venerdì 30 agosto 2013

ho paura

Ero contenta. Era successa, è, una bella cosa, sembrava che finalmente alcune cose andassero finalmente bene.
Eravamo contenti, entrambi.
Poi.
Poi il Filosofo va alla cazzo di visita di controllo.
Due anni fa, operato d'urgenza al rene. Una settimana in cui io giorno e notte lo assistevo in ospedale, lui soffriva come un cane.
Conseguenze su tutto, sulla sua vita, sulla mia, sulla nostra intimità.
Poi ci dicono "tutto a posto, controlli ogni tanto e via".
Le prime visite tutto bene.
Poi l'altro pomeriggio.
Alla visita dicono NON VA.
Il rene non va. E' ingrossato ancora.
Molto probabile che dobbiamo aprirti di nuovo.
O che tu perda il rene.
ma che cos'é?
Ma che cazzo è???
IO non l'ho mai visto soffrire tanto come in quelal settimana di ospedale, e poi per mesi, mesi, di notte ogni volta che voleva andare a fare pipi dovevo alzarmi io e aiutarlo, e non poteva uscire di casa perchè soffriva e si stancava troppo.
E ora? Ora di nuovo?
O addirittura perdere un rene?
Nelle ultime settimane era più contento, aveva ripreso un po' di gioia di vivere.
E adesso cosa faremo?
Di notte dorme rannicchiato da un lato, lui che stava sempre addosso a me.
Lo abbraccio, sto sveglia per ore di notte, cerco di coccolarlo, di rassicurarlo quando ha gli incubi, e cerco di sorridere.
Vederlo così, come se DI NUOVO gli avessero staccato la spina, come se gli avessero sparato, mi fa sentire una merda impotente.
Non so che fare.
Da lunedì tra l'altro sarò incasinata da morire con il lavoro (che poi era questa, la cosa, il lavoro), sarà un anno faticoso e pieno di casino, e io ho paura, paura paura paura paura di non saperlo aiutare.
Cazzo, vorrei essere un cazzo di...mago di merda, qualcuno con la bacchetta magica per fargli funzionare di nuovo il rene, per ridargli il sorriso.
Stanotte lui non c'è, e da due ore io mi sfogo piangendo, dopo una giornata orribile.
Vorrei solo poter fare qualcosa, ma non posso.
Cosa cazzo ha senso, nella vita, se non puoi alleviare il dolore di chi ami?

mercoledì 28 agosto 2013

50 a metà. Anche se ne ho 34.

Io lo sapevo, che anche se da giovane ho fatto arrossire diversi portuali, col mio linguaggio forbito, che anche se ho viaggiato tanto da sola per il mondo, che anche se la casa è intestata a me e il Filosofo nulla tiene...io lo sapevo che sono una moglie anni '50.
Almeno a metà.
L'altra sera, spulciando il web, ho trovato questa lista.
Il Filosofo l'ha subito stampata e attaccata al frigo.
Sarà mica un velato suggerimento? o.O


Che poi, a pensarci...alcune cose sono piuttosto normali.


LA GUIDA PER LA BRAVA MOGLIE

- Prepara la cena. Pianifica tutto, magari la sera prima, per avere un delizioso pasto pronto in tempo per il suo ritorno. E' un modo per far sapere che stai pensando a lui e ai suoi bisogni. Molti uomini sono affamati quando tornano a casa e la prospettiva di un buon pasto (specialmente la sua pietanza preferita) è parte di una calda accoglienza.

E questo c'è. Anche se io vorrei cucinare molto di più, ma il Filosofo mi frena e preferisce quelli che io chiamo "gusti borghesi", delicatini, quasi da ospedale...


- Prepara te stessa. Concediti 15 minuti per riposare così potrai essere rinfrescata quando lui arriva. Rifai il trucco, mettiti un fiocco nei capelli e sii di aspetto gradevole. Ha già avuto una giornata con persone vestite in abiti da lavoro.

Dunque, io non mi trucco quasi mai, figurati se lo faccio a casa! Però questa regoletta, del finire le pulizie prima, soprattutto nel w.e., e aspettarlo con un aspetto un po' più curato del solito, l'ho fatta mia.
Certo, mi ci voleva la guida anni '50 per capire le cose elementari...ma io son un po' tarda, alle volte. 

