mercoledì 28 dicembre 2016

Sipario

Era un po' che ci pensavo. Senza riuscire a decidermi.

Poi i pensieri si sono fatti precisi, e sono accadute alcune cose. Piccolissime cose, parole, discorsi, mail e telefonate.
Cose piccole, pensieri piccoli, ma sufficienti a farmi decidere.

Questo blog, che mi ha accompagnato nei periodi più dolorosi della mia vita fino ad ora, resterà visibile.
Magari non per sempre. Ma ci penserò poi, se mai.

Nel frattempo, io migro. Nel caso qualche lettrice* (perdonino, in caso, eventuali lettori uomini, di cui non sono a conoscenza) desideri continuare a farmi compagnia, basta mandarmi una mail o scrivermi la propria in un commento.
E, già che ci sono, vi benedico.
 
A bientôt.


* vi chiedo una cortesia: non inserite la mia nuova "casa" nel blogroll dei vostri blog, se lo avete. Lo so, è scomodo poi cercare ogni volta...ma è solo per un po', poi quando tutto sarà aperto, potrete aggiungerlo se e dove vorrete.

martedì 29 novembre 2016

Regali di Natale. Idee.

Io continuo ad essere una madre snaturata. Che considera demenziale mettersi a fare grandi cose natalizie per un bimbo di neanche 2 anni.
Che del natale se ne frega altamente.
E che ha tutto quello che gli serve.
Ma ho notato intorno a me tutto un fiorire di quesiti su cosa regalare a bambini dell'età più o meno del mio.
Mamme in crisi, nonni sul piede di guerra, amici di famiglia pronti a immergere il pupo nella plastica.
Negli ultimi mesi ho comprato alcune cose, che offro a Topo man mano (alcune non le ha ancora viste).
Ho approfittato di offerte scovate via via, quindi non so se ora costino di più, ma non si tratta mai di roba troppo cara.
E così, in un momento di bontà natalizia (seee), ecco che condivido il mio sapere giocattolifero.
I link sono tutti di amazon, per comodità personale. ma immagino che si trovino anche altrove!

1. Melissa & Doug _ Gioco delle serrature.
Topo ci impazzisce. Davvero. In un momento di follia da bricomamma avevo pensato di farlo da sola.
Ma penso che avrei speso di più che a prenderlo già fatto.
E' in legno, per cui meglio usarlo con supervisione. Se se lo sbattono in testa fa male.




2. Melissa & Doug - Allacciature
Di nuovo i piccoli pannelli di legno, ottime attività di motricità fine. Anche questo si può realizzare anche in casa, ma l'avevo trovato in offerta. Non ancora consegnato a Topo, il quale però ama follemente cerniere bottoni alamari e tutto l'allacciabile. Prevedo successi.




3. Aquadoodle. Tappetino per disegnare con l'acqua.
A Topo piace"disegnare". di solito NON sui fogli.
Questo tappetino è piuttosto piccolo (un po' meno di un A3) e dotato di un pennarello (una penna che si può riempire di acqua) per disegnarci sopra.
Una volta asciugato i disegni spariscono.
Una specie di lavagna magica ad acqua.
Portatile e divertente. A differenza della lavagna magica NON si distrugge se Topo lo sbatte qua e là.
Il mio costava 8-9 euro, ma arrivano anche a 40 se li volete più grandi.




4. Libri. Molti libri.
A noi i libri piacciono un sacco. Praticamente infestiamo ogni biblioteca nel raggio di km. A volte i libri ce li compriamo pure.
A noi in particolare, al momento, fanno impazzire i libri con finestrelle e che parlino di animali.
Sapevatelo.
Esempi...


E un classico intramontabile:

Di libri ce ne sarebbero a carrettate in realtà... non bastano mai :)

mercoledì 9 novembre 2016

Un libro illustrato per i (futuri) padri

Non che la mia città offra sempre grandissime opportunità culturali, ma almeno c'è una fighissima biblioteca per ragazzi.
E ce ne sono altre 2 di quartiere che non sono male.
E una terza, che ha una minisezione ragazzi, anche quella.
insomma...i libri non mancano.
E per fortuna, visto che Topo, con due genitori divoratori di storie, non smentisce la tradizione familiare, e adora i libri.
L'altro pomeriggio cercavo, in realtà, un libro che volevo leggere ai bambini a scuola.
Mentre sfrucugliavo uno scaffale straripante di libri illustrati fighissimi, mi è saltato all'occhio "Papà isola".
L'illustrazione di copertina mi ha "chiamata": DOVEVO portarlo al Filosofo, SUBITO.
Anche perchè, soprattutto quando Topo era mini, questa posizione l'assumevano spesso.
E anche ora.
E così l'ho sfogliato.
Ed è un albo illustrato davvero delizioso.
Perfetto per il Filosofo, che è un grandioso babbo-isola. E babbo-capanna. E così via.
E infatti il Filosofo lo adora. E Topo anche, e vuole che glielo leggiamo almeno 2 o 3 volte ogni sera, in questi giorni.
Protagonista l'orso Gigi, che sta per diventare padre e si chiede se sarà all'altezza, visto che non gioca a calcio e non sa tuffarsi...
Per fortuna la sua compagna, l'orsa Betty, lo rassicura ...

