martedì 4 marzo 2014

Under pressure. Ma coraggiosa.

Ieri è stata una giornata strana.
Ho guidato fino alla clinica, il Filosofo a fianco che mi diceva "stai calma". Riepiloghiamo il piano: io devo essere lì alle 10.30, lui alle 11.30 deve andarsene e spera di tornare per le 14.
Io sono tesa
Arrivati, in sala d'attesa alcuni uomini che aspettavano di essere chiamati.
Il Filosofo scompare dietro a una biologa. Passano i minuti.
Si fanno quasi le 11. Nessuno mi chiama e lui non torna.
Finalmente un giovane medico mi si avvicina: "Signora Diarista?" Sì. " Suo marito non è con lei?" Mah, credevo fosse con voi. "non si preoccupi, lo troviamo".
Ah, ok.
Mi portano su, nel microreparto.
La stanza ha solo due letti, e un divisorio bianco tra i due. A me, dopo Lugo, sembra il paradiso.
Si avvicendano infermieri e medici, un anestesista gentile mi dice che mi drogherà per via endovenosa.
A turno, chiedono dove sia mio marito. Chiedo se lo hanno visto, dopo che è scomparso con la biologa. Viene la biologa, mi dice che ha "fatto" e poi se ne è andato.
Io borbotto che poteva salutarmi. Lei mi guarda perplessa.
Il suo sguardo diceva chiaramente: Ma che è? Non sai dov'è tuo marito, se ne va senza salutare...ci state pigliano per il culo? Hai pescato un passante a caso che ti donasse lo sperma, disperata mia?
Mi spoglio, indosso l'orrenda vestina verde e la cuffia.
Torna il giovane medico. Venga con me. Cammino fino alla sala operatoria.
Ecco l'anestesista. Mi dice di rilassarmi, infila la cannula nel braccio e la stanza comincia a girare.
Nero.
Nero.
Nero.
QUalcuno mi chiama. Toh, è l'anestesista.
"Non pianga, sigora, non pianga...".
Piango? Io? Cazzo, sto piangendo.
Mi lasciano lì un po', sono sempre più consapevole che sto piangendo, ma non riesco a fermarmi.
Comincio anche a tossire, e le fitte mostruose in basso mi fanno capire che non è proprio il caso.
Torniamo in camera. mi portano, cioè. Mi dicono di riposare.
L'infermiera (stavo per baciarla) mi dice che se devo fare pipi basta chiamarla e lei arriva.
Un sogno, sempre rispetto a Lugo, un sogno: davvero posso fare pipì? Niente padella? Un sogno.
Un po' meno da sogno fare davvero la pipì, mai pensato che avrei, disse la marchesa, pisciato vetro, dal male che faceva.
Scusi infermiera scusi che ore sono? Quasi l'una, signora.
Ah...ok...il Filosofo verrà presto.
A fianco, oltre il paravento, una coppia chiacchiera. Lui scherza, parla, parla, parla, lei risponde a tratti e io penso "sta un po' zitto, siamo stanche...".
Ecco, un nuovo dottore.
Bussa, prima di entrare. Bussa. Quasi mi commuovo.
Mi guarda, cerca qualcuno. Mi lasci indovinare...mio marito? Non c'è. Ma arriva, sa?
Stavo per dire guardi ho la fede sono sposata davvero, ma la fede è a casa, sul comodino.
Mi dice che hanno preso 10 follicoli, 8 ovociti, solo 6 che sembrano utilizzabili.
Ma rispetto all'altra volta va bene, no, signora? Sì. Va più che bene.
Il dolore è normale che sia abnorme? mmm...le facciamo un'eco eh?
Con fatica recupero il telefono.
Drin. Drin. Drin. Click.
Drin. Drin. Dr...pronto.
Amore dove sei? Vieni qui? Mi sento un po' tutta strana...hanno trovato qualche uovo...
Davvero? Ottimo. Sono in ritardo ma arrivo.
Nel frattempo si fanno le 3, mi portano il tè, del tè vero, oh cari, e mi estirpano la cannula dal braccio e mi fanno a tradimento un'iniezione nel "pancino", dice l'infermiera, io mi guardo e mi sembra di avere una pancia che una al nono mese mi fa un baffo.
Mah. Pancino.
Squilla il telefono, è il Filosofo. Leggo oscuri presagi nel fatto che lui mi chiami, e infatti: ho forato. La tua macchina ora ha una gomma completamente distrutta. Non so bene quando arrivo.
Sigh.
Sarà il cocktail di ormoni, il dolore stellare, l'ansia, la stanchezza, ricomincio a piangere tra me e me, agguantando un biscotto alla cannella.
Alle 16 torna la solerte infermiera, dice che dopo un'ora mi dimettono, che deve esserci qualcuno per portarmi a casa, c'è qualcuno?
Ehm...mio marito...arriva sa? ha avuto un guaio.
Lei sorride e mi fa un pat pat sulla testa. Certo che arriva, ora lei si riposi.
L'ho amata.
Alle 16.30 arriva, eccolo, ecco il Filosofo, finalmente mi sento meno sola nel mio lettino, finalmente posso raccontargli che ho tanto male e chiedergli ossessivamente sono stata coraggiosa sì? sono stata coraggiosa?
Squillo del telefono. E' mia madre che vuol sapere non so cosa. Mento, come da mesi, mi dico al ritorno dal lavoro, non posso parlare ora, ci sentiamo. Click.
Riposo, voglio solo riposo.
Poi ci mandano a casa, con l'idea di chiamarci oggi o domani, per dirci cosa ne è delle mie uova. Dicono che il dolore sia normale, mi hanno imposto di stare spappolata a letto o sul divano e di non fare un cazzo, imbottendomi però di pasticchette pesissime e di punture.
Sic. Pensavo che le punturone fossero finite, e invece cambia solo il farmaco.
Ma ormai io sono coraggiosa. Terrorizzata, ma coraggiosa.




8 commenti:

  1. oddio che bella notizia sono emozionata per te, mi hai fatto tanta tenerezza con questo racconto...spero sia l'inizio del paradiso.....tanti xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

    RispondiElimina
  2. Bravissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Sei stata una grande, coraggiosissima!!! E hai visto che le tue ovaie si sono date da fare? Secondo me era Lugo che non erano capaci, oltre che scorbutici e maleducati......dai, ora riposati e pensa solo che la parte più dolorosa l'hai fatta!!!! Ti abbraccio forte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  3. incrociatissima x te, x voi.
    tieni duro, L

    RispondiElimina
  4. Bene bene bene! Bel numero di OVA cara :)
    Ora aspettiamo che facciano il loro lavoro, siamo tutte con te. E tu sei una leonessa. Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
  5. Forza cara, siamo tutte incrociate!!! Facci sapere

    RispondiElimina