venerdì 28 novembre 2014

la tirannia dell'ormone 2

Io non lo so se ho capito male, ma mi era parso di capire che gli ormoni folli pian piano dovrebbero diventare meno folli, e non più folli, col passare delle settimane.
Boh. Si vede che sono un caso a parte. O che sono pazza di mio.

Stanno facendo lavori, all'incrocio della strada. La strada che uso per uscire da casa e raggiungere qualsiasi punto della civiltà.
Peccato che abbiano chiuso la corsia. Oh beh, capita.
Sì, ma il cartello di strada chiusa...era esattamente a 50 cm da dove la strada era chiusa, cioè alla fine della corsia.
Dove, mi pare chiaro, tornare indietro era reso ancora più complicato dal bailamme di macchinari, operai, cumuli di cemento.
Un inconveniente del piffero, in realtà. Irritante, ma risolvibile con un 5-6 manovre, un dietrofont e qualche minuto da perdere per trovare un'altro modo di raggiungere la città.
E invece no.
E invece, durante e dopo le manovre, ho sentito crescere in me la furia. Avrei voluto prendere a pugni in testa, fortissimi pugni in testa chunque avesse messo il cazzo di cartello in quella posizione, e non in una sensata, che desse modo agli automobilisti di non infognarsi.
Mi è sgorgato dal cuore, ma soprattutto dalla bocca, un urlo belluino, di cui mi sono pentita...chiedendo scusa al piccolo (?) inquilino, che magari l'avevo spaventato.
Il nervosismo e la furia mi hanno poi abbandonata all'improvviso, dopo almeno 10 minuti di altissima pericolosità sociale.
Sia messo a verbale che quello incazzoso al volante è il Filosofo, io sono abbastanza paciosa, sull'argomento. DI SOLITO.

Dopo la furia, la disperazione.
Ho due giacche "pesanti": una da mezza stagione - inverno, e una da inverno inverno.
Bene.
Ora...entrambe si abbottonano a malapena, al momento. E non ci vuol tanto a prevedere che al massimo in un paio di settimane non si abbotonerà più un piffero.
Ecco.
All'ennesimo tentativo di abbottonare il giaccone sopra il maglione, accorgendomi che un respiro troppo profondo avrebbe fatto saltare il tutto...ho lanciato la sciarpa sul gatto (con suo grande giubilo, dico a mia difesa) e mi sono accasciata in terra piangendo.
Perchè non mi si chiuderà la giacca e come farò col freddo.
QUesto il motivo della scena madre.
Per fortuna ero in casa da sola.
Ho singhiozzato e borbottato per un po', prima di rendermi conto della demenza del tutto.
Tornato il Filosofo a casa gli ho comunicato che prenderò a prestito un giaccone suo, molto presto: lui è oltre il metro e ottanta, io non raggiungo il metro e sessanta...problema risolto, e posso mettere sotto  tutti i maglioni che voglio, che cavolo!
Ma quando si è fusi...

Poi...va beh...dopo tanto sentirmi fracassare le ovaie con sto film, ho ceduto. Ho visto Il (palloso) cigno nero.
E qui non è questione di ormoni, ma di ulteriore fracassamento di ovaie.
A parte la voglia di prendere Natalie Portman e dirle che al mondo esiste il cibo, ragazza mia, ed esistono anche espressioni un po' meno me sento sto cazzo...due palle tante.
Ma gli ormoni a volte tornano utili.
A chi mi aveva trifolato a morte per sto film, ho poi detto: beeehhh, forse non l'ho capito del tutto, sai...gli ormoni..la gravidanza..fatico a concentrarmi...credo di non aver colto l'essenza.
L'essenza le palle. DUE palle.

p.s. in questi giorni, chissà come mai, mi viene sempre in mente questa scena. Per fortuna non ho il porto d'armi!



mercoledì 26 novembre 2014

Diario della gravidanza - 4° mese

14° settimana - L'ho sentito?
 L'ho sentito? O ero io? Che casino. Però il mio cuore mi pare più lento e forte, almeno mi pare. Li ho distinti, credo. Credo.

Pancia ancora non pervenuta. Solito rotolino di ciccia.
A dire il vero va bene almeno che pesi sempre uguale (anche se cambia tra mattina e sera).
La prossima tappa è la pre-morfo.
La gine dice che va bene, se voglio farla, ma che la morfologica è quella fondamentale.
Epperò!!!! E prima c'era la TN, e poi il prelievo, e poi i risultati combinati.
Ma no, la morfologica è l'unico vero dio a quanto sembra. Aiuto.
Penso che impazzierò.
Che poi, avevamo deciso di dirlo post bi-test, ma ora ...insomma già mi viene male, e vorrei aspettare la morfologica. Peccato che 20 settimane siano lontane, mica si può aspettare a vita.
Intanto la premorfo l'ho prenotata.
C'è chi dice che non serve a una fava, ma se la fanno, a qualcosa servirà...no?


15° settimana - L'ho sentito!

E stavolta sì. Comincio a gestirmi con Angelsound, anche se devo sempre sentire prima il mio per capirci qualcosa sul serio.
Il battito sembra tanto più forte della settimana scorsa..è bello sentirlo.
Mi dà speranza. A volte, d'improvviso, ho paura di stare abbandonarmi troppo alla gioia e alla speranza.
Che strada lunga. Se tutto va bene qui siamo a un terzo della cosa, e io ho paura di cantare vittoria troppo presto, ho paura che il mio sogno si spezzi.
Alla fine, è deciso. Dopo la pre, se tutto va bene, lo diremo alle nostre madri.
Il che mi spaventa.
Mia madre è la regina del "non sei adeguata" e del dirmi le cose più ansiogene nei momenti peggiori.
Mia suocera da quando è vedova non è più tanto lei, e non so, ho la paura irrazionale che non sia contenta...beh....ho ancora qualche giorno di tempo per pensarci.

16° settimana - Premorfologica

Visto. E' bellissimo, anche se all'eco 3d è tutto pelel e ossa e il Filosofo dice che fa un po' impressione.
E comunque, da quel che oggi si può vedere, sta bene.
La doc ha ribadito che anche facendo 1000 eco non si può mai essere del tutto sicuri....però erano lo stesso buone notizie!!!
Tra 30 giorni siamo a metà e a me sembra incredibile.
La pacia non si vede ancora, ma al tatto si sente, laggiù sotto l'ombelico.
La doc ha detto che il piccolo starà laggiù ancora per un po', poi salirà.

