ha beccata così.

E' vero, le IUI possono funzionare.
Questo blog è appunto un blog, non una testata giornalistica o un sito medico, e quindi non sono in grado di dare dati certi e statistiche precise.
Riporto la mia esperienza, e dove posso dò anche informazioni, perchè so come ci si sente a cercare notizie su esami e farmaci e trovare ben poco.
Condivido quello che so, e vorrei tanto poter condividere il successo dell'inseminazione artificiale.
Non sento di poterlo fare, anche se forse dovrei. Forse devo.

Nel caso remoto in cui ci sia qualcuna che sta leggendo ora, e che non conosce la mia storiella e vuole saperla.
Nel caso remoto in cui una donna in cerca sia capitata qui per avere qualche notizia in più sulla IUI, ecco la mia esperienza. Al meglio di come riesco a dirla.


Dopo la seconda inseminazione, per la prima volta in tanta ricerca, io e il Filosofo abbiamo avuto un rapporto. Due giorni dopo.

Non sapremo mai se la fecondazione l'ha fatta la IUI o il rapporto.

Ma c'è stata.

Tutto è finito molto presto, si è trattato di una gravidanza biochimica.

Ma la fecondazione c'è stata.

E allora, con uno sforzo colossale lo dico di nuovo: la IUI può funzionare.

Credo che, prima di iniziare il percorso per farla, vadano considerate alcune cose, al di là di quello che si pensa per QUALSIASI percorso di PMA:
- per la IUI, come per la FIVET, si fa una stimolazione: cioè ci si dopa di ormoni. Meno che per la FIVET, certo, ma sempre ormoni sono.
- la IUI ha una percentuale di riuscita non splendida, che cala via via con l'aumentare dei "problemi"

Quindi...piccolo e spassionato suggerimento a chi deve iniziare il percorso: pensateci bene.
Pensate a quanti tentativi di IUI fare, non fermatevi al pensiero "beh è più leggera dell'altra tecnica", perchè è vero, lo è.
Ma non è del tutto leggera, e non è detto che a farla e rifarla, leggera lo resti poi tantissimo.

come sempre, anche questo era solo un parere mio.
Personalissimo.

E dopo aver sbrodolato parole e parole, nei fumi della dismenorrea, vesto immaginari abiti talari e declamo:     ite, missa est.



martedì 4 giugno 2013

Date

Oggi l'infermiera, a Lugo, tra panze e panzissime*, mi ha spiegato come fare la terapia per la Fivet. mi ha dato tutte le ricette.
Sì sì.
Il cazzo, disse la marchesa.
perchè la dottoressa subito dopo ha guardato le mie ovaie e ha detto che non se ne parla. Si salta un mese.
Un mese di pillola, prima.
Ovviamente, da gran signora quale sono, ho pianto.
Non le sono scoppiata a piangere all'improvviso davanti, no no, mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, le quali, dignitosamente, hanno iniziato a scorrermi giù per la faccia.
Il Filosofo, seduto al mio fianco, taceva.
la dottoressa ha detto "no, ti ho fatta piangere....dai.." ed è stata molto gentile e paziente.
Sono io che odio me stessa, le mie ovaie, il mio ennesimo compleanno in arrivo, e tante altre cose in ordine sparso.
Un mese di pillola. Mi sembra una beffa. mica una cosa tremenda, lo so. Ma la beffa.
un mese di pillola. Ma dai. Ma sembra una battuta di cattivo gusto.
Va beh.
Nel frattempo il mondo va avanti.
Per non farsi mancare nulla ho scoperto che:

- il 24 ho l'esame di un corso malefico che mi ha impegnata l'inverno.
- il 30 estraggo la traccia per l'orale del concorso docenti (ma il 30 è domenica...boh)
- il 1 ho l'orale. Sul quale non sono preparata. E non sarò mai.

E nel frattempo, prendo la pillola.

Ma vaffanculo, va.

* perchè Lugo è così: infertili, appazzantissime, neonati alla visita pediatrica...tutti insieme appassionatamente.