giovedì 26 marzo 2015

Sembra ieri. O una vita fa. Il mio parto. Induzione. Epidurale. Dolore. UTIN. Gioia e paura.

E così, è nato. E' nato mio figlio. MIO FIGLIO. Mio figlio. Mio figlio.
Non mi sembra ancora vero, che sia mio figlio. Sono passati quasi 10 giorni, eppure...è ancora tutto così...così strano.
sembra ieri...e da un lato sembra così lontano, il parto...
Difficile spiegare questa sensazione di straniamento.
Voglio raccontarlo, il mio parto, per ricordarlo. Perchè mi sembra che diventi sempre più sfocato nella mia mente, una serie di immagini, di momenti...sensazioni che mi sembra già di dimenticare.
Sabato 14 marzo, a 40+6 andiamo in ospedale per il controllo. Ctg, ecografia, controllo fondo dell'utero.
Tutto bene,salvo che il collo dell'utero, per quanto quasi appianato, non accenna a dilatarsi.
Il medico, gentile e mai visto prima, mi guarda la pancia e dice "beh, con una pancia così piccola..brava signora, non ha preso tanto peso con questo diabete, non sarà un bimbone".
Poi parla con l'ostetrica, ed entrambi mi dicono che visto che siamo  a 40+6, visto che ho questo diabete per quanto ben gestito, visto che il liquido comincia a calare...loro non aspetterebbero oltre.
"Signora, io partirei con un'induzione soft".
Mi spiega che soft vuol dire partire con le prostaglandine, niente ossitocina e simili.Per il momento.
perchè la fettuccia rilascia prostaglandine in modo graduale, la posso tenere 24 ore e poi vediamo...se fa partire, bene, se no si passa a vie più pesanti.
Mi dice anche che a volte non conta, indurre,e che nel caso, si fa il cesareo.
"Avete con voi la valigia?"
Eccome. Sta in macchina da quasi un mese, la valigia. Eppure mi sembra tutto irreale. Sono entrata per un controllo, l'ennesimo...e invece...resto? Resto.
Il Filosofo se ne va, deve tornare a casa a sistemare cose, e dire al lavoro che questo weekend non può proprio andare.
E' tutto improvviso e incasinato, ma insomma...pensiamo che presto usciremo di lì con il nostro bimbo, no?
Il dottore mi dice che prima di 12 ore è difficile che parta chissà che, magari doloretti mestruali. Ok.
Mi sistemo nel letto, mi prendono una via per eventuali flebo e mi metto a leggere. Le ostetriche, dolcissime, passano ogni tanto per tracciato, e per chiedermi come sto. Doloretti, niente di più.
Comincia a salirmi l'ansia, anche perchè di notte il Filosofo non può stare, a meno che non mi parta il travaglio attivo, lui deve uscire alle 21 e tornare minimo alle 7.
Quando la sera se ne va mi parte la lacrima, tra gli ormoni e la paura per quello che potrebbe iniziare da lì a poco sono piuttosto tesa.
Provo a dormire, ma come? Per fortuna l'altro letto è vuoto, e posso tenere la luce accesa. Alle 23 circa cominciano i dolori mestruali fastidiosi...comincio a faticare a stare sdraiata.
All'una comincio a passeggiare su e giù per la stanza, lamentandomi tra me e me dei doloretti, pensando "cacchio...sono partiti davvero, i doloretti...".
(Ingenua, pensavo di sentire male...!!!).
Alle due acchiappo un'ostetrica in corridoio, che vede la mia faccia e mi dice "ti porto in doccia...vedrai che ti va bene".
Mi spoglio, nuda col mio pancione e la pelle d'oca, e mi siedo sulla sedia sotto la doccia. Mi spiega come regolare l'acqua e mi dice di stare almeno un'oretta.
Se ne va, dalla porta socchiusa vedo il corridoio buio del minuscolo reparto.