17° settimana - Dolore

Ma possibile? Di nuovo dolori. Speriamo sia solo il cambio del mese.
Vorrei tantissimo sentirlo muovere, la gine mi rassicura e dice che è presto, anche se c'è chi invece mi mette ansia con frasi tipo "ahhh ma dovresti sentirlo già!". Ma uffa.

venerdì 21 novembre 2014

Gente che va

Il mondo virtuale è, di solito, più fluido e mutevole di quello "fisico": gente che arriva, gente che va, gente che appare e scompare nel giro di un mese una settimana un giorno.
Magari si apre un blog, presi dal momento, poi dopo due post lo si lascia lì, perchè in realtà era solo l'idea di un attimo.
O magari invece si rimane, si scrive per anni.
Poi. Poi arriva il momento in cui per mille motivi, si chiude.
E puff! si scompare, si può cancellare tutto, si può diventare come mai stati presenti.
C'è chi semplicemente lascia, smette di scrivere, e dopo un po' quando vedi che sono passati 6 mesi, un anno, due...capisci che quella persona, dietro quelle righe non ci si mette più.
Capita.
Però c'è anche chi preferisce salutare, chi dice "arrivederci" o "addio" o "forse ci ritroveremo altrove".
Ci sono blog e blogger a cui mi sono affezionata, nel tempo, anche se le leggo solo, anche se di loro so solo quello che filtra dalle parole scritte.
C'è La Princess che ora chiude il blog, per sempre per un po' non si sa, c'è Silvia che prima ha cambiato "posto" poi ora ha chiuso, c'è Eva che ha lasciato un arrivederci, ce ne sono altre che nel tempo hanno deciso di lasciare la pagina bianca.

E' una cosa che mi rattrista un po'...sarà che davvero, mi ci affeziono, alle pagine scritte da queste donne, alle donne stesse in qualche modo un po' strano, e mi fa strano pensare che non saprò più cosa passa loro per la testa.
Pur essendo io,in realtà, una persona che nella realtà non se la cava poi così male con il recidere legami.
Ci sono persone svanite in modo lento e graduale, persone a cui l'addio non si è mai detto, ma c'è stato, persone che davvero ho salutato sapendo che non ci saremmo mai più incrociate, se non per geometrie veramente improbabili.
Forse è la mia timidezza, la mia difficoltà a fidarmi davvero, il mio essere esigente, e insieme il mio amore per le storie altrui, che mi fa amare tanto la lettura di blog, e mi fa essere, nel mondo reale, una persona così poco socievole.
Che poi, quando si tratta di saluti e addii/arrivederci, sono cambiata.
Ora sono più simile al mio caro Holden:

Che l'addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio.

Mi piace che chi lascia il suo blog, per altre spiagge, saluti, anche se sul momento mi rattrista, come nel caso di Princess, e mi faccia venir voglia di dire "ma no dai, resta".

Una volta ero diversa, più spartana.
Ricordo, una decina d'anni fa, ero andata a farmi due giorni in una città d'arte, così, a zonzo.
Zonzando qua e là incontrai, sotto una cattedrale, un ingegnere russo che, in un inglese più fluente del mio, mi chiese di spiegarli alcuni dati storici (io leggiucchiavo una guida).
Finimmo in un minuscolo bar a insegnarci a vicenda brevi frasi nelle rispettive lingue, lui che cercava di farmi provare la vodka e io che rimanevo fedele al mio succo di mirtilli, seguito da un bicchiere di vino, condiviso, per fargli provare "il vino buono", neanche poi io sapessi per certo che quello era buono...
Io avevo in mente un ostello, lui era in Italia per lavoro e condivideva casa con 2-3 colleghi...ed è lì che ho passato la notte, imparando altre parole, che ovviamente ricordo ancora anche se non credo le userò mai più (mentre ho cancellato le prime che mi ha insegnato, piccole espressioni di cortesia).
La mattina all'alba, ricordo che mi svegliai col torcicollo, il suo letto singolo non era il massimo per dormirci in due, peraltro due estranei, alla fin fine, e per quanto l'avessi trovato gradevole trovavo imbarazzante l'idea della colazione insieme, magari io lui e i coinquilini, magari senza sapere poi cosa dirci prima che lui andasse a lavoro e io di nuovo a zonzo e poi alla stazione...
E così...come una ladra, sono uscita dal letto, e poi dalla stanza, e poi dalla casa.
Senza salutare, senza dire addio. Lasciando un biglietto dove, in caratteri europei e quindi vagamenti insensati avevo scritto spasiba e il mio nome.
Erano altri tempi. Ci ho ripensato oggi, mi è tornato in mente pensando alle porte che si chiudono, alle persone di cui per un attimo hai intravisto qualcosa e poi non saprai più nulla.

Oggi preferisco salutarle, le persone, sapere che qualcosa sta succedendo, che se ne stanno andando, e magari anche il mio bell'ingegnere avrebbe preferito un saluto più normale, magari anche senza la colazione, ma magari un ciao, un addio, un qualcosa.
Si cambia, nella vita.
Ora apprezzo molto chi dice "ciao, io me ne vado". Anche se penso che mi mancherà.