- Sii gaia e interessata a lui. La sua noiosa giornata potrebbe necessitare di un po' di sollievo ed è uno dei tuoi compiti provvedere.

Ehm. Qui mi sto impegnando tantissimo. Io non sono esattamente una persona gaia. Presente "Psicosi delle 4.48" di S. Kane? Ecco, io assomiglio più a un tipo così che a quella dopata di Pollyanna. Però c'ho sense of humour. E sto cercando di stirar fuori sorrisi molto più spesso di quanto mi verrebbe naturale.


- Rassetta il disordine. Dai un'ultima occhiata a tutta la casa e provvedi prima che tuo marito arrivi.

- Raccogli libri di scuola, giocattoli, quaderni etc e spolvera i tavoli.

Nel w.e. lo faccio sempre. Durante la settimana...non è che potrebbe rassettare un po' lui, alle volte?

- Nei mesi più freddi dell'anno dovresti accendere un fuoco presso il quale lui si possa rilassare. Tuo marito sentirà di aver trovato un rifugio caldo e accogliente e sarà sollevato. Ed inoltre, provvedere alla sua comodità ti ripagherà con un'immensa soddisfazione personale.

Ahahah questa ogni volta mi fa ridere come una scema.
Pensavo...potrei dare artisticamente fuoco alle tende sintetiche in salotto. Ma non so se sarebbe proprio uguale al caminetto.


- Prepara i bambini. Concediti qualche minuto per lavare le mani e i volti dei bambini (se sono piccoli), pettinagli i capelli e, se necessario, cambiagli i vestiti. Sono dei piccoli tesori e a lui piacerà che loro ne abbiano anche l'aspetto. Riduci al minimo i rumori. Al momento del suo arrivo assicurati che non ci siano accese lavastoviglie, asciugatrice o aspirapolvere. Incoraggia i bambini a stare zitti.


Questa la trovo idiota. Sic.

- Mostrati felice di vederlo.

- Accoglilo con un caldo sorriso e mostrati sincera nel tuo desiderio di renderlo contento

E una dice, beh, è il minimo. Eppure alle volte, chiedo venia, me ne sono scordata. A volte sono talmente giù di morale che lo accolgo con una faccia che fa schifo persino a me. Ahhhhh che fatica!



- Ascoltalo. Magari avresti anche una dozzina di cose importanti da dirgli ma non è il momento giusto quello del suo arrivo. Lascia che sia prima lui a parlare - ricorda, i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei tuoi.

Seee...i miei argomenti di conversazione sono fichissimi! Anche perchè poto direttamente tutti quelli che gli farebbero saltare la mosca al naso!Ci ho messo DUE anni a impararlo...ma ora lo so fare.
Anche se in certi casi, puta caso il discorso maternità, si fa grandemente eccezione.


- Fai in modo che la sera sia sua. Non lamentarti mai se torna a casa in ritardo o va fuori a cena o in altri posti di intrattenimento senza di te. Piuttosto prova ad immedesimarti nel suo mondo fatto di tensione e pressioni e nel suo bisogno di avere nella sua casa un luogo per rilassarsi.

 - Non lamentarti nel caso dovesse tardare per cena o se dovesse stare fuori tutta la notte. Renditi conto che questo è niente paragonato a ciò che può aver dovuto affrontare durante il giorno.

Ecco, su questo dissento. ODIO quando fa tardi a cazzo di cane e non mi avvisa e si perde il telefono e io chiamo e sembro scema e lui arriva tranquillo e dice "sìììì? mi cercaviiii? oooh guarda il telefono è rimasto in auto, silenziato e pure scarico". Sei un idiota! Ho sposato un idiota. Va beh.
Esci pure, ma portati quel coso a tasti e lucine che si chiama cellulare!
Sullo star fuori tutta la notte, non è anni '50, è fantascienza. Fallo a me e dono il tuo corpo ormai esanime al più vicino gattile perchè lo usino come tiragraffi per i micini.

- Il tuo obiettivo: assicurati che la casa sia un luogo di pace, ordine e tranquillità dove tuo marito può rinnovarsi nel corpo e nello spirito.

