martedì 7 aprile 2015

L'esperienza in UTIN


Domenica 15 marzo, alle 12.59, è nato il mio amore.
ho potuto tenerlo in braccio pochi minuti, forse una decina, a me è sembrato un attimo...lui già girava la testina verso di me aprendo la bocca...fosse stato per me avrei iniziato ad allattarlo seduta stante. Ma non si poteva, visto che stavano per portarlo all'altro ospedale.
Sono arrivati con la super culla termica, sembrava una mini astronave, in cui l'hanno infilato, lui così piccolo...e poi l'ho visto andare via lungo il corridoio mentre io stavo accasciata sulla mia sedia a rotelle, continuando a dilagare sangue in tutta la sala parto.
E' stato uno dei momenti più strazianti della mia vita. Sapevo che lo avrei rivisto al massimo qualche giorno dopo...ma è stato come se mi stessero strappando il cuore.
Le ostetriche dell'ospedale si sono subito mosse, hanno cominciato a tempestare di chiamate l'altro ospedale, dicendo che dovevano trovarmi un letto, che dovevano potermi trasferire al massimo il giorno dopo, se non in giornata.
La domenica pomeriggio è passata così, con le ostetriche a farmi “visita”, il Filosofo che cercava di contattare l'UTIN per farsi dare notizie, e io che per telefono dicevo a suocera e miei genitori “sì è nato...ecco..c'è stato un piccolo problema...” e facevo finta di essere tutta tranquilla.
Poi la domenica sera, il Filosofo che se ne va, io che dormo poco e male, guardando la cullina vuota di fianco al mio letto dove avrebbe dovuto essere il mio topino.
E' stata un'altra lunga notte.
La mattina dopo le ostetriche hanno ricominciato la ridda di chiamate, e finalmente...”ti vengono a prendere con l'ambulanza, ti trasferiscono lì in ginecologia, sei solo a un piano di scale dall'UTIN”.
Non vedevo l'ora. Ho avvisato il Filosofo, e quando finalmente sono venuti a prendermi lui è partito in auto alla volta dell'ospedale.
Sono arrivata là circa alle 13, erano quasi 24 che non vedevo il mio bimbo minuscolo, appena mi hanno lasciata in reparto sono scesa da lui...mettendoci quasi 20 minuti, perché tra punti, emorroidi, ospedale labirintico e debolezza...sembravo uno zombie. ma ce l'ho fatta.
Sono scesa giù...e finalmente l'ho visto.
In reparto si entra solo dopo aver fatto varie procedure di lavaggio e dopo aver messo il camice pulito, entrano solo i genitori, e i padri non possono fermarsi a dormire, ma almeno i genitori entrano.
E' uno stanzone, diviso in tre zone, l'ultima è quella della rianimazione, con le culle termiche e tutti i tubi e i macchinari che si possono immaginare.
Mille rumori, allarmi, spie, numeri lampeggianti, e nella terza cullina, piccolo e intubato...il mio topino bellissimo.
Appena l'ho visto, con la flebo nel piedino e tutti quei numeri ronzanti intorno...mi sono messa a piangere come una fontana. Una decina di minuti dopo è arrivato anche il Filosofo, che reagisce peggio di me, di fronte agli ospedali, alle flebo e ai tubicini....e così si è messo a piangere anche lui.
Stavamo lì a fissarlo attraverso il vetro e a piangere.
Poi un'infermiera mi ha spiegato come e dove disinfettarmi le mani...e ho potuto accarezzarlo un po', attraverso gli oblò.
Mi sembrava di una fragilità estrema. Poi una cosa bellissima. Un'infermiera è arrivata, ha borbottato alcune cose tra sé, è andata via, è tornata ...e gli ha tolto il tubo dell'ossigeno, dicendoci (finalmente) che in effetti poteva respirare da solo.
Un grandissimo passo avanti, soprattutto a livello psicologico per noi, vederlo senza tubo nel naso.
Quel giorno è stato pesantissimo, la sedia era scomodissima e dura e io vedevo le stelle non trovando una posizione che non fosse dolorosa, i medici che dovevano passare a darci notizie non si sono fatti vedere e in tutto il reparto è passata una dottoressa verso le 18...ma siccome l'orario per le notizie ai genitori era alle 15...si è rifiutata di dirci alcunchè.
Poi il Filosofo se n'è andato...e io sono rimasta lì a fissarlo, a tenergli la manina con la mia mentre lui stava lì da solo nella cullina.
E' stato brutto, brutto brutto. Chiedevo a tutti i camici che passavano se potevo avere qualche notizia, e mi rispondevano “eh no signora...FORSE domani”. “come -forse-?!” “eh...dipende...la visita passa alle 15, ma a volte ci sono imprevisti...non le posso dare la certezza” “ma quindi quando posso sapere come sta?” “Come ho detto, signora, forse domani!” (con tono che non ammette repliche).
Nel frattempo lo alimentavano a glucosio in vena e latte artificiale col biberon.
Lo so, l'allattamento non è sempre possibile, e non è fondamentale, i bambini crescono anche senza latte materno..ma io, ancora prima che nascesse, ci tenevo tantissimo a poterlo allattare.