Se avete qualche futuro padre tra le vostre conoscenze...io glielo farei leggere.


mercoledì 2 novembre 2016

Amare più il marito o i figli?

C'era questa tipa, questa Waldman, che è diventata più famosa di quanto già fosse (in quanto scrittrice e moglie di uno scrittore), dichiarando qualcosa che è stato tradotto così:

"Se una buona madre è una che ama il suo bambino più di chiunque altro al mondo io non sono una buona madre. Infatti sono una cattiva madre. Amo mio marito più dei miei figli"

Avevo letto altro, ma sempre tradotto, per cui non so quali siano state le sue esatte parole.
Poi lei va avanti e spiega il suo pensiero.
Ogni tanto ci penso, mica tanto a lei in particolare, ma al discorso in sè, che scatenò parecchie polemiche e dilagare di opinioni ovunque.

Ricordo un vecchio film di Nanni Moretti (uno dei miei registi feticcio), La messa è finita.
C'è questa scena in cui lui parla di fronte a due sposi.

Dovrete impegnarvi molto, perché non è facile volersi bene, non è naturale come con i figli. L’altro giorno una donna, in confessione, mi ha detto: “Mio figlio l’ho fatto io, mio marito invece un’altra donna”. Perché dico questo? (…) 

Tralascio il fatto che qui si parli di figlio "che ho fatto io" escludendo i figli adottivi, perchè non è questo il centro del mio discorso, ora.
Ho visto quel film innumerevoli volte, fin da bambina. E ho sempre ricordato quel discorso, chissà perchè.
Sarà che ero bambina, sarà che il cinema morettiano è una delle poche cose che condivido piacevolmente con mia madre, sarà che nel contesto del film, ho sempre trovato molto vero il rapporto madre - figlio che mostra Moretti, sarà questo o quello, ma a me quella frase è rimasta in mente e mi è sempre sembrata bella, in qualche modo. O comunque vera. Nel senso che, almeno per me, il legame con un figlio (adottivo o biologico, il discorso "l'ho fatto io" potrei sostituirlo con l'ho cresciuto io, o comunque, con una frase, che suona meno bene, ma il senso sarebbe: lui è mio figlio, mio marito no), è qualcosa di diverso.  
Ed è anche, PER ME, qualcosa di più.

Io credo di amare mio figlio non solo diversamente, ma più di mio marito.
E se mai riuscissimo davvero ad averne un secondo, di figlio, penso che la cosa non cambierebbe.
Aumenterebbe la "quantità" di amore che posso dare, ma non la distribuzione. Credo che mio marito verrebbe comunque secondo, dopo i miei figli.
Perchè? Non lo so. E' istintivo. Lo sento, me lo sento dentro.
E se ci penso...è uguale. E' così.
In realtà non mi sono messa molte volte lì a pensarci, se va bene o no. Se è giusto o no.
So che per me è così.
Forse dipende dal rapporto tra me e il Filosofo. Da come siamo noi, dalla nostra coppia.
Una sera ero fuori con un paio di conoscenti-amiche...e si parlava di mariti o ex mariti.
Io parlavo del Filosofo, raccontando un po' e un po' tacendo, quando si è finite a parlare di sesso ho espresso la mia totale impossibilità a dare un contributo sull'argomento...
E dopo un po' una delle due compagne di serata ha detto: "dovete avere un legame di affetto profondo, per resistere insieme dopo tutto questo" ( questo è l'infertilità, i problemi di salute, l'assenza di intimità).
Mi ha colpito, come l'ha detto.
Non ci avevo pensato.
Suppongo di sì, che ci sia un legame profondo.
Siamo una buona squadra di genitori, l'abbiamo scoperto grazie a Topo.
Ci perdoniamo l'un l'altro cose che non perdoneremmo ad altri.
E siamo anche buoni amici.
Ma amo mio figlio di più.
E una volta che se ne parlava, così, il Filosofo ha detto che per lui vale la stessa cosa.
Ama nostro figlio più di quanto ami me.
Qualcuno mi ha detto che quando Topo sarà grande allora sarà un problema, tra me e il Filosofo.
Non lo so. Se lo sarà, vedremo che fare.