Mmm...sì...basta che non ti metti a criticare come IO ho fatto TUTTE le pulizie, mentre tu non muovi foglia, o che non mi dici cazzate galattiche su certi delimitati e ben noti argomenti.

- Non accoglierlo con lamentele e problemi.

Vedi sopra. Sto imparando. Ormai sono maestra in questo. Anche perchè..funziona!!!

- Mettilo a suo agio. Fallo accomodare su una sedia comoda o fallo ristorare nel letto. Abbi sempre una bevanda calda o fresca in serbo per lui.

Fatto. Tisanona d'inverno, ghiacciolo alla menta fatto in casa d'estate.


- Preparagli un cuscino e offriti di togliergli le scarpe. Parla con una voce pacata, riposante e piacevole.

Eh no, questo no. Il cuscino pure pure, ma la scarpe no. Il Filofoso porta un garbato 46, sempre scarpe "da ginnastica" o sportive, come si chiamano, insomma...non emanano certo odore di violeciocche, quando le toglie. Questo no, se le tolga e se le metta lui fuori dalla finestra, che io non auspico allo svenimento.

- Non fargli domande sulle sue azioni e non mettere in discussione il suo giudizio o la sua integrità. Ricorda, lui è il padrone della casa e avrà sempre il diritto di esercitare la sua volontà con onestà e verità. Non hai nessun diritto di metterlo in discussione.

Sto ancora rotolando dalle risate. Lo so, questo rischia di annullare tutti gli altri punti. Non sarò mai così. La parola padrone mi fa ribrezzo, e sono rompiballe per natura, figurarsi se non metto in discussione tutto, io.
No no, io devo potermi confrontare fino allo sfinimento e dire la mia.
Grasse grasse risate.

- Una brava moglie sa qual è il suo posto.

Questa fa molto ridere il Filosofo. Io ho la rara capacità di essergli SEMPRE tra i piedi quando sta spostando qualcosa di molto pesante, o di molto caldo, o di appuntito.
SEMPRE. Intanto, imparassi a stare al mio posto geograficamente, cioè NON dove deve passare lui, sarebbe tanto, mi sa!!!


Insomma...tirando le fila, non sarò mai anni '50 dentro, ma solo in parte.
Come un gelato. Diarista: una donna dalla scorza dura, con un ripieno nevrotico e intellettualoide, variegata anni '50.

martedì 27 agosto 2013

Montalbano inside

Grazie a tutte per la presenza e per il sostegno. In questi giorni mi viene in mente un vecchio romanzetto di Camilleri.
Un giorno particolarmente molesto, qualcuno chiede al commissario Montalbano come sta.
Ecco come risponde lui. E come risponderei io.

"Benissimo, mi sento! Da Dio! Buttanazza della miseriazza buttana e figlia di buttanazza porca e fottuta, quantu mi sentu beni! Benissimo mi sento!"


Ahhhhhh! Sì, ci voleva proprio

domenica 25 agosto 2013

Come un palloncino bucato

C'era una cosa. Ci avevo investito un po' di energie, di soldi, di tempo, di tutto, insomma.
una cosa seria.
E sembrava quasi che stesse andando come doveva, tra mille peripezie.
Ora invece mi sta scoppiando in mano, come un palloncino.
Avevo avuto la lungimiranza di non dirlo a nessuno, neanche ai miei genitori.
Perchè anche loro avrebbero pensato che i miei anni di fatica impegno sacrifici sarebbero stati finalmente ripagati.
A quanto pare non è così.
Non ce la faccio neanche qui.
Non riesco a rimanere incinta. Non riesco a guarire del tutto dalla bulimia. non riesco ad avere una forma fisica che non mi faccia vomitare quando mi vedo svestita. Non riesco a fare neanche questa cosa a cui tenevo.
Non riesco a fare un cazzo.
Ottimo.
Ora, per qualche giorno, vorrei solo che il mondo non esistesse. Giusto il tempo di riparare le ennesime crepe sulla mia finta facciata sorridente.

martedì 20 agosto 2013

Piccolo spazio pubblicità

Se capitate oggi nella zona di Bologna, o nella riviera romagnola...
Se capita che entriate poi in un'edicola, e compriate il Corriere della Sera...
Ecco..se capita tutto questo...ci trovate sopra anche me.
Sono soddisfazioni eh?

domenica 18 agosto 2013

Lui sa dire

Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato.

