mercoledì 27 novembre 2013

E' arrivato il momento. Il Certificato etico.

Siamo solo a Novembre.
Eppure i supermercati rigurgitano già da giorni quintali di panettoni e altre schifezze. La radio mi vomita addosso jingle assurdi.
E a scuola, che dovrebbe essere statale, cazzo, sono costretta a fare presepe e calendario dell'avvento.

E' dunque ora che io entri nello spirito. Online e non solo. Come ogni anno, anche sulla porta di casa.

Chiunque lo desideri si senta liberissimo/a di copiare, incollare, linkare e stampare il presente Certificato etico, che condivido volentieri.




                                                          CERTIFICATO ETICO

                                                                                                         ........., ....... (luogo, data)

                     SI CERTIFICA CHE .........................................................................
                                                                            (nome, cognome)

 
                                              PRESENTA I SEGUENTI SINTOMI:

1. sente che il pianeta terra è malato;

2. sostiene che esso non potrà essere salvato senza un cambiamento del nostro stile di vita;

3. sostiene che il consumismo non serva a risolvere i problemi dell'economia, ma al contrario
aggravi lo stato di salute del pianeta di cui sopra, e contribuisca a svilire la spiritualità del
Natale;

4. non apprezza la falsa tradizione, di stampo commerciale, dello scambio di regali tra adulti in tale ricorrenza, in quanto la nostra usanza prevedeva che i balocchi fossero donati solo ai
bambini, peraltro attribuendone la responsabilità a terzi (Santa Lucia, San Nicola, Gesù
Bambino).

                                                        PERTANTO SI PRESCRIVE:

che alla persona sunnominata non siano in ogni caso somministrate sostanze note come “regali di Natale”, in qualsiasi forma, che potrebbero provocare gravi sintomi di insofferenza. Né èopportuno, per gli stessi motivi, aspettarsi regali di Natale dalla stessa. È sconsigliabile, inoltre, per preservare la salute del soggetto, parlare in sua presenza di articoli acquistati, scambiati, riciclati a scopo dono.



IN FEDE,






sabato 23 novembre 2013

Faccia a faccia col mio utero

Ieri, in serata, nuova visita ginecologica.
In un centro privato, stavolta. Perchè sapvo che, pagando, avrei potuto comprare un po' di gentilezza, almeno.
Comunque, la dottoressa guarda gli esami che le porto, mi dice "ora ti visito".
Continua a parlare, col suo piacevole accento spagnolo.
Mi metto sul lettino ginecologico, mentre lei dice "guarda, vedi?"
Io, così, senza parere, guardo, immaginando di poter vedere, come al solito, una roba in bianco e nero in cui dovrei individuare utero e ovaie.
E invece..carramba (è proprio il caso di dirlo), che sorpresa!
La dottora mi aveva infilato dentro una specie di...microcamera? Un qualcosa che ha ingradito a dismisura e dettagliato non solo la mia vagina, ma pure ogni dettaglio...bocca dell'utero compreso.
Devo dire che non ne sentivo il bisogno. Va bene conoscersi a fondo, ma qui è un po' troppo a fondo, cavolo.
ora ho pure le foto a colori, nella carpettina.
il Filosofo ha già detto che non aprirà mai il faldone neanche per sbaglio, vuoi mai che gli capitino sotto mano quelle.
Lui ieri sera non c'era, glielo raccontavo al telefono.
Gli raccontavo anche che la doc diceva che io e lui, secondo lei, potremmo anche farcela da soli. Ah sì?
Mah. Io ne dubito, ci abbiamo provato eccome.
Su questo, lui, per una volta poco Filosofo e molto onesto, ha detto: Non credo proprio, visto come sono messo io.
Già. Un giorno, forse, riavremo una vita intima.
Per intanto, la dottoressa mi dice che le mie ovaie sono da sistemare, che devo cambiare alimentazione, e mi dice come mangiare: oh ahi ahi carramba di nuovo, io praticamente mangio già così, ma ho delle ovaie di merda comunque.
Boh. Staremo a vedere.
Ora come ora non è possibile pensare al recupero dell'intimità di coppia, e comunque sia appena mi viene il ciclo lei suggerisce di prendere la pillola, di nuovo.
A questo punto...non so proprio che sarà il futuro, da questo punto di vista.
Al momento, ho al mio attivo solo una conoscenza fin troppo intima della mia vagina e del mio utero. Il dinamico duo. Proprio dinamico, tsè!

domenica 17 novembre 2013

A cosa "non sono pronta"

Grazie alla Princess, a Ellie, a Silvia, per il commento al post precedente.
Mi avete fatto venire voglia di chiarire, soprattutto a me stessa!
Sicuramente, con un post lungo quanto una poesia di Ungaretti, non posso certo pretendere di esplicitare un groviglio di pensieri abnorme come quello che riguarda questa faccenda.