E' una cosa che ho sempre voluto, anche prima di dover vivere tutta la medicalizzazione della PMA.
E mi faceva star male il fatto di non poterlo fare, di non poter iniziare questo rapporto con lui.
Ho chiesto più volte il tiralatte, ma in UTIN non c'è (“ah no ne abbiamo uno..però...guardi che non serve...gli diamo il latte noi...lei...vada a riposare...vada vada”), e poi c'è ma non me lo danno, e poi comunque lo sconsigliano...e poi poi poi.
A me questa cosa del latte ancora mi sta qui, mi hanno rotto le palle per tutta la settimana su sta faccenda. HO capito che per loro è più comodo l'artificiale, fanno prima, glielo danno e via, e poi con quello i bimbi dormono per più ore di seguito ed è più facile calcolare quanto ne hanno preso...però che cazzo!!!!!
Sicuramente in reparto tutti gli infermieri e i medici che ho visto erano PREPARATI dal punto di vista PROFESSIONALE, molto centrati sulla patologia e sul curarla. Ma dal punto di vista UMANO, soprattuto le infermiere...pessime. Veramente pessime.
Solo il secondo giorno che ero lì, il martedì, mi hanno permesso finalmente, dopo lunghe questioni, di attaccarlo al seno. E lui si è tuffato con un'aria determinata e inferocita di chi non ha alcuna intenzione di farsi più staccare da lì...mi ha intenerita al punto che non smettevo più di guardarlo.
ovviamente questo ritardo nell'avviare l'allattamento, unito allo stress e a tutto il resto...fa sì che io non abbia mai abbastanza latte, soprattutto i primi giorni era un gran casino...lui voleva stare sempre attaccato, non mangiava abbastanza e piangeva...e le infermiere sbuffando mi dicevano di darci su e dargli l'artificiale.
Quando ho detto che volevo restare in appoggio, cioè restare nelle stanzine adiacenti al reparto, pensate appunto per le mamme che allattano al seno i bimbi in UTIN...hanno provato a dissuadermi in mille modi, dicendomi che tanto avevo poco latte, che poi se stavo male (avevo osato lamentarmi della sedia dura) non essendo degente non potevano fare niente per me...alla fine un'infermiera mi ha definita “mamma rompiglioni” con una collega, che simpatia.
Ma io sono rimasta lo stesso, di giorno non schiodandomi mai da vicino a lui, e di notte andando a dormire un po' nella stanzina, con le infermiere che mi dicevano “ah ma se piange di notte gli diamo il latte noi”. Però io ho imparato subito a riconoscerla, la SUA voce, e appena piangeva lo sentivo dal corridoio, mi alzavo e andavo.
Dal terzo giorno ci hanno spostati nella zona “tranquilla”, niente più culla termica, “solo” attacco per la flebo nel piede per l'antibiotico, e via anche gli altri cavetti.
Molto meglio, potevo tenerlo in braccio quando e quanto volevo, potevo stare con lui a contatto e non solo tenergli la mano.
E qui...quando lui aveva BEN 5 giorni di vita, addirittura CINQUE, mi sono sentita dire “ah, ma lui piange quando è nella cullina perché E' VIZIATO, perché lei lo prende in braccio se piange”.
Lì mi sono dovuta trattenere dal mandarla a dare via il culo, la tizia, perché a 5 cazzo di giorni non è lui che è viziato, sei tu che sei una stronza.
Ovviamente la privacy è sotto lo zero, il reparto è una specie di stanzone – corridoio, in cui tutti, infermiere, oss, medici, pazienti, chiunque vede e sente tutto quello che fai.
Ho imparato ad attaccarlo al seno e allattare fregandome di chi passava di lì, isolandomi dal resto del mondo che rumoreggiava a un centimetro, ignorando i commenti sul “quanto mangia”, “sta sempre attaccato”, “...”.
Ho imparato a sopravvivere lì dentro pur sentendomi solissima, il Filosofo cercava di venire di giorno, ma un'ora e più di viaggio ad andare e idem a tornare, e i suoi impegni...la maggior parte del tempo ero sola.
E allora era una lotta, perché andare a fare la pipì, o a mangiare, significava dire mille volte all'infermiera “se piange CHIAMATEMI” e poi rischiare di tornare e sentirmi dire “piangeva gli ho dato il latte artificiale”. Cazzo, ma se ti ho detto chiamami!!!
Un giorno, disperata perché lui si attaccava male e mi faceva malissimo...ho scoperto che esiste un ambulatorio ostetrico di consulenza all'allattamento. Proprio vicino all'UTIN, perché fa parte dello stesso reparto di neonatologia.
Striscio all'ambulatorio, terrorizzata di essere presa a male parole anche lì...e invece...salvezza. Un'ostetrica, l'ennesima ostetrica gentile, preparata e UMANA. Che mi spiega cosa fare e mi dice “guarda sei a un metro da me, appena devi allattare fammi chiamare e vengo a vederti”.
Viene, mi corregge un paio di cose e mi tranquillizza tanto. Mi dice di allattarlo a richiesta, come già faccio, mi dice di insistere per non dargli l'aggiunta se non quando proprio mi accorgo che serve, mi fa sentire una madre adeguata e non una povera cretina.
