sabato 29 marzo 2014

La colazione dei campioni (la mia vita con l'estrattore).

Sedano, spinaci, zenzero, mela, kiwi
Eh già.
In questi primi mesi del 2014 la mia vita non è stata ricca di gioie. Anzi.
L'unica cosa degna di nota è che uno degli unici 3 acquisti dell'anno (gli altri due sono una padellina e un libro) è stato...l'estrattore di succhi vivi.
Oh sì. L'estrattore. Certo, mi porta via 5-10 minuti ogni volta che lo uso, perchè bisogna smontarlo e pulirlo. Ma mi dà grandi soddisfazioni.
Un sacco di verdura che produce tanto succo e pochissimo scarto.
Lo uso e mi costringo a fermarmi, quando parte il pensiero tipo "chissà se a un bambino piacerebbe questo succo, dovrei togliere lo zenzero...".
Non voglio pensare ai bambini. Mi rifiuto di farlo. E' un dolore così grande che voglio annegarlo negli estratti di succhi vivi.Cazzo.
E comunque, sono anche buoni! Giuro. :)



martedì 25 marzo 2014

Fantasie. Cercando di ritrovare qualcosa

Continuo a sentirmi di merda. Dentro. Fuori non si vede granchè.
Sembro sempre la stessa.
il mio "papà-piacione" del cui figliolo sono la maestra l'altro giorno mi ha abbracciata e baciata dicendomi "ooooh sei tornata che bello!! Ma sei veramente in forma dopo questa lunga malattia...".
Io gli ho sorriso, è l'unico adulto nel raggio di milemila chilometri a farmi un complimento, negli ultimi mesi.
Sono cose che fanno piacere, soprattutto quando sono le sole che accadono.
Me le tengo a mente. In questi giorni soprattutto.
Cerco di recuperare almeno uno straccio di autostima, uno straccio di senso di me stessa.
Non aiuta, sentirmi come terra secca e sterile, e soprattutto sentirmi indesiderata e indesiderabile come sempre da chi vorrei mi amasse anche in quel senso.
L'altra sera in casa da sola pulivo in giro ascoltando lui, che mi piace sempre tanto.
mi si conceda, in questo buio, una piccola fantasia: ma quanto mi piacerebbe che venisse da me, così com'è ORA, non da ragazzetto, per cantarmi in show rigorosamente privatissimo...esattamente QUESTA canzone?
Mi sono trovata a sorridere pensandoci. Neanche a fantasticare riesco ad essere seria.


 I want to be your sledgehammer
Why don't you call my name
You'd better call the sledgehammer
Put your mind at rest

lunedì 17 marzo 2014

Voglio fare un brindisi

Voglio fare un brindisi a chi, in questi giorni,

mi ha detto "ti sono vicina" oppure "ti penso", e ho sentito che era vero


mi ha seguita in silenzio, perchè non sapeva che dire e ha preferito tacere


ci sta provando ora, e cerca notizie in rete sperando di avere delle risposte


non mi ha mandato mail non richieste per annunciarmi la sua gravidanza, peraltro conoscendomi solo in via virtuale;


è in attesa di iniziare a provare, e ha le speranze e le paure a 1000


non mi ha detto "sono sicura che la fai", "ce l'abbiamo fatta noi, quindi anche voi di sicuro", ma mi ha detto "ce l'ho fatta io e spero che ce la faccia anche tu", oppure "lo spero per te"


ha sopportato e condiviso i miei scleri via mail



sa cosa vuol dire il dolore sordo, il dolore solitario che per quanto io sia in coppia è prima di tutto mio


non mi ha detto e non mi dirà "dai tanto ci puoi riprovare, non hai mica 60 anni", oppure "ci sono altre cose nella vita"


Voglio fare un brindisi a tutte queste persone, a tutte queste donne.




Io, ora. Un saluto.

