mercoledì 24 dicembre 2014

Scrooge amico mio

Il Filosofo è locato x due giorni a casa della mamma sua, per imponenti libagioni. Il telefono di casa è isolato, niente linea né connessione. Il cellulare telefona solo se ne ha voglia, se no non prende neanche la linea. E ho appena finito di lessare i broccoli per cenare stasera e pranzare domani. Miii quanto sono pervasa di spirito natalizio..Scrooge al confronto era rla renna Rudolf. Oh oh oh

lunedì 22 dicembre 2014

Cose che non capisco, e cose da non dirmi

Ci sono tante cose che non capisco.
Nell'ora insonne prima dell'alba, che ormai è routine, mi domandavo se non le capisco perchè non le capisco ancora o perchè non le capisco e basta.
Non lo so.
E' possibile che, se tutto andrà bene, io cambi al punto da cominciare a dire anch'io cose come questa?
Ma soprattutto, con lo stesso tono?
Non lo so, non mi ci vedo affatto. Proprio per niente.
Eppure è una cosa diffusa.
Tante se lo sono sentito dire, e ora è stato il mio turno.
Alla domanda "come stai?", fatta dall'ormai ex amica che vive lontano, e che sa più o meno tutto il mio percorso...ho risposto più o meno onestamente, dicendo "tutto bene dai, gestisco il discorso glicemia...e ormai mi sto abituando all'insonnia delle 4-5 del mattino".
Risposta sua, immediata.
"Ah, beh...vedrai dopo. Vedrai. Altro che insonnia. Capirai cosa vuol dire non dormire..."
E al mio tentativo di smorzare il tono, diventato di un acido poco simpatico, ha aggiunto che sicuramente il Filosofo, invece, se la dormirà di brutto, come tutti gli uomini.
Il che, francamente, mi interessa relativamente, ma sempre sull'acido eh?
Ma perchè? Perchè devi dirmi questa cosa con quel tono di compatimento-trionfo?
Lo so, che i neonati non fanno dormire. E se tanto mi dà tanto...io non dormivo mai, mi dicono, per cui è possibile che la storia si ripeta...
Ma non mi piace quel tono di rivalsa, quel tono del tipo "adesso vedrai, stronza!", come se dovessi essere punita per qualcosa.
Non c'è bisogno di dirmi le cose in quel modo, non c'è neanche bisogno di volermi ad ogni costo "spaventare", come se io fin'ora avessi fatto parte di un'elite, e finalmente cadessi dal mio piedistallo.
Boh.
Comunque, a quanto pare l'andazzo è questo, dovrò farci l'abitudini.

Tra le cose da non dirmi...o forse da non dire a una donna incinta, perchè non credo poi di essere così "strana":
- CHE PANCIA PICCOLA! MA SEI SICURA CHE IL BIMBO STIA BENE?
Ora...pancia piccola un par di palle, prima di tutto. Che a me non sembra così piccola, quando me la vedo. Ok, non è una mongolfiera, ma non è neanche micro. Poi non è che giro nuda, e neanche inguainata modello zampone in cosette elasticizzate.
Ho sempre pensato che fosse di pessimo gusto esibire la pancia come se fosse un trofeo, tipo calendari di modelle incinte e nude, donne che girano vestite come cubiste pure al nono mese...la mia pancia è la MIA pancia, è una cosa dignitosa e privata, e il piccolo che c'è dentro ha diritto alla sua privacy.
Quindi, se sotto il maglione ti pare piccola, 'azzi tua.
Mi devi far venire le paranoie pure su questo? Su quanto DEVE essere grande la pancia???
Poi, l'accenno alla salute del bambino..quello no.
Quello proprio no.
Come ti permetti di fare illazioni sulla sua salute, crescita, e così via???
Sei forse un ginecologo? Non mi pare.
Anche perchè, se lo fossi, mi faresti un'ecografia per vedere se cresce o no.
E dai eh?

- AH, MA ALLORA SEI PROPRIO INCINTA. TI GUARDAVO DA UN PO', MA SICCOME NON DICEVI...NON SAPEVO SE CHIEDERE, MAGARI ERI SOLO INGRASSATA.
Bravo, che non chiedevi. E perchè non hai continuato ad osservare in silenzio?
Se non dicevo, se non TI dicevo è forse perchè non sei una persona che voglio coinvolgere in questa mia avventura..ti pare?
E l'accenno al "magari eri solo ingrassata" è veramente garbato. Sì sì, grazie.

- AH, E' MASCHIO? BEH...DAI.../AH, E' MASCHIO? PER FORTUNA!
Ora, che cazzo di discorso è?
E' maschio "beh dai.."? Come dire "accontentati, visto che non puoi cambiarlo con una bambina".
Ti fanno schifo i maschi? Tienitelo per te.
Pensa, io prima di sapere il sessso nella mia testa immaginavo una femmina, mi è più facile identificarmi, essendo io donna...ma poi...quando mi hanno detto il sesso...ho pensato.:"bene". Avrei pensato "bene" in ogni caso.
Non mi interessa il sesso, i problemi di genere li affronteremo tra un po', mica ora.
E anche il "ah, per fortuna", mi fa un po' incazzare.
Per fortuna è maschio? ma che discorso è?
Niente..sti discorsi proprio non li capisco.
Immagino che faremo gli stessi anche sul colore degli occhi o dei capelli...

- E PER IL PARTO? PERCHE' SAI IO/MIA FIGLIA/MIA COGNATA...
Grazie, no.
Per il parto, no.
Ci sto pensando. Eccome.
Sto valutando. Ho praticamente deciso che, pur vivendo a un metro dall'ospedale, NON andrò lì.
Perchè? Cazzi miei, grazie signora mia.
Voglio un posto dove ci sia una certa percentuale di umanità nel personale medico e infermieristico. Se qui non è possibile, vado altrove. Che cavolo.
E no, no, no, non voglio sapere i dettagli più orrendi dei parti più drammatici.
Grazie, no.
non mi aspetto che sia bello e divertente. Ma ho già abbastanza paure di mio, non mi serve il Grand Guignol minuto per minuto, grazie.
E no, non voglio discutere ora di parto cesareo o naturale.
Perchè, pure questa, se permetti, è una scelta personale, e a volte manco una scelta, perchè non è che puoi sempre decidere tu come partorire!
Eppure...i discorsi di cazzo sul parto sono appena iniziati.
E mi sa che continueranno un pezzo.
Anche se sto davvero diventando allergica a frasi come "ah il parto è solo naturale, il cesareo è un'inutile e orribile pratica per togliere naturalità alla cosa!" o anche "perchè devi soffrire? Io vorrei solo e comunque il cesareo, ci pensano loro e non sento niente".
E lasciamo stare, per il momento, i simpatici discorsi sul fatto che "io il mio terzo figlio l'ho partorito in casa, altro che ospedale..guarda, l'ospedale te lo sconsiglio, a casa è tutto molto più intimo...meno medicalizzato...poi fa tu...però davvero..pensaci".
Lasciamo stare, che mi incazzo. Che se paragoni ancora la tua fottuta seconda/terza gravidanza programmata e perfetta, alla mia ...ti strangolo.

Oltre alle cose da non dirmi, c'è anche una cosetta, una cosina, una cosuccia..da non fare...perchè è una cosettina che mi fa incazzare: SMANAZZARE LA PANCIA.
Perchè ti devi avvicinare e dirmi "oooh, ma sei incinta?!" e nel dirlo già mi metti la mano sulla pancia?
Perchè?!
Forse che io ti dico "oh ma hai cambiato reggiseno?!" e poi ti palpo le tette?
NO.
Mi dà fastidio, non mi piace essere essere assalita, non mi piace che mi si mettano le mani sulla pancia a tradimento, grazie. anche perchè, straaaano, non lo fanno persone con cui sono davvero in confidenza, perhcè loro mi conoscono quel minimo da sapere che non mi piacerebbe...no, lo fa gente a cazzo di cane, che si prende la libertà neanche la mia pancia fosse da sfregare tipo "portafortuna".
E' fastidioso, è irritante, è francamente molesto.

giovedì 18 dicembre 2014

27° settimana (7° mese) - ennesimo medico, ovvero gravidanza e iperglicemia

Che cazzo, però.
Dopo aver visto la curva glicemica, la ginecologa ha detto "beeeeh...questo valore qui non va..." e via, bisogna prendere visita diabetologica.
e se non volevo spendere altri 150 euro...dovevo prenotarla nel pubblico.
Il che ha significato ore di coda al CUP, per sentirmi dire che NO, non è lì che si prenota. Si deve chiamare l'ambulatorio.
Chiamo. No no, ma non è che si prenota così.
Devi venire qui. Ah. Ok. Entro mattina. Veloce.
Che poi vediamo se ti diamo un appuntamento.
Beeeene. Mi piacciono le cose immediate e semplici!
L'infermiera dell'ambulatorio è gentile, inserisce i dati e mi dice...che non mi manda dalla daibetologa..ma dalla dietista.
d-i-e-t-i-s-t-a.
Io odio questa parola. La sento da quando avevo 14 anni.
Mia madre mi ripeteva ossessivamente che ero grassa e che dovevo essere più brava a scuola. Sono diventata la migliore della scuola, al liceo.
Ma non sono mai stata magra. Mai mai.
In compenso, sono una ex bulimica una bulimica che non si induce il vomito da quasi 7 anni (con due episodiche ricadute), e sono una persona che vive di merda con difficoltà il rapporto col cibo.
Con la gravidanza ho aumentato il lavoro su me stessa e sulla mia gestione dell'ansia. E prima ancora, da quando la ginecologa mi ha detto "cala drasticamente i carboidrati", l'ho fatto.
Eppure, andare dalla dietista per me resta un incubo. Resta qualcosa di faticosissimo.
L'ho fatto, lei mi ha stampato una cazzo di dieta, con gli alimenti da pesare e tutto quanto, cosa che odio da sempre e che da sempre mi scatena il panico.
Sono uscita dallo studio che quasi piangevo, per la tensione.
A parte che non ha voluto sentire ragioni e mi ha aumentato, a parer mio a cazzo di cane, i carboidrati a pranzo, dicendomi che poi la diabetologa potrebbe dire che sono troppi e calarli. Ma decidetevi però.
Subito dopo, di nuovo dall'infermiera, che mi ha dato macchinino per misurare glicemia, più una borsa piena di aghi e stick per la glicemia, oltre a stick per le urine. Fantastico.
Ora devo misurarmi la glicemia con sto cazzo di aghino tutti i giorni, per ora due volte al giorno.
Il Filosofo mi ha un po' cazziata dicendo che è una stronzata e che non posso andare così in crisi.
E io non ho voglia di mettermi a spiegare. Non ce la faccio.
Lo so anch'io, che cazzo, che non è chissà cosa.
Ma io lo vivo male.
Il cibo non è il mio migliore amico.
E l'idea di misurare la mia glicemia e poi riportarla sul quadernino e poi ogni pochi giorni mostrare tutto alla diabetologa..mi fa paura.
Mi sento sotto esame, in colpa se "sbaglio", se la glicemia è alta, se non vado bene.
Questo per quanto riguarda me.
Perchè io, con tutte le mie ansie e le mie difficoltà, io poi vado avanti.
Vado avanti piangendo, strepitando, ansieggiando. Ma poi vado avanti.
E' il piccoletto, che mi preoccupa.
Mi hanno spiegato i possibili problemi per il feto, nonchè quelli al parto e alla nascita. E io ho paura. Mi sento responsabile, in colpa. Anche se lo so, che non l'ho fatto apposta, a sviluppare questa "intolleranza al glucosio", come ha detto la prima tipa.
Comunque tra pochi giorni diabetologa. Si va. E si spera che le cose siano sotto controllo il più possibile.
L'altro giorno ho iniziato il corso preparto.
Un corso presso un'ostetrica, con fisioterapista e psicologa.
Siamo in 4 a farlo, e io ovviamente sono l'unica che viene dalla PMA.
La psicologa, alla fine delle presentazioni, ha fatto una breve sintesi dicendo che, tra le altre cose, ogni gravidanza è diversa e anche una gravidana più medicalizzata non deve essere vista come diversa, come "non normale".
Sì, lo so. Eppure.
Eppure anche un po' vaffanculo. All'ennesimo bisogno di medici.

venerdì 12 dicembre 2014

I'm so sexy...