Appena se ne va, l'infermiera mi raggiunge e mi dice che lei non concorda per niente con l'ostetrica, che comuqnue sia loro il latte glielo danno. E che quello è il loro reparto. Della serie “hai portato un'intrusa nel mio territorio, come hai osato”.
I giorni sono passati così, la prima volta che gli ho cambiato il pannolino è stato mentre una di queste stronze mi strillava “si muova signora, cos'è, il primo neonato che cambia?” SI'. E' il primo. Ho cambiato pannolini in vita mia, ma se permetti, stronza, mai a neonati, e mai a bambini con flebo e tubi. E mai in mezzo a mille persone.
Mille persone. Tutto il giorno così. Ma c'era il Filosofo, e quando c'era lui io stavo meglio, mi sentivo spalleggiata, aiutata, con un complice in quel casino.
Poi veniva la sera, il buio. Il reparto si svuotava, i padri sparivano, restava qualche mamma. Le infermiere della notte se ne andavano a cena nella stanza di fianco, a raccontarsi a voce altissima i cazzi loro. E allora io sgusciavo di nuovo in reparto (perché se mi vedevano era tutto un “signora vada a dormire!!!!” con tono tutt'altro che delicato) e mi sistemavo su una poltroncina (che avevo recuperato grazie all'intercedere di una dottoressa comprensiva del mio stato di “salute” a livello di zona “seduta”) e me ne stavo lì con lui.
Nel buio punteggiato solo dalle spie luminose delle macchine attaccate ai piccoletti, nella solitudine.
Ho pianto molto, di notte, quando finalmente nessuno mi vedeva. Mi sentivo sola, come se fossi naufragata non so dove.
Mi è sembrato di passarci la vita, lì dentro, e invece il sabato pomeriggio siamo stati dimessi, è passata “solo” una settimana...la settimana più lunga della mia vita.
E' stato orribile. Perchè vedevo lui così fragile, perché mi sembrava di non poterlo aiutare, perché avrei voluto almeno nutrirlo e neanche quello riuscivo a fare.
E poi perché mi sentivo terribilmente sola, sola in una situazione ostile, laddove avrei dovuto, nella mia testa, sentirmi al sicuro, mi sentivo invece circondata da persone per cui certo, era importatne curare mio figlio, ma curare solo la patologia, dargli l'antibiotico alle ore giuste. E fine.
Il resto non contava. Il fatto che lui avesse bisogno di me, della sua mamma, del mio odore, del mio calore, del mio latte, delle mie coccole..questo non era di nessuna importanza.
E la mia fragilità, la mia difficoltà, all'inizio, a gestirlo fisicamente, per la paura dei tubi e degli aghi...anche questo...è stato trattato con fastidio.
Certo, loro hanno esperienza di casi ben peggiori, e trattano di tutto. Ma questo non le autorizza a diventare dei robot.
E' stato orribile, non finirò mai di pensarlo.
Di certo, mi ha insegnato delle cose.
Mi ha insegnato che sono più forte di quanto credessi, che posso superare situazioni ostili e difficili.
Mi ha insegnato, io che odio dormire a casa da sola senza il Filosofo, che posso invece farcela, che posso passare notti insonni senza di lui in una stanza d'ospedale, che posso superare notti e notti da sola con mio figlio in un ambiente che sento ostile, che posso gestirlo e fingere anche di stare benissimo.
Mi ha insegnato che non tutto va come vorrei, che ancora adesso l'aggiunta di latte artificiale devo darla eccome, ma mi ha insegnato che posso tenere duro: ho continuato ad allattare anche se me lo rendevano difficile, a casa ho cominciato a prendere le erbe datemi dall'ostetrica per aumentare il latte e ho continuato e continuo, e allatto a richiesta e me ne sbatto le palle se lui vuol mangiare ogni ora e mezzo – due al massimo, e la gente che lo scopre mi dice “ah ma devi regolarlo”.
Non ha neanche un mese, io allatto a richiesta e tu fatti gli affaracci tuoi. E soprattutto, mi sveglio IO per allattare la notte, sto IO con le tette sempre pronte per la poppata, mi sparo IO acqua e pasticchette erbacee per fare il latte.
Le cose non sono facili, qui a casa, anche qui sono quasi sempre sola, visto che il Filosofo non è mai a casa per più di qualche ora la sera e non sempre arrivo a sera senza aver pianto.
ma sono a casa, non sono più in UTIN e sono a casa con mio figlio.
E comunque...se sono sopravvissuta a quel reparto...ora so che posso farcela...anche quando mi prende lo sconforto e lui piange e io piango e penso che non so cosa fare e che non so fare nulla.
Prima o poi ci capirò qualcosa. Intanto si va avanti così, faccio tutto, anche se nulla lo faccio perfettamente intanto io faccio tutto. Tutti i giorni. Tutto il giorno.
E lo starò anche viziando, perché lo tengo tanto addosso..ma francamente....sticazzi!!!!!!!!