Le beta le ho fatte. Il risultato è arrivato subito. Puntuale. Le ho fatte oggi, apposta.
1) perchè le infermiere a volte hanno il tatto di un bue, e farle intorno alla cazzo di festa del papà è a rischio battute del cazzo (lo so per fottuta esperienza).
 E quindi, domani e mercoledì erano fuori discussione.
2) perchè oggi il Filosofo torna a casa tardissimo e poi stasera deve uscire. Perchè voglio risparmiargli lacrime naso che cola voce che si rompe singhiozzi e quant'altro.
Voglio dirglielo domani. Dopo aver pianto per bene, dopo aver maledetto per bene, dopo aver pulito casa come una pazza per sfogare la rabbia il dolore lo sconforto.


domenica 16 marzo 2014

Three can keep a secret, if two of them are dead

L'ha scritto davvero B. Franklin?
Onore a lui.
E' più che mai vero.
Ma lo sapevo, no? Ci ho pensato e ripensato.
Ma poi ho deciso che la mia collega e la mia responsabile dovevo informarle del perchè sarei stata a casa.
QUestione di correttezza, ho pensato. Dopotutto la mia collega si sarebbe ritrovata con una supplente non sapevamo per quanto, e la responsabile di plesso oltre ad essere una brava persona si sarebbe dovuta sobbarcare molta roba in relazione ad assenze e sostituzioni.
Insomma, mi sono detta, meglio dirlo, a loro. Spiegare.
Se ogni tanto io mi prendessi a martellate nei denti farei meglio.
Oggi mi scrive D., la responsabile. Mi chiede come va. Le dico che penso di rientrare tra pochi giorni. Che comunque farò le beta per sicurezza. Poi le so dire.
"Non vorrei metterti agitazione, ma ho sentito C. che ne parlava tranquilla con le bidelle, del perchè non ci sei. Mi pareva che tu volessi tenerlo riservato."
Ora, C. non è nè la responsabile nè la mia collega.
Ora, quando cazzo ha saputo? Ora, perchè puttana della puttana della troia non si fa gli stracazzi suoi?
non so se mi ha fatto più incazzare che ne abbia parlato con le bidelle (sono in 4, di cui 3 sono delle stronze pettegole che se potessero mi controllerebero anche le mutande per vedere di che colore le porto) o l'aggettivo "tranquilla".
Mi sono vista l'immagine chiarissima di C. che con un occhio guarda i bambini dormire e con l'altro si rivolge alle bidelle, a semicerchio intorno a lei, e che tranquilla conciona sui miei problemi, sulla mia scelta, sulla mia cazzo di vita.
In questo momento provo sentimenti davvero poco urbani nei confronti di quella donna, nonchè di me stesa, che avrei dovuto farmi i cazzi miei.
Mi disturba l'idea di dover tornare a scuola e sentire i loro sguardi addosso, e soprattutto dover ascoltare i loro discorsi di cazzo, le loro domande, la loro finta comprensione.
ma che cazzo.
Se dovessi tornare a scuola oggi, sarei pessima. Veramente pessima.
Per fortuna ho qualche giorno per prepararmi.
Mi allenerò davanti allo specchio per produrre la mia miglior faccia come il culo.
Se c'è una cosa che non voglio, e dare alla gente l'ennesimo argomento su cui dire stronzate.
Ma vaffanculo, va.

p.s.  Princess, questa è la canzone che ho ripescato dopo anni...



Sono calmo, sicuro sereno come un lago
 so chi sono, dove voglio andare. 
Insultate, gridate, 
schernite, minacciate 
ma non potete toccarmi, 
ho un cuore blindato.

venerdì 14 marzo 2014

Estrattore di succo, dolori e giorni.