Il problema è che i pantaloni premaman me li ha passati la cognata che li ha portati fino al 9 mese (e quindi magari l'elastico della fascia sulla pancia si è un po' mollato)? O è che la pancia, essendo curvilinea, tende a far scivolare verso il basso la fascia?
Quale che sia il guaio, il risultato è che i pantaloni, ma anche quelli della tuta, tendono a sciiiiiivolare verso il basso, col risultato che mi pesto gli orli e soprattutto mi ritrovo la pancia scoperta e il cavallo altezza  metà-coscia.
Fastidio. Scomodità. Impossibilità di passeggiare senza tenermi i pantaloni con le mani.
Soluzione trovata: ho preso in prestito da mio babbo un paio delle sue BRETELLE.
Oh yes.
Le bretelle. Il pantalone è anarchico? e io zac! Lo blocco. Comodissime per uscire (a parte che per far la pipi devo slacciarle ogni volta...cioè molto spesso), le tengo sotto il maglione e il mio segreto è al sicuro.
Al sicuro da tutti tranne che dal Filosofo.
Questa mattina, mentre mi preparavo, è zompato nella camera.
Io ero lì con pantalone, canottiera bianca e bretelle...stavo per infilare il maglioncino, e lui, guardandomi è sbottato in un roboante:
"FANTOZZI, E' LEI?"
e poi è scoppiato a ridere.
...
...
...
Mi sono guardata allo specchio.
Cavoli, non ha tutti i torti...in effetti.
E comunque, come dicevo, mica mi vede nessuno. Tranne il Filosofo, ok.
E lui, comunque, è stato picchiato molto forte subito dopo.

mercoledì 10 dicembre 2014

martedì 9 dicembre 2014

Diario della gravidanza - 6° mese

23° settimana  
Sono nervosa. Sono sempre nervosa. Ho gli incubi. Dormo male e mi sveglio con in testa la roba sognata.
Ora sento forte il bisogno di condividere con qualcuno di affettivamente importante, ma non c'è.
Il mio psi, per quanto sia, è uno psi, non un amico. E tra l'altro inizio a non trovarmi nemmeno con lui...non riesco a fargli capire, a farmi capire. Sarà che è mascio, come il Filosofo...e quindi diverso.
Mia madre? Non è adatta, lei rovesca ansia e terrore, non li accoglie.
Chi altri? Quelle due amiche...con una ci siamo allontanate ormai da un  po', l'altra ora è su una lunghezza d'onda troppo lontana da me.
Mi rendo conto di non essere "normale", di avere tante paure in più...ma non so che farci.
Vorrei solo poterle condividere con qualcuno che mi voglia bene, una donna, che possa capirmi. Non esiste.
E io poi sono complicata.
L'altra sera una vecchia vicina dei miei mi ha fermato per dirmi che vuole fare una coperta ai ferri per il bambino.
A me è preso...il panico.
Sono un mostro, ma io finchè non nasce non voglio ninnoli, copertine, robine del cazzo, mi dispiace.
Ho troppa paura, ho paura di peccare di hubrys e sono in difficoltà, a fare la "normale".

24° settimana - Eppur si muove!

 Da qualche giorno lo sento. Si muove. Non ho mai sentito le famose "farfalle" o le "bolle".
All'improvviso, ecco, un colpetto. Come un saltello nella pancia.
Per sentire devo essere sdraiata, ferma, e pazientare.
Avevo preso in biblioteca al filosofo un libercolo per futuri padri, divertente e leggero, che dice, a un certo punto, una cosa tipo:
"quando lei all'improvviso, di notte, ti sveglierà dicendoti - Si è mosso!-, non guardarla come un ebete e non chiedere - chi? -.
Il filosofo ha letto e riso, e me l'ha letta.
Ecco. L'altra mattina, sul presto, a letto, lui chiede "che fai non dormi?"
"no. E sai...mi sa che è sveglio anche lui!"
"Lui chi?!"
Quod erat demostrandum.


26° settimana - ma va bene che sia COSI' grande?

La gine pma ha scorso tutti gli esami, dicendo man mano "è normale che questi valori siano sballati", fino alla curva glicemica.
La curva non è del tutto a posto, mi dice, sono valori un po' fuori dal limite, uno su tre in particolare.
Ansia. Devo andare a fare visita diabetologica.
Al di là della questione " e come cazzo la pago, anche questa?", mi è venuta paura.
Paura che questa cosa possa fare male al bambino.
Subito dopo siamo passati all'ecografia.
Prima ha preso il metro per misurarmi la pancia, come si dice, la lunghezza...e  ha esclamato "tesorinoooo! Ma è enorme!!! Aspetta che ricontrollo...sì sì mamma mia..comincia qua...finisce qua...!!!"
Noi ci siamo guardati e il Filosofo subito ha chiesto "ma va bene? Non è che con la curva così ha il diabete gestazionale...ho letto che non va bene, anche per il bambino, che lo fa diventare troppo grande e non va bene..."
Lei ha detto "adesso lo guardiamo", ed è partita l'eco.
Ha ripetuto che è veramente grande, la testa a quanto pare è fuori dalla misura standard di un po', tra l'altro la macchina calcola l'epoca gestazionale in base alle misuer, e risulta fuori di quasi due settimane...io mi sono presa un colpo.
La gine però ha sorriso e ha detto "no, no, non ti preoccupare, è grande grande ma non è ciccione...ha il femore lungo, e la pancia è un po' più grande, ma di poco, va bene va bene."
Noi abbiamo chiesto di nuovo,e lei ha ribadito "lui sta bene, è solo grande. E mi preoccuperei se non crescesse, non perchè cresce."
La visita diabetologica lei dice che la facciamo soprattutto per vedere se c'è qualcosina da modificare. Qualcosina. Speriamo che sia solo qualcosina.
Speriamo che lui non diventi troppo grande, che non sia un problema, che vada bene. Al momento lei ha stimato 35 cm di lunghezza e un peso di circa 900 grammi.
le tabelle online, che stupidamente ho guardato, mi hanno fatto prendere un colpo. Lasciamo stare.




mercoledì 3 dicembre 2014

Diario della gravidanza - 5° mese

19° settimana

Stanattina mi sento una schifezza: colite a mille, tachicardia, mal di testa e pure nausea. ma che è. E per fortuna leggo ovunque che il "quinto mese è il migliore". Ma de che.
Dovrei essere piena di energie a quanto pare. Ahah. Sì. Mi stanco solo a fare la mia oretta di passeggiata, tra l'altro in due volte!
Mia madre dice che ho lo stesso sano colorito di un neon acceso. Yeah.
La pancia nel frattempo comincia a spuntare.
Sembra ancora più una pancia ciccia che altro, non ha quell'aspetto rotondino che ho visto in giro, ma comincia a vedersi, se metto certe maglie.
Grazie a mia cognata vivo dentro a un paio di pantaloni pre-maman dotati di fascia, i miei jeans tirano.
nel frattempo, complici le tettone, si cammuffa molto facilmente il tutto.
Tra poco compiamo "20 settimane", ora sono quasi pronta a dire in giro...insomma...che sono...incinta. (oddio...ma è vero davvero?)
Non che al mondo freghi qualcosa, sono io che fatico.
la gine mi ha chiesto se l'ho sentito muovere.
Mah, con l'intestino iper incasinato che mi ritrovo...sento solo quello mi sa.
Lei è brava, mi rassicura, mi dice che lei l'ha sentito alla 21, e che a termine aveva una pancia mini, tipo la mia ora, ma che il pargolo c'era eccome.
Il Filosofo dice che secondo lui "esploderò", per quanto il bacino sia spazioso io sono piccola, dovrà pur farsi spazio!
Comunque al momento va bene, ho preso 4,5 kg dall'inizio, e un po' mi sento in colpa ma faccio del mio meglio...

20° settimana
Siamo quasi a metà. Per favore..continuiamo così...

21° settimana - Morfologica, ovvero passeggiate e dottoresse mute

Eravamo in tre ad aspettare l'ecografia. Una era alla 38° mi pare, e doveva fare un'eco di controllo, l'altra era una morfo, come me.
Come me solo per quello: una ragazzina, con la faccina ancora da bimba, accompaganta dal ragazzo, così giovane anche lui, con i pantaloni dal cavallo basso, le cuffie giganti attaccate all'ipod, la faccia quasi imberbe.
Di fianco a loro la mamma di lei, che parlava a un volume "importante", che a un certo punto dice "oh guarda, è passato Michele...il vostro amico..." "dove?"
"là, è là con la sua mamma, l'hai visto?".
E' la con la sua mamma. Che vede l'altra mamma, e arrivano a salutare, e Michele ha una facciotta, anche lui. Quanti anni avranno? 15? 16?
Da un lato mi sono sentita vecchia, potrebbero essere figli miei, questi bambini incinti. Dall'altro ho pensato "troppo giovani...come faranno?".
La mamma di lei, nell'attesa, si volta a guardarmi, mi misura, e non soddisfatta mi chiede "ma sei qui anche tu per un'eco?"
"sì".
"Ah. Noi dobbiamo fare la morfologica".
"anche io."
"Davvero? Non l'avrei detto..."
Oh beh, siamo pari. Io ho guardato tua figlia pensando "ma ragazzi miei, i preservativi!!!" e tu mi guardi pensando che la mia pancia non è adeguata.
Finalmente tocca a noi.
Entriamo, la dottoressa esamina velocemente i miei dati, chiede chi mi ha seguito per l'icsi, dice che è contenta che siamo solo in due e non siamo lì con nonne zie cuginetti e compagnia cantante. Che fanno solo casino e rompono le palle.
E' l'ultima cosa che dice.
Poi gira lo schermo verso di sè, e inzia a esaminarmi.
Il Filosofo si sposta per vedere qualcosa. Lei ogni tanto appunta qualcosa sulle immagini (femore, vescica, cuore). mutissima.
Sospira.
Oddio, perchè sospira?
"Devo interrompere l'esame".
E io devo imparare da zero come si respira, perchè mi sta venendo un colpo.
"Devo interrompere...è girato in modo che non si vede bene niente. vai a fare una passeggiata e mangia qualcosa di dolce, col cioccolato o con lo zucchero almeno, una mezz'ora poi tornate. E speriamo si sia mosso."
Ahhhhh ...ok.
Un dolcetto al cioccolato e diverse puntatine in bagno dopo, torniamo dentro.
Ricomincia l'esame. Stavolta è in posizione buona.
Finisce l'esame.
Va alla scrivania e stampa.
Le chiedo quanto è cresciuto, quanto potrebbe pesare, se va tutto bene.
Lei risponde che ha spento lo schermo, per cui non sa dire quanto sia lungo, nè quanto pesi.
Ottimo.
Poi aggiunge, all'incalzare del Filosofo che chiede "ma va tutto bene?": beh, quello che si vede, sì. Va bene. Considerate che certe cose dall'eco non si vedono, considerate che alcune cose ancora non le possiamo vedere, considerate che alcune le vediamo solo alla nascita, però quello che vedo è tutto nella norma.
Ottime notizie, insomma, anche se..insomma...date in maniera un po'...particolare.
Comunque, ho promesso a mia madre che dopo la morfologica (non le avevo detto che era per quello, ma insomma) poteva dirlo alle sue amiche. E quindi...stasera le dò via libera. E che parli pure.

venerdì 28 novembre 2014

la tirannia dell'ormone 2

Io non lo so se ho capito male, ma mi era parso di capire che gli ormoni folli pian piano dovrebbero diventare meno folli, e non più folli, col passare delle settimane.
Boh. Si vede che sono un caso a parte. O che sono pazza di mio.

Stanno facendo lavori, all'incrocio della strada. La strada che uso per uscire da casa e raggiungere qualsiasi punto della civiltà.
Peccato che abbiano chiuso la corsia. Oh beh, capita.
Sì, ma il cartello di strada chiusa...era esattamente a 50 cm da dove la strada era chiusa, cioè alla fine della corsia.
Dove, mi pare chiaro, tornare indietro era reso ancora più complicato dal bailamme di macchinari, operai, cumuli di cemento.
Un inconveniente del piffero, in realtà. Irritante, ma risolvibile con un 5-6 manovre, un dietrofont e qualche minuto da perdere per trovare un'altro modo di raggiungere la città.
E invece no.
E invece, durante e dopo le manovre, ho sentito crescere in me la furia. Avrei voluto prendere a pugni in testa, fortissimi pugni in testa chunque avesse messo il cazzo di cartello in quella posizione, e non in una sensata, che desse modo agli automobilisti di non infognarsi.
Mi è sgorgato dal cuore, ma soprattutto dalla bocca, un urlo belluino, di cui mi sono pentita...chiedendo scusa al piccolo (?) inquilino, che magari l'avevo spaventato.
Il nervosismo e la furia mi hanno poi abbandonata all'improvviso, dopo almeno 10 minuti di altissima pericolosità sociale.
Sia messo a verbale che quello incazzoso al volante è il Filosofo, io sono abbastanza paciosa, sull'argomento. DI SOLITO.

