martedì 28 ottobre 2014

Snack ai cereali...fellatio assicurata?

Cercando una roba su youtube, mi sono dovuta sorbire una pubblicità.
D'accordo, non ho la tv da 10 anni, ma non vivo nella bambagia, e non sono neanche una casta verginella.
Però dai, che cazzo...perchè per vendermi una roba che mi pare una barretta ripiena tipo biscotto Ringo devi farmi questa pubblicità?
Si rivolge al maschio italiano che, costretto a fare la spesa, spera di trovare, dentro la scatola, la tipa roscetta pronta a sollazzarlo?
O che, propinando alla mogliera questi cereali al posto di normali biscotti, lei gli salterà alla cintola in preda alla libidine?
Mah.

 


venerdì 24 ottobre 2014

ICSI. Costi, trattamento, modalità in un ospedale e in una clinica.

Prima di tutto, chiarisco e ribadisco un paio di cose:

1) prima di rivolgermi a un centro privato, ho provato con l'ospedale pubblico.
Per la IUI (3 tentativi) e per la FIVET (2 mezzi tentativi).
Avevo scelto l'ospedale pubblico un po' perchè credo nella sanità pubblica, e un po' anche perchè i centri privati costano. TANTI SOLDI.
E noi non siamo ricchi, abbiamo il mio stipendio e i mezzi stipendi altalenanti di lui, per cui...abbiamo pensato che la sanità pubblica fosse meglio.
Non che sia gratis eh?
Comunque, la mia storia pochissimo felice ed edificante con l'ospedale di Lugo (RA) si trova qui, qui, qui, qui.
E invece, per il discorso costi, sempre nel pubblico, io ho conteggiato un migliaio di euro circa.


2) questo è un BLOG PERSONALE, non è una testata medica, nè giornalistica, nè sponsorizzata da qualche ente o persona fisica.
Trascrivo solo le mie esperienze e opinioni PERSONALI.
Quello che scrivo riguarda quello che io ho vissuto, esperito e, in senso economico e non solo, pagato.


3) Essendo un blog personale che parla di esperienze personali...è PARZIALE.
NON ho visitato tutti gli ospedali e tutti i centri privati italiani, per cui la mia opinione non è di certo statisticamente rilevante.


Chiarito tutto questo, così come ho indicato i costi nel pubblico, ora metto giù due conti su quanto ho speso nella clinica privata.
La "mia" clinica è il Gynepro a Bologna, tanto per essere precisi.
Il totale speso include:
- "pacchetto" visite+monitoraggio+pick up + transfer
- congelamento embrioni
- esami sangue fatti lì sul momento in alcuni casi
- alcune visite "extra" fatte da loro (scelta mia, potevo fare anche altrove)
- ulteriore "pacchetto" per il secondo tentativo, consistito in visite + monitoraggio+transfer
- farmaci
- esami e tamponi fatti presso il SSN

In totale si può valutare una spesa di circa 5500 euro (forse qualcosa di più, ma non di molto).

Perchè lo scrivo? Per dare un'idea, a chi fosse interessato, di quanto si può spendere più o meno.

Il "pacchetto" non è fisso, cioè non si paga tutto subito, ci sono alcuni step: se ci si ferma prima del pick up, è una cifra, se è dopo il pick up ma senza transfer, altra cifra. Se si fa tutto, cifra completa.

Tutto questo è scritto nei documenti, che vi vengono presentati quando fate il colloquio.

Non è una bazzecola, come cifra. Assolutamente.
Per quanto riguarda il trattamento, io ho notato alcune cose:
- hanno voluto vedere tutto quello che avevo fatto a Lugo, e hanno valutato bene quale protocollo prescrivermi, prima di partire.
- hanno scelto un protocollo diverso da quello usato a Lugo, che non mi ha dato problemi con l'estradiolo e tutto quanto.
- sono stati tutti MOLTO cortesi e disponibili, dalla receptionist agli infermieri, all'anestesista, alle dottoresse.
- sono stati disponibili a spiegarmi cosa succedeva passo passo, nessuno mi ha strillato contro, nessuno ha sbuffato come se dessi fastidio stando lì.
- l'atmosfera è stata di cura, pre e post pick up e pre e post transfer sono stata ASSISTITA
- nessuno ha urlato in giro quanti ovuli avevano prelevato o altri dati miei sensibili, che mi sono stati comunicati con un tono di voce discreto e garbato.

A leggere il mio elenco, lo so, non sembra chissà cosa, anzi sono cose NORMALI. Non è niente di trascendentale, niente che faccia dire "cavoli che roba", giusto?
Eppure io tutte queste cose NORMALI, tutte queste cose che sarebbe lecito aspettarsi, le ho avute solo in clinica.
Quando qualcuno me lo chiede, io lo dico: Sì, è vero, ho pagato per essere trattata in modo umano, ho pagato per andare in un posto dove placassero la mia ansia anzichè aizzarla, dove mi facessero sentire un essere umano dignitoso e non una povera stronza.
Questa è la mia esperienza.
PRIMA, DURANTE e DOPO il primo e il secondo tentativo. Per tutto il tempo, e anche ora, che continuano a seguirmi.

mercoledì 22 ottobre 2014

Perchè ora? Perchè ho ancora paura, ma...