Ma vorrei provarci. Mi fa bene anche solo provarci.

Dunque.
Quando parlo di morire senza figli...è vero, mi lascia desolata, questo pensiero.
Ma non è tanto il pensiero di non poter vivere una gravidanza, di non veder nascere un mio bambino, o di non essere mamma di un bimbo adottato, il pensiero che mi causa questa sensazione di grande grande vuoto.
Penso, anche se è dura da spiegare, che potrei venire a patti, magari non ora, magari non subito, ma potrei venire a patti con questo.
Ma...il pensiero di me, ormai vecchia, senza figli, senza nipoti, senza nessuno a cui lasciare nulla di me, di mio, di quello che ho costruito (o cercato di costruire), per me è terribile.
Forse è una cosa che mi porto dentro per come sono cresciuta, o fa parte di me per motivi che non conosco, ma è così mi sento.
Sono così da sempre, o da quando mi ricordo.
Non so se per chi è religioso sia diverso, se si dia un senso diverso alla propria vita.
ma per me la mia, e sottolineo la mia, non quella di tutti, ma la mia acquista veramente un senso nel momento in cui c'è qualcuno a cui donare ciò che ho creato, qualcuno che amo e che sarà, dopo di me.
Probabilmente (molto probabilmente) è un pensiero egoista, ma non ha senso negarlo.

Parlando invece di quello che mi scrivete, molto sensatamente, voi, sono d'accordo. Il mio valore non sta nella mia capacità di procreare.
Non posso negare che per me in realtà stia anche in questo, in parte, è un meccanismo psicologico con cui devo fare i conti, che riconosco e che credo che potrò risolvere.
Anche perchè dentro di me SO che non è così, che io sono altro, da un paio di ovaie e un utero.
La mancanza (momentanea? assoluta?) della maternità non inficia in modo particolare il mio sentirmi donna...più che altro perchè donna non mi ci sento da mesi, nel senso sessuato del termine.
Non ricevo uno sguardo, un complimento, una carezza che non sia quella affettuosa di un uomo che mi vuole bene, che, come la signora Pina Fantozzi, "mi stima moltissimo", ma che per mille motivi che io non capisco non ha più nessun interesse per me come compagna di intimià.
Al di là di lui, sarebbe forse poco carino, ma gratificante, sentirmi lusingata da qualche complimento fuori casa, ma anche questi sono mesi, forse un annetto, che non arrivano più, si vede che mi sto abituando ad essere sessuale come un minerale.
Insomma, non è esattamente la non maternità a diminuire il mio sentirmi donna. O a contribuire al mio NON sentirmici.
Se invece penso al mio essere "persona", "essere umano", ci penso, sento come se mi stessero togliendo un pezzettino, ma io sono tanti pezzettini, e questo è rincuorante.
Nel tempo, vorrei dare forza agli altri pezzettini di me, renderli sempre più coesi e luccicanti, e forti.
Ma non mi è facile.
Amo il mio lavoro, anche se amavo di più quello precedente, ma non è facile fare la maestra d'infanzia, circondata da bambini piccoli, sempre. Non mi è facile dare il massimo per aiutare la loro crescita, il loro sviluppo, e rintuzzare il pensiero "questo libro vorrei leggerlo al mio bambino prima di dormire".
Tante cose non sono facili, non lo sono per nessuno, credo, ma è un pensiero poco consolante...si sa. Il nostro "male", per quanto piccolo, tende ad assorbirci.
Per il resto, mi impegno. E' la parola giusta. Per una serie di circostanze, è questo che faccio di più. Mi impegno.
D'altro canto, è una cosa che mi è sempre venuta bene. Qualcosa in cui sono brava. E ho proprio bisogno di fare le cose che mi vengono bene.
Ho anche ricominciato a cucinare, anche se al Filosofo non interessa granchè. A me è sempre piaciuto, e ho ripreso a fare il pane, il ragu, le zuppe, i dolci (e mia madre, che beneficia di questa rediviva abbondanza, sta già ingrassando :-) ).