giovedì 27 ottobre 2016

Quando una mamma che non sa disegnare incontra un figlio fissato con gli animali

...la mamma che non sa disegnare, ci prova lo stesso.
Topo adora qualsiasi cosa che riguardi gli animali.
Giocare con la cagnolina dei miei genitori, con la quale si leccano e si passano cibo reciprocamente.
Fare amicizia con tutti i cani che incontra.
Fermarsi ad osservare gatti, uccellini, coniglietti e qualsiasi altro animale ci capiti sotto tiro.
E anche sfogliare almeno 100 volte di seguito qualsiasi librino che parli di animali.
Un paio li avevo comprati mesi fa, e molti li prendiamo in biblioteca.
Ma visto che i lunghi weekend piovosi (e le giornate a casa malati) necessitano di nuove idee, i sono cimentata nel disegno.
Prendendo a modello i vari librini di Topo, ho cercato di realizzare degli animaletti. Siccome apprezza molto anche tutte le attività con finestrelle e stacca attacca..ecco la "casa degli animali". Che contiene gli animali al momento preferiti da Topo, cioè quelli di cui ripete il verso. Man mano che le sue abilità imitatorie migliorano, il nostro zoo domestico si arricchirà.
Realizzata con pastelli a cera e un cartone di recupero.
Per gli animali invece, grande dispendio di pennarelli, altro cartone di recupero, plastica adesiva, velcro e colla a caldo. Alto livello proprio.
Ecco qui la mia creatura. Lasciamo stare la proporzione tra gallina e asino. Lasciamo stare.
Tanto, conoscendo il pargolo, non credo che durerà tantissimo.






lunedì 10 ottobre 2016

Silvia. E un libro. E alcuni pensieri

Quando sono tornata a casa, il Filosofo mi ha chiesto...e allora? com'è, poi, Silvia?
E io ho cominciato a raccontare confusamente. Che avevo ancora  gli occhi e la testa e il cuore pieni di lacrime.
La prima immagine che mi è venuta in mente, di Silvia, non è il primo momento che l'ho vista.
E' quando Silvia si è alzata in piedi, cauta, i movimenti un po' impacciati dal piccolino che le dormiva in braccio, abbandonato sulla sua mamma.
L'ho raccontato al Filosofo, per raccontargli quello che avevo visto di Silvia.
Silvia è bella.
E non intendo soltato esteticamente (che pure, Silvia è anche bella nel senso più comune del termine): ha uno sguardo luminoso, e quando sorride le cambia la geometria del viso e sembra più giovane, e ha gli occhi che dicono tante cose.
Silvia è bellissima quando si china su suo figlio che le afferra una gamba prima di correre via di nuovo.
Mi sono sentita un po' una spia, mentre guardavo Silvia e il suo bambino, prima di farle un segno di riconoscimento, prima che anche lei potesse guardare me, ma faceva bene al cuore, guardarli insieme, e così ne ho approfittato.
Silvia ha ricevuto un premio, sabato scorso.
Durante uno degli eventi del raduno nazionale di Ciao Lapo, Silvia è salita sul palco a parlare di sè e della sua esperienza passata, quella con il suo primo figlio.
Il suo blog, o meglio il suo vecchio blog (perchè adesso Silvia scrive qui) è stato pubblicato, è diventato un libro.
Un libro che si chiama  "Giorno dopo giorno" ed è una specie di diario, una serie di riflessioni e pensieri giornalieri, dal giorno in cui Silvia ha perso il suo bambino.
A vederlo (e appena avrò di nuovo un pc decente, metterò la foto), è un libro sottile. 150 pagine? Più o meno.
Ma basta aprirlo e sfogliarlo per scoprire che in 150 pagine può vivere una profondità di amore, di dolore, di fatica, di pensiero, di rinascita, di forza e di paura che non ci si immagina.
Io lo avevo letto, il blog di Silvia, lo seguivo man mano.
E vorrei che lo leggessero tutti.
Chi ha vissuto o sta vivendo la straziante perdita di un figlio, ma anche...o soprattutto? chi conosce qualcuno in quella situazione.
Qualcuno che abbia perso un bambino, durante la gravidanza, durante il parto o poco dopo.
Vorrei che lo leggessero tutti, per vedere per un attimo con gli occhi di chi tutto questo lo ha vissuto.
Per provare, almeno provare, a capire che cosa sia, questo, quanto grande sia.
Io ho sentito Silvia parlarne, sabato, ho sentito altre donne che raccontavano, e piangevano. Come me, come altre persone sedute in sala. E mentre ero lì ad asciugarmi le lacrime pensavo che questi eventi dovrebbero esserci più spesso, che più persone dovrebbero avere il coraggio di venire ad ascoltare queste donne che raccontano. Perchè spesso, chi non ha idea di cosa si provi, si spaventa e fugge.
Ed è anche per questo che vorrei, davvero, che "Giorno dopo giorno" si diffondesse a macchia d'olio, che lo leggessero in tanti, anche se fa male, anche se è un pugno nello stomaco, anche se "ah, non ci voglio neanche pensare guarda" (mi ha detto qualcuno che invitavo a venire con me).
Intanto che io cerco di capire come si fa, a comprarlo, questo libro, suggerisco a tutti di fare un giro sul sito di Ciao Lapo (magari scrivendo all'associazione ve lo sanno anche dire1)

p.s. Giorno dopo giorno costa 10 euro (neanche 10 caffè al bar, per dire), e a Silvia non va un soldo, se lo comprate. I proventi vanno tutti all'associazione, ça va sans dire...

giovedì 29 settembre 2016

quo usque tandem, blogspot, abutere patientia mea?