giovedì 20 novembre 2014

Diario della gravidanza - 3° mese

10° settimana - Non ne voglio parlare

Appena viste le prime beta, per un attimo ho pensato che avrei voluto dirlo ai miei e alla mia amica C.
Per un attimo.
Poi ho visualizzato la faccia di mia madre, la sua ansia, la sua negatività, il suo riuscire a volgere al peggio qualunque cosa e ho pensato: NO!
Durante le prime settimane ho cominciato a stare malino, proseguendo con nausee, dolori forti, distacco e ora un mal di schiena quasi costante.
Poi dovendo stare a riposo...
Risultato: sempre in casa, e l'amica C. non l'ho più vista.
Lei è nella fase "fingo di avere di nuovo 20 anni", esce solo per...uscire, aperitivo+cena+disco, e al di là dei soldi che non ho, non sono cose per me.
E così insomma, le ho proposto di passare a trovarmi, ma poi non ci siamo organizzate, e così siamo qui, a 10 settimane e mi accorgo che "a dirlo" non ho più pensato. Anzi ci ho pensato, ma con angoscia.
Mi rendo conto che, se non fose che il 2 settembre dovrei prendere servizio...non lo direi neanche a scuola!
E invece presto dovrò farlo...dirlo alla segreteria, cioè a tutte le colleghe.
Non vorrei farlo.
Non so perchè mi sento così', come se stessi proteggendo chissà che segreto.
penso sia un mix di paura atroce che tutto finisca e freno interiore a dirlo persino a me stessa.
magari più avanti se va tutto bene mi sentirò più normale.
Non vorrei dirlo a nessuno perchè nessuno parli, chieda, dia opinioni.
Vorrei poter dire, magari "ok ora ti dico una cosa, ma tu non hai diritto di replica". Un tiranno, praticamente.
Della serie: voglio l'interruttore per aprire e chiudere la bocca a mia madre & Co. a comando.
Magari è una fase.
Vorrei solo sapere con certezza che il piccolo inquilino sta bene.

11° settimana

La gine PMA ha dato una controllata. Ovviamente io sono arrivata là in preda ai dolori e all'ansia (complice il viaggio in macchina su una strada che pare un campo di patate!).
Il Filosofo ha minacciato di mollarmi lì e andarsene, perchè non può più del mio tremolio ad ogni dolore.
Non lo faccio apposta.
Poi, in preda all'esasperazione, per la prima volta, quand la dottoressa l'ha esortato ad entrare per l'ecografia, non ha opposto resistenza.
Lei all'inizio ha detto "Hai ancora dolori? aspettate, prima guardo io", e ha girato il monitor.
Il minuto più lungo del mondo.
Poi ha sorriso e ce l'ha fatto vedere.
4 cm e qualcosa di movimento indiavolato.
E' incredibile pensare che l'inquilino si muova così...e che io non senta un cavolo.
Intanto abbiamo fissato la traslucenza nucale.
Botta di culo, ce l'hanno data con il super primario dottore professore il cui solo nome ha fatto inchinare tutti i medici con cui ho parlato. Pare che sia bravo proprio, il re dell'ecografo.
Io sono già in ansia, so che i problemi sono statisticamente più probabili con l'età e io non sono più una bimba.
Cazzo...non ho mai conosciuto nessuna ansiosa come me, in gravidanza.
O forse lo erano e non lo dicevano?
In fondo manco io lo dico a nessuno...
Per il momento, fisicamente nulla da dichiarare, porto gli stessi vestiti soliti, la pancia è la mia solita ciccetta.
Intanto la gine PMA dice "è grosso, è maschio", la gine mia dice "mah, direi femmina". ok, aspettiamo.

12° settimana - Traslucenza nucale (bi-test)

L'ecografia l'ha fatta il mega prof dott primario, in un'atmosfera molto "intima": un buio pesto, perchè così con l'ecografo tutto risaltava meglio, da quel che ho capito.
Uomo molto garbato, serio senza risultare scostante.
Ha chiesto dove fosse il Filosofo, e alla risposta "vuol stare fuori" ha replicato pacatamente "ah, alla fine le lascio il DVD con tutto registrato, potrà vederlo comunque se vuole".
E poi si comincia.
Eco esterna (se serviva, pure interna, a quanto pare).
Un male importante. Spingeva di qua e di là per inquadrare ogni angolino. Ahia!
L'inquilino è stato collaborativo, cambi di posizione tutto il tempo, girandosi come un'anguilla.
Una ventina di minuti di esame accurato, con brevi e puntuali commenti: ecco la testa, ecco la testa vista da dietro, ecco le gambe, ecco la mano ecco 1, 2, 3....sì, 5 dita.
- Vuole sapere il sesso?
- Se si vede...
- E' tutto molto piccolo a questo punto: i testicoli non sono scesi, nel caso, il pene è piccolo e il clitoride grande...insomma...diciamo che scommetterei una pizza, ma non una cena di pesce, sul maschio.
- Ah...Ok!
A dire il vero il sesso è pura curiosità, non è che mi interessi molto al momento.
Cè tempo per pensare a questo!
Alla fine, il semi-verdetto: l'esame è buono, ma il prelievo è altrettanto importante, dobbiamo incrociare i dati.
E quindi ora si aspetta una settimana, perchè c'è di mezzo il weekend, e insomma...si aspetta.
In macchina riguardavo le foto, un accenno di manina, un'idea di viso, e il battito, e tutto.
Prima di uscire ho chiesto, da buona paranoica "è normale che la pancia non sia cresciuta?"
E lui, con tono da padre verso figlia un po' scema "è già cresciuta, signora".
"Sì...ma ...voglio dire...quadno crescerà...da vedersi?"
"Ahhh...beh. Non prima del 6°, magari 7°, mese".
Cazz...davvero????? E quelle che vedo in giro io, che al terzo mese hanno il pancino tondo? Forse sono magrissime di base, e allora zac! spunta tutto fuori.
Col mio bacino romagnolo, ne ha di spazio...

13° settimana - Progeffik malefico

Dolori, di nuovo. ma che cazzo. Temo un nuovo distacco, mi sembrano dolori uguali.
O forse no? magari no!
Ma dicono che dopo la 12 settimana le cose dovrebbero migliorare...uff...la mia gine mi dice "diciamo dalla 14 dai", ma che è, mi sposti il traguardo davanti????
Devo impedirmi di guardare ancora su internet, trovo solo notizie orrende e paurose.
Non vedo l'ora che arrivi l'Angelsound di S. (santissima donna, prima o poi le faranno un monumento), mi ha avvisata che all'inizio potrebbe essere un troiaio capirci qualcosa..ma il pensiero di poter sentire il cuoricino...non vedo l'ora!!!!!!!
...
Ma pensa. Ma pensa te. Questi dolori da piangere...pensa te...li causa, molto spesso, il fottutissimo progesterone.
E visto che io mi farcisco come un tacchino di questi cazzo di ovuli di progeffik, secondo la mia gine è più che normale che io poi soffra come se mi stessero strappando le viscere.
ma fanculo, però.
Per fortuna ora posso cominciare a scalare la dose di tutto...non vedo l'ora!!!!
....
Arrivato Angelsound. Non sento NULLA. Cioè  sento ME.
Il mio cuore. Quello sì. Sai che culo.
Uff...sono io che non so usarlo? E' qualcosa di brutto?
Ok...S., sempre più in odore di santità, mi sopporta e mi scrive che devo pazientare, ribadisce che all'inizio è difficile e soprattutto di aspettare allora ancora qualche giorno, che anche quello fa.