P. Roth, Pastorale americana

E ancora qualcuno si stupisce che io abbia per lui una venerazione che sfiora l'idolatria?

"Davvero non mi tradiresti mai? Sei sicura? Sicura sicura sicura?" (risata)
"Ma sì. Certo" (sbuffo)
"Philip Roth" (risata)
"..." (risata)
"Fregata!"

giovedì 15 agosto 2013

...

here's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
There's a black hat caught in a high tree top
There's a flag pole rag and the wind won't stop

I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
 A volte penso che mi si strapperà la pelle come carta di riso, a forza di far schioccare sorrisi poco spontanei.
Ci sono anche giorni in cui viene quasi facile, e allora poi ci sarebbe da spaventarsi, no?, perchè se viene quasi facile questo vuol dire che non sei più tu, no?, ma poi pensi che è così che fanno gli adulti, e quindi è bene così anche se non capisci, no?
Però che stanchezza. Che mal di testa. La gatta emerge per uno spuntino, mi strizza gli occhi e si posiziona, sedere in alto testa in basso, miagolando. Aspetta che io mi bagni le mani e la pulisca di tutto il pelo che perde in estate. Come dici tu, lei ha deciso che sono la sua mamma. Ha deciso e da me si fa fare cose che da te mai, da nessuno mai.  Sì, lo so. Ma...
Non riesco a non pensarci, la parola mamma mi si insinua in testa quando non l'aspetto, e ho un bel afferrare romanzoni dalla libreria, anche lì c'è sempre qualche gravidanza.
Eppure non riesco a togliermi di dosso l'odore del pensiero che non ce la farò mai, che non è per me, che è inutile il mio lottare contro la corrente come un salmone asfittico.
Ci sono giorni da pochi minuti e giorni da qualche ora, da questi esco stanca neanche fossi un alieno sotto copertura che nascone squame e tentacoli sotto un tailleur troppo piccolo.
Temo che si strappi, come la mia pelle, come i miei occhi.
Passeggiando di sera sorrido chiacchiero sorrido rispondo poi che succede, forse mi rilasso troppo, forse mi distraggo, che so, e tu chiedi cos'hai guardati come cammini con le spalle giù, non guardare per terra su la testa dai cosa ti succede e io mi sento come la ballerina meccanica quando la chiave finisce di girare e fingo di grattarmi una scapola e invece cerco solo di ricaricare la molla.
Non sono stata spesso proprio bene, lo so. Mi dispiace, ma non riesco proprio a farcela, ora. Però la finzione migliora. Evvai.