I giorni passano.
Il seno si modifica, non straborda più dal reggiseno, continuo i farmaci ma lo vedo, che si sgonfia.
E oggi ripartono i dolori mestruali, forti, belli precisi.
Stanotte mi sono svegliata in lacrime, per fortuna mio marito dormiva il sonno del giusto...o dello stanchissimo, e non si è accorto di nulla.
Io mi sento giù, a terra. Mi rendo conto di averci sperato troppo, come ogni volta.
In tutto questo continuo con la mia alimentazione "nuova", ho persino mangiato il merluzzo, anche se non c'è nulla da fare, mi fa venire i conati ogni due bocconi.
Dopo mesi e mesi in cui ho solo organizzato, ripulito e buttato, oggi però ho fatto un acquisto.
Ho comprato un "estrattore di succhi vivi", anni fa avevo una centrifuga ma aveva un rapporto quantità di succo- quantità di scarto assolutamente pessimo.
Ho girato in rete, ho confrontato prezzi e opinioni e ho scovato un'offertona.
Ecco, me lo sono comprato.
Il FIlosofo era perplesso, ma è un regalo che io faccio a me stessa, con i miei soldi "in più" quelli fatti con i lavori extra.
Ho deciso che voglio continuare a mangiare un po' più sano, e ho deciso che oltre alla frutta voglio ri-cominciare con i succhi di verdura, visto che con la bella stagione il campo ne produrrà a profusione.
Non posso negarlo, è anche un regalo consolatorio, se no non l'avrei comprato oggi, mi conosco.
Non so quando arriverà, ho idea tra almeno una settimana, ma va bene. E' la tempistica giusta per distrarmi nell'imparare ad usarlo, mentre sarò immersa nel ciclo.
E nelle gravidanze altrui, che stanno ricominciando a fioccare, insieme alle nascite. Mi stavo appena abituando alla pausa procreatoria intorno a me e invece...come dire.."che fretta c'era, maledetta primavera..."...

mercoledì 12 marzo 2014

Cose che imparo. Ovvero, di necessità virtù e altre amenità

Non voglio pensarci, all'attesa, ma è difficile quando le giornate scorrono lentissime nel silenzio rotto solo dalla radio.
E allora, per non concentrarmi inutilmente su cazzate, cerco di pensare ad altro.
Per esempio, ecco tre cose che ho imparato o sto imparando in questa lunga e faticosa ricerca. E non ci avrei mai creduto, me lo avessero detto qualche mese fa.

1. Il primo fra tutti, il più incredibile, il più insperato traguardo raggiunto.
Io, fobica degli aghi, io, che soffro ai prelievi del sangue, che scoppiavo a piangere solo a sentire l'odore di disinfettante, che non ho fatto prelievi per 12 anni per la paura.ù
Io...(rullo di tamburi, squillo di trombe e zin zin di violini)...io ora mi buco neanche fossi una tossica di vecchia data.
Sono partita guardando con sospetto l'ago della penna del gonal f. Ora miscelo polveri e liquidi maneggiando siringhe in quantità e riesco ad usare quasi senza fare smorfie l'ago da insulina. Ho ancora difficoltà importanti con l'ago da "sedere", ma l'altro giorno quando l'infermiera mi ha bucato quasi a tradimento, ho fatto solo un gridolino.
Insomma...ho imparato a bucarmi e a fare prelievi quasi quotidiani.

2. I carboidrati. Fosse per me vivrei di verdura, frutta, pizza, riso, pasta. pane e cioccolato fondente. In ordine sparso.
Ora, da due settimane, lo so, non è una vita, ma da due settimane due mi hanno vietato i carboidrati se non per due pasti a settimana.
la mattina posso mangiare la mia avena biologica con lo yogurt (a volte per una botta di vita ci metto anche il farro), e per il resto, massimo due pranzi con carboidrati, per il resto NULLA.
Il mio amato cioccolato è ormai un ricordo da mesi, sgarro solo quando, raramente, posso concedermi un gelato.
E per me anche questo è un traguardone. Me l'avessero detto, avrei risposto che non si può vivere senza mangiare quelle cose libidinose come la pizza che fa il Filosofo o la pasta col sugo dei miei pomodori o un bel pezzone di pane e formaggio.
Il cibo è uno dei pochi piaceri della vita, che cazz...
E invece, si può. Mi tocca mangiare carne, cosa che di solito dimentico, e tento persino col pesce (che continua a farmi schifissimo, riesco solo con pesce bianco insapore che mangio tappandomi il naso).
Ora lo sto facendo da sole due settimane, lo so. Ma so che dovrò continuare, se voglio ritentare, e anche se voglio semplicemente stare meglio.
E si può. Mica facile, ma ho imparato, o meglio sto imparando.