Dopo la furia, la disperazione.
Ho due giacche "pesanti": una da mezza stagione - inverno, e una da inverno inverno.
Bene.
Ora...entrambe si abbottonano a malapena, al momento. E non ci vuol tanto a prevedere che al massimo in un paio di settimane non si abbotonerà più un piffero.
Ecco.
All'ennesimo tentativo di abbottonare il giaccone sopra il maglione, accorgendomi che un respiro troppo profondo avrebbe fatto saltare il tutto...ho lanciato la sciarpa sul gatto (con suo grande giubilo, dico a mia difesa) e mi sono accasciata in terra piangendo.
Perchè non mi si chiuderà la giacca e come farò col freddo.
QUesto il motivo della scena madre.
Per fortuna ero in casa da sola.
Ho singhiozzato e borbottato per un po', prima di rendermi conto della demenza del tutto.
Tornato il Filosofo a casa gli ho comunicato che prenderò a prestito un giaccone suo, molto presto: lui è oltre il metro e ottanta, io non raggiungo il metro e sessanta...problema risolto, e posso mettere sotto  tutti i maglioni che voglio, che cavolo!
Ma quando si è fusi...

Poi...va beh...dopo tanto sentirmi fracassare le ovaie con sto film, ho ceduto. Ho visto Il (palloso) cigno nero.
E qui non è questione di ormoni, ma di ulteriore fracassamento di ovaie.
A parte la voglia di prendere Natalie Portman e dirle che al mondo esiste il cibo, ragazza mia, ed esistono anche espressioni un po' meno me sento sto cazzo...due palle tante.
Ma gli ormoni a volte tornano utili.
A chi mi aveva trifolato a morte per sto film, ho poi detto: beeehhh, forse non l'ho capito del tutto, sai...gli ormoni..la gravidanza..fatico a concentrarmi...credo di non aver colto l'essenza.
L'essenza le palle. DUE palle.

p.s. in questi giorni, chissà come mai, mi viene sempre in mente questa scena. Per fortuna non ho il porto d'armi!



mercoledì 26 novembre 2014

Diario della gravidanza - 4° mese

14° settimana - L'ho sentito?
 L'ho sentito? O ero io? Che casino. Però il mio cuore mi pare più lento e forte, almeno mi pare. Li ho distinti, credo. Credo.

Pancia ancora non pervenuta. Solito rotolino di ciccia.
A dire il vero va bene almeno che pesi sempre uguale (anche se cambia tra mattina e sera).
La prossima tappa è la pre-morfo.
La gine dice che va bene, se voglio farla, ma che la morfologica è quella fondamentale.
Epperò!!!! E prima c'era la TN, e poi il prelievo, e poi i risultati combinati.
Ma no, la morfologica è l'unico vero dio a quanto sembra. Aiuto.
Penso che impazzierò.
Che poi, avevamo deciso di dirlo post bi-test, ma ora ...insomma già mi viene male, e vorrei aspettare la morfologica. Peccato che 20 settimane siano lontane, mica si può aspettare a vita.
Intanto la premorfo l'ho prenotata.
C'è chi dice che non serve a una fava, ma se la fanno, a qualcosa servirà...no?


15° settimana - L'ho sentito!

E stavolta sì. Comincio a gestirmi con Angelsound, anche se devo sempre sentire prima il mio per capirci qualcosa sul serio.
Il battito sembra tanto più forte della settimana scorsa..è bello sentirlo.
Mi dà speranza. A volte, d'improvviso, ho paura di stare abbandonarmi troppo alla gioia e alla speranza.
Che strada lunga. Se tutto va bene qui siamo a un terzo della cosa, e io ho paura di cantare vittoria troppo presto, ho paura che il mio sogno si spezzi.
Alla fine, è deciso. Dopo la pre, se tutto va bene, lo diremo alle nostre madri.
Il che mi spaventa.
Mia madre è la regina del "non sei adeguata" e del dirmi le cose più ansiogene nei momenti peggiori.
Mia suocera da quando è vedova non è più tanto lei, e non so, ho la paura irrazionale che non sia contenta...beh....ho ancora qualche giorno di tempo per pensarci.

16° settimana - Premorfologica

Visto. E' bellissimo, anche se all'eco 3d è tutto pelel e ossa e il Filosofo dice che fa un po' impressione.
E comunque, da quel che oggi si può vedere, sta bene.
La doc ha ribadito che anche facendo 1000 eco non si può mai essere del tutto sicuri....però erano lo stesso buone notizie!!!
Tra 30 giorni siamo a metà e a me sembra incredibile.
La pacia non si vede ancora, ma al tatto si sente, laggiù sotto l'ombelico.
La doc ha detto che il piccolo starà laggiù ancora per un po', poi salirà.

17° settimana - Dolore

Ma possibile? Di nuovo dolori. Speriamo sia solo il cambio del mese.
Vorrei tantissimo sentirlo muovere, la gine mi rassicura e dice che è presto, anche se c'è chi invece mi mette ansia con frasi tipo "ahhh ma dovresti sentirlo già!". Ma uffa.

venerdì 21 novembre 2014

Gente che va

Il mondo virtuale è, di solito, più fluido e mutevole di quello "fisico": gente che arriva, gente che va, gente che appare e scompare nel giro di un mese una settimana un giorno.
Magari si apre un blog, presi dal momento, poi dopo due post lo si lascia lì, perchè in realtà era solo l'idea di un attimo.
O magari invece si rimane, si scrive per anni.
Poi. Poi arriva il momento in cui per mille motivi, si chiude.
E puff! si scompare, si può cancellare tutto, si può diventare come mai stati presenti.
C'è chi semplicemente lascia, smette di scrivere, e dopo un po' quando vedi che sono passati 6 mesi, un anno, due...capisci che quella persona, dietro quelle righe non ci si mette più.
Capita.
Però c'è anche chi preferisce salutare, chi dice "arrivederci" o "addio" o "forse ci ritroveremo altrove".
Ci sono blog e blogger a cui mi sono affezionata, nel tempo, anche se le leggo solo, anche se di loro so solo quello che filtra dalle parole scritte.
C'è La Princess che ora chiude il blog, per sempre per un po' non si sa, c'è Silvia che prima ha cambiato "posto" poi ora ha chiuso, c'è Eva che ha lasciato un arrivederci, ce ne sono altre che nel tempo hanno deciso di lasciare la pagina bianca.

E' una cosa che mi rattrista un po'...sarà che davvero, mi ci affeziono, alle pagine scritte da queste donne, alle donne stesse in qualche modo un po' strano, e mi fa strano pensare che non saprò più cosa passa loro per la testa.
Pur essendo io,in realtà, una persona che nella realtà non se la cava poi così male con il recidere legami.
Ci sono persone svanite in modo lento e graduale, persone a cui l'addio non si è mai detto, ma c'è stato, persone che davvero ho salutato sapendo che non ci saremmo mai più incrociate, se non per geometrie veramente improbabili.
Forse è la mia timidezza, la mia difficoltà a fidarmi davvero, il mio essere esigente, e insieme il mio amore per le storie altrui, che mi fa amare tanto la lettura di blog, e mi fa essere, nel mondo reale, una persona così poco socievole.
Che poi, quando si tratta di saluti e addii/arrivederci, sono cambiata.
Ora sono più simile al mio caro Holden:

Che l'addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio.

Mi piace che chi lascia il suo blog, per altre spiagge, saluti, anche se sul momento mi rattrista, come nel caso di Princess, e mi faccia venir voglia di dire "ma no dai, resta".

Una volta ero diversa, più spartana.
Ricordo, una decina d'anni fa, ero andata a farmi due giorni in una città d'arte, così, a zonzo.
Zonzando qua e là incontrai, sotto una cattedrale, un ingegnere russo che, in un inglese più fluente del mio, mi chiese di spiegarli alcuni dati storici (io leggiucchiavo una guida).
Finimmo in un minuscolo bar a insegnarci a vicenda brevi frasi nelle rispettive lingue, lui che cercava di farmi provare la vodka e io che rimanevo fedele al mio succo di mirtilli, seguito da un bicchiere di vino, condiviso, per fargli provare "il vino buono", neanche poi io sapessi per certo che quello era buono...
Io avevo in mente un ostello, lui era in Italia per lavoro e condivideva casa con 2-3 colleghi...ed è lì che ho passato la notte, imparando altre parole, che ovviamente ricordo ancora anche se non credo le userò mai più (mentre ho cancellato le prime che mi ha insegnato, piccole espressioni di cortesia).
La mattina all'alba, ricordo che mi svegliai col torcicollo, il suo letto singolo non era il massimo per dormirci in due, peraltro due estranei, alla fin fine, e per quanto l'avessi trovato gradevole trovavo imbarazzante l'idea della colazione insieme, magari io lui e i coinquilini, magari senza sapere poi cosa dirci prima che lui andasse a lavoro e io di nuovo a zonzo e poi alla stazione...
E così...come una ladra, sono uscita dal letto, e poi dalla stanza, e poi dalla casa.
Senza salutare, senza dire addio. Lasciando un biglietto dove, in caratteri europei e quindi vagamenti insensati avevo scritto spasiba e il mio nome.
Erano altri tempi. Ci ho ripensato oggi, mi è tornato in mente pensando alle porte che si chiudono, alle persone di cui per un attimo hai intravisto qualcosa e poi non saprai più nulla.

Oggi preferisco salutarle, le persone, sapere che qualcosa sta succedendo, che se ne stanno andando, e magari anche il mio bell'ingegnere avrebbe preferito un saluto più normale, magari anche senza la colazione, ma magari un ciao, un addio, un qualcosa.
Si cambia, nella vita.
Ora apprezzo molto chi dice "ciao, io me ne vado". Anche se penso che mi mancherà.

giovedì 20 novembre 2014

Diario della gravidanza - 3° mese

10° settimana - Non ne voglio parlare

Appena viste le prime beta, per un attimo ho pensato che avrei voluto dirlo ai miei e alla mia amica C.
Per un attimo.
Poi ho visualizzato la faccia di mia madre, la sua ansia, la sua negatività, il suo riuscire a volgere al peggio qualunque cosa e ho pensato: NO!
Durante le prime settimane ho cominciato a stare malino, proseguendo con nausee, dolori forti, distacco e ora un mal di schiena quasi costante.
Poi dovendo stare a riposo...
Risultato: sempre in casa, e l'amica C. non l'ho più vista.
Lei è nella fase "fingo di avere di nuovo 20 anni", esce solo per...uscire, aperitivo+cena+disco, e al di là dei soldi che non ho, non sono cose per me.
E così insomma, le ho proposto di passare a trovarmi, ma poi non ci siamo organizzate, e così siamo qui, a 10 settimane e mi accorgo che "a dirlo" non ho più pensato. Anzi ci ho pensato, ma con angoscia.
Mi rendo conto che, se non fose che il 2 settembre dovrei prendere servizio...non lo direi neanche a scuola!
E invece presto dovrò farlo...dirlo alla segreteria, cioè a tutte le colleghe.
Non vorrei farlo.
Non so perchè mi sento così', come se stessi proteggendo chissà che segreto.
penso sia un mix di paura atroce che tutto finisca e freno interiore a dirlo persino a me stessa.
magari più avanti se va tutto bene mi sentirò più normale.
Non vorrei dirlo a nessuno perchè nessuno parli, chieda, dia opinioni.
Vorrei poter dire, magari "ok ora ti dico una cosa, ma tu non hai diritto di replica". Un tiranno, praticamente.
Della serie: voglio l'interruttore per aprire e chiudere la bocca a mia madre & Co. a comando.
Magari è una fase.
Vorrei solo sapere con certezza che il piccolo inquilino sta bene.

11° settimana

La gine PMA ha dato una controllata. Ovviamente io sono arrivata là in preda ai dolori e all'ansia (complice il viaggio in macchina su una strada che pare un campo di patate!).
Il Filosofo ha minacciato di mollarmi lì e andarsene, perchè non può più del mio tremolio ad ogni dolore.
Non lo faccio apposta.
Poi, in preda all'esasperazione, per la prima volta, quand la dottoressa l'ha esortato ad entrare per l'ecografia, non ha opposto resistenza.
Lei all'inizio ha detto "Hai ancora dolori? aspettate, prima guardo io", e ha girato il monitor.
Il minuto più lungo del mondo.
Poi ha sorriso e ce l'ha fatto vedere.
4 cm e qualcosa di movimento indiavolato.
E' incredibile pensare che l'inquilino si muova così...e che io non senta un cavolo.
Intanto abbiamo fissato la traslucenza nucale.
Botta di culo, ce l'hanno data con il super primario dottore professore il cui solo nome ha fatto inchinare tutti i medici con cui ho parlato. Pare che sia bravo proprio, il re dell'ecografo.
Io sono già in ansia, so che i problemi sono statisticamente più probabili con l'età e io non sono più una bimba.
Cazzo...non ho mai conosciuto nessuna ansiosa come me, in gravidanza.
O forse lo erano e non lo dicevano?
In fondo manco io lo dico a nessuno...
Per il momento, fisicamente nulla da dichiarare, porto gli stessi vestiti soliti, la pancia è la mia solita ciccetta.
Intanto la gine PMA dice "è grosso, è maschio", la gine mia dice "mah, direi femmina". ok, aspettiamo.

