mercoledì 12 marzo 2014

Cose che imparo. Ovvero, di necessità virtù e altre amenità

Non voglio pensarci, all'attesa, ma è difficile quando le giornate scorrono lentissime nel silenzio rotto solo dalla radio.
E allora, per non concentrarmi inutilmente su cazzate, cerco di pensare ad altro.
Per esempio, ecco tre cose che ho imparato o sto imparando in questa lunga e faticosa ricerca. E non ci avrei mai creduto, me lo avessero detto qualche mese fa.

1. Il primo fra tutti, il più incredibile, il più insperato traguardo raggiunto.
Io, fobica degli aghi, io, che soffro ai prelievi del sangue, che scoppiavo a piangere solo a sentire l'odore di disinfettante, che non ho fatto prelievi per 12 anni per la paura.ù
Io...(rullo di tamburi, squillo di trombe e zin zin di violini)...io ora mi buco neanche fossi una tossica di vecchia data.
Sono partita guardando con sospetto l'ago della penna del gonal f. Ora miscelo polveri e liquidi maneggiando siringhe in quantità e riesco ad usare quasi senza fare smorfie l'ago da insulina. Ho ancora difficoltà importanti con l'ago da "sedere", ma l'altro giorno quando l'infermiera mi ha bucato quasi a tradimento, ho fatto solo un gridolino.
Insomma...ho imparato a bucarmi e a fare prelievi quasi quotidiani.

2. I carboidrati. Fosse per me vivrei di verdura, frutta, pizza, riso, pasta. pane e cioccolato fondente. In ordine sparso.
Ora, da due settimane, lo so, non è una vita, ma da due settimane due mi hanno vietato i carboidrati se non per due pasti a settimana.
la mattina posso mangiare la mia avena biologica con lo yogurt (a volte per una botta di vita ci metto anche il farro), e per il resto, massimo due pranzi con carboidrati, per il resto NULLA.
Il mio amato cioccolato è ormai un ricordo da mesi, sgarro solo quando, raramente, posso concedermi un gelato.
E per me anche questo è un traguardone. Me l'avessero detto, avrei risposto che non si può vivere senza mangiare quelle cose libidinose come la pizza che fa il Filosofo o la pasta col sugo dei miei pomodori o un bel pezzone di pane e formaggio.
Il cibo è uno dei pochi piaceri della vita, che cazz...
E invece, si può. Mi tocca mangiare carne, cosa che di solito dimentico, e tento persino col pesce (che continua a farmi schifissimo, riesco solo con pesce bianco insapore che mangio tappandomi il naso).
Ora lo sto facendo da sole due settimane, lo so. Ma so che dovrò continuare, se voglio ritentare, e anche se voglio semplicemente stare meglio.
E si può. Mica facile, ma ho imparato, o meglio sto imparando.

3. Ce la faccio, a gestirmi da sola. Non ho detto nulla ai miei, sto evitando di dirlo a un paio di persone che una volta credevo amiche ma che su questa faccenda non capiscono.
A volte mi sento solissima, complice il modo Filosofico di affrontare la cosa, ma sto andando avanti. Sto facendo le mie cose, mi buco, faccio esami, attendo, procedo, e riesco a farlo senza quelle persone che una volta credevo appoggi. mia madre in primis. A volte ho ancora la tentazione di parlarle, ma poi la sento per altri motivi e rinsavisco subito.


Poi ci sono altre piccole cose, ma queste sono quelle sul podio. Le mie personali medaglie.
Ognuno ha le proprie.
Me le sono scritte qui per non dimenticarle quando arriveranno i giorni bui.

5 commenti:

  1. Già solo per la tua rinuncia al carboidrato meriti tutta la mia stima! Ti penso cara...

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  2. Sicuramente oggi puoi sostenere di essere una donna con le palle!

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    1. Eheh, più che altro una donna con i bozzi (la mia pancia sembra un campo minato).

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  3. Brava, bravissima!!!! Hai fatto bene a scriverteli, bisogna ricordarsi di essere fiere di noi ogni tanto!!!! E tu stai andando alla grande!!!!

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    1. Cerco di fare qualcosa. Proprio fare, perchè ho bisogno di sapere che c'è almeno qualcosa in cui ho voce in capitolo...

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