P.S. PERCHE' in Utin?
Giustamente, Ellie mi chiedeva perchè ci siamo finiti, in UTIN.
Che non l'ho neanche detto.
Dunque, il parto è stato un po' complesso, lui spingeva da un pezzo per uscire, tanto che quando è finalmente potuto venire fuori aveva un occhietto tutto rosso, con i capillari rotti per lo sforzo, povero patatino.
Poi per lo stress, pare, ha meconiato nel liquido amniotico, e meconiato parecchio, poi ha inalato il liquido tinto, con conseguente infezione e difficoltà di respiro.

33 commenti:

  1. mamma mia come ti capisco è un esperienza orribile, ma mettiamolo cosi sei stata "fortunata" io l'ho rivisto dopo due giorni perchè non mi hanno trasferito nel suo ospedale e potevo vederlo solo mezz'ora al giorno, non potevo cambiarlo nè allattarlo perchè lui non ce la faceva infatti gli davano da mangiare col sondino. chissà come mai appena è arrivato a casa dopo dieci giorni ha iniziato mangiare. forse voleva solo la sua mamma? ancora oggi se ripenso a mio figlio li da solo piango, credo che non mi passerà mai questa tristezza e il rammarico che per colpa loro non ho potuto allattarlo perchè ho perso il latte. ma ora sono con noi godiamoceli. un bacio a te e piccolo

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    1. Mentre ero in Utin ti ho pensata, mi ricordavo la tua esperienza per averla letta sul blog...io sinceramente pensavo di impazzire, a stare lì, ma per te è stata ancora più tosta, visto che non potevi neanche stare con lui quanto volevi.
      ora, è vero, ce li godiamo!!!!!!