12° settimana - Traslucenza nucale (bi-test)

L'ecografia l'ha fatta il mega prof dott primario, in un'atmosfera molto "intima": un buio pesto, perchè così con l'ecografo tutto risaltava meglio, da quel che ho capito.
Uomo molto garbato, serio senza risultare scostante.
Ha chiesto dove fosse il Filosofo, e alla risposta "vuol stare fuori" ha replicato pacatamente "ah, alla fine le lascio il DVD con tutto registrato, potrà vederlo comunque se vuole".
E poi si comincia.
Eco esterna (se serviva, pure interna, a quanto pare).
Un male importante. Spingeva di qua e di là per inquadrare ogni angolino. Ahia!
L'inquilino è stato collaborativo, cambi di posizione tutto il tempo, girandosi come un'anguilla.
Una ventina di minuti di esame accurato, con brevi e puntuali commenti: ecco la testa, ecco la testa vista da dietro, ecco le gambe, ecco la mano ecco 1, 2, 3....sì, 5 dita.
- Vuole sapere il sesso?
- Se si vede...
- E' tutto molto piccolo a questo punto: i testicoli non sono scesi, nel caso, il pene è piccolo e il clitoride grande...insomma...diciamo che scommetterei una pizza, ma non una cena di pesce, sul maschio.
- Ah...Ok!
A dire il vero il sesso è pura curiosità, non è che mi interessi molto al momento.
Cè tempo per pensare a questo!
Alla fine, il semi-verdetto: l'esame è buono, ma il prelievo è altrettanto importante, dobbiamo incrociare i dati.
E quindi ora si aspetta una settimana, perchè c'è di mezzo il weekend, e insomma...si aspetta.
In macchina riguardavo le foto, un accenno di manina, un'idea di viso, e il battito, e tutto.
Prima di uscire ho chiesto, da buona paranoica "è normale che la pancia non sia cresciuta?"
E lui, con tono da padre verso figlia un po' scema "è già cresciuta, signora".
"Sì...ma ...voglio dire...quadno crescerà...da vedersi?"
"Ahhh...beh. Non prima del 6°, magari 7°, mese".
Cazz...davvero????? E quelle che vedo in giro io, che al terzo mese hanno il pancino tondo? Forse sono magrissime di base, e allora zac! spunta tutto fuori.
Col mio bacino romagnolo, ne ha di spazio...

13° settimana - Progeffik malefico

Dolori, di nuovo. ma che cazzo. Temo un nuovo distacco, mi sembrano dolori uguali.
O forse no? magari no!
Ma dicono che dopo la 12 settimana le cose dovrebbero migliorare...uff...la mia gine mi dice "diciamo dalla 14 dai", ma che è, mi sposti il traguardo davanti????
Devo impedirmi di guardare ancora su internet, trovo solo notizie orrende e paurose.
Non vedo l'ora che arrivi l'Angelsound di S. (santissima donna, prima o poi le faranno un monumento), mi ha avvisata che all'inizio potrebbe essere un troiaio capirci qualcosa..ma il pensiero di poter sentire il cuoricino...non vedo l'ora!!!!!!!
...
Ma pensa. Ma pensa te. Questi dolori da piangere...pensa te...li causa, molto spesso, il fottutissimo progesterone.
E visto che io mi farcisco come un tacchino di questi cazzo di ovuli di progeffik, secondo la mia gine è più che normale che io poi soffra come se mi stessero strappando le viscere.
ma fanculo, però.
Per fortuna ora posso cominciare a scalare la dose di tutto...non vedo l'ora!!!!
....
Arrivato Angelsound. Non sento NULLA. Cioè  sento ME.
Il mio cuore. Quello sì. Sai che culo.
Uff...sono io che non so usarlo? E' qualcosa di brutto?
Ok...S., sempre più in odore di santità, mi sopporta e mi scrive che devo pazientare, ribadisce che all'inizio è difficile e soprattutto di aspettare allora ancora qualche giorno, che anche quello fa.

martedì 18 novembre 2014

Viaggio al centro del Pronto Soccorso

Ieri sera, mentre pensavo che domani devo alzarmi presto per fare gli esami del sangue, curva glicemica compresa, avvertivo un qualche dolorino al fianco.
Leggero ma insinuante.
Poi fanno le 22.30, io vado a dormire, e il Filosofo arriva a casa: mi alzo per andargli incontro...e mi prende una fitta al fianco.
Sarà che mi sono alzata in fretta.
Dormiamo, via.
Alle 4 circa...pipì, e la fitta diventa un dolore lancinante.
Che cazzo...ho tenuto troppo la pipì?
Sveglio il Filosofo, lui sorride e dice "lo sai, la gravidanza è piena di doloretti".
A me però la testa parte, mi agito e non mi riesce di calmarmi.
Provo a dormire ancora. Dormiveglio, dormo, mi sveglio, altre due volte prima dell'alba. Ad ogni pipì sento di nuovo male.
Cazzo.
Si fanno le 7.30. Chiamo la gine pma al cellulare, lei risponde tutti i giorni tra le 7 e le 10 del mattino.
La chiamo, più o meno convinta che mi dirà "dai soffri di colite, lo sai, è quella..."
E invece, gentile ma ferma mi dice "tesorino, vai subito al pronto soccorso. Subito. Potrebbe essere niente, ma sei in gravidanza. Vai e fatti fare esame urine e eco ai reni".
Tiro il Filosofo giù dal letto e si va.
Ovviamente, a quel punto il dolore è più forte, sarà mica che la tensione c'entra qualcosa?
Arriviamo, lui mi lascia lì e va a cercare un parcheggio, che lì davanti è un delirio burocratico lasciar la macchina.
Le infermiere sono gentili, una bella ragazzona gigante mi prende pressione, temperatura e battito, e mi dice di mettermi a sedere, che mi chiameranno presto.
Passa una mezz'ora, che sulle sedie della sala d'aspetto sembra una mezza giornata.
Un giovane infermiere dal marcato accento est europeo mi viene a chiamare, e mi dice "l'ambulatorio è un po' affollato, ma non preoccuparti": è affollato perchè oltre a lui c'è la dottoressa...e un ragazzetto.
Un ragazzetto, dimostra 15 anni, ma suppongo che sia un tirocinante o simili, quindi ne avrà una ventina e qualcosa.
La dottoressa mi fa una specie di piccolo esame ecografico, mi picchietta qua e là e mi dice che mi faranno esami di urine e sangue.
Per l'esame del sangue l'infermiere chiama il tirocinante a vedere, e così ad alta voce spiega cosa sta facendo: "ah, ora inserisco la cannula...è semplice...ora...ecco...cavolo, non si infila, non va giù...devo frugare un po'..."
Ahia! Io già soffro al prelievo, farmi cannulare con sta vena che a quanto pare non vuole essere tenuta aperta non è il massimo!
No no. E non è il massimo sentire, oltre al dolore, la spiegazione dei ripetuti "fallimenti"
Poi il sangue non scende bene, e lui mi strizza forte una mano per far pompare il sangue meglio, ce la facciamo finalmente.
mi piace questo infermiere, è gentile. Si è anche scusato di avermi fatto male, non ha insultato le mie vene come fanno in tanti.
Bene. Mi rimettono fuori, ad aspettare. Stavolta sulla sedia a rotelle, più comoda e morbida di una cavolo di sedia di plastica spaccaschiena.
Devo aspettare che mi chiamino per andare su in ginecologia, a vedere se questi dolori sono legati alla gravidanza.
Andiamo su, finalmente.
Attenda qui, prego.
Attendo. Il male si irradia alla schiena.
Arriva un medico dal camice bianco e la faccia pefettamente FUCSIA, e devo dier che per qualche minuto la cosa mi distrae.
Cioè, non è lampadato, nè abbronzato, nè arrossato..è fucsia, come una specie di evidenziatore umano. Wow.
Molto serio, dai modi che sembrano bruschi, ma poi mi fa una visita transvaginale e quasi non me ne accorgo.
Ascolta il cuore del feto, batte, si vede. Mi dice solo "il liquido c'è, la gravidanza va avanti", poi mi consegna un breve referto in cui suggerisce un'ecografia ai reni.
Torniamo giù, al pronto soccorso.
Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo.
Ogni tanto faccio una passeggiata, se non mi alzo un po' la schiena fa più male, e tira la pancia, e tira una gamba...e tira anche un po' il culo, come si dice dalle mie parti, perchè sono passate 4 ore e io comincio a soffrire soprattutto per le posizioni scomode che devo tenere.
Torna la dottoressa di prima e mi dice "appena ti chiamano, ti faccio portare su in radiologia, per l'eco".
Finalmente, all'una, ecco che tocca a me.
Sfreccio sulla mia sedia, corridoi lunghissimi e gelidi, corridoi meno lunghi e piuttosto caldi, l'infermiera si lamenta dell'assurdo clima intra-ospedaliero.
Arriviamo su e una dottoressa che sembra una di quelle bambole di porcellana che vendevano una volta, mi fa sdraiare e per l'ennesima volta mi chiede di respirare, trattenere, espirare, mi ricopre di gel ecografico.
E qui, la bambolina rosea con le guanciotte di pesca e gli occhioni azzurri, inizia a piantarmi in ogni dove l'ecografo (o come diavolo si chiama quella specie di microfono), tra le costole, nella schiena e, DOLORE, in fondo alla pancia.
Pianta e spinge, spinge e pianta.
Risultato: uno dei reni è particolarmente dislocato, è andato in una posizione scomoda, dice, forse schiacciato dall'utero e spostato per quello.
Uno dei reni ha anche un aspetto "globoso", lei dice che può dipendere da tutto e da niente, non è molto chiara la cosa...comunque, dice, pare che non ci siano infezioni, forse è stata una piccola colica, chissà.
Mi riportano giù, un'altra mezz'ora di attesa, durante la quale vedo il "mio" infermiere che passa le consegne del turno a una donnona dall'aria decisa.
Poi mi chiamano, la dottoressa mi dice che a questo punto, analisi fatte , ecografie e visite refertate...non si sa cosa sia questo dolore, potrebbe essere una specie di colica, potrebbe essere legato anche alla gravidanza...in ogni caso è bene tenere tutto sotto controllo.
Nel frattempo la valchiria che ha sostituito il gentiluomo mi strappa il cerotto enorme dicendomi "ehhhh non far quella faccia, cosa vuoi che sia" e sfila 5 cm di cannula dalla mia vena.
Ahia. Non mi hai strappato il cuore, ho capito, ma non è che mi ha dato gusto, ho un livido abnorme...e domani i 3 prelievi me li farò fare tutti nell'altro braccio, mi sa...e voilà ecco "Diarista la tossicona".
In ogni caso, alle 14 finalmente ne siamo fuori, con una serie di referti non risolutivi, e un bel ticket di un centinaio di euro da pagare.
Sono stanca morta. Nonostante abbia più che altro viaggiato seduta, mi sembra di aver fatto chissà che roba. Le mie energie sono davvero poche, ultimamente.
E l'atmosfera del pronto soccorso, con zero privacy, grande casino, posizioni scomode, cannula del cazzo che mi fa ancora male ora che non c'è nemmeno, e tutto quanto...mi hanno spappolata.
Ora, spero solo che davvero non sia niente di strano, una colica renale "va bene", basta che non faccia male al piccolino.
E ora...vado a bere i miei due litri di acqua. E a sistemare nella cartella per la ginecologa anche tutte queste belle robe nuove.