martedì 18 novembre 2014

Viaggio al centro del Pronto Soccorso

Ieri sera, mentre pensavo che domani devo alzarmi presto per fare gli esami del sangue, curva glicemica compresa, avvertivo un qualche dolorino al fianco.
Leggero ma insinuante.
Poi fanno le 22.30, io vado a dormire, e il Filosofo arriva a casa: mi alzo per andargli incontro...e mi prende una fitta al fianco.
Sarà che mi sono alzata in fretta.
Dormiamo, via.
Alle 4 circa...pipì, e la fitta diventa un dolore lancinante.
Che cazzo...ho tenuto troppo la pipì?
Sveglio il Filosofo, lui sorride e dice "lo sai, la gravidanza è piena di doloretti".
A me però la testa parte, mi agito e non mi riesce di calmarmi.
Provo a dormire ancora. Dormiveglio, dormo, mi sveglio, altre due volte prima dell'alba. Ad ogni pipì sento di nuovo male.
Cazzo.
Si fanno le 7.30. Chiamo la gine pma al cellulare, lei risponde tutti i giorni tra le 7 e le 10 del mattino.
La chiamo, più o meno convinta che mi dirà "dai soffri di colite, lo sai, è quella..."
E invece, gentile ma ferma mi dice "tesorino, vai subito al pronto soccorso. Subito. Potrebbe essere niente, ma sei in gravidanza. Vai e fatti fare esame urine e eco ai reni".
Tiro il Filosofo giù dal letto e si va.
Ovviamente, a quel punto il dolore è più forte, sarà mica che la tensione c'entra qualcosa?
Arriviamo, lui mi lascia lì e va a cercare un parcheggio, che lì davanti è un delirio burocratico lasciar la macchina.
Le infermiere sono gentili, una bella ragazzona gigante mi prende pressione, temperatura e battito, e mi dice di mettermi a sedere, che mi chiameranno presto.
Passa una mezz'ora, che sulle sedie della sala d'aspetto sembra una mezza giornata.
Un giovane infermiere dal marcato accento est europeo mi viene a chiamare, e mi dice "l'ambulatorio è un po' affollato, ma non preoccuparti": è affollato perchè oltre a lui c'è la dottoressa...e un ragazzetto.
Un ragazzetto, dimostra 15 anni, ma suppongo che sia un tirocinante o simili, quindi ne avrà una ventina e qualcosa.
La dottoressa mi fa una specie di piccolo esame ecografico, mi picchietta qua e là e mi dice che mi faranno esami di urine e sangue.
Per l'esame del sangue l'infermiere chiama il tirocinante a vedere, e così ad alta voce spiega cosa sta facendo: "ah, ora inserisco la cannula...è semplice...ora...ecco...cavolo, non si infila, non va giù...devo frugare un po'..."
Ahia! Io già soffro al prelievo, farmi cannulare con sta vena che a quanto pare non vuole essere tenuta aperta non è il massimo!
No no. E non è il massimo sentire, oltre al dolore, la spiegazione dei ripetuti "fallimenti"
Poi il sangue non scende bene, e lui mi strizza forte una mano per far pompare il sangue meglio, ce la facciamo finalmente.
mi piace questo infermiere, è gentile. Si è anche scusato di avermi fatto male, non ha insultato le mie vene come fanno in tanti.
Bene. Mi rimettono fuori, ad aspettare. Stavolta sulla sedia a rotelle, più comoda e morbida di una cavolo di sedia di plastica spaccaschiena.
Devo aspettare che mi chiamino per andare su in ginecologia, a vedere se questi dolori sono legati alla gravidanza.
Andiamo su, finalmente.
Attenda qui, prego.
Attendo. Il male si irradia alla schiena.
Arriva un medico dal camice bianco e la faccia pefettamente FUCSIA, e devo dier che per qualche minuto la cosa mi distrae.
Cioè, non è lampadato, nè abbronzato, nè arrossato..è fucsia, come una specie di evidenziatore umano. Wow.
Molto serio, dai modi che sembrano bruschi, ma poi mi fa una visita transvaginale e quasi non me ne accorgo.
Ascolta il cuore del feto, batte, si vede. Mi dice solo "il liquido c'è, la gravidanza va avanti", poi mi consegna un breve referto in cui suggerisce un'ecografia ai reni.
Torniamo giù, al pronto soccorso.
Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo.
Ogni tanto faccio una passeggiata, se non mi alzo un po' la schiena fa più male, e tira la pancia, e tira una gamba...e tira anche un po' il culo, come si dice dalle mie parti, perchè sono passate 4 ore e io comincio a soffrire soprattutto per le posizioni scomode che devo tenere.
Torna la dottoressa di prima e mi dice "appena ti chiamano, ti faccio portare su in radiologia, per l'eco".
Finalmente, all'una, ecco che tocca a me.
Sfreccio sulla mia sedia, corridoi lunghissimi e gelidi, corridoi meno lunghi e piuttosto caldi, l'infermiera si lamenta dell'assurdo clima intra-ospedaliero.
Arriviamo su e una dottoressa che sembra una di quelle bambole di porcellana che vendevano una volta, mi fa sdraiare e per l'ennesima volta mi chiede di respirare, trattenere, espirare, mi ricopre di gel ecografico.
E qui, la bambolina rosea con le guanciotte di pesca e gli occhioni azzurri, inizia a piantarmi in ogni dove l'ecografo (o come diavolo si chiama quella specie di microfono), tra le costole, nella schiena e, DOLORE, in fondo alla pancia.
Pianta e spinge, spinge e pianta.
Risultato: uno dei reni è particolarmente dislocato, è andato in una posizione scomoda, dice, forse schiacciato dall'utero e spostato per quello.
Uno dei reni ha anche un aspetto "globoso", lei dice che può dipendere da tutto e da niente, non è molto chiara la cosa...comunque, dice, pare che non ci siano infezioni, forse è stata una piccola colica, chissà.
Mi riportano giù, un'altra mezz'ora di attesa, durante la quale vedo il "mio" infermiere che passa le consegne del turno a una donnona dall'aria decisa.
Poi mi chiamano, la dottoressa mi dice che a questo punto, analisi fatte , ecografie e visite refertate...non si sa cosa sia questo dolore, potrebbe essere una specie di colica, potrebbe essere legato anche alla gravidanza...in ogni caso è bene tenere tutto sotto controllo.
Nel frattempo la valchiria che ha sostituito il gentiluomo mi strappa il cerotto enorme dicendomi "ehhhh non far quella faccia, cosa vuoi che sia" e sfila 5 cm di cannula dalla mia vena.
Ahia. Non mi hai strappato il cuore, ho capito, ma non è che mi ha dato gusto, ho un livido abnorme...e domani i 3 prelievi me li farò fare tutti nell'altro braccio, mi sa...e voilà ecco "Diarista la tossicona".
In ogni caso, alle 14 finalmente ne siamo fuori, con una serie di referti non risolutivi, e un bel ticket di un centinaio di euro da pagare.
Sono stanca morta. Nonostante abbia più che altro viaggiato seduta, mi sembra di aver fatto chissà che roba. Le mie energie sono davvero poche, ultimamente.
E l'atmosfera del pronto soccorso, con zero privacy, grande casino, posizioni scomode, cannula del cazzo che mi fa ancora male ora che non c'è nemmeno, e tutto quanto...mi hanno spappolata.
Ora, spero solo che davvero non sia niente di strano, una colica renale "va bene", basta che non faccia male al piccolino.
E ora...vado a bere i miei due litri di acqua. E a sistemare nella cartella per la ginecologa anche tutte queste belle robe nuove.