mi piace questo ospedale, così piccolo il reparto, così familiare, tutti solerti e gentili, mi fa sentire accolta.
Nel frattempo, i dolori aumentano. Mi accorgo che sto cominciando a mugolare, a lamentarmi, a emettere suoni a volume non più tanto sommesso.
Si fanno le 3.30, e inizio davvero a stare male. dolore forte, sono le contrazioni.
L'ostetrica torna, mi aiuta ad asciugarmi e mi dice "Vediamo come va, ti porto in sala travaglio, così puoi urlare senza svegliare le altre mamme..:"
Le altre mamme...oddio...le altre? Che, sono una mamma io????
Mi visita, le contrazioni sono già alte alte nel grafico, ma ancora distanti 3-4 minuti una dall'altra, nn sono ancora al picco ma a me fa malissimo, urlo, gemo, mi piego. La dilatazione è quasi assente...porca puttana!
Mi lascia da sola, con la promessa di accorrere se chiamo. Il tempo passa lentissimo, chiamo il Filosofo piangendo, sto male, ho paura da sola di notte, ho bisogno di lui.
Intanto, il tempo passa, incredibilmente. Spero arrivino presto le 7, sono stanca, nn dormo e non riesco a stare seduta, mi aggrappo a tutto pensando "cazzo ma come faccio?".
Alle 6 torna l'ostetrica e dice "fregatene dell'orario, chiama il Filosofo, gli apro io la porta". Lo chiamo, lui si lava, ingurgita cibo a caso e parte, (si era fermato in un albergo vicinissimo, visto che l'ospedale è a 50 km da casa), arriva una mezz'ora dopo e finge una calma che, mi dice poi, non ha, perchè la mia faccia lo preoccupa.
Il suo arrivo mi rincuora, ma le contrazioni cominciano a farsi più potenti, torniamo in doccia, lui mi sostiene perchè non riesco a stare seduta, io mi aggrappo a lui urlando e piangendo, dicendo cose, ora ricordo più o meno, tipo "non ce la faccio voglio andare a casa"  e implorandolo di aiutarmi.
Mi fanno di nuovo la CTG, a ripetizione, arriva anche la ginecologa con l'ostetrica nuova, che ha appena iniziato il turno. Mi dicono che il mio grafico è perfetto, contrazioni vicinissime, col picco altissimo che esce dal grafico, sembrano quelle stampate sui manuali.
Io continuo a urlare chiedendo aiuto, e dico, sincera, che non ce la faccio, che io impazzisco, che non posso continuare...
La dottoressa mi visita, neanche 2 cm di dilatazione.
A quel punto mi dice che non può fare ancora l'epidurale, ma che chiama l'anestesista per farmi dare del buscopan nel frattempo.
L'anestesista arriva, parte un po' stronza nel trattarmi come se stessi rompendo le palle, interviene la ginecologa dicendole due parole, qualcosa sul fatto che deve aiutarmi e non so che altro, e lei cambia un po' atteggiamento, mi fa la flebo e mi dice di resistere, che posso farcela e che lei aspetta con me i 3 cm.
Rimangono lì, lei e l'ostetrica, mi parlano, l'ostetrica mi accarezza mentre il Filosofo, sudato fradicio, continua a sostenermi e a prendersi i miei urli nelle orecchie.
A un certo punto lo cacciano fuori e io mi dispero, ma è perchè vogliono farmi l'epidurale. L'ostetrica mi intima di stare immobile, la procedura è lunghissima...i 10 minuti più lunghi del mondo, perchè ormai sono le 10 di mattina e io non sento più pause tra le contrazioni.
L'ultima votla ho dormito venerdì notte, sono stanca, mi sembra di spaccarmi in due e non so più dove trovare le energie.
L'epidurale, va detto, è la svolta.
Inizio a sentire le pause di un minuto circa tra un dolore e l'altro.