Perchè blogspot ha cancellato, eliminato, distrutto gli elenchi di blog che servivo?
Perchè?
Mistero.
Che poi io sono lessa...e chi se li ricorda più, i nomi di certi blog, che pure leggo con piacere? Va beh...pian piano rifaccio.
Ma è una cosa cattiva. Sappilo, blogspot.

mercoledì 28 settembre 2016

Cameretta (in fieri)

Quando comprai l'appartamento, ero sola.
Mentre ci pagavo sopra il mutuo, c'era chi mi diceva che per una persona sola era grande.
Mah, non che sia enorme, ma sì, per una persona sola era spazioso.
Un bagno minuscolo, una cucina piccola, la sala ingresso e due camere.
Una era il mio "studio".
Poi arrivò il Filosofo. Cominciai a togliere roba qua e là, per far spazio alla sua.
La corposa libreria cominciò ad ospitare i suoi libri, e l'armadio in camera si è visto aggiungere un pezzo, per tutta la sua roba.
E poi..finalmente, dopo anni, Topo.
Che come ogni bimbo che si rispetti, pur misurando neanche 90 cm per 11 kg...occupa una quantità di spazio inimmaginabile, prima di avere un Topo per casa.
Perchè ci sono i body i vestiti i calzini le giacche le maglie...che qui tra vicina di casa e cognata è bellissimo perchè io non compro nulla...ma d'altro canto sono sempre dietro a smistare taglie e stagioni.
E poi ci sono i giochi, e c'è il "cuscino" fasciatoio, e c'è l'ossido di zinco...
E POI C'E' TOPO. Che diventa sempre di più una personcina definita, che cerca il suo spazio definito.
E quindi...e quindi la libreria gigante nello "studio" è stata ridotta, e nella parte ridotta alcuni scaffali sono stati topizzati con tutti i suoi librini.
E poi...la mia immensa scrivania è stata smontata e portata a casa dei nonni, in garage. E il computer ora sta su un microtavolo in camera da letto, che non abbiamo più, in casa, tavoli se non quello in cucina.
E così...la seconda stanza di casa...prende, pian piano, forma.
Con Bricononno ci stiamo dando alla produzione della struttura letto, che in parte ho scopiazzato da ikea, e in parte abbiamo migliorato con i consigli del vecchio saggio nonno.
L'altro pomeriggio, approfittando delle ore pomeridiane a casa mentre Topo folleggiava al nido, ho anche sistemato gli acquisti fatti.
Perchè stavolta qualche acquisto c'è stato. All'Ikea. Che basta dirne il nome di solito per scatenare grandi insulti o grandi dichiarazini d'amore.
Io all'Ikea ci sono andata anni fa, quando era ancora un po' una novità. Poi non c'è più stata occasione, finchè non mi sono messa a cercare idee per la cameretta.
E ho visto in giro i prezzi delle cassettiere a misura di bambino.
Roba che con la scusa dell'aura montessoriana del tutto te la fatto pagare direttamente con l'asporto di un rene.
E quindi...mi sono armata di armi, bagagli e block notes e sono andata all'Ikea.
Dove ho acquisito una ventina di scatoloni. Tutti per formare un mobile.
E anche una decina di cuscini che serviranno a circondare il Topo rotante quando sarà a letto.
Il montaggio della cassettiera non è stato dei più facili, perchè le istruzioni mute per quanto chiare non comprendevano proprio tutti tutti i passaggi...ma ce l'ho fatta.
E ora habemus cassettiera.
Da casa dei miei abbiamo recuperato un altro mobiletto con un paio di scaffali che servirà per riporre i giochi.
ora dobbiamo solo finire la struttura del letto e far fare dalla sarta la copertura per il tappetone di gommapiuma che si aggiunge a quello che abbiamo nell'ingresso..e la camera sarà pronta.
Al momento Topo infatti dorme ancora nella nostra camera, di fianco al nostro letto. Non so come sarà il passaggio di là...ma non ho fretta.
Penso che ce la faremo, in qualche modo.
Dopotutto ero spaventata all'idea di fargli fare il full time al nido, temendo che non dormisse o che si disperasse...e invece le dade mi mandano foto di un Topo in posizione "stella marina" o accovacciato praticamente addosso a un'amichetta, rincuorandomi sul fatto che se c'è qualcuno che fatica a dormire quello non è certo lui.
Ce la faremo.
Si preparano giorni di grandi lavori manuali, una volta che Bricononno sarà pronto...