3. Ce la faccio, a gestirmi da sola. Non ho detto nulla ai miei, sto evitando di dirlo a un paio di persone che una volta credevo amiche ma che su questa faccenda non capiscono.
A volte mi sento solissima, complice il modo Filosofico di affrontare la cosa, ma sto andando avanti. Sto facendo le mie cose, mi buco, faccio esami, attendo, procedo, e riesco a farlo senza quelle persone che una volta credevo appoggi. mia madre in primis. A volte ho ancora la tentazione di parlarle, ma poi la sento per altri motivi e rinsavisco subito.


Poi ci sono altre piccole cose, ma queste sono quelle sul podio. Le mie personali medaglie.
Ognuno ha le proprie.
Me le sono scritte qui per non dimenticarle quando arriveranno i giorni bui.

lunedì 10 marzo 2014

Piena sindrome da post transfer / pre mestruo

Bleah. E anche un po' aaargh.
Ecco come mi sento oggi.
Come ogni mattina, subito dopo la puntura di progesterone (boia se brucia) mi sono partiti mille doloretti.
Benone. Me li aspettavo, che cazzo combina sto progesterone...
Poi, da qualche ora, i doloretti sono diventati dolori ben più fastidiosi, itineranti, accompagnati da un vago senso di malinconia tristezza disgusto.
Mi manca solo la colite e poi la sindrome premestruale è al completo.

Il Filosofo, nomen omen mica per niente, mi dice pacato "non ci pensare, ricordati che noi potremmo anche non averli mai, dei figli. E comunque vada, poi si va avanti."
E io lo so che è così, me lo dice anche l'unica amica che lo sa, che comunque vada devo andare e si va avanti.
Lo so, ma perchè non ci provate voi due a passare il tempo relegati in casa, perchè il vostro posto di lavoro è off limits, e a non pensarci?
Provate voi, porca troia.
E il prossimo che mi dice "ah, ma dai, non dare la colpa agli ormoni", beh, è meglio che poi corra veloce. Perchè gli mischio i denti con le orecchie, se lo prendo.

E sì, anche l'irritabilità è premestruale, ma progynova (che ha un bugiardino lungo come la bibbia) e progesterone a manetta...beh...secondo me la loro parte la fanno.

venerdì 7 marzo 2014

Uno

E così, ora devo solo aspettare, dicono.
Tanto per continuare con le figure di merda, sono scoppiata a piangere davanti alla biologa.
Avevo malissimo alla pancia, per tutta l'acqua che mi hanno fatto bere, ero tesa, lei continuava a chiederci se eravamo d'accordo e il Filosofo guardava me e diceva "decidi tu, io farei come dice la dottoressa".
E allora cazzo scarichi il barile, decidiamo insieme, no?
Prima di tutto lei ha tirato fuori la foto.
"Ecco la foto dei vostri embrioni, guardate come sono carini."
E io nella mia agitazione neanche le ho chiesto cosa significa "carini", che cazzo di livello di qualità hanno, degli embrioni carini?
Che poi, io non so una beata madonna di come funziona la qualità embrionale e di come influenza le possibilità di gravidanza.
Gli embrioni sono 5.
Si erano fertilizzate sei uova (e già, con tutti quei follicoli, non è che sia un gran numero), un embrione risulta "degenerato".
La dottoressa ha deciso che ne avrebbero trasferito UNO.
Ecco qua il momento delle lacrime e dei "boh?!".
Io speravo che ne trasferissero due, mi dava più speranza.
Magari è da scema, ma è così.
In ogni caso, la dottoressa ha deciso che era meglio uno, perchè è il primo transfer e non le sembrava il caso di provare con due.
E poi mi hanno spiegato come funzionerà ai tentativi successivi.
Non come funzionerebbe. Come funzionerà. Ma tanto sono io che mi fisso sui dettagli, dice il Filosofo.
Detto ciò, nel micro stanzino ho visto il cateterino e il mio utero e tutto quanto.
E poi ecco, vada pure a casa, non mangi tanti carboidrati e non faccia troppi sforzi.
E continui a farsi le punture e a prendere pasticche.
Non sono molto speranzosa, ma comunque sia, ora attendo.