Non urlo più che mi sembra di morire, urlo dal male, urlo che sono stanca, urlo, ma tra una contrazione e l'altra il dolore si attenua.
L'anestesita mi sorride, mi dice che non può farmi una dose da cavallo, ma io la ringrazio, riesco a dirle che ora va meglio, che respiro.
E' vero, mi sento meglio, ora è un dolore umano. Ad alcune donne l'epidurale toglie tutte le sensazioni, a me ha reso sopportabili le ultime ore, e di questo non posso che ringraziare!!!
Si fanno le 11.30, l'ostetrica fa mille manovre, mi tiene le mani "dentro", perchè l'utero si dilata poco e contrae molto, mi rompe le membrane...e lì sento che parlano di "M3". Mi sembra di capire che il piccolo abbia meconiato, non ne sono sicura, loro non mi dicono nulla se non di resistere, di non spingere anche se lui sta spingendo come un matto per uscire.
E' difficilissimo, richiede ogni energia del mio corpo, non assecondare la spinta.
La dottoressa torna, mi porta le carte per il cesareo, mi dice che non possiamo aspettare, che sono a 8 cm di dilatazione ma che non c'è tempo.
Io firmo tutto. Non importa cosa dovete fare, tirate fuori mio figlio che stia bene!
Passano 5 minuti ...e la dilatazione passa a 10 cm (nel frattempo, non so quando, mi avevano attaccato l'ossitocina).
Mi dicono "si va! Vieni vieni si va!!!" e mi accompagnano nei 5 metri fino alla sala parto. Salgo sul lettino, e intorno a me trovo 3 ostetriche, la ginecologa e l'anestesista. Sullo sfondo, vedo i chirurghi, allertati per il cesareo, che a distanza si tengono pronti.
Cominciano di nuovo a infilare mani, a urlarmi cose...io non capisco niente.
Mi urlano di spingere, e a me sembra di farlo, ma dicono di fare di più di più di più...il Filosofo mi sembra che non ci sia, ma all'improvviso si china su di me e lo vedo, e anche lui mi dice spingi e tutti mi ripetono "dai dai sei bravissima dai" e a me sembra di morire di fatica...mi piazzano in faccia l'ossigeno, l'anestesista, diventata dolcissima, mi rassicura e mi sprona.
A un certo putno mi urlano che ci siamo quasi, e un'ostetrica enorme (grande quasi quanto il Filosofo, che è oltre il metro e ottanta e ben piazzato) mi plana sul torace, per spingere col gomito.
A quel punto ho seriamente creduto che sarei morta. Cerco di mandarla via, mi esce la voce strozzata quando cerco di dire che soffoco, che non respiro, aiuto!!
Si toglie un attimo poi torna, so che è una manovra da fare quando il bambino ha difficoltà a uscire, ma mi sta uccidendo, e io lo penso davvero, che sto per morire.
In realtà tutto questo è durato poco, la fase di parto sarà durata massimo mezz'ora...finalmente esce la testa...mi dicono che è quasi fatta...non è vero...le spalle fanno fatica, devono usare la ventosa.
Ma poi sento come se mi vuotassero la pancia...e lui è fuori. E' nato.
E' nato. Ma perchè me lo portano via???
Lo hanno portato in una stanzina di fianco alla sala parto, io da sdraiata vedo solo tanta gente chinata, imagino su di lui.
nel frattempo il Filosofo è stato "cacciato" nella sala travaglio, dove lo hanno costretto a nutrirsi di acqua zuccherata e biscotti, perchè pallidissimo e spaventato (lui ha visto portare via il piccolo e gli hanno detto "lo mandiamo all'ospedale Maggiore, lì c'è l'UTIN").
Ora, il Maggiore è ad almeno 20 minuti di auto da dove stavo io...e il Filosofo questo lo sapeva.