venerdì 2 settembre 2016

Nostalgia del ventennio. Ovvero, il Fertility day

#FertilityDay.
Mi sento oltraggiata, offesa, umiliata...e incazzata. La grottesca campagna del ministro Lorenzin non poteva essere peggiore.
la fertilità è un bene comune? Ah sì?
mah. Lasciamo stare cosa penso delle loro oscene cartoline promozionali, la MIA fertilità, anzi la mia INFERTILITA' è stata considerata dalla sanità pubblica problema MIO.
Cazzi miei. Non sono stata aiutata. Non sono stata ascoltata (o tu simpatica dottoressa dell'ASL che mi dicesti "è inutile, le tue ovaie sono stronze"), non sono stata curata decentemente.
Sono stata umiliata, massacrata fisicamente e mentalmente.
Se ho un figlio è perchè ho PAGATO PROFUMATAMENTE una clinica privata, dove mi hanno aiutata. Dove grazie alla FIVET ho avuto mio figlio.
La fertilità, teste di gran cazzo, potreste aiutarla con dei protocolli per la fecondazione assistita non da girone infernale, magari.
non facendo sentire le donne come me delle merdacce inutili, fallate (o tu, dolce infermiera che mi dicesti "ma tuo marito, quando ti ha sposata, lo sapeva che eri fallata?") e da buttare.


E cosa vogliamo dire del dirigente che mi chiede "ah...hai un figlio...e vuoi farne altri?" con aria inquisitoria. Sottinteso: senti, già ne hai uno, non fare scherzi se non vuoi perdere il posto o essere relagata a una mansione inferiore per punizione.
E degli asili che costano un occhio? Il che, sommato al fatto che magari entrambi i genitori hanno dei contratti da fame, rende impossibile anche solo PENSARE, di farne un altro.
E degli orari demenziali per cui diventa tutto un gioco di incastri delirante, anche solo portare un bambino dal pediatra?
E del fatto che, una volta che il figlio l'hai fatto...poi non esiste un sostegno all'allattamento, un minimo di sostegno e di informazione sulla depressione post partum, e simili?

 
No, di questo noi non vogliamo parlare. Noi vogliamo dire, ai gggiovani: trombate, ragazzi. Intanto scopate, al resto penserete poi. E soprattutto, trombate, ragazze, senza pillola, senza preservativo, senza niente.
Andate e scopatene tutte. Che lo stato italiano ha bisogno di figli (...quanto suona nostalgia del ventennio, tutto questo?)

