giovedì 3 dicembre 2015

E di nuovo, tutti hanno qualcosa da dire, di negativo, ca va sans dire.

Non sono tranquilla, per il fatto che tra due settimane rientro a lavoro. Non lo sono.
Non sono pronta io, credo, Topo probabilmente è più sereno di me, in fondo lui per un po' starà con babbo e nonno, poi ci sarà l'asilo...e anche lì, la mia voce razionale e la mia esperienza di maestra mi dicono che starà bene.
Li vedo, i bambini che arrivano a noi dopo aver fatto il nido, e vivono la scuola dell'infanzia molto meglio.
E ho anche lavorato qualche volta, anni fa, in un nido, quando facevo l'educatrice in cooperativa. Non è certo l'inferno, il nido.
Topo andrà in un piccolo nido privato, solo una decina di bambini, 3 dade circa e una cagnolona gigante e abituata a stare tra i cuccioli umani.
La mia parte sensata SA che è la cosa migliore.
Migliore perchè starà con altri bimbi
Migliore perchè le educatrici sono molto più affidabili di mio babbo
Migliore perchè, tra l'altro, farà solo il part time e significa che, quando non sarà malato, avrà un posto sicuro dove stare ogni mattina e dove pranzare, e non dovrò preoccuparmi, come è già successo, del fatto che chi si offre di tenerlo poi non si presenta (e sono cazzi!)
Migliore perchè lo aiuterà a crescere

Ne sono convinta davvero.
Ma sono una mamma da poco, sono una mamma ansiosa e sono una persona con una forte angoscia abbandonica non ancora risolta.
Io ce l'ho, l'angoscia dell'abbandono, e la proietto su mio figlio.
Me ne rendo conto, ma è una cosa sulla quale lavoro da anni con risultati lenti. Che dire, è il mio buco nero che fatica a rimarginarsi.

E faccio fatica a pensare che ci saranno giorni in cui porterò lui al nido e poi altri lo andranno a prendere e io lo rivedrò dopo 8, a volte 9, a volte 10 ore.
E lui non avrà neanche un anno. E lui sarà con altre persone. E io non potrò sapere se sta davvero bene, se lo consolano quando piange, se avranno pazienza con lui.
Tutte cose superabili, lo so. Ma difficili, al momento. Sembrano enormi.

Ho provato ad esternarle, a cercare conforto e confronto.
Mi sono sentita dire:
- che mio figlio andrà in analisi da grande perchè l'ho mandato al nido da piccolissimo
- che le dade del nido non lo cagheranno di striscio e poi a me diranno va tutto bene
- che sarà sempre malato e per lui sarà un incubo

Io non sono andata al Nido, ho vissuto altre situazioni, sono stata in psicoterapia lo stesso e ho difficoltà più o meno varie comunque.
Io sono un'insegnante di scuola dell'infanzia, e col piffero che mento ai genitori e non cago di striscio i bambini, anzi.
Sì, si ammalerà un bel po'. I nipoti del Filosofo si sono fatti malattie continue per i primi 4 anni di vita, e non sono andati al Nido. Prevedo che le malattie saranno costanti, anche perchè io lavoro con bambini...e quindi porterò comunque a casa di tutto e di più.

Detto questo...che cazzo di frasi sono? Che cazzo di discorsi sono, questi?
Ma perchè alla mia ansia,o anche solo al mio cercare conforto, rispondere così?
Perchè?!?!
C'è anche chi, come la mia collega, mi ripete ad ogni piè sospinto  che sarà durissima, che io starò malissimo, che sarà una cosa inimmaginabile.
E pensare che neanche gliel'ho chiesto.