lunedì 17 novembre 2014

Consigli di lettura CERCASI

Aiuto!
Ho bisogno di consigli di lettura. Narrativa, se possibile, che la poesia la apprezzo raramente.
Ogni volta che passo in bibioteca, torno a casa con 5-6 volumi, ma durano troppo poco.
La mia routine giornaliera, da anni, è più che altro casa-lavoro-casa, dove il lavoro occupa una grossa parte del tutto, a livello temporale, energetico, impegnativo.
Ora il lavoro è accantonato per un po', e CASA ha preso il sopravvento.
Non amo fare le pulizie, non sono mai stata un buon angelo del focolare in quel senso, però mi ci sto impegnando...per quanto posso.
Dopo un po' mi viene male alla schiena, la pancia fa i capricci, e la pressione, normalmente bassina, si spappola con una massima ridicola di neanche 100.
E quindi, anche in casa, non è che faccio le maratone.
Più che altro tolgo tolgo tolgo...il Filosofo ogni tanto mi domanda se penso di lasciare almeno il letto e il tavolo, o se una sera tornerà e avrò fatto sparire anche quelli.
io tolgo. Regalo vendo butto.
Per il resto...per il resto faccio passeggiate (con percorsi prestabiliti, ho bisogno di una panchina ogni tot, perchè se no mi manca il respiro, yeah!), vado a visite mediche, faccio la spesa...e leggo.
Leggo leggo leggo.
Ho sempre letto tanto, e per fortuna il Filosofo condivide la passione, così ogni tanto mi fa lui da pusher.
Ma sono lo stesso in difficoltà.
A volte entro in libreria e sfoglio i libri nuovi, appuntandomi i titoli per poi cercarli in biblioteca, altre volte, proprio in biblioteca, mi metto davanti a uno scaffale di qualche paese (la mia biblioteca organizza gli autori soprattutto in base alla geografia...) e comincio a frugare, a vedere cosa può ispirarmi, altre volte ancora mi butto su anobii, o sul web. Ma non mi basta.
Sono drogata di libri.
Anche perchè, se seguo sempre il mio istinto, finisce che privilegio sempre le stesse case editrici, o le stesse tipologie di romanzo, snobbando per pregiudizio personale autori e titoli che potrebbero invece essere grandi scoperte.
E quindi...eccomi qua...a chiedere:
COSA MI CONSIGLIATE?
Buttatevi, non abbiate remore o pietà.
Scrittori classici, scrittori contemporanei, scrittori vostri amici che hanno appena pubblicato, romanzi racconti antologie.
Grazie. Vi amo.

giovedì 13 novembre 2014

Sensazioni

Non amo parlare della mia gravidanza, o meglio...non riesco a farlo quasi con nessuno. Riesco a parlarne solo in situazioni molto "protette": con il Filosofo, con lo psicoterapeuta, con una donna che ha un vissuto diverso ma simile al mio.
Per il resto, fatico.
Complici le tettone, la pancia è rimasta decisamente in ombra fino a circa 10 giorni fa, quando ha cominciato a mostrarsi di più.
Questo mi ha consentito, e il freddo (giacche e giacconi) mi consente ancora di non parlarne tanto in giro, di non sentirmi fare troppe domande, troppi discorsi.
Però la mia amica...insomma lei lo sa, a lei l'ho detto a metà del 4° mese, conosce la mia storia.
Eppure.
Eppure anche con lei ora faccio fatica.
E sono poco obiettiva, diciamo che ego me absolvo, mi sembra che qui la colpa sia più sua che mia.
Lei al momento ai figli non ci pensa, ed è in un momento di vita di "seconda adolescenza"...che quindi ci allontana parecchio...
Sarà questo..però...però non mi è andata giù, l'altra sera.
Passa di qui e mi racconta del lavoro, siamo state colleghe per un po', lei lavora ancora in campo sociale, molte donne con cui ha a che fare sono madri che non hanno in casa i figli, che sono stati affidati, allontanati e così via.
Ci ho lavorato anch'io, e comprendo, perchè l'ho vissuto, il suo a volte "scazzo" nei riguardi di alcune di queste persone, perchè non è per niente facile lavorare, per esempio, coi tossicodipendenti di lunga data, specialmente quando di mezzo ci sono i minori.
Questo lo so davvero.
Però...passa di qui e mi racconta. Mi dice che in poche settimane due delle sue utenti hanno avuto un aborto spontaneo.
E mi dice con tono irritato che una di queste donne (alla 4 gravidanza, se ricordo bene), i cui figli sono tutti in comunità /affido, piangeva dicendole che aveva perso la gravidanza.
ora...ci sono tante valutazioni morali, sul caso, e così via.
ma io sono meschina. io non leho fatte.
Sul momento sono solo rimasta basita, colpita, ma non capivo bene nemmeno io come mi sentivo.
Poi, ripensandoci dopo qualche ora,....mi sono sentita incazzata, ma incazzata egoisticamente PER ME, perchè sono una tua amica, perchè non voglio che mi racconti di un aborto, figurati di due, perchè non mi piace il tono del cazzo con cui ne parli. Perchè non mi piace che tu dica "mah, io forse non capisco ...perchè figli non ne voglio..ma se anche rimanessi incinta e poi andasse male...me ne farei una ragione penso" come se un aborto fosse un fastidio temporaneo, tipo aver perso la patente e dover rifare la trafila burocratica.
Perchè sul momento non sono riuscita a bloccarla? A dirle...ma che cazzo dici? Cambia discorso!
Non lo so, sul momento mi sono bloccata lì, POI, dopo, mi è preso il nervoso.
Lo scazzo. Non ho neanche voglia di spiegarle, temo che mi guardi con quell'aria perplessa di chi proprio non capisce che te la prendi a fare.
Non lo so. Non ho voglia di spiegare, mi sa.
So di essere PIU': più delicata, più malmostosa, più fragile, più reattiva di molte donne che hanno vissuto o vivono la gravidanza.
Ci lavoro, con lo psi, ma non basta a farmi diventare "tranquilla".
E c'è anche che non ne ho voglia, non di essere tranquilla, ma di spiegare. Di essere accomodante. Non ne ho voglia. E' una storia lunga e molto personale, e a quanto pare troppo personale per essere davvero condivisa. E' così che mi sento.

mercoledì 12 novembre 2014

La tirannia dell'ormone 1

Io sono un'emotiva, tendo a prendere tutto in maniera "forte", a vivere molto male o molto bene le cose.
Però a tutto c'è un limite.
Tipo a come reagisco davanti alle botte di sclero del Filosofo.
Che è, notoriamente, uomo che non si esprime, non fa uscire, non dice, fino a esplodere in un'incazzatura allucinante che dura, di solito, una decina di minuti.
I primi tempi, di fronte a esplosioni eccessive e sproporzionate, cercavo, scema!, di farlo ragionare.
Dicevo roba tipo "ma ti pare il caso? Non stai esagerando? Dai..."
E lui diventava una belva.
Parlandoci poi, a freddo, una volta, mi ha detto: TU FREGATENE. Poi mi passa. Tu cerca di non badarci, non prendermi sul serio.
E io ho deciso di applicare questa tecnica.
E funziona. Perchè lui sclera, dice cose assurde, se la prende con gli oggetti (correlati allo sclero, di solito), poi migra in un'altra stanza...e poi gli passa.
Bene.
Qualche sera fa rientra. Io ho scaldato il brodo nelle tazze.
Ora, io se scaldo, in effetti, SCALDO.
Scaldo di brutto. Lo so. Solo che, amor mio, siamo adulti. Se senti con le manine sante che la tazza è calda, MOLTO calda, aspetta prima di bere.
E invece no, assaggia il brodo, è troppo caldo, si scotta la lingua.
Un ululato, e tazza + brodo diventano arte contemporanea sul pavimento.
Con correlato di madonne e santi. Dopodichè esce dalla stanza.
Reazione eccessiva, reazione che poi, a pensarci, ho supposto collegata ad altri nervosismi.
Va bene. Io prendo e pulisco, non è che sia una roba da crisi mondiale.
Peccato che IO sia una roba da crisi mondiale, ultimamente.
Non riesco a gestire niente. E così, anche se dentro di me sono solo vagamente irritata dalla sua reazione (ma dai, non bastava appoggiare la tazza, sfogarsi verbalmente un attimo e passare oltre?)...FUORI di me, o meglio fuori dai miei occhi cominciano a scendere lacrimoni copiosi che neanche un cartone animato giapponese.
E non riesco a controllarmi.
E so, so che il Filosofo sta cosa ancora non l'ha capita bene. Che non è che voglio far scena, che non è che voglio far la drammatica, che non è un cazzo se non....LA TIRANNIA DELL'ORMONE!!!
Sembro una demente. Mi sembro da sola una demente.
Ma non so che farci.
E siccome poi lui un po' la prende sul personale, del tipo "vuoi farmi sentire in colpa che ho sclerato" io tento di non far sentire che mi partono i singhiozzi neanche fossi una prefica.
Risultato? Lui arriva con la faccia già approntata allo scazzo, mi guarda e se ne va scuotendo la testa.
Torna, in rapida successione, e mi dice che potrei anche evitare di farlo sentire una merda perchè ogni tanto perde la pazienza.
A quel punto, tra le lacrime e tirando su col naso, con in mano lo straccio e in mezzo ai cocci, sono stata io a dirgli "TU FREGATENE. Poi mi passa. Non faccio apposta. E' come se mi sanguinasse il naso, mica posso controllarlo."
Sul momento, devo dire, non mi è sembrato convinto.
Poi però, la sera stessa, mentre cercavo di spiegargli che davvero, a volte è come se mi sanguinasse il naso o mi scappasse fortissimo la pipì...mentre ero lì che mi concentravo per spiegare...ecco che riparte l'ormone e la minima frustrazione del non riuscire a spiegarmi mi fa RICOMINCIARE.
Così continuo a parlare e a spiegare, con tono quasi normale, mentre lacrimo come una madonna miracoloso.
A quel punto mi ha creduta.
E per fortuna bevo come un cammello, se no a quest'ora sarei disidratata.

lunedì 10 novembre 2014

Diario della gravidanza - 2° mese

 6° settimana - La nausea

Ho una nausea supersonica e totale.
Poi col fatto che continuo le punture, ormai dal giorno del transfer, devo anche andare da mio babbo a farmele fare....e fare quei 10 minuti a piedi è come correre su un tappeto elastico durante un terremoto. Bleah!
Mia madre, che non sa ma non è cieca, quando mi vede sentenzia ogni volta "diiio come sei verde in faccia!!!".

7° settimana - la 1° eco.

La mia gine è una persona molto rassicurante e molto poco fredda, il che è splendido, ma ha un ecografo non certo fighissimo.
E quindi, eco in centro privato. A pagamento, ma che cazzo, io non aspetto oltre.
Quando siamo arrivati, il Filosofo ha estratto un libro dalla tasca e mi ha detto "ok, ti aspetto qui", in sala d'attesa.
Sono entrata, con le gambe che tremavano. La dottoressa mi ha visto e ha detto gentilmente di non essere così agitata.
Io non ero agitata, ma solo terrorizzata.
Avevo fatto l'errore MOSTRUOSO di guardare ONLINE. E così avevo trovato mille e più motivi per cui preoccuparmi.
Mi sono inerpicata sul lettino, nonostante le gambe molli, e lei ha cominciato.
Ho pensato che non avrei visto niente.
E invece. Era lì.
8 mm, 8mm e un cuore che sfarfallava. Minuscolo.
Ho cominciato a piangere, e ho continuato mentre lei diceva "per il momento, posso dirle che c'è. E' presto per dire se va bene...c'è tanta strada da fare".
La strada è così lunga e accidentata e io ho una paura folle.
Non mi sento incinta, nausea assurda a parte.
Non riesco a dire la parola "incinta", neanche tra me e il Filosofo.
Abbiamo incontrato una coppia per strada. Lei aveva una pancina accennata, e lo sguardo beato, sorrideva.
Il Filosofo mi ha guardata: "Tu non sarai mai così eh?"
Mi sa di no.
Ho paura quando ho i dolori. Ho paura quando i dolori tacciono.
Ho paura di tutto. Di perderlo. Di averlo perso e non saperlo.
Vorrei vivere dentro un ecografo.
Anche se lo so, che non posso farci NULLA, che se le cose precipitano io sono lì impotente, io vorrei vederlo ogni minuto.
E' come essere in uno strano limbo, in cui una parte di me si sente miracolata, e una parte teme che sia tutto un sogno da cui si sveglierà piangendo.
La dottoressa nel frattempo ha ridatato, portando avanti di 3 giorni...boh?