la propongo come "nuova" cartolina per il fertility day

lunedì 29 agosto 2016

In vacanza CON o PER i bambini

Se ne parlava una sera con un'amica.
Lei mi raccontava di un'altra famiglia, in cui i genitori si dedicano talmente tanto all'intrattenimento dei figli, da aver fondato una specie di associazione che si occupa, se non ho capito male, di divulgazione scientifica per bambini.
Posto che a me una cosa così sembra fighissima, e anzi...li voglio contattare per sapere se c'è qualcosa che può andar bene per Topo, il discorso era poi un altro.
Lei mi diceva che questa famiglia organizza anche tutte le vacanze PER bambini, considerando solo le loro esigenze: villaggi turistici con super animazione, posti da visitare solo se adattissimi a bambini e così via.
Lei e il marito invece (due bambini, 6 e 4 anni circa) hanno ridotto un po' le vacanze, con i bambini, ma hanno sempre scelto mete e cose da fare in base ai loro gusti (specie di lei, lui va a traino).
I bambini si adattavano. E se non si adattavano, si sarebbero annoiati (parole sue).
E così, chiacchierando...abbiamo parlato anche di me.
Di me, anche perchè il Filosofo è ancora più a traino del suo, di marito.
Il Filosofo a volte manco si traina, non viene proprio :-)
E quindi, mamma al potere.
Ma che potere è?
Mmm...a pensarci, mi sa un po' e un po'.
Io sono (ero?) da vacanza spartana, con bagaglio a mano anche per settimane, e magari col couchsurfing.
Città da visitare, soprattutto. Città in cui infilarsi, proprio a partire dalle case altrui.
Poi arriva Topo. E le cose sono cambiate.
In effetti, le mie prime vacanze con Topo sono state decisamente PER bambini.
Siamo stati un paio di giorni al mare, io e lui.
Alberghetto vicino al mare, in paesetto tranquillo.
E ad altre piccole gite ho rinunciato perchè avevo paura della gestione topìzia.
In realtà a settembre me lo sono portato al mercato internazione di Ferrara, un'oretta di viaggio circa, ma mi piace troppo girare per le bancarelle (per quanto care) di cibarie assurde.
Il trend di vacanze a misura di bimbo è continuato anche quest'anno:
il Filosofo è venuto con noi in montagna, e anche qui abbiamo scelto una località tranquilla, fresca, con praticamente nulla da fare se non gironzolare per il minuscolo centro e fare passeggiatine, anche di misura di passeggino.
E prima di partire, mi ero anche premurata di cercare per bene le opportunità per il Topo:
- biblioteche per ragazzi aperte nelle vicinanze (e in trentino le biblioteche spaccano)
- piccoli parchi gioco (anche questi sono fantastici, ben tenuti...e con un sacco di giochi per tutte le età, scivoli, strutture per arrampicarsi, con finestrelle etc.)
- supermercati.
E siamo andati in appartamento, per avere più libertà di getione del Topo, con spazi e mangiare organizzato a piacere.
Dopodichè, con Topo sono tornata al mare, di nuovo un paio di giorni, per fargli fare ancora un po' di cura di mare.
Ancora vacanza per bambini, cercando il paesello tranquillo e la spiaggia che digrada dolcemente e un po' di giochetti in spiaggia (e la doccia calda, che diamine, pure per la mamma!!!).
Se ci penso, però...le nostre vacanze sono un po' per bambini e anche un po' "con"...
Per esempio, Topo mangia quello che c'è. Magari non fritti a pranzo e cena (e quello neanch'io...), ma se ci si arrangia, lui fa parte dell'arrangiamento.
Il che, d'estate, è molto facile.
Se si mangia fuori, di solito cerco di prendere per lui il pesce, visto che al ristorante lo sanno fare meglio di come lo faccio io, ma non avendo bisogno di menu bimbi e altre cose, tutto è molto più facile.
Pian piano, poi, sto ricominciando a introdurre cose che interessano davvero anche a me.
Pian piano...per esempio, sto mettendo da parte i soldi (perchè se si vuole "viaggiare" bisogna rinunciare a qualcos'altro, fa parte della vita) per andare insieme al Topo a vedere una mostra che mi interessa.
Quella sarà una vacanza CON bambino, più che per.
Anche se prima di partire, visto che vorrei stare via anche una notte (troppo sbattimento se no), penso che comunque cercherò di vedere se c'è qualche parchetto per giocare interessante.
Mostra per me, parco per correre e arrampicarsi per lui, cibo tipico della zona per tutti e due! :-)
Sicuramente dipende molto dal fatto che Topo sta crescendo.
Quando era un minuscolo frugoletto c'era la gestione del latte artificiale, che bisognava preparare scaldare gestire etc., per esempio.
E bisognava anche trasportare Topo sempre e comunque.
Ora Topo se magna pure i muri, e corre più veloce di me.
Due dati molto interessanti, anche se quando la belva finisce l'autonomia va comunque trasportata in qualche modo!!!
Di sicuro, anche se io cerco di viaggiare leggera, Topo ha cambiato la questione bagagli: anche se per me non porto molto (e spesso riesco a ficcare le mie cose nella borsa del cambio di Topo), comunque la sua borsa del cambio è sempre presente, con annesso libretto pediatrico. E di solito anche una mini borsa frigo, per i nostri quintali di frutta e verdura quotidiani.
Le mie ex vacanze super nomadi a scarpinare qua e là per il momento sono un po' accantonate: fare la mamma-sherpa limita le mie capacità di movimento, ho bisogno di essere più stanziale...se no non sono più vacanze, ma devastazione.
Mi domando...mamme che magari capitate qua e mi leggete...che fate, voi?

giovedì 25 agosto 2016

...il letto che balla.

Quando ci fu il terremoto all'Aquila, abitavo da sola in questo appartamento.
Ero con un'amica, sul divano.
Cominciarono a sbattere le porte, a vibrare i vetri.
E io e lei, sedute io sul divano e lei quasi sul bracciolo...cademmo per terra.
Spostate dal movimento del pavimento e del divano stesso.
E noi, dall'Aquila, siamo piuttosto lontani.

L'altra notte sognavo. Sognavo che qualcuno mi scuoteva fortissimo per le spalle. Mi sono svegliata.
Il letto ballava. La porta di casa vibrava, e anche le finestre.
Il letto ha ballato per un bel po'.
Il Filosofo continuava a dormire.
Io l'ho svegliato, e nel frattempo ho preso in braccio un Topo profumato di sudorino e di sonno, che si è acciambellato in braccio e ha continuato a dormire.
Abbiamo aspettato.
E si è calmato tutto.
Dopo ho cominciato a cercare notizie in rete, ma era troppo presto.
Pian piano sono arrivate le informazioni.

"I bambini del terremoto" (Corriere della Sera)

Come si fa a non pensarci continuamente?

domenica 7 agosto 2016

Donde jugaran los ninos?