mercoledì 14 agosto 2013

A volte riemergono

Io sono una lettrice. Di quelle che leggono sempre, appena possono. Di quelle che vanno a passeggiare con il naso tra le pagine, di quelle che hanno la borsa grande e pesante perchè deve starci dentro anche l'ultimo volumazzo del momento.
Leggo un sacco. Un sacchissimo.
E' la mia passione appassionata.
E non è difficile scoprirlo. Basta passare con me qualche ora.
Capita che mi si regalino libri, spesso a caso, senza curarsi dei miei gusti...ma è bello il gesto, di solito.
A chi non piace un regalo? Io adoro ricevere regali, mi piace che qualcuno mi pensi e mi dica poi "per te!", che sia un libro, una torta, un fiore o anche solo un articolo strappato dal giornale.
Insomma, ricevere pensieri è bello. A volte però è strano, ritrovare quei pensieri.
Oggi ho sistemato un po' la libreria.
Essendo che ai miei libri si stanno aggiungendo quelli del Filosofo, pian piano il caos ha preso a regnare.
La mia vecchia gestione "geografico-tematica" non aveva più un senso e una forma.
Basta. Passo a un freddo ma più gestibile ordine alfabetico.
E così inizio a sistemare.
E mi scopro ad avere libri che non ho mai comprato. No no. Ne sono sicura.
E non sono i regali di amici che sanno i miei gusti. O almeno, quasi mai.
Questi sono regali di uomini che sapevano solo che in casa mia ci sono tanti libri. 
Di solito gli uomini che sono passati dal mio letto la mia vita, hanno pensato di educarmi musicalmente, e infatti sono ero piena di cd che non ascoltavo.
Alcuni hanno lasciato invece tracce libresche.
Vediamo un po'.
Manchette. Non fa per me, io amo molto il giallo classico, il noir non è nel mio stile.
La dedica dice "alla mia principessa...". Leggi: " a quella cretina che ho mollato durante una vacanza nel cuore del nulla austriaco, e che poi si è fatta 800 km di macchina con me che le dicevo che la stavo lasciando per il suo bene".
Poi abbiamo "Donne che corrono con i lupi".
Dedica: "Questo libro era nella mia libreria, voglio lasciarti qualcosa di mio per qualcos'altro che non ho avuto il coraggio di darti".
Il "qualcos'altro" che non ha avuto il coraggio NON era il suo pene.
Era che, povero cuore, si era dimenticato di dirmi che aveva una fidanzata storica, con cui circa 5 mesi dopo questa dedica si è sposato. (Oh sì, me l'ha detto lui, quando mi ha detto che era fidanzato.).
Neil Gaiman. Regalo pilotato, su richiesta del tizio, che mi disse: Voglio farti un regalo. Tu leggi. Io no. Cosa vorresti da qui?
In questo caso dedica compleannifera, che dice solo che sono "una persona rara". Gran bel ragazzo, il dedicante, e abbastanza onesto da dire quasi subito che non cercava poi chissà che storia. Lo ricordo con affetto, tranne che per qualche dettaglio antipatico, tipo la sua sparizione totale e priva di spiegazione.
Muriel Barbery, Estasi culinarie. Avevo letto un suo libro ed ero piuttosto schifata. Questo qua non è mai stato aperto. La dedica recita: "tu mi mandi in estasi". Sì. Poi il giorno dopo (sic, questo me lo ricordo) mi disse: tra 3 giorni torno qui, e torno per restare con te.
Ehm, forse avrei dovuto chiamare Chi l'ha visto.
Poi abbiamo ben 2 libri regalati dagli autori stessi.
Il primo recita un "A una donna tosta, che spero mi stimerà ancora, dopo aver letto". Forse avrebbe dovuto scrivere: "dopo che le avrò detto diverse minchiate per infilarmi nel suo letto, per poi uscirmene con un simpatico: grazie a te, ho deciso di richiamare la mia ex."
Il secondo "per Diarista, che ha il sorriso più dolce che ci sia", sorriso che mi si è incrinato un po' quando poi ha concluso a voce la dedica dicendo "in cambio della dedica ti prego, camminami sopra con quelle scarpine". Ah, questo era sposato. Non siamo mai stati insieme, era un collega con cui ogni tanto chiacchieravo e che ha pubblicato. Dopo il mio "anche no, dai" non ha più avuto interesse nel prendere un caffè in sala insegnanti.
Che fauna, a pensarci.
Poi ci sono i vari libri regalati senza dedica, ricordo almeno 3 casi di regalo "d'addio", della serie siccome mi sono accorto che tu inizi a interessarti seriamente a me, ti agito davanti al naso un romanzo nella speranza che tu ti distragga mentre io raccatto le mie mutande e mi eclisso per sempre.
Oh yeah.

Quasi quasi inizio a vendere qualcosina su ebay...che non si dica che non faccio tesoro delle esperienze passate. 

sabato 10 agosto 2013

Giorni. Desideri. Imparare?!?!?!