Io voglio andare oltre, voglio fare il possibile per diventare madre e poi superarlo, se non mi sarà possibile.
Ho il pensiero che ce la farò, in parte, ma che quell'altra parte, quella di cui parlavo all'inizio, resterà in me, come c'è stata prima.
Forse riuscirò a venirci a patti, non lo so.
Sicuramente è un percorso accidentato.
Ma scrivere qui mi aiuta. Mi aiuta parlare "fuori" di me, per sfogarmi, per chiarirmi, per buttare fuori, e mi aiutano i vostri feedback, le vostre voci che mi danno nuovi spunti e nuovi punti di vista.

venerdì 15 novembre 2013

Non sono pronta

A volte penso che arriverò a stare davvero bene comunque.
Poi succedono le cose. Ed ecco che rispunta la realtà.
Mi lascia desolata, il pensiero di morire senza figli.

domenica 10 novembre 2013

...e i tuoi pensieri sono un cane in chiesa...




Ma che cosa c'è in fondo a questa notte,
quando l' ora del lupo guaisce
e il nuovo giorno non arriva mai, mai
e il buio è un fischio lontano che non finisce
di minuti lunghi come il sudore,
di ore che tagliano come falci
e i tuoi pensieri solo un cane in chiesa
che tutti prendono a calci...






Si dice anche qui in Romagna. Coraggio pure. Sì sì. Coraggio pure.

venerdì 8 novembre 2013

Giornate di piccole e grandi sgradevoli cose

Litigo con lui.
Perchè? Boh.
Si parla di tutt'altro poi si parla di "desiderio", del fatto che puoi amare qualcuno e desiderare qualcun'altro, anche.
Si parla del fatto che può capitare di fare l'amore con lui/lei e pensare a un altro / un'altra, così, una fantasia.
Finisce a litigata. Cioè finisce con lui che fa una sfuriata e poi tace per mezz'ore. E io che mi mordo la lingua per non parlare che è peggio.
Bah. Il mio rapporto con la sessualità è sempre stato un po' "particolare".
Ora poi da almeno 2 mesi e qualcosa...il sesso è completamente assente, ed è argomento un po' delicato.

Il mio psi mi chiede se ho mai abusato di sostanze.
No. Mi schifano le sostanze. Anche solo in teoria.
Ho abusato sempre e solo di me stessa.
Ne parliamo perchè finalmente scoperchio l'ennesimo vaso di Pandora.
Ne parliamo perchè...cazzo non ci vuole la mia laurea in psi per essere d'accordo: sarei proprio il tipico profilo da "predisposizione" a una corposa tossicodipendenza.
Alcolisti in famiglia. Ambiente multiproblematico. Disturbi alimentari (replicati fedelmente nella vita sessuale). Ma no. Mai avuto gusto per le sostanze.


Però la bulimia si rifà viva, come una vecchia sgradevolissima ex amica che non sai mandare via quando bussa troppo forte alla porta.

Oh beh, sì, la bulimia. Che vuoi fare, non vomitare neanche una volta? Impossibile. La gatta mi fissa con gli occhi più tondi del mondo, un lemure le fa un baffo.
Io sembro la morte in vacanza, ho due occhiaie da panda e ora pure sapore di decomposizione in bocca. Che schifo.

Ma in questi giorni non si può mica resistere ad ogni tentazione. Comunque sia....l'importante è lavorarci sopra, al momento: meglio di così non so fare.

Lo so, che è tutto collegato. Tuttissimo.
Bulimia, distruttività adolescenziale portata avanti in mille modi, anche quando l'adolescenza è lontana. Poi si aggiunge questo, quello, quell'altro.

Piccole grandi stanchezze.

Pian piano le affronterò.