A parte la mia personale passione per i Mana, il titolo della loro vecchia canzone era appropriato per rappresentare il mio pensiero (al di là del fatto che apprezzo tantissimo il testo, ma non c'entra con il mio frivolo post di oggi).
Dico davvero..dove giocheranno i bambini?
O meglio...dove diamine si nascondono, i bambini?
Nel parco sotto casa nostra spesso noi siamo gli unici a scorazzare qua e là.
Soprattutto nelle prime ore serali, dopo la cena (piuttosto presto, al nido pranzano prestissimo...).
E io mi domando..che fanno tutti questi bambini, che in altre occasioni incontriamo?
Li troviamo quasi sempre con i nonni, che mi chiedono "ma lui va già al nido?", e poi mi rispondono che il loro / i loro nipoti stanno con loro, che al nido non ci vanno.
E quindi, questi bimbi sono in carico ai nonni tutto il giorno..e bravi questi nonni, ok...ma dove se li tengono, i bimbi? Io se provo a tenere Topo in casa, dopo un bagnetto, un librino e qualche gioco...si scatena la follia.
Lui comincia a portarmi e a cercare di infilarmi le scarpe, e mi trascina dalla porta finchè non usciamo.
Questo sia di pomeriggio che di sera.
Sarà mica l'unico...eppure non è semplice trovare compagni di gioco.
Forse dobbiamo cominciare a cambiare parco.
In effetti l'altra sera sono uscita con Topo in bici, anzichè fermarci nel parchetto vicino ne abbiamo raggiunto uno un po' più in là.
Lì c'erano un po' di bimbi e bimbe, tutti con mamme velate e arabofone. Forse i bimbi di origine non italiana hanno meno distrazioni in casa e usufruiscono di più dei parchi e dei giardini?
In ogni caso, questa scoperta è interessante, e visto che il parchetto è a poco più di 10 minuti di bicicletta...potremmo aver risolto la nostra solitudine estiva|


giovedì 4 agosto 2016

Niente più...

I nostri embrioni congelati sono finiti.
Abbiamo fatto un ultimo tentativo.
Finito con una biochimica
Sì, per qualche breve giornata sono stata incinta, e il mio corpo se ne è accorto subito, questa volta.
ha riconosciuto tutto.
Anche la fine.
Che forse sarà la fine di ogni speranza di un secondo figlio.
Bisogna saper perdere.

mercoledì 13 luglio 2016

La spiaggia in casa (ma proprio DENTRO casa....)

Topo adora la spiaggia.
La sabbia si può manipolare, far scorrere tra le dita, lanciare in faccia a se stesso e alla mamma, mangiare...
E poi la sabbia bagnata...oh, libidine! Si può fare quanto sopra e tanto di più, fare mucchietti, poi piantarci le mani dentro.
Il mare è il meglio del meglio...ma insomma, anche la sabbia non scherza.
Il guaio è che noi non abbiamo la possibilità di portarlo al mare così spesso come sarebbe bello.
Gite di un giorno per ora le ho escluse, le ore più calde e il pisolino pomeridiano sono difficili da gestire, senza una "base" operativa.
E quindi, si sta via almeno una notte, per avere una stanza anche durante il giorno...il che implica un costo.
Un costo un po' tosto da affrontare al momento, per noi.

Il mare è relativamente facile da sostituire: utilizzo la vaschetta gonfiabile in cui ha sempre fatto il bagnetto, oppure andiamo in piscina.

Ma...la sabbia?
In effetti, non era difficilissimo, eppure non ci avevo pensato.
Poi un giorno al supermercato ho avuto l'illuminazione: farina di mais.
E' gialla, è piacevolmente granulosa, costa poco ed è anche commestibile!!!
Devo dire che Topo la apprezza molto.
In terrazza ho steso una vecchia tovaglia, ci ho rovesciato sopra mezzo kg di farina (pagata 80 centesimi il kg) e poi ho rifornito Topo di imbuto, cucchiaio, un paio di contenitori e un colino.
Si è divertito un sacchissimo!
L'effetto collaterale è che, per quanto si faccia attenzione, ci si ritrova casa piena di scricchiolante farina...ma è un contro da poco, per quanto mi riguarda. Mi basta una passata di aspirapolvere per arginare il danno abbastanza efficacemente.

Ora il prossimo step è la "sabbia magica". Vista nei negozi e subito lasciata perdere, costa troppo.
 E così mi sono messa in cerca di una ricetta facile per farla in casa.
Ne ho trovata QUI una che mi ispira...

Oggi mi sa che la sperimento.
Chissà se a Topo piacerà...conoscendolo però ho pochi dubbi.

giovedì 7 luglio 2016

Pentirsi di essere madre.