Da oggi sarà una lunga settimana. 8 lunghi giorni. Il Filosofo sarà a casa forse un paio di giorni, ma per il resto sarà sempre là, a lavorare lontanto, a dormire là a casa dei suoi perchè per il lavoro di questi giorni è più comodo.
Dopo anni e anni da single, ora dormire da sola non mi piace, non sono mai tranquilla di notte senza di lui.
Sono anche giornate lunghe, sono abituata ai weekend da sola, ma ora, con Ferragosto e il prefestivo, sarò da sola praticamente tutta la settimana...
Mi sa che saranno giornate lunghe.
Stasera c'è un sacco di gente al parco qui vicino, tutti a cercare di vedere le stelle.
L'anno scorso siamo andati anche noi, e c'erano talmente tanti ragazzini con i cellulari accesi che a quel punto non si vedeva un cavolo, nella notte.
Stasera invece non ci andremo, lui è là dai suoi, io sono qui a casa. Ho pensato anche di uscire sul terrazzo e vedere se ci scappa una stella...ma per quanto io sia in periferia, c'è comunque troppa luce, cerdo che non potrei vedere niente.
niente stelle, niente desiderio.
Ci sono momenti, durante la giornata, in cui mi prende, come un pugno allo stomaco, il pensiero: non ce la faremo mai, non sarò mai madre, non avremo mai figli.
Non avevo mai avuto questo pensiero così chiaro in mente, non so perchè ora mi venga, non so da cosa sia portato.
Ho provato a raccontare un po' alla mia amica cosa è successo a Lugo. Mi ha risposto con uno dei suoi libri del cazzo, di quelli che spiegano che la scienza è una stronzata e tutto ciò che può salvarci è l'astrologia.
Mi ha detto "se ti è capitato questo c'è un motivo, si vede che questa cosa deve insegnarti qualcosa. Vuol dire che doveva essere così, devi cercare di capire cosa devi imparare da questo."
Per ora ho imparato solo che quella che è stata un'amicizia di anni ormai non è altro che una blanda conoscenza.

giovedì 8 agosto 2013

Non è facile. E' giusto? E' sbagliato?

Io sono stata, sempre, una che pensava e praticava il motto "meglio la verità, sempre".
Sono stata una persona brutale, ho causato imbarazzi, cattive digestioni, silenzi pesanti, con le mie frasi, spesso anche prive di tatto.
Pensavo che sempre e comunque fosse giusto dire quello che si pensa si prova si crede.
con pochi fronzoli.
Poi il tempo passa. E mi sono resa conto che spesso la mia "onestà" era appunto anche brutalità, che magari non consideravo che tanta verità poteva essere troppa.
Studiare psicologia è stato fondamentale, per questo. Mi ha fatto capire che non ha senso imporre troppo alle persone, che se si va oltre il sopportabile per loro...la verità non serve a niente, diventa solo indigesta, purulenta e dolorosa.
E così ho imparato, anche fuori dal lavoro, a essere un po' più delicata, a tacere, ogni tanto.
Ma ancora mi domando quale sia il giusto equilibrio.
O meglio, ormai riesco a farlo senza problemi in società, e questo sono convinta sia un bene.
Ma il problema è che nella vita privata io sono proprio diversa.
Ho sempre vissuto nell'idea che fosse giusto parlare, sempre, esprimere, far conoscere all'altro, sviscerare ogni intimità, soprattutto se brutta.
Ora so che non è il caso, ma non sono mica ancora del tutto capace, o del tutto convinta, nel fare diversamente.
Anche se vedo che funziona. Perchè anche con il Filosofo...funziona.
Il circolo virtuoso: io cerco di non mostrare tutto il mio pessimismo la mia paura il mio dolore il mio loop di pensieri angosciosi, e lui si arrabbia meno, si irrita meno, è più disponibile e più presente. E stiamo meglio insieme. A volte i pensieri terribili mi abbandonano anche, e allora penso: vedi, va bene così. Meglio non buttare fuori quello che davvero hai dentro.
ma è difficile, cacchio se è difficile.
Non sono mica brava io.
Io sono di quelle persone che se stai male...beh io ti ascolto,e  ti ascolto in ogni vergognoso doloroso fastidioso perverso dettaglio. E l'errore è che tendo a credere che chi mi è davvero vicino possa fare lo stesso con me.
Ci ho messo 3 anni a capire che il Filosofo è diverso. Che per lui così è TROPPO.
E ci ho messo qualche mese a iniziare ad accettare che va bene così. Che non siamo uguali.
Ma è ancora una fatica...
Ieri lui era a casa, e io anche (e grazie, da disoccupata dove vuoi che vada?).
Era in un'altra stanza, ma la casa è piccola e se appena uno sospira, l'altro lo sente.
E allora, mi ha salvata la lavatrice.
E' in garage, piani e piani sotto il nostro appartamento.
Sono scesa per caricarla, e lì ho dato sfogo al nodo di dolore e paura che mi aveva colpita all'improvviso.
Sono crollata a piangere tra la conserva e le gomme da neve, accovacciata in terra.
Quando sono risalita la crisi era più o meno passata, e la nostra giornata ha ripreso a funzionare con i soliti ritmi.
Non sono ancora sicura che vada bene così, anche se LO VEDO, che poi le cose vanno meglio.
So che non posso vomitargli addosso ogni mio delirio, ogni mio dolore.
Eppure la parte infantile, egoista...adolescenziale, anche, di me, si chiede se così vada bene davvero.
C'è il lato di me che pensa che si debba condividere OGNI atomo di dolore. E questo lato rende difficile mantenere l'atteggiamento giusto. Davvero difficile.
Ma per fortuna esiste la lavatrice.
Ora spero solo di stare meglio, prima o poi, che mi passi l'orrore al pensiero non solo dell'ospedale, ma anche di fare la strada che porta ANCHE verso il paesino dove si trova l'ospedale, di sentir parlare dello scrittore di cui ascoltavo un audiolibro mentre guidavo verso i monitoraggi.
C'è un lato di me che prova una rabbia inconsulta e violenta verso tutti i dottori di Lugo. Che vorrebbe prenderli a calci e pugni finchè non smettono di difendersi.
C'è un lato di me che continua a piangere.
Mi domando quando si calmerà, questa parte di me.

