mercoledì 25 settembre 2013

Perchè ti ho mandato dall'endocrinologo? E perchè io invece non ti ho mandato a dare via il culo?

La dottoressa fissa i risultati.
Endocrinologo? Ma perchè ti ho inviato all'endocrinologo?
Ehm...non lo so. me l'hai detto al telefono. mi hai dettato un elenco di cose. Fine.
Ah, si vede che ci è sembrato utile.
Eh sì, si vede.
ma che cazzo di modo.
Poi mi si dice pure che "ooooooh ma questa prolattina!!! Subito una curva della prolattina eh?"
Subito la minchia, la prenoto ma non è che me la fanno sul momento sai? E soprattutto, ti ricordo, per la decima volta, che io ho le crisi di ansia proprio e solo DURANTE i prelievi, tu credi SERIAMENTE che la mia curva sarà sensata? che stare un'ora con l'ago nel braccio mi farà rilassare????? Ora...se l'ago me lo riempi di robbba bbona magari mi rilasso pure, ma non so se vale la pena...mah.
Risposta: ah beh, vedremo. Poi se proprio non capiamo...vedremo.
Ottimo.

Nel frattempo mi hanno detto che se non ho i risultati del tampone in tempo posso fottermi, e che però il tampone non me lo urgentano che non se puote.
ah, e che da oggi aggiungo altre due pillolone al mio quotidiano afferrare pillole all'alba e lanciarmele in gola come fossero zuccherini.
Stavolta è Chirofert, mi pare...due volte al dì.

Ultima cosa da segnalare: la stessa dottoressa che disse, al primo colloquio "voi siete una coppia su cui puntiamo" oggi mi ha detto, "eh, con il tuo ovaio policistico, è VERAMENTE DIFFICILE".
Ma grazie, eh. mi piace questo rutilante cambiare le carte in tavola. mi piace proprio. Sì sì.

p.s. tutto questo avviene all'ospedale di Lugo (ra)
Ambulatorio per la fisiopatologia della riproduzione umana.
Responsabile dott.ssa Rambelli. Primario dott. Salieri.
(lo dico per chi si fosse sintonizzato solo in questo momento, che magari qualcuno cerca info online e io se posso vorrei aiutare. Offrire la mia esperienza.)
 

lunedì 23 settembre 2013

Conversazione durante il pranzo

Commensale 1: M., 3 anni
Commensale 2: Ma, 4 anni
Commensale 3: Diarista.

M.: Ma tu ce l'hai a casa un bimbo?
Diarista: No, tesoro.
Ma.: ce l'hai nella pancia allora? (gesto circolare sullo stomachino)
Diarista: No, no, non c'è niente nella mia pancia.
M.: no? non ce l'hai nella pancia? (gesto di pancia gonfia)
Diarista: No, non ho nessun bimbo. Adesso però mangia i pomodori, dai...
M.: é morto, il tuo bimbo?
Diarista: Eh?
M.: è morto il tuo bimbo?
Ma (contemporaneamente): Se è morto è in cielo. E' in cielo?
Diarista: No, no, non c'è nessun bimbo. Da nessuna parte. Non ho bimbi. (respiro profondo. Il tono di voce torna leggero). Adesso li mangiamo, questi pomodori? Su...che poi andiamo fuori se siamo veloci.

Nel frattempo gli altri 25 pargoli ciangottano anche loro, ignari di ciò che alberga dentro la loro maestra.


venerdì 20 settembre 2013

ma che cazz...

Dopo una giornata nel girone infernale dei bimbi piccoli con mamme incinte, eccomi dalla endocrinologa.
perchè? Boh, l'ospedale ha ruttato quest'ordine senza spiegazioni.
Bene.
Ingresso ospedale.
Incontro G., che mi dopo avermi chiesto come sto, mi dice che lui sta bene, sua moglie pure...e che figliano in gennaio.
Oooooh, ma congratulazioni, che bello!!!
eh, guarda, non che lo cercassimo eh?
Oooooh, ma allora che bella sorpresa!!! Ciao eh?

Fichissimo. Sì sì.
Endocrinologa, che sembra Shakira  (con qualche rughetta in più).
Mi dice che gli esami non sono male, ma un bell'Eutirox adesso me lo sparo, e probabilmente me lo sparo vita natural durante.
Ancora più fico.
Corro in farmacia. Nel momento sbagliato.
Hey, Diarista, sei tu?
Sì. Ciao...