8° settimana - Dolori

 Dolori notturni. Diversi dal solito, così forti da terrorizzarmi.
Era già verso mattina, e ho deciso che potevo sopportare. Poi la paura ha preso il sopravvento.
Ho deciso di andare al P.S.
Il Filosofo non era d'accordo, lui non poteva accompagnarmi, e non voleva che andassi sola.
Ma tu, caro, non senti questo dolore, cazzo.
Arrivata, l'infermiera mi ha ficcata su una sedia a rotelle e mi ha chiesto perchè ero sola.
Ginecologia è al 2° piano, ovviamente collegata a Ostetricia.
Abbiamo sfrecciato per il corridoio, io sulla sedia, con gli occhi pieni di lacrime e di mamme che cullavano allattavano calmavano neonati.
Le guardavo come fossero aliene, o come se l'aliena fossi io.
Mi hanno depositata in corridoio, un'infermiera gentile mi ha chiesto di nuovo se ero sola.
Mi ha detto di non piangere (anche volendo, tra gli ormoni miei e le pillolone di progesterone e di estrogeni..), ha guardato la dpp e ha chiesto "è il primo?".
Sul momento l'ho guardata con aria scema...il primo? il primo? Cazzo..sì....finalmente ho risposto "sì" in un sussurro, e avevo una paura terribile.
Poi mi ha chiamata dentro la dottoressa.
Muta. Accigliata.
Qui fa male? Erano le sue uniche parole.
Sì. No. Sì. Un po'.
Finalmente l'eco.
Eccolo. Ancora lì. 13 mm di meraviglia.
Non resisto, chiedo "è tutto a posto?"
Lei si volta è dice "Beh, c'è ancora".
Vorrei chidere altro, ma il suo sguardo mi fulmina.
Faccio anche esame delle urine, e aspetto due ore, tra donne che camminano durante il travaglio.
Arrivano gli esiti, la dottoressa dice che qualcosa non va bene, prescrive l'urinocultura.
Conclude dicendomi di stare a riposto e bere acqua. tanta.
Nessuna spiegazione per i dolori, per quanto riguarda il sangue nelle urine può essere tutto e niente.
Ovviamente, appena ho avuto i risultati sono corsa dalla mia gine, la quale mi ha rassicurato dicendo che è un'infiammazione, secondo lei dovuta anche al sovraccarico di farmaci: ho fatto mesi di intramuscolo, appena finite, e continuo con ovuli e pasticche.
La gine, come mi ha già detto anche la dottoressa pma, mi ripete solo "non ingrassare".
La storia della mia vita, anche mia madre me lo ha sempre detto (nel suo caso, con poco successo).
Che poi, da quando la gine pma mi ha messa a dieta per la pcos, sono dimagrita.
5-6 kg circa. In mesi e mesi.
Mi peso regolarmente e mi pesa la gine.
In questo primo mese sono calata ancora qualche etto. Va bene. Mi dicono che va bene. E allora, per favore, perchè ripetermi come un mantra "non ingrassare"?
Poi mi dite "stai calma, devi stare calma", che non devo pensarci troppo.
Io di mio sono ansiosa, paranoica e terrorizzata.
Con un passato da bulimica.
Per cui , le frasi "rilassati" e "non ingrassare" con me non possono stare insieme.
Non possono.

9° settimana - Distacco

In questo periodo non so neanche chi sono. La mia nuova compagnia sono gli incubi. Variegati e in technicolor.
In uno, devo parlarne allo psi, ero in auto con mia madre.
Sapevo di aver partorito, lei guidava come una pazza (in realtà la supererebbero anche i moscerini) e io uralvo che volevo tornare all'ospedale a prendere la mia bambina.
Un'angoscia totale e tremenda. Le urlavo "perchè non puoi essere contetna neanche di essere nonna????", poi nello specchietto vedevo la mia bocca aperta.
I miei denti erano tutti spaccati, rossi di polpa all'interno, e tutta la mia bocca era piena di sangue.
Mi sono svegliata contorcendomi. Gli incubi continuano.
Forse sono io che ho un carattere sbagliato, complici le esperienze di vita passate, ma, al momento la gravidanza la vivo così, come qualcosa di segreto, da custodire e per cui preoccuparsi.
Il Filosofo non ne vuole parlare, una sera gli ho rotto le palle finchè non mi ha detto il perchè e ha detto che ha paura di non gestirlo.
Che si divende da una cosa troppo grande, che si estrania così se va male magari..fa meno male.
Un po' l'ho invidiato. Io non posso estraniarmi. Mai.
Io prendo medicinali 6 volte al giorno, a orari fissi, ho il seno che ogni mezz'ora cambia consistenza, ho la pancia che mi fa male.
Non ditemi "non pensarci sempre!".
Soprattutto non me lo dica chi SA della mia storia. Che cazzo.
La gine mi ha dett che le settimane da adesso alla 12 sono molto molto importanti. In realtà, ha aggiunto, lo sono tute e 40, ma per il momento, le prime veramente toste sono queste. Ok. Ora si che sono calma!

Non so se sono a 8+2 o 8+5, non è chiaro.
E' chiaro solo che c'è un distacco.
Senza perdite, ma con dolori forti, troppo forti e lunghi per essere normali.
La ginecologa pma, dopo la visita d'urgenza, mi dice "è colpa del tuo utero che non vuole il bambino".
Dopo di che mi pianta una siringa di progesterone nel sedere e mi dice "ok, per un mese oltre agli ovuli, di nuovo una puntura al giorno. E riposo".
Ma fanculo, però!!!!
Cosa vuol dire che è colpa del mio utero?
Allora mio suocero è morto per colpa sua, del suo stesso sangue che non gestiva gli anticorpi? Colpa?!
Ma che cazzo.
La terapia è punture riposo punture riposo. E sperare.
Da quando l'ho saputo, sembro una maniaca: mi palpo il senso a ripetizione, e mi sembra sempre sgonfio. Flaccido.
Come se nulla fosse successo.
Sono terrorizzata.
Domattina la mia gine mi vuole vedere, dice che visto che sono agitata come una trottola mi farà bene calmarmi.
Io ho paurissima, e ho anche rifatto l'errore di guardare su internet.
Il Filosofo non mi regge più, mi dice che inizia a pensare che non valga la pena, che forse non siamo fatti per essere genitori. Che io non sono mai felice.
Forse ha anche ragione..ma cosa ci posso fare?
Aspettiamo...buchiamoci...speriamo.

giovedì 6 novembre 2014

Suocera. Telefonata. Ma che cazzo.

Mia suocera non è che stia facendo chissà quali salti di gioia, per la mia gravidanza.
Il che è comprensibile, suo marito è morto la vigilia di natale l'anno scorso, lei di nipoti vicini vicini ne ha due che si giostra tutti i giorni, e così via.
Va bene.
Però...non esageriamo per favore.
L'altra sera il Filosofo la chiama per sapere come sta, ha l'influenza e vorremmo che stesse riguardata.
Bene, le racconta due - tre cose e le dice che sta pensando a come riorganizzare un po' i suoi impegni futuri, visto che ora la nostra priorità è questa gravidanza, e che lui vuole essere più presente, da dopo la nascita del bambino.
Ora, consideriamo che è la prima volta che sento dire al Filosofo "quando nascerà il bambino", QUANDO, cazzo.
Ha osato, ha fatto un balzo oltre i nostri terrori dicendo "quando"...è una cosa grande per lui.
E poi...lui che all'inizio neanche entrave alle ecografie, lui che è sempre stato così poco bravo a organizzarsi, lui ora vuole essere presente.
Vuole esserci il più possibile. Nei limiti dell'organizzabilità.
E lei cosa risponde?
Risponde dicendo: "ah, ma guarda che è Diarista la mamma, non tu...tu devi stare tranquillo, fare le tue cose, poi insomma non è mica da sola, se ha bisogno di essere accompagnata in giro può farlo anche suo padre...insomma..".
Tutto questo con tono molto tranquillo, immagino che il suo intento principale sia "proteggerlo", non so, far sì che non si stanchi troppo, o che non si agiti, o che ne so io!
Però cazzo, ma cazzo e cazzo, a me ha fatto incazzare.
Tantissimo. A lui non l'ho detto, o meglio gli ho chiesto se poteva spiegarmi cosa voleva dire sua madre, che magari io stavo sovrainterpretando.
Lui ha detto che non lo sa neanche lui, che l'ha un po' contrariato la telefonata, ma che secondo lui è solo che lei teme che lui si agiti troppo.
Certo, mia suocera non sa come ci siamo arrivati, a questo bambino...ma se anche fossi una di quelle che resta incinta facendo sesso col maritino...che cazzo di discorso è?
E' vero, se c'è bisogno mio padre è disponibile ad aiutarmi, ma non è possibile che sia io che mio marito preferiamo che sia, appunto, mio marito a essere presente?
Non è UNA COSA BELLA che il Filosofo stia prendendo coscienza del suo ruolo di "uomo di casa", del suo ruolo di marito ( e se tutto andrà bene, di futuro padre)?
Non dovrebbe essere incoraggiato, anzichè sentirsi dire "tu fai le tue cose, non stancarti troppo...e sei stanco riposati eh?"
Ma cosa cazzo pensi, che io schiavizzi tuo figlio dicendogli "sono incinta, e quindi ogni mio desiderio è un ordine, esegui!"?!?!
Non è che magari è meglio così, che lui finalmente sia davvero partecipe?

...
Abbiamo trasmesso:
"Ormonite acuta, ovvero insofferenza a mille!"

lunedì 3 novembre 2014

Diario della gravidanza: 1° mese

3°- 4° settimana
Il giorno del transfer avrei dovuto riposare, ma avevo un colloquio fondamentale con il preside, e quindi...nulla da fare. Il giorno dopo mille riunioni, di nuovo riposo andato a ramengo.
Passate a lavorare. Tantissimo. Cercando di non fare troppo, ma c'era da fare, pure troppo! Conto i giorni e i dolori.
Aspetto le beta, niente test, costano e non servono a un cazzo. Aspetto.

5° settimana - Le beta

Eccole. Stamattina le ho fatte, di nuovo, le "prime" beta.
E' andato a prenderle il Filosofo, mi ha portato la busta e poi è andato in un'altra stanza. Io le ho aperte piano, scoprendo col dito il numero.
1347.1

Rifatte dopo 3 giorni, e di nuovo dopo altri 3.
6864.5
18301.2

Ogni volta con il panico che fossero scese.

martedì 28 ottobre 2014

Snack ai cereali...fellatio assicurata?

Cercando una roba su youtube, mi sono dovuta sorbire una pubblicità.
D'accordo, non ho la tv da 10 anni, ma non vivo nella bambagia, e non sono neanche una casta verginella.
Però dai, che cazzo...perchè per vendermi una roba che mi pare una barretta ripiena tipo biscotto Ringo devi farmi questa pubblicità?
Si rivolge al maschio italiano che, costretto a fare la spesa, spera di trovare, dentro la scatola, la tipa roscetta pronta a sollazzarlo?
O che, propinando alla mogliera questi cereali al posto di normali biscotti, lei gli salterà alla cintola in preda alla libidine?
Mah.

 


venerdì 24 ottobre 2014

ICSI. Costi, trattamento, modalità in un ospedale e in una clinica.

Prima di tutto, chiarisco e ribadisco un paio di cose:

1) prima di rivolgermi a un centro privato, ho provato con l'ospedale pubblico.
Per la IUI (3 tentativi) e per la FIVET (2 mezzi tentativi).
Avevo scelto l'ospedale pubblico un po' perchè credo nella sanità pubblica, e un po' anche perchè i centri privati costano. TANTI SOLDI.
E noi non siamo ricchi, abbiamo il mio stipendio e i mezzi stipendi altalenanti di lui, per cui...abbiamo pensato che la sanità pubblica fosse meglio.
Non che sia gratis eh?
Comunque, la mia storia pochissimo felice ed edificante con l'ospedale di Lugo (RA) si trova qui, qui, qui, qui.
E invece, per il discorso costi, sempre nel pubblico, io ho conteggiato un migliaio di euro circa.


2) questo è un BLOG PERSONALE, non è una testata medica, nè giornalistica, nè sponsorizzata da qualche ente o persona fisica.
Trascrivo solo le mie esperienze e opinioni PERSONALI.
Quello che scrivo riguarda quello che io ho vissuto, esperito e, in senso economico e non solo, pagato.


3) Essendo un blog personale che parla di esperienze personali...è PARZIALE.
NON ho visitato tutti gli ospedali e tutti i centri privati italiani, per cui la mia opinione non è di certo statisticamente rilevante.


Chiarito tutto questo, così come ho indicato i costi nel pubblico, ora metto giù due conti su quanto ho speso nella clinica privata.
La "mia" clinica è il Gynepro a Bologna, tanto per essere precisi.
Il totale speso include:
- "pacchetto" visite+monitoraggio+pick up + transfer
- congelamento embrioni
- esami sangue fatti lì sul momento in alcuni casi
- alcune visite "extra" fatte da loro (scelta mia, potevo fare anche altrove)
- ulteriore "pacchetto" per il secondo tentativo, consistito in visite + monitoraggio+transfer
- farmaci
- esami e tamponi fatti presso il SSN

In totale si può valutare una spesa di circa 5500 euro (forse qualcosa di più, ma non di molto).