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  2. Tesoro, questo racconto mi ha fatto piangere...tu sei stata eroica, sei stata bravissima, hai superato ostacoli enormi e devi essere orgogliosa di te!!!! Sono sicura che ora andrà tutto a migliorare, ora nessuno più interferira' tra voi tre, ve lo potete finalmente godere e coccolare e crescerà felice e sicuro!!!senti, puoi spiegarmi che tipo di problema aveva, cioè come mai hanno dovuto portarlo all' utin anche se era nato a termine? Un abbraccio immenso!!!!

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    1. Dunque, ho aggiunto nel post la spiegazione del perchè siamo finiti all'UTIN (in effetti non lo avevo detto....genio!!!).
      Per ora è sempre un casino, ogni giornata è a sè...sarà che esser sempre da sola con lui è un po' pesante (del tipo...fare la pipì è molto più complesso di quanto sembri, se il pupo vuol stare sempre sulla tetta :-) )...ma è anche bellissimo.
      E soprattutto..sì...adesso molte meno interferenze e rotture...e stranamente...pensa un po'...anch'io piango molto meno e sto meglio!!!!

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    2. Ok grazie,ho capito!!! Ci credo che ora va molto meglio!!!!sono tanto felice per voi!!!!!!!!!! Un abbraccio immenso!!!!!!

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    3. Anche la mia aveva meconiato! L'importante è che ora ce li abbiamo tra le braccia ❤

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    4. Anche la mia aveva meconiato! L'importante è che ora ce li abbiamo tra le braccia ❤

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  3. Non dare retta a quello che dice la gente, quella che sa sempre tutto e ha sempre una soluzione per tutto...TU sei la madre di tuo figlio, TU sai cosa è meglio per lui e, se anche non lo sai, segui quello che senti, che sarà sempre la cosa migliore per il tuo bimbo...Io, con la mia seconda bimba, sono arrivata a tenerla attaccata constantemente (nel vero senso della parola) per quasi 48 ore e puoi immaginare che ne ho sentite di tutti i colori. Me ne sono fregata, ho fatto di testa mia pensando che se a dieci giorni di vita aveva bisogno di quello era giusto darglielo, e alla fine avevo ragione: il latte stava diminuendo e, stando attaccata a lungo, ne ha ri-stimolato la produzione. Ora sono 10 mesi che la allatto (ovviamente se fino a un paio di mesi fa era tutto un "Ma che brava che sei, la allatti ancora! E' la cosa migliore, non c'è niente come il latte materno!" ora, la stessa persona "Ma basta, ancora allatti?? Ormai è grande, devi staccarla!"). Goditi ogni istante, coccolalo, vizialo, fai quello che serve per farlo e farti stare bene...Per esperienza (l'altra mia figlia ha 3 anni), ti assicuro che i momenti per non viziarlo ci saranno e arriveranno più avanti, non certo a un mese di vita... In ogni caso, benvenuto al tuo cucciolo!!

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    1. Quello che dici mi rincuora molto...e sul discorso "rotture di cazzo"..a me TUTTI, anche i passanti, chiedono "allatti?" "Gli dai il tuo latte, vero?" "mangia ogni tre ore, vero?" con aria minacciosa...come se fossero cazzi loro...figurati se gli dico che lo attacco quadno vuole, senza regole, e che sì, allatto, ma con l'aggiutna perchè se no urla dalla fame...saranno fattacci nostri?????
      Mah!!!!
      E comunque sì....lo "vizio" eccome .-))), un sacco di coccole e di baci e di carezzine...

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  4. Ma vizialo e tienitelo stretto quanto e come ti pare!!Le abitudini e i vizi a un mese non li prendono davvero...E poi vedi come corre il tempo!?!?!?Goditelo piu' che puoi!
    Benvenuto topolino e W la nuova famiglia!!!