lunedì 17 novembre 2014

Consigli di lettura CERCASI

Aiuto!
Ho bisogno di consigli di lettura. Narrativa, se possibile, che la poesia la apprezzo raramente.
Ogni volta che passo in bibioteca, torno a casa con 5-6 volumi, ma durano troppo poco.
La mia routine giornaliera, da anni, è più che altro casa-lavoro-casa, dove il lavoro occupa una grossa parte del tutto, a livello temporale, energetico, impegnativo.
Ora il lavoro è accantonato per un po', e CASA ha preso il sopravvento.
Non amo fare le pulizie, non sono mai stata un buon angelo del focolare in quel senso, però mi ci sto impegnando...per quanto posso.
Dopo un po' mi viene male alla schiena, la pancia fa i capricci, e la pressione, normalmente bassina, si spappola con una massima ridicola di neanche 100.
E quindi, anche in casa, non è che faccio le maratone.
Più che altro tolgo tolgo tolgo...il Filosofo ogni tanto mi domanda se penso di lasciare almeno il letto e il tavolo, o se una sera tornerà e avrò fatto sparire anche quelli.
io tolgo. Regalo vendo butto.
Per il resto...per il resto faccio passeggiate (con percorsi prestabiliti, ho bisogno di una panchina ogni tot, perchè se no mi manca il respiro, yeah!), vado a visite mediche, faccio la spesa...e leggo.
Leggo leggo leggo.
Ho sempre letto tanto, e per fortuna il Filosofo condivide la passione, così ogni tanto mi fa lui da pusher.
Ma sono lo stesso in difficoltà.
A volte entro in libreria e sfoglio i libri nuovi, appuntandomi i titoli per poi cercarli in biblioteca, altre volte, proprio in biblioteca, mi metto davanti a uno scaffale di qualche paese (la mia biblioteca organizza gli autori soprattutto in base alla geografia...) e comincio a frugare, a vedere cosa può ispirarmi, altre volte ancora mi butto su anobii, o sul web. Ma non mi basta.
Sono drogata di libri.
Anche perchè, se seguo sempre il mio istinto, finisce che privilegio sempre le stesse case editrici, o le stesse tipologie di romanzo, snobbando per pregiudizio personale autori e titoli che potrebbero invece essere grandi scoperte.
E quindi...eccomi qua...a chiedere:
COSA MI CONSIGLIATE?
Buttatevi, non abbiate remore o pietà.
Scrittori classici, scrittori contemporanei, scrittori vostri amici che hanno appena pubblicato, romanzi racconti antologie.
Grazie. Vi amo.

giovedì 13 novembre 2014

Sensazioni

Non amo parlare della mia gravidanza, o meglio...non riesco a farlo quasi con nessuno. Riesco a parlarne solo in situazioni molto "protette": con il Filosofo, con lo psicoterapeuta, con una donna che ha un vissuto diverso ma simile al mio.
Per il resto, fatico.
Complici le tettone, la pancia è rimasta decisamente in ombra fino a circa 10 giorni fa, quando ha cominciato a mostrarsi di più.
Questo mi ha consentito, e il freddo (giacche e giacconi) mi consente ancora di non parlarne tanto in giro, di non sentirmi fare troppe domande, troppi discorsi.
Però la mia amica...insomma lei lo sa, a lei l'ho detto a metà del 4° mese, conosce la mia storia.
Eppure.
Eppure anche con lei ora faccio fatica.
E sono poco obiettiva, diciamo che ego me absolvo, mi sembra che qui la colpa sia più sua che mia.
Lei al momento ai figli non ci pensa, ed è in un momento di vita di "seconda adolescenza"...che quindi ci allontana parecchio...
Sarà questo..però...però non mi è andata giù, l'altra sera.
Passa di qui e mi racconta del lavoro, siamo state colleghe per un po', lei lavora ancora in campo sociale, molte donne con cui ha a che fare sono madri che non hanno in casa i figli, che sono stati affidati, allontanati e così via.
Ci ho lavorato anch'io, e comprendo, perchè l'ho vissuto, il suo a volte "scazzo" nei riguardi di alcune di queste persone, perchè non è per niente facile lavorare, per esempio, coi tossicodipendenti di lunga data, specialmente quando di mezzo ci sono i minori.
Questo lo so davvero.
Però...passa di qui e mi racconta. Mi dice che in poche settimane due delle sue utenti hanno avuto un aborto spontaneo.
E mi dice con tono irritato che una di queste donne (alla 4 gravidanza, se ricordo bene), i cui figli sono tutti in comunità /affido, piangeva dicendole che aveva perso la gravidanza.
ora...ci sono tante valutazioni morali, sul caso, e così via.
ma io sono meschina. io non leho fatte.
Sul momento sono solo rimasta basita, colpita, ma non capivo bene nemmeno io come mi sentivo.
Poi, ripensandoci dopo qualche ora,....mi sono sentita incazzata, ma incazzata egoisticamente PER ME, perchè sono una tua amica, perchè non voglio che mi racconti di un aborto, figurati di due, perchè non mi piace il tono del cazzo con cui ne parli. Perchè non mi piace che tu dica "mah, io forse non capisco ...perchè figli non ne voglio..ma se anche rimanessi incinta e poi andasse male...me ne farei una ragione penso" come se un aborto fosse un fastidio temporaneo, tipo aver perso la patente e dover rifare la trafila burocratica.
Perchè sul momento non sono riuscita a bloccarla? A dirle...ma che cazzo dici? Cambia discorso!
Non lo so, sul momento mi sono bloccata lì, POI, dopo, mi è preso il nervoso.
Lo scazzo. Non ho neanche voglia di spiegarle, temo che mi guardi con quell'aria perplessa di chi proprio non capisce che te la prendi a fare.
Non lo so. Non ho voglia di spiegare, mi sa.
So di essere PIU': più delicata, più malmostosa, più fragile, più reattiva di molte donne che hanno vissuto o vivono la gravidanza.
Ci lavoro, con lo psi, ma non basta a farmi diventare "tranquilla".
E c'è anche che non ne ho voglia, non di essere tranquilla, ma di spiegare. Di essere accomodante. Non ne ho voglia. E' una storia lunga e molto personale, e a quanto pare troppo personale per essere davvero condivisa. E' così che mi sento.