Ciao..come stai? Tutto a posto?
Sì...e direi che anche tu sei super a posto eh? Congratulazioni!!!

(fuga di Diarista, che continua a camminare mentre parla e si allontana dalla giovanissima conoscente con carrozzina gemellare).
E la fichezza qui raggiunge vette stellari. No?

Fanculo.

martedì 17 settembre 2013

So che ha ragione a dirmi "se ti senti così stressata e così in difficoltà, chiama il tuo psi e vacci più spesso".
So che ha ragione a dirmi che il problema è mio e non può farsene carico io.
Ma odio sentire l'espressione "sei un buco nero, risucchi le mie energie".
Odio anche me stessa, a volte.
Come quando piango davanti a lui, ero riuscita a non farlo per qualche mese, poi succede che gli unici momenti non in pubblico, non con estranei, sono in casa, negli stessi orari suoi, e allora mi scappa e piango.
ho paura di tante cose. Lui gestisce il dolore e la paura diversamente, io piango.
Poi mi pento, non vorrei che mi dicesse buco nero, non vorrei che fosse sensato, vorrei che fosse assurdo e dicesse "sììììì rompi il cazzo a me di brutto".
Poi so che ha ragione e allora faccio la faccia adulta sotto le occhiaie e trattendo le lacrime poi stasera lui esce e penso meglio così perchè adesso cazzo se piango, cazzo se mugulo tra me e me sul divano.
A volte credo di capire persino troppo D.F.W. quando scrive

...come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...) 

Sono io, e non so da che parte fare. Anni di lavoro su di me, anni anni anni e poi sempre crollo, crepe, smagliature, la facciata si sgretola io sto male e mi rivolgo a lui e lui dice "se io ti ascoltassi finirei per andarmene e tu poi troveresti un altro e con lui faresti uguale" e allora io penso cazzo cazzo cazzo, penso proprio cazzo, mica altro.
Devo andare più dallo psi, va bene, vado, faccio, ma il resto, il resto non dipende solo da me, dipende anche da quei figli di troia sifilitica che mi chiamano e dicono "sa che c'è? Venga due settimane prima, e intanto faccia anche un bel po' di questi esami, che lei sta messa di merda lo sa si?"
Chiamano al volo non spiegano una madonna e intorno i bambini vogliono coccole, sono piccoli, appena arrivati con le mamme incinte e io non voglio guardare.
Sono tornata indietro.
IN questi giorni di stress cancello dal campo visivo le gravidanze, tutte, le madri con la pancetta da post parto, le madri con il neonato, tutti.
Cancello, non voglio sapere, non voglio notizie, non voglio niente.
Fate pure, tutti, riproducetevi quanto e come volete, fate fate fate, ma io non vogio saperlo, per favore, lasciatemi stare, non ce la faccio a reggere anche l'ennesimo racconto di ecografia parto pappa cacchina santa.
Non ce la faccio perchè sono un mostro? Inizio a pensare un po' di sì, al di là della retorica, di essere una persona cattiva.
Vorrei solo dormire. Ovviamente, insonnia di merda, questo non avviene.
Ho ripreso a scrivere.
Roba che fa schifo perisno a me che la produco.
Per fortuna, scrivendo di notte su foglietti volatili, il gatto poi ne fa scempio e coriandoli.
Sono troppo stanca per credere in qualcosa.

domenica 8 settembre 2013

Nervosissima




Sarà il ciclo in ritardo? Sarà il tempo ballerino con nuvole e sole alternati vorticosamente?
Sarà che odio questo cazzo di caldo tardo estivo? Sarà che le tette sono sgonfie, ma il ciclo non viene, sarà che ho fatto anche un idiotissimo test di gravidanza di quelli che si comprano in stock su internet e ovviamente è negativo, ma insomma...
Sarà tutto e niente, ma oggi mi sento così:




Irritata. Irritabile. nervosa. Pronta alla pugna e anche pronta a mettermi a piangere a caso.
Uff. E' bene che il Filosofo sia a lavorare, ed è un bene che io oggi non sia andata all'ennesimo pranzo con tutti i bambini della sua famiglia.
Mi sa che è anche questo che mi rende nervosa. Il fatto che io le vivo male, quelle riunioni, in cui ormai da anni siamo gli unici stronzi senza neanche un bambino.
Oggi sono un mostro, mi sento un mostro, come se avessi dentro una colata lavica di dolore rabbia frustrazione che non riesco ad esprimere in nessun modo.
Vorrei trovare il modo di mandarla via entro stasera quando lui torna, ma non so come.
Potrei mettermi a urlare, a spaccare oggetti, salvo poi dover ripulire tutto.
Forse dovrei sfogarmi pulendo casa, rivoltandola da cima a fondo, ma è troppo "sensato": vorrei strillare e fare i capricci e battere i piedi.
Oggi sono veramente una schifezza, e non so neanch'io da che parte prendermi.
L'unica buona cosa sarebbe se fosse una botta d'arterio dovuta al cazzo di ciclo che arriva, anzichè annunciarsi e poi ritrattare come sta facendo da giorni.

venerdì 6 settembre 2013

Ci eri rimasta per culo. E hai l'ovaio stronzo.

Io e il Filosofo abbiamo trascinato i nostri pesantissimi sederi a Lugo, questa mattina.
A parte i ritardi stellari, a parte i bambini urlanti messi nel nostro stesso corridoio perchè dove vuoi metterla, pediatria, se non di fianco a fisiopatologia della riproduzione umana di sto cazzo, la dottoressa arriva.
E' la dottoressa stronza. Quella stronza proprio.
Ma cazzo. Che sfiga. Va beh entriamo.
Non mi guarda praticamente neanche in faccia. Guarda i dati.
Borbotta e se ne esce con uno "zero ovociti?!?! ZERO?!?!" manco fosse colpa mia. manco fosse un dispetto a lei.
Che strano, dice.
Io allora le chiedo come (minchia) può accadere. Chiedo con calma olimpica e voce dolce, che se no ho già visto dall'altra volta che lei diventa ancora più stronza.
Mi dice, testuale, la dottoressa in camice bianco:

le tue ovaie sono stronze. hai l'ovaio stronzo. E questo è un problema.


Ma che cazzo di risposta. Che precisione linguistica. Che vocabolario da professionista.
Ho l'ovaio stronzo?
Sì.
Ma quindi, chiedo io, già con la mascella che palpita e si vede e il Filosofo teme che mi parti l'incazzo, ma quindi si può ripresentare la stessa orrenda situazione?

SI'.
Può.
E' come se tu hai i capelli lisci lisci, che la permanente non tiene. Puoi riprovare, ma magari non tiene uguale.

Questo mi ha steso. Ha preso le mie flebili speranze, le ha allineate e poi pronti, puntare, fuoco.
Mi ha steso.
A quel punto io ho chiesto se ha senso, allora, che io provi.
Sì sì, ora però cambieremo terapia.
Ah sì, e quale sarebbe l'idea?
Ah non so, ne parlo con l'altra dottoressa.
E mi par giusto. Parlane pure.

Controlla la cartella e esclama: ah ma c'eri rimasta, incinta. Una volta. Giusto?
Sì, una biochimica però.
Eh, quella volta hai avuto culo!

Il tutto detto con lo stesso colorito emotivo di Robocop.
Il Filosofo, per motivi totalmente ignoti a me, è fermamente convinto a concedere loro un secondo tentativo. Credo sia terrorizzato dal discorso costo dell'andare nel privato, altrimenti non mi spiego questa sua idea.
In realtà dopo il colloquio di oggi persino lui è un po' perplesso.

Oltretutto il mio ciclo è in ritardo.
La dottoressa alza gli occhi con aria annoiata: allora appena arriva prendi la pillola, che almeno lo programmiamo un po'. Se poi pensi che potresti essere incinta, tra un po' fa' un test.

Fine del colloquio.
Durante il quale ho comunque detto che se mai si riparlerà di pick-up io voglio anestesia totale, contro il parere del Filosofo che non la approva.
Manco io, la amo, la totale, ma visto che è altamente probabile arrivare a un nuovo pick up inutile, grazie all'ovaio stronzo, almeno voglio arrivarci dormendo.

Nel frattempo, mi riservo di pensarci su.

mercoledì 4 settembre 2013

Mica facile.