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    1. All'inizio lo dicevo "guarda che fino ai sei mesi i vizi non esistono":..ora mi limito a sorridere e tirare dritto, tanto chi non vuol capire non capisce!!!!

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  5. Ciao Diarista! Ti leggo da tantissimo! Ho sempre voluto scriverti e non so se questa volta ci riuscirò a pubblicare un commento! Quando ho finalmente letto che eri incinta sono rimasta felicissima! Ti leggo da ancor prima di scoprire la mia gravidanza! Io ora sono mamma da 6 mesi! E so come ti sei sentita.. Stavo per iniziare il percorso per l'inseminazione dopo un aborto spontaneo e quasi 4 anni di tentativi e invece il mese prima ho scoperto il test positivo! Se posso permettermi...Anche a me il pediatra disse di dare l'aggiunta! Ma ho sentito delle consulenti, ci sono anche gruppi su fb se sei interessata ti dico il nome, e alla fine non ho dato nulla! Ascolta il tuo istinto di mamma e con tanta pazienza potrai anche tornare AllAll'allattamento esclusivo ❤ allatta a richiesta anche ogni 5 minuti se necessario e non ascoltare nessuno! Tienitelo tra le braccia non è un vizio! È il vostro rapporto e sarà sempre più bello! Dopo quello che abbiamo passato per averli penso sia anche giusto cosi 😊 sarai una mamma stupenda! Un abbraccio. Laura

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    1. Che bello scoprire una nuova lettrice :-))))
      Per il discorso aggiunta, al momento continuo a darla anche perchè in UTIN gliene davano un sacco...io la sto "scalando" molto piano su consiglio della pediatra...lui è voracissimo tra l'atlro, per cui si attacca sempre, spero che riesca a stimolare tutto il latte che gli serve (che è proprio tantoooooo).
      E grazie mille per il sostegno!

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    2. Finalmente sono riuscita a commentare! Non pensavo di riuscirci :) e comunque stai facendo un ottimo lavoro! Continua cocosì! I nostri bimbi hanno bisogno di tutto il nostro amore :) di nuovo tantissimi auguri Diarista!

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    3. Finalmente sono riuscita a commentare! Non pensavo di riuscirci :) e comunque stai facendo un ottimo lavoro! Continua cocosì! I nostri bimbi hanno bisogno di tutto il nostro amore :) di nuovo tantissimi auguri Diarista!

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  6. Infatti, fregatene di tutto e goditi il tuo miracolo.
    Raffaella

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    1. ....la mia patata.....lo guardo e sembre (sembro?) scema :-)

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  7. ma fino a 6 mesi non si viziano!
    E comunque io mia figlia a volte me la abbraccio ancora adesso che ha quasi 9 anni. Solo perchè mi va. Solo perchè va a lei.
    Fai come ti senti. Fai come ti fa stare bene. Se stai bene tu starà bene pure il tuo bimbo.
    Molti auguri

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    1. Sono d'accordo con te! I vizi verranno dopo..e poi...io credo che pure a me, la mia severa madre qualche vizio l'abbia anche dato, da bambina. E sono cresciuta lo stesso, che cavolo.
      CI penserò poi :-)

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  8. Leggere il tuo racconto mi ha sconcertata! Mi ha sconcertato come delle persone che lavorano in un reparto così delicato siano delle stronze di prima categoria! Mi ha sconcertato che invece di aiutarti peggioravano le cose....
    Da moglie di medico sono ancora più sconcertata perché se c'è una cosa che ho imparato è che i medici DEVONO essere umani anche quando non gli va!
    Detto questo, dopo lo sconcerto è partita la stima, la stima per te, che hai affrontato tutto questo; e fai bene a fare di testa tua, l'istinto di mamma non sbaglia mai! E sono certa che se hai affrontato tutto ciò uscendone tutto il resto lo supererai!

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    1. Ti dirò, all'ospedale dove ho partorito..ostetriche, medici, oss...chiunque è stato MERAVIGLIOSO.
      anche per questo forse è stato traumatico il secondo ospedale....