io no. Io sono lì che ho appena perso mezzo litro di sangue, e mi dicono che devono cucirmi, perchè mi sono un po' lacerata.
Ok. fa male, ma niente di terribile rispetto a prima. Nel frattempo, il secondamento, mi fanno vedere la placenta (ma quanto è grande e pesante? Che cosa!!!) e mi dicono, finalmente, che il mio bimbo ha bisogno di cure. Che lo portano via.
io voglio vederlo.
Mi fanno alzare, e mi trascino con la flebo fino da lui, i dieci metri più lunghi del mondo. Praticamente non sto in piedi, così mi danno sedia a rotelle e lo vedo.
Lunghissimo, capellutto, bianco e rosa e bellissimo...e con l'ossigeno vicino e troppi troppi dottori.
Continuano a prendere misure, a fare cose, mi dicono che è 54 cm per 3 kg e 700 g, mi prendono in giro e dicono "dove lo tenevi, questo colosso!!!".
Io non capisco niente, voglio mio figlio in braccio...il Filosofo non torna, dopo mi ha detto che si era messo a piangere e non voleva che lo vedessi.
A me viene da piangere anche ora mentre scrivo....è stato straziante vederlo e non porterlo toccare. Ma poi me lo mettono in braccio, pochi minuti , in cui lui già cerca il seno, muove la bocca, gli occhi, appena è in braccio i parametri di battito e ossigeno migliorano, l'ostetrica dice che sente la sua mamma.
E sono io, la mamma. Così comincio a piangere, nel frattempo continuo a perdere sangue e ci accorgiamo che sta allagando la sedia a rotelle, il mio camice e il pavimento, dilagando ovunque.
Mi fanno un esame del sangue e saltano fuori tutti valori sballati, neanche avessi acqua, ormai, nele vene...ma non mi interessa, finchè non lo portano via voglio stare con lui in braccio.
Poi arrivano dal Maggiore, con la culla termica. Impressionante, vederlo lì, ora mi sembra così minuscolo, con i tubicini, la flebo nel piedino, e pian piano si allontana nel corridoio e io resto lì col mio sangue e le mie braccia vuote.
Da lì cominciano le telefonate dell'ostetrica, pietosa, al Maggiore, insistendo per farmi trasferire se non subito almeno il giorno dopo, per farmi stare il più possibile vicino a lui.
Questo accade di domenica pomeriggio. La domenica notte è stata orribile. Il Filosofo è dovuto andare via, come sempre, e io me ne sono stata lì, con la mia pancia ormai vuota, a non dormire, ad appisolarmi un attimo per sognare cose orrende, mentre le ostetriche a turno venivano a controllare come stavo e a cambiare la traversa del letto sempre insanguinata.
Sembrava quasi che non riuscissero a trasferirmi, causa emorragia da controllare, ma poi la mattina dopo mi dicono che hanno trovato il posto, in ginecologia, a solo un piano di distanza da lui, che mi fanno trasferire subito.
E lì...lì è cominciata la nostra, per fortuna breve, ma pesante, esperienza in UTIN.
Un'esperienza di solitudine, ma anche di mancanza di privacy, di professionalità altissima e di poca umanità, un'esperienza forte, che non avrei voluto fare e che mi ha fatto scoprire di avere risorse che non credevo.
Ma ne parlerò un'altra volta, per scrivere questa memoria ci ho messo diversi giorni, scrivendo a spizzichi mentre il mio patatino dorme...e ciò accade, se non sta in braccio a me, al massimo per 5-10 minuti di seguito un paio di volte al giorno. E quindi...per oggi basta. Prima o poi avrò tempo di buttar giù anche il resto. Scriverne mi fa bene. Mi aiuta a liberarmi delle parti dolorose e a trattenere solo le cose buone.