Oggi ho anche avuto una conversazione idiota con una tizia che mi ha detto che molte sue amiche...sono rimaste incinte andando ad un corso di afrodanza.
giuro. Ha detto così.
Ho dovuto fare appello a tutta la mia compostezza per non dirle:"ah sì? Di solito gli insegnanti di afrodanza sono dei neri belli palestrati sinuosi..chissà se i bambini son nati tutti mulatti, dopo!!!!""
Ma che cazzo...io ho fatto l'errore clamoroso di parlarti di me e tu mi dici sta cosa per poi aggiungere " a volte i medici fanno errori, invece così ha funzionato".
Resto basita.

va beh, vado a leggermi il giallo che ho lasciato a metà, sperando che non mi arrivino altri incoraggiamenti idioti di questo tipo!!!


martedì 4 marzo 2014

Under pressure. Ma coraggiosa.

Ieri è stata una giornata strana.
Ho guidato fino alla clinica, il Filosofo a fianco che mi diceva "stai calma". Riepiloghiamo il piano: io devo essere lì alle 10.30, lui alle 11.30 deve andarsene e spera di tornare per le 14.
Io sono tesa
Arrivati, in sala d'attesa alcuni uomini che aspettavano di essere chiamati.
Il Filosofo scompare dietro a una biologa. Passano i minuti.
Si fanno quasi le 11. Nessuno mi chiama e lui non torna.
Finalmente un giovane medico mi si avvicina: "Signora Diarista?" Sì. " Suo marito non è con lei?" Mah, credevo fosse con voi. "non si preoccupi, lo troviamo".
Ah, ok.
Mi portano su, nel microreparto.
La stanza ha solo due letti, e un divisorio bianco tra i due. A me, dopo Lugo, sembra il paradiso.
Si avvicendano infermieri e medici, un anestesista gentile mi dice che mi drogherà per via endovenosa.
A turno, chiedono dove sia mio marito. Chiedo se lo hanno visto, dopo che è scomparso con la biologa. Viene la biologa, mi dice che ha "fatto" e poi se ne è andato.
Io borbotto che poteva salutarmi. Lei mi guarda perplessa.
Il suo sguardo diceva chiaramente: Ma che è? Non sai dov'è tuo marito, se ne va senza salutare...ci state pigliano per il culo? Hai pescato un passante a caso che ti donasse lo sperma, disperata mia?
Mi spoglio, indosso l'orrenda vestina verde e la cuffia.
Torna il giovane medico. Venga con me. Cammino fino alla sala operatoria.
Ecco l'anestesista. Mi dice di rilassarmi, infila la cannula nel braccio e la stanza comincia a girare.
Nero.
Nero.
Nero.
QUalcuno mi chiama. Toh, è l'anestesista.
"Non pianga, sigora, non pianga...".
Piango? Io? Cazzo, sto piangendo.
Mi lasciano lì un po', sono sempre più consapevole che sto piangendo, ma non riesco a fermarmi.
Comincio anche a tossire, e le fitte mostruose in basso mi fanno capire che non è proprio il caso.
Torniamo in camera. mi portano, cioè. Mi dicono di riposare.
L'infermiera (stavo per baciarla) mi dice che se devo fare pipi basta chiamarla e lei arriva.
Un sogno, sempre rispetto a Lugo, un sogno: davvero posso fare pipì? Niente padella? Un sogno.
Un po' meno da sogno fare davvero la pipì, mai pensato che avrei, disse la marchesa, pisciato vetro, dal male che faceva.
Scusi infermiera scusi che ore sono? Quasi l'una, signora.
Ah...ok...il Filosofo verrà presto.
A fianco, oltre il paravento, una coppia chiacchiera. Lui scherza, parla, parla, parla, lei risponde a tratti e io penso "sta un po' zitto, siamo stanche...".
Ecco, un nuovo dottore.
Bussa, prima di entrare. Bussa. Quasi mi commuovo.