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  9. avevo scritto ieri un commento ma credo sia svanito...bho. Cmq, mi ha messo i brividi leggere tutto...sapevo della utin ma così no...deve essere stata durissima. Ma te sei una tosta...e sti cazzi di tutto. Anche io piangevo spesso...il primo mese è davvero il più difficile. Goditi il tuo cucciolo, io oramai dormo con Damy da 5 mesi...prima stava nel lettino...poi le ore di sonno scarseggiavano...e devo dire che lo amo...amo dormire con lui...e con andrea (e pedro) insomma stiamo stretti...ma se penso a quanto ho pianto per averlo con me...che sti cazzi!!! Forza, sei bravissima un bacione

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    1. Perchè il mio blog si mangia i commenti? uffa!!!! al momento sono spappolata...siamo nella fase "tetta ogni 5 minuti se no urli tipo scannatoio"...e io temo che non mangi abbastanza...oltre ad essere stanchissima. E dorme con noi, e sticazzi davvero di chi dice "non te lo togli più dal letto"!!!!!! grazie mille del sostegno..come sempre

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  10. Pure io ti avevo scritto un lungo messaggio sparito! Sono felice di leggere che siete a casa, felice che tu e il piccolo stiate bene. Ora dimentica tutto l'orrore vissuto e ignora la gente che ancora rompe le palle con i "saggi" consigli. Goditi finalmente la tua meritata e sudata maternità. Sei una mamma davvero speciale, come poche tra quelle che ho conosciuto nella vita reale e virtuale. Un abbraccio immenso
    Piti

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    1. Sìììì siamo a casa...ed è bello. Complicato, delirante, ma bellissimo, ogni tanto mi torna il senso di panico di notte...perchè nel dormiveglia mi sembra di essere in ospedale, Poi mi sveglio e mi dico "scema, non senti il gatto sui piedi? nn senti i vicini che fanno casino..? questa è casa!!!!".
      Grazie grazie grazie...io mi sento una mamma un po' incapace...spero di migliorare un po'

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  11. Ho pianto mentre leggevo perchè so cosa significa ritrovarsi con un batuffolino appena nato e tu hai avuto ancora più complicazioni e non voglio neanche immaginare il dolore di vederlo nell'incubatrice. e complimenti per la tua forza e tenacia nel volerlo allattare! allattalo a richiesta, anche ogni quarto d'ora altro che due ore!!!!Io ho passato intere giornate con mia figlia attaccata al seno dopo un inizio difficile e l'aggiunta. Ma alla fine l'ho spuntata e l'aggiunta l'abbiamo tolta e ora siamo a 21 mesi di tetta! Insisti, fregatene dei commenti degli altri e stai tranquilla che non si vizia,neanche dopo i 6 mesi! ma figuriamoci! Altro che vizi sono solo i bisogni innati e naturali del bambino, essere allattati a richiesta e tenuti in braccio! Senti una consulente della leche legue, vedrai che ti aiuterà a togliere definitivamente l'aggiunta anche se sei già sulla buona strada! Ancora tantissimi auguri!

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    1. ho letto che lo tieni a dormire con te, fai benissimo, anche mia figlia dorme con noi da sempre e per l'allattamento è un toccasana perchè di notte si produce più prolattina quindi aumenti la produzione!!!!Per sapere se beve a sufficienza devi tenere presenti questi parametri: che bagni 5-6 pannolini al giorno con pipì chiara, cacca color oro e il peso ogni settimana deve prendere minimo 150 - 170 gr. Non pesarlo più spesso altrimenti diventa un incubo. Mia figlia è sempre cresciuta il minimo ovvero 150 gr a settimana e sta benissimo!

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    2. Grazie Frida, della solidarietà e del racconto della tua esperienza...mi rassicura!
      Cacca e pipì in quantità, da queste parti!!!! (soprattutto pipì...ma anche la cacca non scherza)
      Io allatto e allatto, e lo tengo pure in braccio o addosso un sacco...tanto sono a casa mia finalmente (sììììììììììììììì ancora mi sembra incredibile essere a casaaaaa) e nessuno deve osare rompermi le palle!!!!!
      E di notte...noi vicini dormiamo da dio, a parte quando mi infila un ditino o due nell'occhio all'improvviso :)