Ah...e alla faccia di chi mi ha detto "Il dolore del parto non te lo scordi mai..." posso dire che è una cazzata!!!! non è vero. Te lo scordi eccome.
Io, a distanza di neanche 2 settimane, ricordo con la mente che le contrazioni sono state devastanti, e il parto molto faticoso...ma non ricordo davvero il dolore. So solo che era tanto. Ricordo me stessa che soffre, ricordo cosa dicevo e pensavo...ma poi..il dolore..boh?
Se dovessi riaffrontarlo ora, avrei paura, perchè è ancora molto vicino...ma so che l'ho affrontato e superato, e francamente...mi ricordo che era tanto...ma appunto...è un ricordo "sulla fiducia".

venerdì 13 marzo 2015

un grande rientro. Il "NON CI PENSARE, COSI' SUCCEDE". (Sì, soffro di insofferenza acuta)

Come prima cosa...FANCULO.
Ma proprio fanculissimo.
A tutti quelli che mi hanno detto, mi dicono e (temo) mi diranno

NON CI PENSARE!!! 
SE CI PENSI NON SUCCEDE!
SMETTI DI PENSARCI E VEDRAI...SUCCEDE SUBITO!

Ma che cazzo di discorso.

Me l'hanno detto per anni. Anni di ricerche, esami, tentativi falliti.
Non devi pensarci. Se vuoi un figlio, non serve fare sesso, cercare di beccare l'ovulazione, aiutarla con farmaci, fare la IUI, fare mille punture buchi ormoni e poi ICSI in quantità.
Noooo...basta che non ci pensi!
E zac, sei gravida.

Che immane cazzata.
Lo so (sono una psicologa per qualcosa), lo so che mente e corpo sono legati, lo so che lo stress influisce negativamente.
Ma non facciamo ragionamenti a minchia.
Il fatto che lo stress influisca negativamente, non basta per dire che allora basta non pensarci e via, bambini in quantità.

Passano i mesi, gli anni. E io ci penso. Eccome. E finalmente, il tentativo giusto.
Sono incinta.
Ora sono incinta.
E passano i mesi.
E ora...si ricomincia?!?!?!?! SI RICOMINCIA?!?!?!
Eh sì, perchè lui non si decide a nascere.
Il termine passa, e anche le persone a cui avevo mentito dando una settimana in più (e stando pure sul vago) cominciano a rompere.
A dirmi cose come " e allora???" (con tono scocciato), "Oddio, ma sei ancora così?" (con tono preoccupato...del tipo "non è che questa esplode?"), "Ma senti, non è che qualcosa non va?" (con tono da "non sono un medico, porto solo sfiga").
E poco dopo, dopo avermi consigliato mille rimedi dementi, aggiungono, ta-daan...NON CI PENSARE!!!


Non ci pensare. Perchè se non ci pensi, vedrai che ti parte subito il travaglio.
Devi solo non pensarci. Chiaro? NON CI PENSARE!!!
Ma siete scemi????

Poi va beh...lasciamo stare chi mi ha detto "oh beh...se non nasce ti inducono il parto...ma lo sai che l'induzione può anche non funzionare? Rischi di soffrire tantissimo, ma tantissimo, te lo giuro, e poi devono farti il cesareo! Guarda, tu non ci pensare!"
E tu, per favore, per favore per favore per favore, smetti di respirare. Adesso. Grazie.

mercoledì 11 marzo 2015

"Ormai sei stanca eh?" "Lo sai che ti mancherà, vero?". E hanno tutti ragione

I rompicoglioni sono la maggior parte. Quelli che sanno tutto, quelli che hanno tutte le loro teorie perfette e le loro idee su cosa dovrei fare, dovrei aver fatto e perchè e percome.
Quelli mi fanno veramente ribollire il sangue. E non sono mica pochi.
Ma ci sono anche, fiori rari, le persone che semplicemente capiscono. Che sia perchè ricordano la loro esperienza, che sia perchè empatizzano.
Loro dicono cose sensate, non invasive.
C'è il fronte di chi mi dice, piano "ormai sei stanca...ti capisco":
E non è che sia stanca della pancia, la pancia in sè. mi piace, la pancia, anche se non credevo che sarebbe diventata tanto grande (forse perchè io sono piccola...dicono che sia anche questione di prospettiva...e in effetti ci sono pancione ben più enormi, cavoli!).
Sono stanca però di non riuscire a fare praticamente nulla senza avere fiatone, contrazioni, dolori nei posti più strani.
non riesco ad allacciarmi le scarpe se non mettendoci una decina di minuti, e solo se sono in casa, perchè posso assumere posizioni laocoontiche assurde, ma se sono fuori è un casino...non so come fare. L'altro giorno un fragilissimo vecchietto che avrà avuto almeno 150 anni e le ossa di un uccellino mi ha chiesto "signorina...signora...la aiuto con la scarpa?" e con la lentezza inesorabile di una montagna che crolla si è chinato e mi ha allacciato la scarpa...dopo aver visto come mi stavo riducendo per farlo io.
Poi c'è il cucinare, il camminare...l'alzarmi almeno 10-12 volte a notte per la pipì...ogni volta un delirio.
Questo è il lato fisico, c'è anche il lato mentale.
la paura. Sono stanca e ho paura. Perchè il parto è vicino e lontano insieme, perchè più passa il tempo più lui diventa grande, già è testone...e insomma...vorrei, se possibile evitare il cesareo, perchè è pur sempre chirurgia, e preferirei di no.
Soprattutto se prima di arrivarci devo comunque affrontare travaglio, dolori, e tutto quanto.
Sono stanca perchè ogni giorno potrebbe essere buono, e ogni dolore nuovo mi spaventa e insieme mi allerta, e ogni giorno però è il giorno in più, il giorno che aumenta le possibilità di complicazioni varie...
Non riesco a sentirmi una "gravida a termine normale". Non ci riesco. La mia storia NON è stata normale, non è una gravidanza "arrivata per caso", nè arrivata "facendolo nei giorni buoni". No. E' arrivata dopo anni di punture, tentativi di fecondazione, dolori, medici. E finchè lui non sarà nato, io non sarò tranquilla.