Perchè lo scrivo? Per dare un'idea, a chi fosse interessato, di quanto si può spendere più o meno.

Il "pacchetto" non è fisso, cioè non si paga tutto subito, ci sono alcuni step: se ci si ferma prima del pick up, è una cifra, se è dopo il pick up ma senza transfer, altra cifra. Se si fa tutto, cifra completa.

Tutto questo è scritto nei documenti, che vi vengono presentati quando fate il colloquio.

Non è una bazzecola, come cifra. Assolutamente.
Per quanto riguarda il trattamento, io ho notato alcune cose:
- hanno voluto vedere tutto quello che avevo fatto a Lugo, e hanno valutato bene quale protocollo prescrivermi, prima di partire.
- hanno scelto un protocollo diverso da quello usato a Lugo, che non mi ha dato problemi con l'estradiolo e tutto quanto.
- sono stati tutti MOLTO cortesi e disponibili, dalla receptionist agli infermieri, all'anestesista, alle dottoresse.
- sono stati disponibili a spiegarmi cosa succedeva passo passo, nessuno mi ha strillato contro, nessuno ha sbuffato come se dessi fastidio stando lì.
- l'atmosfera è stata di cura, pre e post pick up e pre e post transfer sono stata ASSISTITA
- nessuno ha urlato in giro quanti ovuli avevano prelevato o altri dati miei sensibili, che mi sono stati comunicati con un tono di voce discreto e garbato.

A leggere il mio elenco, lo so, non sembra chissà cosa, anzi sono cose NORMALI. Non è niente di trascendentale, niente che faccia dire "cavoli che roba", giusto?
Eppure io tutte queste cose NORMALI, tutte queste cose che sarebbe lecito aspettarsi, le ho avute solo in clinica.
Quando qualcuno me lo chiede, io lo dico: Sì, è vero, ho pagato per essere trattata in modo umano, ho pagato per andare in un posto dove placassero la mia ansia anzichè aizzarla, dove mi facessero sentire un essere umano dignitoso e non una povera stronza.
Questa è la mia esperienza.
PRIMA, DURANTE e DOPO il primo e il secondo tentativo. Per tutto il tempo, e anche ora, che continuano a seguirmi.

mercoledì 22 ottobre 2014

Perchè ora? Perchè ho ancora paura, ma...

Perchè ora?
O anche, perchè non prima?
Perchè prima non ce la facevo.
Non riuscivo a stare tranquilla, non riuscivo a respirare, quasi, non riuscivo a muovere un passo senza paura paura paura.
Prima, prima che succedesse, prima io pensavo che fossero strane quelle che, dopo avercela fatta, non se la godevano, continuavano a sentirsi diverse, a sentirsi strane.
Prima, pensavo che sarei stata semplicemente felice, che avrei avuto voglia di gridarlo a tutti.
Poi, invece.
Poi invece scopro di essere non solo un fascio di paure, ma anche di avere un bisogno quasi doloroso di stare chiusa dentro di me, di proteggere ogni secondo come se qualsiasi voce esterna, qualsiasi parola, anche la mia, fosse un pericolo.
Ho tenuto fuori tutti.
Se escludiamo i medici, chiaro.
Poi l'ho detto a una persona, a una donna che mi è stata vicino in questo percorso, anche se non ci siamo mai incontrate di persona.
L'ho detto a lei e le ho fatto domande assurde, e ho continuato a tacere, con il resto del mondo.
Silenzio. Silenzio. Silenzio.
Ci sono stati grandi dolori, corse al pronto soccorso, altri dolori, un distacco, punture punture punture, tante di quelle medicine che il mio fegato probabilmente ci metterà mesi a smaltire il tutto.
E poi ancora silenzio.
Non ce la facevo, a parlarne. Era più forte di me.
Non riuscivo neanche a scriverlo, per la sensazione sottile di vergogna verso chi sta ancora cercando, verso chi magari potrebbe pensare, come pensavo io: "ma dai, ce l'hai fatta...ora perchè non festeggi e basta?".
Non riuscivo a dirlo ai miei genitori, a nessuno.
Poi è arrivato settembre, e ho dovuto dirlo al lavoro.
La notte prima non ho dormito, neanche fosse stato un esame.
Ho portato un foglio, un certificato dettagliato e fanculo alla privacy, ora a scuola tutto il mondo sa ogni dettaglio, dal mio Rh- al mio distacco alla mia icsi.
E' stato un passo incredibile. Il mondo esterno, una fetta di mondo esterno, sapeva.
Una fetta lontana da casa, una fetta di vita che non ha a che fare col resto di me, e così un pezzo di mondo sapeva, ma con tutti gli altri il silenzio è continuato.
Poi, alla fine di settembre, il Filosofo mi ha detto "ok, basta. A mia madre, a mia sorella e ai tuoi dobbiamo dirlo".
E' ridicolo, non dirlo a loro, non ha senso, dai, dobbiamo, forza, cosa credi che faranno, che non saranno felici? E poi dai, siamo al 4° mese, non si può negare per sempre, con loro.
E allora l'abbiamo detto ai miei, e poi lui ha pensato a sua madre, a sua sorella.
Anche a loro, a tutti loro, abbiamo imposto il mio voto di silenzio.
La mia bolla si è espansa a includerli, ma non è scoppiata.
Non ancora.
Anche adesso, mentre scrivo, ancora non è stato detto fuori, ai parenti, alle amiche di mia madre, in giro.
Perchè?
Credo che sia perchè io sono ancora troppo impaurita...troppo poco sicura, mi sembra tutto fragile.
Abbiamo fatto da poco la morfologica, con la dottoressa che ci ha detto "quello che si vede..va bene. Considerate che molte cose non le possiamo vedere, ma insomma, intanto quello che c'è va bene."
Il Filosofo ne è uscito rassicurato, io non del tutto, ma insomma, io sono sempre sul chi vive, lo so.
All'ospedale c'erano altre donne, quasi tutte più panciute di me, ma adesso anche la mia pancia fa capolino, e so che non posso più pensare che la gente fuori non lo veda, non lo sappia.
Pian piano condividerò.
Nel frattempo, comincio con lo scriverlo qui, nel mio diario. Lo dico pubblicamente anche a me stessa. mica poco, per me.


Nelle settimane passate ho tenuto una specie di diario "vero", cartaceo proprio, un quadernino di pensieri paure e conto dei giorni.
Ho pensato che forse nei prossimi giorni lo trascriverò qui.
Per averlo con me, non su fogli scarabocchiati, e perchè penso, in fondo, che possa anche "servire" a qualcuno.
Che magari ci sia qualcuna che finalmente ce l'ha fatta, con la ICSI, e che si trova ad essere terrorizzata e felice e preoccupata e piena di pensieri (certo, i pensieri può averli anche chi ce la fa "da solo", ma io penso soprattutto alle mie "simili")
Ci sono donne che ce la fanno e riescono a godersi pienamente il momento, da subito, e fanno bene!!!!
Ma io non sono così, e magari anche qualche altra donna è così, e allora penso che, forse, leggere i miei pensieri sparsi possa farla sentire meno sola, quell'altra donna che si sente una stronza e un'ingrata perchè ce l'ha fatta e non riesce, comunque, a stare tranquilla un attimo.
E così probabilmente trasciverò il quadernino. E ricomincio a scrivere qui, perchè comunque tirar fuori i miei pensieri mi è necessario. 

martedì 1 luglio 2014

Oui, je suis Catherine Den...BOMBOLO

E' passata qualche settimana ormai, dalla pubblicazione sul giornale.
Mi hanno dedicato più spazio di quanto credessi, con foto del libro, foto mia, articolone.
Bello.
C'è chi ha visto la cosa e ha chiamato poi mia madre e mia zia per dirglielo.

Amica della mamma:
- ...ma ho visto tua figlia sul giornale!
- Sì, è una soddisfazione.
- ...AH...ma nella foto...è venuta bella eh?

E fin qui, grazie.

Parente lontana
- ..ma quella in foto è proprio Diarista?
- Sì.
- Ma guarda! Ma è bella...voglio dire...da chi avrà preso? Dalla famiglia di tuo marito?
- Boh...dicono che assomiglia a me, di viso...
- Ma no, guarda, nella foto è bella. Ma è così davvero?
- E' piccolina, ha tanto seno, ha un bel viso, sì.
- Ah, pensa!


Coglione che sta a cuore a mia zia

- Non è Diarista!
- Cazzo dici, certo che è mia nipote.
- Ma è bella. Io quando la vedo in giro...mah...allora vedo un'altra
- Sì vede che vedi un'altra. E' sempre lei.
- Ah sì sì...si vede che al giornale l'hanno sistemata.


Dunque.
1. nessuno di voi è rimasto incuriosito dal leggere il racconto?
2. o almeno dal fatto che l'abbia pubblicato Mondadori?
3. la foto è un autoscatto del piffero fatto da me in casa, solo che nella foto sorrido e ho un po' di mascara.  Magari, telefonatore di minchia n.3, la mia faccia cambia quando ti vedo perchè tu mi fai vomitare.

In seguito ci sono state altre due tre chiamate, stupite del fatto che in foto fossi carina.
A questo punto, a parte pensare che quel racconto forse lo leggeranno solo sconosciuti, e va bene così...mi domando..non è che in realtà, dal vivo, normale, sono uguale a Bombolo?!

martedì 17 giugno 2014

nausea....

....una nausea da far paura.
Unita all'essere quasi sempre sull'orlo delle lacrime. Nei casi restanti l'orlo lo supero eccome.
E le tette mi fanno un male allucinante, devo stare attenta a non dormire sul fianco, o mi sveglio ululando.
Cazzo.
Potrei riassumere con un poetico "mi sento di merda".
A volte penso che non finirà mai. Che passerò i prossimi anni a stare male, a farmi punture, a cercare il punticino di pelle non ancora martoriato e a sentire il mio corpo che si gonfia, si gonfia, duole, tira, non va.
E gli anni successivi a chiedermi perchè io non ce l'ho fatta.
Il Filosofo mi trova grandemente insopportabile, io provo a spiegargli che se anche lui fosse un'anatra all'arancia farcita di ormoni non sarebbe un fiore, ma ovviamente è difficile capirlo se non ci sei passato.
Non sopporto più il proliferare di mamme incinte.
Di donne che vogliono il secondo figlio e lo programmano.
Di gravidanze in generale.
Non ce la faccio. Sono un mostro, me ne rendo conto. Ma in questo periodo è così, sono un mostro. I periodi bui ce li hanno anche i mostri.

venerdì 13 giugno 2014

Stanca

Continuo ad essere molto troppo stanca.
La tracheite si fa ancora sentire, così come l'ultima, spero, sferzata della bronchite.
Temo il nuovo sbalzo di temperatura previsto per domani e simili, non posso reggere a nuove malattie, non ce la faccio proprio.
Oggi ho pianto rumorosamente, sentivo nelle mie orecchie il suono acuto e costante che mi usciva dalla bocca senza che me ne rendessi conto.
Una specie di ululato, ma ormai non mi stupisco più neanche di questo. Non so neanche più piangere.
Sono stanca.
Le giornate si affastellano le une sulle altre.
ho compiuto gli anni per l'ennesima volta. Mi sento invecchiare. E non mi frega un cazzo se oggigiorno molti campano fino a 95 anni.
Non è quello. Guardiamoci in faccia. Non sono più giovane. E essere giovani, per certe cose, è importante. La medicina non fa i miracoli.
Nel frattempo che accade?
Niente.
Apro la bocca e dico cose che non dovrei. Esprimo, con brutalità che dovrei SEMPRE evitare, un parere negativo su quella che mi appare come l'ennesima cazzata di una suocera che dovrebbe, oh se dovrebbe, farsi aiutare.
Lo faccio e so, mentre apro la boccaccia, che Il Filosofo scatterà in difesa di sua madre, che sta male. Cazzo, lo sto benissimo che sta male, però cazzo, cazzo cazzo...lasciamo stare.
Sono troppo stanca e perdo il tappo che di solito tengo sulla bocca.
Domani sarò sola, fino a domenica sera, come ogni weekend...e nonostante la stanchezza voglio ripulire casa.
Non pulire, che pure dovrò farlo. RIPULIRE.
Voglio continuare a togliere roba. Continuo a farlo, ormai sono centinaia gli oggetti fuoriusciti, decine e decine e decine i libri, chi l'avrebbe detto?
Mando via cose, tolgo, tolgo.
Vorrei togliere anche me stessa, spesso, ma mi limito ad agire sull'armadio, sulla libreria, sulla dispensa.
Guato con occhio critico i mobili, il servomuto se ne è andato, il tavolinetto inutile davanti al divano trema al mio passaggio.
Sono stanca di tutto. Vorrei essere a Porto, città triste e ventosa in cui mi sono sentita a casa come non mai. Vorrei essere lì e imparare il portoghese e pensare solo pensieri nuovi.
Non ho soldi per fare nulla, in realtà, che non sia pagare conti, pagare le fatture dei medici e mettere da parte qualcosa per le emergenze.
Mi rifugio nella lettura, e sia lode alle biblioteche, sia lode a chi sa scrivere.
Gongolo tra me e me prendendo in mano il mio ultimo racconto pubblicato, poi ricordo che nessuno condivide con me questa gioia e mi rabbuio.
Altaleno senza trovare pace. Sono stanca, stanca, stanca.
Vorrei essere a Porto nell'alberghetto triste in cima alla salita, tirare le tende e dormire dormire dormire.

venerdì 30 maggio 2014

Quando il tuo corpo ti urla...