Sarebbe simpatico, una volta imparato dai propri errori, riuscire anche a perdonarsi.

venerdì 1 novembre 2013

Parliamo di cose utili. I costi. Quanto costa la fivet a Lugo (ra). E altre cose, su Lugo

Continuo a stare di merda. A voler essere sintetici e precisi, non saprei come altro dirla.
Fisicamente, mentalmente...non so quale parte di me sia più livida, stanca, pesta e distrutta.
Ma vorrei che il mio percorso finito in merda (sta diventando la mia parola chiave mi sa...) a Lugo potesse servire a qualcun altro, almeno per avere qualche informazione.

Il mio è stato il secondo tentativo.
Il primo è stato spappolato al pick up.
Il secondo NON è arrivato al pick up.
Questo è importante.
I costi che ora riporto vanno quindi dai farmaci stimolanti e soppressori ai monitoraggi ai prelievi e alle visite varie.
Fino al giorno prima di quello in cui era previsto il pick up.
E' triste prendere in mano l'enorme faldone di scontrini e ricevute, ma è anche giusto farlo, per fare due conti e capire quanti soldi ho sprecato per questo tentativo.

esami sangue e tamponi (di entrambi) : 255

prelievi + monitoraggi: 215, 5

farmaci 449,88

totale : 920,38 euro di ricevute sanitarie. Questo nel mese di ottobre (più qualche esame in settembre).

Sicuramente non è un prezzo altissimo, dopotutto non fanno pagare il gonal per la stimolazione, ma resta comunque una cifretta non indifferente.

Al di là dell'aspetto economico...che altro dire di Lugo?
Se vi rivolgete a loro troverete ad accogliervi due infermiere, e un team di medici variegato.
Le due infermiere sono molto gentili, e vi assicuro che non è cosa da poco, e sono anche disponibili per quanto oberate di lavoro.
I medici...beh.
La responsabile è la dottoressa V. Rambelli.
E' la più professionale, se la prendete nei giorni buoni è molto gentile, nei giorni cattivi è brusca, ma non è mai offensiva o sgarbata.
E' molto precisa, è quella che alla fine prende le decisioni, ed è quella che dice meno cazzate.
Se potete, cercate di parlare con lei.
Altra dottoressa che potete trovare spesso è la dottoressa Giuliani.
Attenzione. Dimostra la stessa umanità e delicatezza del famoso iceberg del Titanic.
Non aspettatevi che sia gentile, o anche solo vagamente cortese. Vi dirà le cose nel peggiore dei modi, usando metafore e parole che non si dovrebbero usare neanche parlando di queste cose al bar.
Se non indossasse il camice penserei di avere davanti una passante piuttosto stronza, non un medico che ha davanti una donna in momento di fragilità emotiva e di casino ormonale che si rivolge a loro per farsi aiutare ad avere un figlio.
Ci sono poi altre due dottoresse, che non si sono mai presentate, ci sono solo a volte, e di solito non aprono bocca. Non rispondono alle domande neanche sotto tortura...anche perchè poi devono chiedere alla Rambelli, che è l'unica che alla fin fine pare capirci qualcosa.

Per il resto, aspettatevi che alla terza-quarta visita in pochi giorni vi chiedano cose come:
- ma ti ho mandato io a fare questo esame?
- aspetta...ma tu devi fare il primo colloquio?
- ma come...non ti ho ancora dato il soppressore?

So di persone che a Lugo si sono trovate bene, ovviamente.
Io no.
Io sono partita con loro che dicevano "ah beh, ovaio policistico, beh, un caso su cui puntare" e sono uscita da lì, dopo un secondo tentativo fallito a metà percorso con un "le tue ovaie non vanno, si vede che rientri in quel gruppo di donne che non ce la fa, nè stimolata nè non stimolata".
Mi sono sentita poco seguita, mi sono sentita trattata male come se fosse una colpa, il mio "non rispondere a dovere", mi sono sentita gestita in maniera pressapochista.

E' molto probabile che in parte tutto questo dipenda dal fatto che la PMA non è una scienza, che si va anche a braccio, che bisogna provare e vedere cosa va meglio.

Ma c'è modo e modo di farlo. C'è modo e modo di provare e c'è modo e modo di seguire una persona.

Il mio percorso con Lugo è finito. Se qualcuna che capita su questo blog ha avuto un'esperienza splendida in questo ospedale, e vuole dire la sua opinione, è sempre gradita.
Io qui ho riportato solo la mia esperienza personale.