E c'è chi dice "ti mancherà, sai?".
Credo, a queste persone.
Lo capisco, anche se solo in teoria. mi mancherà la pancia? non lo so...sicuramente in qualche modo mi mancherà questo rapporto "esclusivo" con mio figlio.
Sarà sostituito da quacosa di enorme, grandissimo, bellissimo, ma sarà diverso.
Penso sia normale, pensare che un po' mancherà, questa sensazione di essere solo noi due, e soprattutto...per quanto mi riguarda, di poterlo proteggere da TUTTO IL MONDO ESTERNO.
Sarà che io sono un po' orso, sarà che ci sono tante persone che vorrei non lo avvicinassero mai e so che invece lo vorranno fare...ma ci penso, al fatto che un po' mi mancherà, poter filtrare certe persone fuori, tenerle lontane.
E' bello essere sempre in contatto con lui, che si muove tanissimo (ahia!!!) e risponde alle carezze.
E insieme, non vedo l'ora di abbracciarlo, di conoscerlo.
C'è anche il lato egoistico, perchè negare? Io non sono una gran bella persona....mi mancherà il fatto che ora, da circa 2-3 mesi, mia madre mi tratta bene. Non passa il tempo a criticarmi, ferirmi, abbattermi. La vedo, che si trattiene. Che mi tratta gentilmente. Anche mio padre, che pur mi tratta bene sempre, è più delicato...
So che questo è dovuto al fatto che sono "il contenitore" del loro atteso nipote...non riguarda me come persona, e finirà non appena lui sarà un essere umano ben separato da me...ma penso che mi mancherà lo stesso.
Perchè è tanto bello essere trattata così. Come qualcuno che va salvaguardato.

Comunque sia...tra qualche giorno ennesimo controllo, e ho paura che mi diranno di nuovo "sì sì tutto morbido, ma tutto chiuso". L'ultima volta l'ostetrica ha premuto e premuto, sperando che ci fosse anche un minimo spiraglio per "entrare". Nulla. Questo non li fa ben pensare, riguardo al possibile scollamento delle membrane. Io non so cosa accadrà. Non so come accadrà.
Nel frattempo, parlo continuamente con il piccolo, cammino, faccio le scale, e oggi farò una piccola torta per il Filosofo, è il nostro anniversario di matrimonio. E rispondo ai messaggi di chi scrive "allora? ma ancora niente? ma insomma!" con un laconico " no, nienet". A cui credo che aggiungerò, a partire da ora, un bel "quando accadrà qualcosa, lo saprai subito!". Che cazzo.


domenica 8 marzo 2015

...sempre qui.

E si continua ad aspettare.
Con la ginecologa dell'ospedale che dice "rompiamo le membrane" e l'ostetrica che si rifiuta anche solo di visitarmi dicendo "ma no aspettiamo".
Decidetevi.
io non ne posso più, tra crisi di pianto, dolori vari, indolenzimenti e contrazioni (no, non quelle buone, lo so, ma non sono il massimo neanche queste).
E per fortuna che ho detto in giro una DPP sbagliata per eccesso, perchè già mi spaccano i maroni così....figuriamoci se sapessero che ho mentito loro di una settimana e più! Ma quante cazzate possono sentire le mie orecchie senza cadermi? Mah. Sarà tutto allenamento per dopo. Perchè immagino che non possno che peggiorare, il rompicazzismo e il comefaituèsbagliatotispiegoiocomefarismo diffusi.
E comunque sia...