sabato 3 agosto 2013

E la gente intorno a me

A dirla tutta, quel poco che conoscevo di Battisti non mi ha mai sconfiferato granchè.
Eppure, oggi, mentre girovagavo per casa, avevo la radio accesa.
E ho scoperto che persino Battisti a volte può piacermi.
O meglio, può farmi pensare (troppo) a me stessa.


L'erba e' alta ormai lo so
e dovrei potare il melo
quanta polvere c'e'
dentro casa e' tutto un velo
la cucina guarda che cos'e'
quanti piatti sporchi da lavare
e mia madre sempre qui
che ripete
non lasciarti andare
e la gente intorno a me
come un gufo vuole guardare
ma di strano cosa c'e'
questa casa ha visto amore
oggi vede un uomo che muore

oggi vede un uomo che muore
 ...
 questa casa e' tutta
da bruciare

Sarà che io dovrei andare in campagna da mio padre a fresare la terra, non a potare i meli, e sarà che i peli di gatto creano un velo, o meglio una coperta, su tutta casa, sarà sarà sarà che mia madre non la vedo da settimane ma c'è la mia "amica" che mi dice "non lasciarti andare" e poi parla di sè...e la gente come un gufo...già già.
Sarà anche che la mia casa ha visto amore. Ne ha visto sul serio. Ne vede ancora, sono certa che lui mi ama come io amo lui, o magari non così, a modo suo, non mio, ma so che l'amore c'è...eppure è così, questa casa ha visto amore, molto amore, e ora vede anche tanto altro.
A volte lo penso...questa casa è tutta da bruciare.
A volte ho fiducia nel fatto che ci rialzeremo comunque,  dall'infertilità e da tutto il resto, a volte invece mi sembra tutto un po' troppo.
Mi rintano nel buio, il caldo assassino è una scusa più che plausibile per evitare ogni contatto umano che non sia "sono 5,65" "aspetti, ho i 65" "benissimo" "grazie" "arrivederci".
Non che ci voglia molto, ad evitare i contatti, ne ho sempre pochi, di base, extra lavoro. Ma è meglio così, ora. E' ancora troppo faticoso mettere su il sorriso sociale e controllare i dotti lacrimali che si imbizzarriscono all'improvviso.
Stasera il Filosofo viene a casa, le energie mi servono tutte per sorridere a lui, che ha capito abbastanza da dirmi: ti ringrazio, so che non stai bene come sembra, ma ti ringrazio di sforzarti per me di far vedere che la stai metabolizzando.
A volte capisce. E io penso che allora valga la pena. Per una volta, creiamo un circolo virtuoso.