Mi guarda, cerca qualcuno. Mi lasci indovinare...mio marito? Non c'è. Ma arriva, sa?
Stavo per dire guardi ho la fede sono sposata davvero, ma la fede è a casa, sul comodino.
Mi dice che hanno preso 10 follicoli, 8 ovociti, solo 6 che sembrano utilizzabili.
Ma rispetto all'altra volta va bene, no, signora? Sì. Va più che bene.
Il dolore è normale che sia abnorme? mmm...le facciamo un'eco eh?
Con fatica recupero il telefono.
Drin. Drin. Drin. Click.
Drin. Drin. Dr...pronto.
Amore dove sei? Vieni qui? Mi sento un po' tutta strana...hanno trovato qualche uovo...
Davvero? Ottimo. Sono in ritardo ma arrivo.
Nel frattempo si fanno le 3, mi portano il tè, del tè vero, oh cari, e mi estirpano la cannula dal braccio e mi fanno a tradimento un'iniezione nel "pancino", dice l'infermiera, io mi guardo e mi sembra di avere una pancia che una al nono mese mi fa un baffo.
Mah. Pancino.
Squilla il telefono, è il Filosofo. Leggo oscuri presagi nel fatto che lui mi chiami, e infatti: ho forato. La tua macchina ora ha una gomma completamente distrutta. Non so bene quando arrivo.
Sigh.
Sarà il cocktail di ormoni, il dolore stellare, l'ansia, la stanchezza, ricomincio a piangere tra me e me, agguantando un biscotto alla cannella.
Alle 16 torna la solerte infermiera, dice che dopo un'ora mi dimettono, che deve esserci qualcuno per portarmi a casa, c'è qualcuno?
Ehm...mio marito...arriva sa? ha avuto un guaio.
Lei sorride e mi fa un pat pat sulla testa. Certo che arriva, ora lei si riposi.
L'ho amata.
Alle 16.30 arriva, eccolo, ecco il Filosofo, finalmente mi sento meno sola nel mio lettino, finalmente posso raccontargli che ho tanto male e chiedergli ossessivamente sono stata coraggiosa sì? sono stata coraggiosa?
Squillo del telefono. E' mia madre che vuol sapere non so cosa. Mento, come da mesi, mi dico al ritorno dal lavoro, non posso parlare ora, ci sentiamo. Click.
Riposo, voglio solo riposo.
Poi ci mandano a casa, con l'idea di chiamarci oggi o domani, per dirci cosa ne è delle mie uova. Dicono che il dolore sia normale, mi hanno imposto di stare spappolata a letto o sul divano e di non fare un cazzo, imbottendomi però di pasticchette pesissime e di punture.
Sic. Pensavo che le punturone fossero finite, e invece cambia solo il farmaco.
Ma ormai io sono coraggiosa. Terrorizzata, ma coraggiosa.




sabato 1 marzo 2014

Punture. Punture. Punure.

Dopo un'altra settimana, sono migliorata nel fare i buchi.
Ormai miscelo con una certa sicurezza, e mi buco due volte in sequenza con una certa velocità.
Fa leggermente meno male. Sul momento.
Subito dopo partono dolori, nausea, senso di fastidio generico.
Che fantastiche serate...ma se servissero a qualcosa ne passerei mille di serate così.
Nonostante questa mia "bravura" sono un po' tesa per stasera.
Devo fare un'iniezione alle 8...e poi TRE BUCHI A MEZZANOTE E MEZZA.
Stanotte sono sola, il Filosofo rimane a dormire da sua madre...e io ho già impostato 3 sveglie perchè ho paura di non svegliarmi subito.
Mi hanno detto che l'orario è fondamentale.
Mi lascia perplessa il mix di punture.
Alle 20 Cetrotide.
Alle 24.30 due fiale di Fertipeptil
                   una fiala di ovitrelle.
Mi sembra molto violento, questo uso del soppressore.
Comunque sia, proviamoci. Siamo in ballo. Proviamo almeno a fare due passi, prima di inciampare sui nostri stessi piedi.