Tra le altre cose, l'asilo nido dove andrà Topo prevede un inserimento abbastanza veloce, 2-3 giorni la mamma resta mezz'ora e il bimbo sempre di più (fino a 2 ore), poi il 4 giorno 10 minuti e poi basta, e anche su questo...apriti cielo.
Credo che alle prossime domande risponderò con un vago "mah, dell'inserimento dobbiamo ancora parlare nei dettagli", perchè il prossimo che mi dice che è una roba da nazisti lo meno.
Anche perchè...qui fanno così tutti i nidi, non è che sono stronze loro, quindi...basta grazie!!!!!!

Che poi...se mi avessero detto, a metà gravidanza, che il giorno del parto mi avrebbero tolto Topo dalle braccia dopo 10 minuti, lo avrebbero portato via e lo avrei rivisto dopo 24 ore, che per una settimana avrei potuto tenerlo in braccio solo in quel reparto-corridoio, senza mai privacy, senza MAI fare un po' di pelle a pelle, che le infermiere mi avrebbero cacciata per ore impedendomi di stare con lui perchè per loro era più comodo che non lo allattasi...se mi avessero detto questo credo che avrei pensato che non l'avrei mai superata. Che fosse troppo.
E invece poi ce l'ho fatta. L'abbiamo superata.
Forse non del tutto, ancora, forse entrambi siamo ancora un po' feriti da quell'esperienza, ma stiamo andando oltre.
So che possiamo andare oltre a molte cose, e l'inserimento al nido, per quanto sia difficile, per quanto sia un distacco importante, è molto più normale di quello che è successo alla sua nascita.
Lo so. Solo che fatico a sentirlo davvero, fatico a non farmi sommergere dalla paura che lui soffra troppo. Dalla paura che lui si senta abbandonato da me.
Che è poi la MIA paura. Il MIO spauracchio. Il MIO buco nero.
Devo lavorarci.
Nel frattempo, quando qualcuno mi chiede del prossimo futuro, io rispondo a monosillabi. E cambio argomento.
A meno che la persona in questione non mi dica SUBITO che faccio bene a mandarlo al nido, che starà bene, che all'inizio sarà un po' strano ma che poi Topo se la godrà un casino.
Voglio solo sostegno, solo opinioni positive.
I lati negativi li ho bene in mente da sola.
Astenersi perditempo e menagramo vari. Astenersi bocche larghe e piantagrane.

8 commenti:

  1. mah, che commenti odiosi, privi di senso e di tatto. Coraggio, come dici tu stessa, si tratta soprattutto di proiezioni su di te e comunque hai superato ben di peggio, quindi andrà tutto bene!
    Pensa che a me viene impedito di portare la bimba al nido prima dei 12 mesi (o oltre) e questo, oltre a limitarmi nella ricerca di un lavoro, mi riempie pure di preoccupazione perché nel caso specifico io vedo che mia figlia ha bisogno di più interazione e di più stimoli di quelli che posso darle io sola a casa con lei tutto il tempo!

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    1. Vero vero vero, l'interazione tra pupi è una gran cosa, io vedo che il mio la cerca un sacco, nelle occasioni in cui lo porto dove ci sono altri bimbi.
      grazie del sostegno!

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  2. oh quanto ti capisco, ho vissuto le stesse tremende paure e orribili emozioni, non ho dormito notti intere prima dell'entrata al nido di mia figlia. Ho pianto quando l'ho lasciata, lei no, lei rideva. Le dade sono state e sono tuttora meravigliose. Poi...poi ci si abitua prima, ci si impara a convivere dopo e ad un certo punto, senza che tu te ne accorga, senti che é il loro mondo, che hanno la loro vita sociale, che gli manca quando non vanno. I miei figli sono sempre entrati correndo al nido, io scherzo su che hanno i mornings meeting ;)
    Ieri il mio secondo figlio, con lui é stato un pochino più facile perché sapevo quanto gli sarebbe piaciuto, ha portato i disegni fatti coi colori a dita.
    Lui abbraccia le dade, sorride e fa ciao ciao ai compagni, e li mena pure aahahah, e tu, tu sarai una mamma fierissima di tuo figlio, tu sarai realizzata a tornare al lavoro che ami, tutto andrà non bene ma meravigliosamente (e potrai sbattere in faccia a quelle del "nido mai" la tua realtà bellissima e il tuo bambino socialmente attivo e sicuramente più maturo).
    Io invece ti ho scritto un poema, sorry.
    Baci e buon inizio a tutti e due :-)