Vacuità finesettimanali

Come sempre, con il caldo, il mio cervello perde colpi.
ho fatto un po' di pulizie, sistemato un po' in giro, e letto parte di un bel saggio di Mandeville.
Poi ho pensato...che faccio? Mi guardo un film, eh?
Non avendo voglia di roba seria, pesco in una chiavetta dove un'amica aveva ficcato un po' di film leggeri. Pessima idea.
Ho pescato "il diavolo veste Prada".
Non sono adatta ai film dove una figa perfetta col viso dal bambola...fa la parte del cesso perchè le hanno messo addosso un maglioncino e sciolto i capelli.
Vacuità vacuità vacuità.
Forse sono solo invidiosa? Naa..cioè, chiaro, vorrei essere bella. Come tutte, immagino.
Ma non è solo quello. E' proprio che qeusto genere di film fa incazzare il mio lato pedagogico, il mio lato "è QUESTO che insegnamo alle bambine, alle nuove generazioni!".
Però è vero. Mi piacerebbe essere bella, avere buon gusto, essere una di quelle che "hanno classe". Mah. Mai avuta. mai la avrò credo, anche se negli ultimi anni, grazie o a causa del Filosofo, ho cambiato parecchio il mio stile e il mio modo di apparire.
Sì...ma dentro, e pure fuori, resto una sfigata. Resto goffa, sbagliata, e soprattutto MAI in forma.
E' questo il guaio di questo film? Che fa finta che una gnocca (non so il nome) sia un cesso, quando io vedo benissimo nello specchio cosa vuol dire essere fuori forma e goffa?
Non so, probabilmente in parte sì. In parte è questo.
Poi d'estate tutti mi parlano di diete miracolose, e per una ex bulimica è veramente un discorso fantastico, sì sì.
Mi sa che è meglio che torni a leggere Mandeville.
E devo fare qualcosa per questo corpo. Forse potrei chiamare un esorcista: Tu, donna decente che sei lì dentro, esci da questo corpo informe, e palesati!



giovedì 1 agosto 2013

Poesia

Tra larve, capezzoli, dolori mestruali (saranno dolori mestruali? Non ha mai smesso di fare male, ma ora sento anche quel male lì) e le lotte col falegname *, oggi mi sento così.
Mi autodedico questa "poesia" di uno dei tanti personaggi del mitico Guzzanti.


Rideremo di tutto questo



E rideremo di tutto questo...
Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi "Qualcuno può aiutarmi?"
Noi rideremo! Sì! Rideremo insieme di tutto questo,
come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
"Non ce la faccio ad andare avanti"...
Rideremo della tua fragilità
e dei tuoi nervi di carta,
dei tuoi sogni infranti...
di una “gioventù sprecata”
di una “vecchiaia” precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell’uomo che ti ha svaligiato la casa.
Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
de1 licenziamento e dell’avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme...
ci ricorderemo di tutto questo e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai...
io e lui non possiamo ridere.



* Dovete sapere che dopo secoli è arrivato il pezzo di armadio in più che avevo ordinato.
Io avevo un armadio tranquillo, dove stava tutta la mia roba più la biancheria di casa.  Con l'avvento del Filosofo, che ha più vestiti di me, pure se pochi, urgeva un paio di ante in più.
Il falegname però aveva deciso che io in quanto donna NON SO COSA VOGLIO DAVVERO.
Del tipo "la tua bocca dice no, ma i tuoi occhi dicono sì", disse lo stupratore.
Ecco. Il falegname decise che io se parlavo di "cassetti" intendevo invece "anta con scaffale".
E continuava a dirmi che era meglio parlare con mio marito. Ho ribadito più volte che certe decisioni le prendo io. Finchè il Filosofo si è palesato e ha dichiarato "decide mia moglie, io non ci capisco niente".
Ok. Bene. Arriva l'armadio. E arriva il falegname.
E mi rompe i coglioni perchè il Filosofo non è in casa. Non si fidava che fossi io a supervisionare il lavoro "perchè se poi non va bene qualcosa, signora, tocca tornare, se suo marito poi vuol qualcosa di diverso".
Ma sei cretino? Ma pensi che non abbia gli occhi? E soprattutto...mio marito non si accorgerà neanche che è arrivato l'armadio, conoscendolo!!!
E' stata una mattinata durissima.
Alla fine ho avuto i miei cassetti montati, anche se uno non è messo bene. Entra bene nella guida da un lato, ma sporge di mezzo centimetro, quando è chiuso, dall'altro.
E il falegname "signora, è sicura?"
Sì.
"Ma dove sporge secondo lei?"
Metro alla mano. Sporge qui (coglione).
"ah, allora...ne ordino un altro..questo sarà difettoso".
Grazie.