martedì 17 giugno 2014

nausea....

....una nausea da far paura.
Unita all'essere quasi sempre sull'orlo delle lacrime. Nei casi restanti l'orlo lo supero eccome.
E le tette mi fanno un male allucinante, devo stare attenta a non dormire sul fianco, o mi sveglio ululando.
Cazzo.
Potrei riassumere con un poetico "mi sento di merda".
A volte penso che non finirà mai. Che passerò i prossimi anni a stare male, a farmi punture, a cercare il punticino di pelle non ancora martoriato e a sentire il mio corpo che si gonfia, si gonfia, duole, tira, non va.
E gli anni successivi a chiedermi perchè io non ce l'ho fatta.
Il Filosofo mi trova grandemente insopportabile, io provo a spiegargli che se anche lui fosse un'anatra all'arancia farcita di ormoni non sarebbe un fiore, ma ovviamente è difficile capirlo se non ci sei passato.
Non sopporto più il proliferare di mamme incinte.
Di donne che vogliono il secondo figlio e lo programmano.
Di gravidanze in generale.
Non ce la faccio. Sono un mostro, me ne rendo conto. Ma in questo periodo è così, sono un mostro. I periodi bui ce li hanno anche i mostri.

venerdì 13 giugno 2014

Stanca

Continuo ad essere molto troppo stanca.
La tracheite si fa ancora sentire, così come l'ultima, spero, sferzata della bronchite.
Temo il nuovo sbalzo di temperatura previsto per domani e simili, non posso reggere a nuove malattie, non ce la faccio proprio.
Oggi ho pianto rumorosamente, sentivo nelle mie orecchie il suono acuto e costante che mi usciva dalla bocca senza che me ne rendessi conto.
Una specie di ululato, ma ormai non mi stupisco più neanche di questo. Non so neanche più piangere.
Sono stanca.
Le giornate si affastellano le une sulle altre.
ho compiuto gli anni per l'ennesima volta. Mi sento invecchiare. E non mi frega un cazzo se oggigiorno molti campano fino a 95 anni.
Non è quello. Guardiamoci in faccia. Non sono più giovane. E essere giovani, per certe cose, è importante. La medicina non fa i miracoli.
Nel frattempo che accade?
Niente.
Apro la bocca e dico cose che non dovrei. Esprimo, con brutalità che dovrei SEMPRE evitare, un parere negativo su quella che mi appare come l'ennesima cazzata di una suocera che dovrebbe, oh se dovrebbe, farsi aiutare.
Lo faccio e so, mentre apro la boccaccia, che Il Filosofo scatterà in difesa di sua madre, che sta male. Cazzo, lo sto benissimo che sta male, però cazzo, cazzo cazzo...lasciamo stare.
Sono troppo stanca e perdo il tappo che di solito tengo sulla bocca.
Domani sarò sola, fino a domenica sera, come ogni weekend...e nonostante la stanchezza voglio ripulire casa.
Non pulire, che pure dovrò farlo. RIPULIRE.
Voglio continuare a togliere roba. Continuo a farlo, ormai sono centinaia gli oggetti fuoriusciti, decine e decine e decine i libri, chi l'avrebbe detto?
Mando via cose, tolgo, tolgo.
Vorrei togliere anche me stessa, spesso, ma mi limito ad agire sull'armadio, sulla libreria, sulla dispensa.
Guato con occhio critico i mobili, il servomuto se ne è andato, il tavolinetto inutile davanti al divano trema al mio passaggio.
Sono stanca di tutto. Vorrei essere a Porto, città triste e ventosa in cui mi sono sentita a casa come non mai. Vorrei essere lì e imparare il portoghese e pensare solo pensieri nuovi.
Non ho soldi per fare nulla, in realtà, che non sia pagare conti, pagare le fatture dei medici e mettere da parte qualcosa per le emergenze.
Mi rifugio nella lettura, e sia lode alle biblioteche, sia lode a chi sa scrivere.
Gongolo tra me e me prendendo in mano il mio ultimo racconto pubblicato, poi ricordo che nessuno condivide con me questa gioia e mi rabbuio.
Altaleno senza trovare pace. Sono stanca, stanca, stanca.
Vorrei essere a Porto nell'alberghetto triste in cima alla salita, tirare le tende e dormire dormire dormire.