mercoledì 12 novembre 2014

La tirannia dell'ormone 1

Io sono un'emotiva, tendo a prendere tutto in maniera "forte", a vivere molto male o molto bene le cose.
Però a tutto c'è un limite.
Tipo a come reagisco davanti alle botte di sclero del Filosofo.
Che è, notoriamente, uomo che non si esprime, non fa uscire, non dice, fino a esplodere in un'incazzatura allucinante che dura, di solito, una decina di minuti.
I primi tempi, di fronte a esplosioni eccessive e sproporzionate, cercavo, scema!, di farlo ragionare.
Dicevo roba tipo "ma ti pare il caso? Non stai esagerando? Dai..."
E lui diventava una belva.
Parlandoci poi, a freddo, una volta, mi ha detto: TU FREGATENE. Poi mi passa. Tu cerca di non badarci, non prendermi sul serio.
E io ho deciso di applicare questa tecnica.
E funziona. Perchè lui sclera, dice cose assurde, se la prende con gli oggetti (correlati allo sclero, di solito), poi migra in un'altra stanza...e poi gli passa.
Bene.
Qualche sera fa rientra. Io ho scaldato il brodo nelle tazze.
Ora, io se scaldo, in effetti, SCALDO.
Scaldo di brutto. Lo so. Solo che, amor mio, siamo adulti. Se senti con le manine sante che la tazza è calda, MOLTO calda, aspetta prima di bere.
E invece no, assaggia il brodo, è troppo caldo, si scotta la lingua.
Un ululato, e tazza + brodo diventano arte contemporanea sul pavimento.
Con correlato di madonne e santi. Dopodichè esce dalla stanza.
Reazione eccessiva, reazione che poi, a pensarci, ho supposto collegata ad altri nervosismi.
Va bene. Io prendo e pulisco, non è che sia una roba da crisi mondiale.
Peccato che IO sia una roba da crisi mondiale, ultimamente.
Non riesco a gestire niente. E così, anche se dentro di me sono solo vagamente irritata dalla sua reazione (ma dai, non bastava appoggiare la tazza, sfogarsi verbalmente un attimo e passare oltre?)...FUORI di me, o meglio fuori dai miei occhi cominciano a scendere lacrimoni copiosi che neanche un cartone animato giapponese.
E non riesco a controllarmi.
E so, so che il Filosofo sta cosa ancora non l'ha capita bene. Che non è che voglio far scena, che non è che voglio far la drammatica, che non è un cazzo se non....LA TIRANNIA DELL'ORMONE!!!
Sembro una demente. Mi sembro da sola una demente.
Ma non so che farci.
E siccome poi lui un po' la prende sul personale, del tipo "vuoi farmi sentire in colpa che ho sclerato" io tento di non far sentire che mi partono i singhiozzi neanche fossi una prefica.
Risultato? Lui arriva con la faccia già approntata allo scazzo, mi guarda e se ne va scuotendo la testa.
Torna, in rapida successione, e mi dice che potrei anche evitare di farlo sentire una merda perchè ogni tanto perde la pazienza.
A quel punto, tra le lacrime e tirando su col naso, con in mano lo straccio e in mezzo ai cocci, sono stata io a dirgli "TU FREGATENE. Poi mi passa. Non faccio apposta. E' come se mi sanguinasse il naso, mica posso controllarlo."
Sul momento, devo dire, non mi è sembrato convinto.
Poi però, la sera stessa, mentre cercavo di spiegargli che davvero, a volte è come se mi sanguinasse il naso o mi scappasse fortissimo la pipì...mentre ero lì che mi concentravo per spiegare...ecco che riparte l'ormone e la minima frustrazione del non riuscire a spiegarmi mi fa RICOMINCIARE.
Così continuo a parlare e a spiegare, con tono quasi normale, mentre lacrimo come una madonna miracoloso.
A quel punto mi ha creduta.
E per fortuna bevo come un cammello, se no a quest'ora sarei disidratata.

lunedì 10 novembre 2014

Diario della gravidanza - 2° mese

 6° settimana - La nausea

Ho una nausea supersonica e totale.
Poi col fatto che continuo le punture, ormai dal giorno del transfer, devo anche andare da mio babbo a farmele fare....e fare quei 10 minuti a piedi è come correre su un tappeto elastico durante un terremoto. Bleah!
Mia madre, che non sa ma non è cieca, quando mi vede sentenzia ogni volta "diiio come sei verde in faccia!!!".

7° settimana - la 1° eco.