...MERDACCIA!!!
Il mio corpo in questi ultimi mesi me lo ha detto forte e chiaro. Ma io, merdaccia completa, mica avevo colto.
E invece, ecco qui, di nuovo una settimana di febbre a 40°. Con delirio incluso, oltre a dolori lancinanti alla testa, incoscienza a tratti e insonnia funesta.
E tutto quanto.
Ora la febbre è scesa, è comparso il respiro difficile, il bruciore al petto. Non so.
Mia madre, che ha il sesto senso del corvo di Poe, non ha chiamato mai, nei giorni della febbre. ma stasera chiama e chiede: Hai tosse eh? sai che è così che si è manifestato il focolaio alla mia amica un mese fa?
Mamma, ciao.
Il medico scuota la testa da uccellino spiumato e ammicca:
Diarista mia, è che l'età avanza anche per te. Fai gli anni tra pochissimo eh?
Sì.
35 eh?
Sì.
Eh, beh. Per carità, per me sei sempre ragazzina..ma sai com'è...
Sì. Beh...sì.
E il tuo percorso, insomma...state ancora provando?
Sì.
Beh, dai, ancora qualche anno ce l'hai. Ma se vai avanti così ti viene un ictus come a tua madre. 
Eh...ehm...speriamo di no.
Ahahah certo certo, ma dovresti riposare, non stressarti troppo..insomma non sottovalutare i segnali.

Non sottovaluto i segnali. No.
non sottovaluto neanche l'età.
Che mi fa incazzare come una belva chi dice "35? E ancora niente figli?"
No lurido pezzo di merda mal cagato, niente. E non pensare, cazzone, che sia perchè mi sono svegliata ADESSO, sono 3 anni buoni che io cerco e provo.
TRE ANNI che mi buco, mi dopo, mi faccio ecografare, mammografare, sonografare, vaginografare, manipolare, aprire, chiudere, togliere, mettere, estrarre, e di nuovo mi dopo di farmaci assurdi e mi dopo ancora.
In tutto questo ho perso per due volte qualcuno che amavo, negli ultimi sei mesi.
In tutto questo ho visto fallimenti e dolore e mi hanno detto più e più volte "è colpa tua".
Non sottovaluto nulla, sono solo molto, molto stanca.
E siccome sto cominciando a respirare di merda, vado a mettermi una pezza calda sul petto e a preoccuparmi che stanotte morirò di fastidioalpettocontossettabruciorosa mentre Il Filosofo è lontano, a dormire da sua madre e a vedere il saggetto finale a scuola dal fottuto nipotino.
That's all, folks.

domenica 18 maggio 2014

Ah, l'invidia. La vostra, la mia...invidia per tutti. Sì sì.

Mi è capitato sotto mano questo articolo, dal titolo eloquente:
 "10 cose da non dire agli amici senza figli"
L'articolo è catalogato come GUIDA PRATICA.
Solo a leggere il titolo pensavo "Ma che cazzo..serve davvero una guida per non comportarsi come idioti invadenti e decerebrati?"
Poi ho letto il consiglio n.2: 

"Beati voi, vi invidio:
Non va detto perché è un'affermazione assolutamente esagerata e parziale. Puoi invidiare la libertà della coppia, ma non risulti sincera, perché altrimenti non avresti fatto figli. Gli amici, in questo caso, potrebbero sentirsi presi in giro. Peggio, potrebbero pensare che non sei in grado di capire quanto tu sia stata fortunata nell'essere diventata genitore."

Gli amici POTREBBERO PENSARE? POTREBBERO?!?!?!
Io lo penso. Oltre che pensare che sei una testa di gran cazzo.

Per piacere, per piacere, per piacere, mamme, neomamme e SOPRATTUTTO mamme grazie alla PMA, per favore.
Contate fino a 10. Mordetevi la lingua. Fate una piroetta. Ma non dite certe stronzate.
Dai. Neanche per ridere.
Che a me, udite, non fa ridere per niente.

Ah. Sì. Sono solo una povera invidiosa. E' per quello che mi fate incazzare, mica perchè dite stronzate senza badarci.
Appurato questo, per favore, concedete a questa povera invidiosa di non sentirvi dire certe stronzate.
 

mercoledì 7 maggio 2014

Sei tu. Il problema, si intende

Ad oggi, vivo in un presente grigio, che a volte sfuma in un marrone diarroico.
La dottoressa a Firenze disse, testuale (fate voi l'accento toscano e togliete le C):
"Che dire.. il problema devi essere tu...ci sarà qualcosa di grave che non riusciamo a trovare, se no non si spiega."
Oh yeah.
E mi ha sconsigliato di provare, o se voglio, di farlo con loro, ma proprio se voglio, che tanto se le mie ovaie sono dimmerda, c'è poco da stimolare.
Oh yeah.
Mi sento dentro Finale di Partita:

Clov: Ti sei visto il cuore.
Hamm:  No, era una cosa viva.


Evito le donne incinte. Evito le colleghe che parlano delle nostre mamme incinte. Evito i parchi pubblici negli orari di scuole chiuse, pieni di passeggini. Evito chiunque abbia una pancia abitata, o un neonato.

Mi beo di piccole gioie che cerco di rendere più grandi per riempire altri vuoti.
Un nostro (mio e di un paio di amici) racconto giallo è stato pubblicato da una grossa casa editrice. Una piccola, invece, presto pubblicherà una raccolta dove sono anch'io.
Sulla carta posso fare un sacco di cose.
Ma persino nei miei racconti non ci sono donne incinte.

venerdì 18 aprile 2014

La lista dei libri. E il treno per Firenze. E tutto il resto.

Le liste mi piacciono, mi diverto a spulciarle.
Quando poi si tratta di libri o film, diventa una specie di gioco con il Filosofo.
Per cui...leggendo sul blog di Patalice, ho trovao la lista di libri proposta dalla BBC.
Lasciamo perdere il criterio (opinabile) con cui l'hanno costruita.
Buttiamoci nel giochino.


La BBC afferma che la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri presenti nella seguente lista.” 
Istruzioni:
Copia la lista e condividila sul tuo Blog. Se non hai un blog puoi commentare qui con quanti libri hai letto e quanti hai lasciato in sospeso,  io rispondo al post di Un libro per amico
Letto

Non Finito/Abbandonato
  1. Il Profeta – Kahlil Gibran 
  2. Harry Potter – JK Rowling
  3. Se questo è un uomo – Primo Levi 
  4. La Bibbia X
  5. Cime Tempestose – Emily Bronte
  6. 1984 – George Orwell 
  7. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni 
  8. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen 
  9. La Divina Commedia – Dante Alighieri 
  10. Piccole Donne – Louisa M Alcott 
  11. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
  12. Comma 22 – Joseph Heller
  13. Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
  14. L’opera completa di Shakespeare  X
  15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani   X
  16. Lo Hobbit – JRR Tolkien
  17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
  18. Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa 
  19. Il Processo – Franz Kafka 
  20. Le Affinità Elettive – Goethe
  21. Via col Vento – Margaret Mitchell 
  22. Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald √
  23. Bleak House – Charles Dickens
  24. Guerra e Pace – Leo Tolstoy
  25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
  26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
  27. Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky 
  28. Odissea – Omero (a scuola)
  29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll 
  30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
  31. Anna Karenina – Leo Tolstoj
  32. David Copperfield – Charles Dickens
  33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis 
  34. Emma – Jane Austen √
  35. Cuore – Edmondo de Amicis 
  36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
  37. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini √
  38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
  39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden 
  40. Winnie the Pooh – AA Milne
  41. La Fattoria degli Animali – George Orwell 
  42. Il Codice da Vinci – Dan Brown 
  43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez 
  44. Il Barone Rampante – Italo Calvino 
  45. Gli Indifferenti – Alberto Moravia
  46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
  47. I Malavoglia – Giovanni Verga 
  48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello 
  49. Il Signore delle Mosche – William Golding
  50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
  51. Vita di Pi – Yann Martel
  52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway 
  53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes 
  54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe 
  55. Le Avventure di Pinocchio – Collodi 
  56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon 
  57. Siddharta – Hermann Hesse 
  58. Il mondo nuovo – Aldous Huxley
  59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon 
  60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez 
  61. Uomini e topi – John Steinbeck
  62. Lolita – Vladimir Nabokov
  63. Il Commissario Maigret – George Simenon
  64. Amabili resti – Alice Sebold 
  65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
  66. Sulla Strada – Jack Kerouac
  67. La luna e i Falò – Cesare Pavese
  68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
  69. I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
  70. Moby Dick – Herman Melville 
  71. Oliver Twist – Charles Dickens 
  72. Dracula – Bram Stoker 
  73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome 
  74. Notes From A Small Island – Bill Bryson
  75. Ulisse – James Joyce
  76. I Buddenbroock – Thomas Mann
  77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee 
  78. Germinale – Emile Zola
  79. La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
  80. Possession – AS Byatt
  81. A Christmas Carol – Charles Dickens 
  82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde 
  83. Il Colore Viola – Alice Walker
  84. Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
  85. Madame Bovary – Gustave Flaubert 
  86. A Fine Balance – Rohinton Mistry
  87. Charlotte’s Web – EB White
  88. Il Rosso e il Nero – Stendhal 
  89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
  90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
  91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad 
  92. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery 
  93. The Wasp Factory – Iain Banks
  94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
  95. Un Uomo – Oriana Fallaci
  96. Il Giovane Holden – Salinger
  97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
  98. Amleto– William Shakespeare
  99. La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl √
  100. I Miserabili – Victor Hugo
49 su cento. Ma mi sa che alcuni non li leggerò mai.

In compenso devo scegliere cosa portarmi in treno. Mi piace il treno. Costa troppo, purtroppo, se no ci girerei più spesso. Mi piace leggere in treno, soprattutto la sera, d'inverno, quando fa buio presto. E così, considerando la logistica e tutto quanto, si va in treno. Fino a Firenze.


Sì, vado anche lì. Vado anche lì a farmi scrutare e a chiedere come fanno, lì, con che farmaci, e con che costi.

L'ennesima visita in cui mi rivoltano come un calzino.

L'avevamo deciso insieme. Poi le cose cambiano. L'appuntamento è nell'unico giorno libero dal lavoro, per il Filosofo. All'inizio ci era parsa una bella cosa...dai, così non ho problemi a venire con te.
Poi i giorni si avvicendano e diventa un...Firenze? Cavolo è in là...ma ci si perde tutto il giorno?
E alla fine niente, mi porterò un libro. Ci vado da sola. E amen.

Non ho insistito perchè venisse con me. 
Anzi, ho chiesto "Dimmi sinceramente, ti pesa molto?" "Un po', sì. A te no?" "Non più di tanto. Posso andare anche da sola allora". "Sicura?". "Sì."
In realtà una parte di me vorrebbe che lui venisse. Ma c'è l'altra parte che ritiene di non doverlo portare anche lì, a sentirsi fare le solite domande, i soliti discorsi, che tanto il centro della magagna sono io: di lui dicono sempre "mah, sì, non splendente, ma neanche così male". E fine.
E si concentrano su di me, sull'ovaio policistico, su questo, su quello.

Forse per questo ho detto "vado sola": perchè mi sento comunque e sempre più "responsabile" io, della situazione. E perchè sono agitata, e poco fiduciosa, e molto triste.

E io, con una persona agitata, triste, nervosa e pessimista, non lo farei volentieri, un viaggio fino a Firenze.
Preferisco stare nascosta col naso tra le pagine, e guatare torva chiunque mi chieda anche solo "è libero il posto?". Non voglio fare finta di essere "una persona normale".
Sono una persona con un dolore addosso.