L'estate è sempre stata una stagione poco amata, da me.
ma quest'anno, soprattutto, l'ho amata.
Estate voleva dire zero soldi, ma anche zero colleghe tutte donne tutte mamme. ma anche zero mamme, le mamme dei bambini a scuola che spesso sono bis tris in certi casi pure quadris mamme, a volte mamme con panza, a volte mamme che allattano il piccolo mentre ti portano il "grande".
Mi affatica, il ritorno nel girone della mammità altrui.
Dal mio primo tentativo di fivet che più di merda non poteva essere, qualcosa in me ha fatto "crick".
Prima ci credevo. Adesso è come se mi fosse caduto in testa un cappotto pesante, pesantissimo, ruvido e fitto. Il buio e la pesantezza su di me.
Non ci credo.
E con questo non dico che voglio passare all'adozione. Adozione? Di due persone, ho un lavoro solo io, siamo pure vecchi rispetto alle coppie che iniziano il percorso (oh, aver lavorato ai servizi sociali, che figata..ora so cose che non vorrei sapere).
E oltretutto, sarebbe un discorso complesso, sia per me che per il Filosofo.
No, non è questo il punto.
il punto è che non riesco a pensare che ce la farò mai.
ho la sensazione che sia impossibile, non perchè ho l'utero di cemento, ma perchè ho perso quel minimo rachitico afflato di fiducia che avevo nei medici.
Me ne rendo conto. Davvero. Tra pochi giorni avremo il colloquio in cui parleremo coi medici di quello che è stato luglio: è la prima volta che vado a un colloquio pma e ci vado con la sensazione di nausea e di voglia di finirlo presto. Di uscire da lì e tornare a fare finta che tutto va bene. Che non ci penso.
Dentro di me ci penso, ma ci penso come a qualcosa che si sta sgretolando, come quando da bambina volevo fare la scrittrice, qualcosa che è la realtà poi ti sbriciola.
Non mi piace, questo, ma è così che sento. Sento la totale sfiducia.
Certo, tutto è aumentato, per la questione rene.
Dopo l'operazione due anni fa, per mesi la nostra vita è stata tremenda, e da allora la nostra vita intima è diventata la foresta pietrificata che è. Poi c'è stato il piccolissimo migioramento, poi dopo poche settimane la botta. Questa, questa novità schifosa e terribile e spaventosa.
E una parte di me a volte non può fare a meno di urlare cazzoooooooooo ma perchè?
Perchè di nuovo?
L'intimità per me è sempre stata importante, e anche se so che non è il momento di pensarci, e anche se so che non è questo il punto, non posso non pensarci. Non riesco a non avere paura anche di questo, anche di me: mi fa paura l'idea di vivere una vita intera con un uomo che non mi tocca, che non pensa neanche da lontano all'intimità. Un uomo che non ha più una scintilla vitale che prima, prima prima prima, un prima che ormai ricordo solo, aveva.
A volte ho paura che la stanchezza mi si veda negli occhi.
Allora raddoppio gli sforzi. Tengo a mente, facendo finta che sia per scherzo, la guida.
Oggi ho lavorato tutto il giorno, stamattina presto avevo preparato la cena, prima di uscire. Sapevo che lui era a casa, ma che aveva un appuntamento nel tardo pomeriggio.
Sono arrivata a casa alle 8, pensando che ero felice di vederlo.
Mentre aprivo la porta mi arriva un suo sms, complice la rete ballerina, in ritardo di circa mezz'ora. Dice solo " se non ti spiace resto a...., esco con D.".
E io ho pensato:"Non lamentarti mai se torna a casa in ritardo o va fuori a cena o in altri posti di intrattenimento senza di te", e ho pensato ok, ok, ok.
In tempi non sospetti, lo ammetto, non avrei gradito. Lo avrei chiamato e gli avrei ricordato che poteva anche pensarci prima, prima che io mi alzassi due ore prima per fare da mangiare, prima che corressi a casa da lui
L'ho chiamato, gli ho detto di salutare D. (con il quale in teoria dovevamo uscire insieme domani sera) e di divertirsi. Mangeranno una buona pizza e poi si lanceranno in discussioni su fumetti e letteratura, le cose che facciamo anche in tre, ma so che è bene che le faccia in due, senza di me.
non perchè debba fare chissà che, o che debbano parlare di argomenti privati (D. non è tipo, figurarsi), ma perchè è bello che abbia pensato "sono qua, chiamo D. e usciamo stasera", è un movimento, un qualcosa di più del niente.
Mi fa piacere. Solo che è tutto tanto faticoso.
Sono felice della vittoria al concorso, ero in graduatoria da anni e sarei entrata chissà quando, è bello avercela fatta, anche se quest'anno sarà pesante.
E' bello. Me lo dico e me lo ridico. Un giorno o l'altro spero di poter festeggiare anche con il Filosofo, e per il momento mi ripeto che sono stata brava e che è bello.
A volte però, tipo adesso, che sono quasi le 10 e tra poco striscio a letto che domani alle 7 si riparte, mi viene da piangere per la stanchezza, per la paura, per la rabbia verso il mio corpo e verso la vita.
Io cerco di farcela. A volte scherzo e a volte no, quando penso a quella stupida guida per mogli.  Faccio del mio meglio perchè lui a casa stia bene, perchè non senta pressioni, perchè sia, per quanto possibile, tranquillo.
Un giorno spero che recupereremo, che potremo festeggiare, strillare, abbracciarci.
Ecco, a solo pensarci piango. Cazzo. Chissà. Un giorno.