La mia gine è una persona molto rassicurante e molto poco fredda, il che è splendido, ma ha un ecografo non certo fighissimo.
E quindi, eco in centro privato. A pagamento, ma che cazzo, io non aspetto oltre.
Quando siamo arrivati, il Filosofo ha estratto un libro dalla tasca e mi ha detto "ok, ti aspetto qui", in sala d'attesa.
Sono entrata, con le gambe che tremavano. La dottoressa mi ha visto e ha detto gentilmente di non essere così agitata.
Io non ero agitata, ma solo terrorizzata.
Avevo fatto l'errore MOSTRUOSO di guardare ONLINE. E così avevo trovato mille e più motivi per cui preoccuparmi.
Mi sono inerpicata sul lettino, nonostante le gambe molli, e lei ha cominciato.
Ho pensato che non avrei visto niente.
E invece. Era lì.
8 mm, 8mm e un cuore che sfarfallava. Minuscolo.
Ho cominciato a piangere, e ho continuato mentre lei diceva "per il momento, posso dirle che c'è. E' presto per dire se va bene...c'è tanta strada da fare".
La strada è così lunga e accidentata e io ho una paura folle.
Non mi sento incinta, nausea assurda a parte.
Non riesco a dire la parola "incinta", neanche tra me e il Filosofo.
Abbiamo incontrato una coppia per strada. Lei aveva una pancina accennata, e lo sguardo beato, sorrideva.
Il Filosofo mi ha guardata: "Tu non sarai mai così eh?"
Mi sa di no.
Ho paura quando ho i dolori. Ho paura quando i dolori tacciono.
Ho paura di tutto. Di perderlo. Di averlo perso e non saperlo.
Vorrei vivere dentro un ecografo.
Anche se lo so, che non posso farci NULLA, che se le cose precipitano io sono lì impotente, io vorrei vederlo ogni minuto.
E' come essere in uno strano limbo, in cui una parte di me si sente miracolata, e una parte teme che sia tutto un sogno da cui si sveglierà piangendo.
La dottoressa nel frattempo ha ridatato, portando avanti di 3 giorni...boh?

8° settimana - Dolori

 Dolori notturni. Diversi dal solito, così forti da terrorizzarmi.
Era già verso mattina, e ho deciso che potevo sopportare. Poi la paura ha preso il sopravvento.
Ho deciso di andare al P.S.
Il Filosofo non era d'accordo, lui non poteva accompagnarmi, e non voleva che andassi sola.
Ma tu, caro, non senti questo dolore, cazzo.
Arrivata, l'infermiera mi ha ficcata su una sedia a rotelle e mi ha chiesto perchè ero sola.
Ginecologia è al 2° piano, ovviamente collegata a Ostetricia.
Abbiamo sfrecciato per il corridoio, io sulla sedia, con gli occhi pieni di lacrime e di mamme che cullavano allattavano calmavano neonati.
Le guardavo come fossero aliene, o come se l'aliena fossi io.
Mi hanno depositata in corridoio, un'infermiera gentile mi ha chiesto di nuovo se ero sola.
Mi ha detto di non piangere (anche volendo, tra gli ormoni miei e le pillolone di progesterone e di estrogeni..), ha guardato la dpp e ha chiesto "è il primo?".
Sul momento l'ho guardata con aria scema...il primo? il primo? Cazzo..sì....finalmente ho risposto "sì" in un sussurro, e avevo una paura terribile.
Poi mi ha chiamata dentro la dottoressa.
Muta. Accigliata.
Qui fa male? Erano le sue uniche parole.
Sì. No. Sì. Un po'.
Finalmente l'eco.
Eccolo. Ancora lì. 13 mm di meraviglia.
Non resisto, chiedo "è tutto a posto?"
Lei si volta è dice "Beh, c'è ancora".
Vorrei chidere altro, ma il suo sguardo mi fulmina.
Faccio anche esame delle urine, e aspetto due ore, tra donne che camminano durante il travaglio.
Arrivano gli esiti, la dottoressa dice che qualcosa non va bene, prescrive l'urinocultura.
Conclude dicendomi di stare a riposto e bere acqua. tanta.
Nessuna spiegazione per i dolori, per quanto riguarda il sangue nelle urine può essere tutto e niente.
Ovviamente, appena ho avuto i risultati sono corsa dalla mia gine, la quale mi ha rassicurato dicendo che è un'infiammazione, secondo lei dovuta anche al sovraccarico di farmaci: ho fatto mesi di intramuscolo, appena finite, e continuo con ovuli e pasticche.
La gine, come mi ha già detto anche la dottoressa pma, mi ripete solo "non ingrassare".
La storia della mia vita, anche mia madre me lo ha sempre detto (nel suo caso, con poco successo).
Che poi, da quando la gine pma mi ha messa a dieta per la pcos, sono dimagrita.
5-6 kg circa. In mesi e mesi.
Mi peso regolarmente e mi pesa la gine.
In questo primo mese sono calata ancora qualche etto. Va bene. Mi dicono che va bene. E allora, per favore, perchè ripetermi come un mantra "non ingrassare"?
Poi mi dite "stai calma, devi stare calma", che non devo pensarci troppo.
Io di mio sono ansiosa, paranoica e terrorizzata.
Con un passato da bulimica.
Per cui , le frasi "rilassati" e "non ingrassare" con me non possono stare insieme.
Non possono.

9° settimana - Distacco

In questo periodo non so neanche chi sono. La mia nuova compagnia sono gli incubi. Variegati e in technicolor.
In uno, devo parlarne allo psi, ero in auto con mia madre.
Sapevo di aver partorito, lei guidava come una pazza (in realtà la supererebbero anche i moscerini) e io uralvo che volevo tornare all'ospedale a prendere la mia bambina.
Un'angoscia totale e tremenda. Le urlavo "perchè non puoi essere contetna neanche di essere nonna????", poi nello specchietto vedevo la mia bocca aperta.
I miei denti erano tutti spaccati, rossi di polpa all'interno, e tutta la mia bocca era piena di sangue.
Mi sono svegliata contorcendomi. Gli incubi continuano.
Forse sono io che ho un carattere sbagliato, complici le esperienze di vita passate, ma, al momento la gravidanza la vivo così, come qualcosa di segreto, da custodire e per cui preoccuparsi.
Il Filosofo non ne vuole parlare, una sera gli ho rotto le palle finchè non mi ha detto il perchè e ha detto che ha paura di non gestirlo.
Che si divende da una cosa troppo grande, che si estrania così se va male magari..fa meno male.
Un po' l'ho invidiato. Io non posso estraniarmi. Mai.
Io prendo medicinali 6 volte al giorno, a orari fissi, ho il seno che ogni mezz'ora cambia consistenza, ho la pancia che mi fa male.
Non ditemi "non pensarci sempre!".
Soprattutto non me lo dica chi SA della mia storia. Che cazzo.
La gine mi ha dett che le settimane da adesso alla 12 sono molto molto importanti. In realtà, ha aggiunto, lo sono tute e 40, ma per il momento, le prime veramente toste sono queste. Ok. Ora si che sono calma!