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    1. Mi piace, il poema. L'ho letto due volte :)!
      Non so come la prenderà Topo, è piuttosto zuccone e non so come vivrà le sue prime "regole sociali", ma è anche questa una cosa positiva...
      Ed è bello leggere di esperienze positive, di bimbi che vanno con gioia al nido!

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  3. "E faccio fatica a pensare che ci saranno giorni in cui porterò lui al nido e poi altri lo andranno a prendere e io lo rivedrò dopo 8, a volte 9, a volte 10 ore.
    E lui non avrà neanche un anno. E lui sarà con altre persone. E io non potrò sapere se sta davvero bene, se lo consolano quando piange, se avranno pazienza con lui.".....è esattamente questo quello che provo anch'io. Non è il nido in sè per sè..ma è l'idea che io sarò quella che da un certo punto in poi vedrò mio figlio meno di tutti. Starà molto più tempo con l'asilo, con il padre e con i nonni che con me. E quindi si ritorna all'abbandono.
    Però mi piace anche quello che hai scritto dopo, sul fatto che avete superato cose durissime insieme, e quindi supererete anche questa cosa. E' vero, dobbiamo ripetercelo ogni giorno. Ho chiesto consiglio alla psicologa che organizza gli incontri per le mamme e mi ha detto che i bambini si adattano a tutto, che conta la qualità del tempo che si passa con loro, e che quindi quelle poche ore con me saranno per lui preziose e insostituibili.
    Ce la possiamo fare.

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    1. Che fatica, ragazzi! Che faticaccia.
      Ce la faremo...anche se sembra tanto pesante, ora. Ed è vero, i bimbi si adattano a un sacco di cose, e comunque ricordiamoci che vanno a stare con altri bimbi, in luoghi dedicati a loro e con professionisti dell'infanzia. Sarà dura ma ce la faremo ( e sarà dura più per noi che per loro mi sa :-) )

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  4. Eccomi, sono la nazista pro-nido che mancava all'appello! Darista sará bellissimo! Stará assieme ad altri bambini, con educatrici preparate, avrá a disposizione un sacco di materiali e giochi interessanti, imparerá a fidarsi degli altri adulti ed a giocare con gli altri bimbi, avrá tante avventure, e soprattutto imparerá che non importa quanto lunga possa essere la giornata... alla fine mamma arriva sempre! :) P.s. Gli inserimenti al nido servono non solo ai bimbi ma SOPRATTUTTO ai genitori, spero che tu possa trovare educatrici accoglienti e rassicuranti... noi alla creche suggeriamo ai genitori di telefonare, sopratutto i primi giorni, se sono in ansia o semplicemente vogliono sapere come va. E abbiamo una "foglia del ritmo"ovvero un foglio tarato con le ore in cui segnare i tempi di veglia, i pasti, i cambi ma anche i momenti di pianto e i giochi o le attivitá che hanno interessato il bimbo... tu non sarai lí, ma non ti sfuggirá nulla lo stesso! Un abbraccio, Alice nidizzatrice

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  5. Mia nidizzatrice preferita,
    non potresti tornare sul suolo italico e venire al nido di Topo?
    Scherzi a parte...concordo su tutto. QUello che dici è verissimo, soprattutto il fatto che l'inserimento è per gli adulti, lo vedo anche all'infanzia che sotto sotto è così.
    Sono io che devo prenderci il ritmo...e so che a lui farà bene. Ma penso farà bene anche a me. Solo che fa tantaaaa paura.

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