martedì 3 settembre 2013

Come uno spermatozoo tosto. E anche grazie.

Prima il grazie.
Perchè siete presenti, qui nella penombra del web, nella MIA rete di ragnetto paffuto.
Siete presenti e mi fate sentire sostenuta, e so che quando la scintigrafia ci dirà il responso, potrò dirlo a voi e potrò sfogarmi ancora.
Ho sempre una paura fottuta e una super ansia.
Come dice Silvia, spesso qui esprimo i sentimenti peggiori, le rabbie e le incazzature verso il Filosofo e verso il resto del mondo.
Lo faccio qui anche per non farlo tropo fuori.
Urlare strillare sgolarmi e piangere qui mi aiuta, mi permette poi, fuori, di sembrare quasi normale.
Alla fine la stupida guida anni '50 di qualche post fa mi torna utile, cerco a modo mio di seguirla o meglio di farmi una mia personale guida, un decalogo, una serie di piccoli e grandi atteggiamenti e gesti per farlo sentire amato, di solito in silenzio.
Che lui, al contrario di me, non è affetto da dissenteria verbale.
Insomma grazie, davvero. vi ho lette tutte e vi rileggo (e leggo pure i blog, e vi stringo forte e penso "cazzo se sono fighe ste donne!" perchè siete proprio toste).
Grazie.
grazie.
E siccome voi mi state a sentire quando sto male, ora condivido anche la bella notizia.

Come uno spermatozoo!
ecco come mi sento.
Come LO spermatozoo, quello ficherrimo, quello che ce la fa!

Partimmo in 5000. 5000 persone iscritte al concorsone.
Io partivo "forte" di due lauree e di una discreta bravura nei test.
Rimanemmo superstiti in 1500.
Prova scritta. Le mie competenze e tanta fantasia. Domande assurde.
Ed eccoci a correre in 277.
Ad affrontare l'orale.
Di domenica si estrae la traccia. Un giorno per preparare un progetto didattico di un anno, con le indicazioni (numero bambini, età, handicap, tema) estratte.
Il pomeriggio dopo, l'orale.
Ne sarebbero entrate 54.
Ed eccomi. Diarista lo spermatozoo.
Ce l'ho fatta!
Sono entrata.
Ora non sono più una precaria in graduatoria.
Ora sono un'INSEGNANTE DI RUOLO.
Devo fare l'anno di prova (corsi, formazioni, tesina, progetti), ma ora la scuola dell'infanzia ha una maestra fissa in più.
Lascerò la professione di psicologa, mica posso far tutto.
Ma va bene così! Eccome se va bene.
Ci serviva uno stipendio fisso. E ora ci sarà.
E' una bella cosa. Una cosa grande, per me. Grandissima.
Scusate se ho rotto le palle con questo post decisamente "pubblico"...ma è un modo per ricordare anche a me stessa questa cosa.
POP! Stappato uno spumantino virtuale.
Ecco.
Vi bacio.