Non so se sono a 8+2 o 8+5, non è chiaro.
E' chiaro solo che c'è un distacco.
Senza perdite, ma con dolori forti, troppo forti e lunghi per essere normali.
La ginecologa pma, dopo la visita d'urgenza, mi dice "è colpa del tuo utero che non vuole il bambino".
Dopo di che mi pianta una siringa di progesterone nel sedere e mi dice "ok, per un mese oltre agli ovuli, di nuovo una puntura al giorno. E riposo".
Ma fanculo, però!!!!
Cosa vuol dire che è colpa del mio utero?
Allora mio suocero è morto per colpa sua, del suo stesso sangue che non gestiva gli anticorpi? Colpa?!
Ma che cazzo.
La terapia è punture riposo punture riposo. E sperare.
Da quando l'ho saputo, sembro una maniaca: mi palpo il senso a ripetizione, e mi sembra sempre sgonfio. Flaccido.
Come se nulla fosse successo.
Sono terrorizzata.
Domattina la mia gine mi vuole vedere, dice che visto che sono agitata come una trottola mi farà bene calmarmi.
Io ho paurissima, e ho anche rifatto l'errore di guardare su internet.
Il Filosofo non mi regge più, mi dice che inizia a pensare che non valga la pena, che forse non siamo fatti per essere genitori. Che io non sono mai felice.
Forse ha anche ragione..ma cosa ci posso fare?
Aspettiamo...buchiamoci...speriamo.

giovedì 6 novembre 2014

Suocera. Telefonata. Ma che cazzo.

Mia suocera non è che stia facendo chissà quali salti di gioia, per la mia gravidanza.
Il che è comprensibile, suo marito è morto la vigilia di natale l'anno scorso, lei di nipoti vicini vicini ne ha due che si giostra tutti i giorni, e così via.
Va bene.
Però...non esageriamo per favore.
L'altra sera il Filosofo la chiama per sapere come sta, ha l'influenza e vorremmo che stesse riguardata.
Bene, le racconta due - tre cose e le dice che sta pensando a come riorganizzare un po' i suoi impegni futuri, visto che ora la nostra priorità è questa gravidanza, e che lui vuole essere più presente, da dopo la nascita del bambino.
Ora, consideriamo che è la prima volta che sento dire al Filosofo "quando nascerà il bambino", QUANDO, cazzo.
Ha osato, ha fatto un balzo oltre i nostri terrori dicendo "quando"...è una cosa grande per lui.
E poi...lui che all'inizio neanche entrave alle ecografie, lui che è sempre stato così poco bravo a organizzarsi, lui ora vuole essere presente.
Vuole esserci il più possibile. Nei limiti dell'organizzabilità.
E lei cosa risponde?
Risponde dicendo: "ah, ma guarda che è Diarista la mamma, non tu...tu devi stare tranquillo, fare le tue cose, poi insomma non è mica da sola, se ha bisogno di essere accompagnata in giro può farlo anche suo padre...insomma..".
Tutto questo con tono molto tranquillo, immagino che il suo intento principale sia "proteggerlo", non so, far sì che non si stanchi troppo, o che non si agiti, o che ne so io!
Però cazzo, ma cazzo e cazzo, a me ha fatto incazzare.
Tantissimo. A lui non l'ho detto, o meglio gli ho chiesto se poteva spiegarmi cosa voleva dire sua madre, che magari io stavo sovrainterpretando.
Lui ha detto che non lo sa neanche lui, che l'ha un po' contrariato la telefonata, ma che secondo lui è solo che lei teme che lui si agiti troppo.
Certo, mia suocera non sa come ci siamo arrivati, a questo bambino...ma se anche fossi una di quelle che resta incinta facendo sesso col maritino...che cazzo di discorso è?
E' vero, se c'è bisogno mio padre è disponibile ad aiutarmi, ma non è possibile che sia io che mio marito preferiamo che sia, appunto, mio marito a essere presente?
Non è UNA COSA BELLA che il Filosofo stia prendendo coscienza del suo ruolo di "uomo di casa", del suo ruolo di marito ( e se tutto andrà bene, di futuro padre)?
Non dovrebbe essere incoraggiato, anzichè sentirsi dire "tu fai le tue cose, non stancarti troppo...e sei stanco riposati eh?"
Ma cosa cazzo pensi, che io schiavizzi tuo figlio dicendogli "sono incinta, e quindi ogni mio desiderio è un ordine, esegui!"?!?!
Non è che magari è meglio così, che lui finalmente sia davvero partecipe?

...
Abbiamo trasmesso:
"Ormonite acuta, ovvero insofferenza a mille!"

lunedì 3 novembre 2014

Diario della gravidanza: 1° mese

3°- 4° settimana
Il giorno del transfer avrei dovuto riposare, ma avevo un colloquio fondamentale con il preside, e quindi...nulla da fare. Il giorno dopo mille riunioni, di nuovo riposo andato a ramengo.
Passate a lavorare. Tantissimo. Cercando di non fare troppo, ma c'era da fare, pure troppo! Conto i giorni e i dolori.
Aspetto le beta, niente test, costano e non servono a un cazzo. Aspetto.

5° settimana - Le beta

Eccole. Stamattina le ho fatte, di nuovo, le "prime" beta.
E' andato a prenderle il Filosofo, mi ha portato la busta e poi è andato in un'altra stanza. Io le ho aperte piano, scoprendo col dito il numero.
1347.1

Rifatte dopo 3 giorni, e di nuovo dopo altri 3.
6864.5
18301.2

Ogni volta con il panico che fossero scese.