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  12. Guarda...mi dispiace dirtelo...ma sei stata veramente sfigata! Per quanto riguarda la Tin, intendo...non voglio neanche sapere di che ospedale si tratta... ho i brividi! Noi siamo stati ricoverati un mese e mezzo e devo dire che la situazione era completamente diversa: nel "nostro" reparto (dico nostro perchè continuo a frequentarlo come volontaria e poi sono in costante contatto con la neonatologa, la fisioterapista e la psicologa) sono incentivati sia l'allattamento materno che il contatto genitori-bimbo (si chiama marsupioterapia e te la consigliano caldamente anche dopo le dimissioni). Io purtroppo non sono riuscita ad allattarlo al seno perchè era piccolissimo e la suzione era difficoltosa ma il latte me lo sono sempre tirato e quello che producevo gli è sempre stato somministrato. E' logico che, data la mia produzione non proprio da mucca, l'aggiunta gliela davano. C'è proprio una stanzetta con diversi tiralatte e tutti il necessario per "archiviare" ed identificare il latte delle mamme e se poi non riescono a darglielo nell'immediato, lo congelano e tu te lo puoi usare anche a casa. Una volta dimesso, io sono andata con la mia bella borsa frigo e ho recuperato i contenitori avanzati! Il latte materno glielo offrono anche quando sono alimentati per via parenterale o con il gavage, altro che cazzi!!!
    Anche il prenderlo in braccio, a noi ce lo hanno dato in mano (si, in mano...perchè stava in una mano...) dopo pochissimi giorni dalla nascita: un casino immane e un sacco di tempo per tirarlo fuori e poi rimetterlo in incubatrice, tutti i fili da sistemare etc etc ma non ho MAI saltato un giorno senza tenermelo al petto, e così anche il papà. Mi facevano spogliare e, attraverso il camice, me lo tenevo pelle a pelle, anche per delle ore..fa proprio parte del percorso neonatologico!!! Mi dicevano che se anche non si attaccava alla tetta (ci sarà riuscito due volte...ma solo dopo che aveva superato i 2 kg...), sentiva l'odore del capezzolo e della sua mamma!!! Mai, e dico mai, mi hanno accusato di viziarlo! Anzi!!!
    Credimi, sono sconvolta dal tuo racconto...e ci sei rimasta "solo" una settimana!!! Se fosse capitato a me, sarebbe stato un mese e mezzo da strage in reparto...
    Comunque ora è a casa e sta bene e questo è l'importante!! GODITELO!!!!

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    1. Sono convinta anch'io di essere stata sfigata...e anzi, meglio così, nel senso che se la mia esperienza fosse stata la norma...che orrore!!!!!
      Conosco la marsupioterapia, lì col cavolo che la facevano, come ho scritto..delirio per tenermelo in braccio...
      Ma a casa...ahhh...a casa...coccole coccole coccole e me lo tengo addosso come mi pare, con la tutina, senza la tutina, col bodyno, senza bodyno...ho rubato una camicia pesante al filosofo e ci avvolgiamo, io e MiniFilosofo, lì dentro, pelle a pelle...che goduria!
      Che dire...il reparto dove sei stata tu è un reparto con un senso, dove sono stata io...bravi a livello medico, ma a livello umano...sotto i piedi!
      comunque sia...a casa...quanto sto meglio!!!! E lui pure...anche se mi sa che pure lui deve ancora riprendersi, dal trauma post nascita..povero. ma pian piano..ci rassicuriamo entrambi.

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    2. Pensa che la nostra esperienza è stata talmente diversa che io avevo paura a portarlo a casa...in ospedale mi sentivo talmente seguita (sia medicalmente che umanamente) che il terrore di gestirlo da sola era tanto...
      L'importante è che ora stiate insieme!!! Vai di coccole!! e se mi posso permettere, ti consiglio la fascia per "portarlo"!!!

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  13. Mi hai fatto piangere...mi hanno commosso il tuo dolore, la solitudine, la paura e soprattutto il tuo immenso amore

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    1. Un'esperienza brutta...un po' me la porto ancora dietro, lo ammetto...ma è finita. E sì, è stata anche un'esperienza di amore, come dici tu .:)
      in bocca al lupo per gli ultimi mesi di gravidanza!!!!!

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