Perchè ora?
O anche, perchè non prima?
Perchè prima non ce la facevo.
Non riuscivo a stare tranquilla, non riuscivo a respirare, quasi, non riuscivo a muovere un passo senza paura paura paura.
Prima, prima che succedesse, prima io pensavo che fossero strane quelle che, dopo avercela fatta, non se la godevano, continuavano a sentirsi diverse, a sentirsi strane.
Prima, pensavo che sarei stata semplicemente felice, che avrei avuto voglia di gridarlo a tutti.
Poi, invece.
Poi invece scopro di essere non solo un fascio di paure, ma anche di avere un bisogno quasi doloroso di stare chiusa dentro di me, di proteggere ogni secondo come se qualsiasi voce esterna, qualsiasi parola, anche la mia, fosse un pericolo.
Ho tenuto fuori tutti.
Se escludiamo i medici, chiaro.
Poi l'ho detto a una persona, a una donna che mi è stata vicino in questo percorso, anche se non ci siamo mai incontrate di persona.
L'ho detto a lei e le ho fatto domande assurde, e ho continuato a tacere, con il resto del mondo.
Silenzio. Silenzio. Silenzio.
Ci sono stati grandi dolori, corse al pronto soccorso, altri dolori, un distacco, punture punture punture, tante di quelle medicine che il mio fegato probabilmente ci metterà mesi a smaltire il tutto.
E poi ancora silenzio.
Non ce la facevo, a parlarne. Era più forte di me.
Non riuscivo neanche a scriverlo, per la sensazione sottile di vergogna verso chi sta ancora cercando, verso chi magari potrebbe pensare, come pensavo io: "ma dai, ce l'hai fatta...ora perchè non festeggi e basta?".
Non riuscivo a dirlo ai miei genitori, a nessuno.
Poi è arrivato settembre, e ho dovuto dirlo al lavoro.
La notte prima non ho dormito, neanche fosse stato un esame.
Ho portato un foglio, un certificato dettagliato e fanculo alla privacy, ora a scuola tutto il mondo sa ogni dettaglio, dal mio Rh- al mio distacco alla mia icsi.
E' stato un passo incredibile. Il mondo esterno, una fetta di mondo esterno, sapeva.
Una fetta lontana da casa, una fetta di vita che non ha a che fare col resto di me, e così un pezzo di mondo sapeva, ma con tutti gli altri il silenzio è continuato.
Poi, alla fine di settembre, il Filosofo mi ha detto "ok, basta. A mia madre, a mia sorella e ai tuoi dobbiamo dirlo".
E' ridicolo, non dirlo a loro, non ha senso, dai, dobbiamo, forza, cosa credi che faranno, che non saranno felici? E poi dai, siamo al 4° mese, non si può negare per sempre, con loro.
E allora l'abbiamo detto ai miei, e poi lui ha pensato a sua madre, a sua sorella.
Anche a loro, a tutti loro, abbiamo imposto il mio voto di silenzio.
La mia bolla si è espansa a includerli, ma non è scoppiata.
Non ancora.
Anche adesso, mentre scrivo, ancora non è stato detto fuori, ai parenti, alle amiche di mia madre, in giro.
Perchè?
Credo che sia perchè io sono ancora troppo impaurita...troppo poco sicura, mi sembra tutto fragile.
Abbiamo fatto da poco la morfologica, con la dottoressa che ci ha detto "quello che si vede..va bene. Considerate che molte cose non le possiamo vedere, ma insomma, intanto quello che c'è va bene."
Il Filosofo ne è uscito rassicurato, io non del tutto, ma insomma, io sono sempre sul chi vive, lo so.
All'ospedale c'erano altre donne, quasi tutte più panciute di me, ma adesso anche la mia pancia fa capolino, e so che non posso più pensare che la gente fuori non lo veda, non lo sappia.
Pian piano condividerò.
Nel frattempo, comincio con lo scriverlo qui, nel mio diario. Lo dico pubblicamente anche a me stessa. mica poco, per me.


Nelle settimane passate ho tenuto una specie di diario "vero", cartaceo proprio, un quadernino di pensieri paure e conto dei giorni.
Ho pensato che forse nei prossimi giorni lo trascriverò qui.
Per averlo con me, non su fogli scarabocchiati, e perchè penso, in fondo, che possa anche "servire" a qualcuno.
Che magari ci sia qualcuna che finalmente ce l'ha fatta, con la ICSI, e che si trova ad essere terrorizzata e felice e preoccupata e piena di pensieri (certo, i pensieri può averli anche chi ce la fa "da solo", ma io penso soprattutto alle mie "simili")
Ci sono donne che ce la fanno e riescono a godersi pienamente il momento, da subito, e fanno bene!!!!
Ma io non sono così, e magari anche qualche altra donna è così, e allora penso che, forse, leggere i miei pensieri sparsi possa farla sentire meno sola, quell'altra donna che si sente una stronza e un'ingrata perchè ce l'ha fatta e non riesce, comunque, a stare tranquilla un attimo.
E così probabilmente trasciverò il quadernino. E ricomincio a scrivere qui, perchè comunque tirar fuori i miei pensieri mi è necessario.