Ultimamente mi sono imbattuta spesso, online, in discussioni e scritti sull'argomento "madri pentite" (genitori pentiti, a volte, ma soprattutto si parla di madri, e sono madri a parlare).
Mi sono chiesta come mai.
Come mai ora se ne parla così tanto?
Sicuramente c'è la pubblicazione del saggio Regretting motherhood, piuttosto recente. Questo ha dato nuova notorietà all'argomento.
Che non può essere un argomento nuovo, anzi...
Anni fa mi laureai con una tesi che esplorava diversi lati oscuri della maternità, e ci sono parecchi studi (ricordo un bel saggio, Il bambino della notte) che trattano di come una donna debba mettere d'accordo le proprie illusioni speranze idee sul futuro figlio con quello che sarà il bambino reale che si troverà tra le braccia. E non sempre è facile.
In realtà, per un attimo, mi sono domandata se questo fiorire di madri pentite non fosse anche un po', lo ammetto, una moda, come mi pare sia (o sia stata) quella delle "cattive madri": c'è stato un periodo, mi pare che ora stia sfumando ma forse mi sbaglio, in cui era fondamentale, se volevi avere successo come blogger, opinionista, o simili, parlare di quanto tu fossi una madre "scarsa", dovevi aver dimenticato tuo figlio in macchina almeno 3-4 volte, aver scordato a casa la sua merenda e averlo sfamato a salatini mentre non rinunciavi all'ubriacatura del venerdì sera, se non volevi essere una madre noiosa.
E mi sono chiesta...il pentimento di cui parlano oggi tante donne può essere parte di un fenomeno simile?
Ma credo di no.
La "pessima mamma" di solito scrive con un certo orgoglio di sè, divertendosi a raccontare.
Le madri pentite che ho letto in questi in giorni scrivono parole di dolore.
Parole di donne che dicono, chiaramente che se potessero tornare indietro non farebbero figli. Molte non farebbero il secondo.
Vorrebbero indietro la vita di prima, vorrebbero non essere madri. Alcune scrivono di non essere adatte a fare la madre, altre non riescono a non essere arrabbiate con i propri figli, perchè sono nati.
Mi è impossibile immaginare davvero come sia, sentire qualcosa del genere, ma credo debba essere davvero terribile: come si può stare a volere con tutto il cuore di poter cambiare così tanto e in maniera così impossibile la propria vita?
Da un marito puoi divorziare, puoi cambiare lavoro, puoi cercare di curare una malattia...ma un figlio?

Mi chiedo, poi, cosa porti queste donne a pentirsi tanto della loro vita.
Immagino che ci sia una differenza enorme tra quello che pensavano sarebbe stato il futuro, e la realtà.
Ma perchè?
Mi domando...è davvero possibile che TANTE donne, oggi, abbiano un'idea così scollata dalla realtà rispetto a quello che sarà?
Non so, mi sembra difficile.
Sicuramente ci sarà una percentuale di donne che davvero resta terribilmente "stupita", sconvolta e impreparata COSI' TANTO di fronte al cambiamento che un figlio porta (o che un secondo figlio, porta).
Ma a me viene da pensare che ci sia, da considerare, soprattutto un altro fattore.
La PRESSIONE SOCIALE che ancora oggi, nel 21° secolo, si fa sulle donne.
Perchè una donna DEVE desiderare la maternità, perchè una donna DEVE volere un figlio, e anzi DEVE volerne almeno uno, meglio due, che già se decidi di fermarti a uno sei strana e additata.
E questa pressione così forte...mi domando se non ci siano tante donne che in qualche modo di ci si adeguano, pensando che, una volta fatto il figlio, le cose in qualche modo si aggiusteranno, ci faranno l'abitudine o comunque si troveranno bene con la loro nuova vita.

E' davvero un argomento che mi fa pensare, in questi giorni.
Guardo mio figlio e penso che la mia vita grazie a lui è al 100% più incasinata, al 100% più faticosa e al 150% più felice, e mi chiedo come sarebbe se non ci fosse quest'ultimo fattore.
Come sarebbe ogni mia giornata?
Come sarebbe ogni SUA giornata?

venerdì 1 luglio 2016

Al mare con Topo. La seconda volta.

L'anno scorso, di questi tempi, facevo la mia prima mini vacanza al mare con un mini Topo.
Abbiamo replicato.
Questa volta ci siamo fermati ben 2 notti, anzichè una.
Sempre io e Topo.
Ed è stato BELLISSIMO.
Stavolta ho scelto un albergo decisamente bimbo friendly, con piccola zona gioco interna, area esterna con scivoli e altri giochini e la piscina.
Topo ha decisamente gradito tutto quanto.
Soprattutto il mare.
Ha mangiato chili di sabbia, abbiamo passato un sacco di tempo a combattere con le onde  e a giocare sul bagnasciuga, raccogliendo conchiglie e saltellando qua e là.
Il bagno convenzionato con l'albergo aveva anche una bella zona gioco, che abbiamo sfruttato.
Il mare però è rimasto il nostro preferito, anche perchè l'acqua era più calda di quelal della piscina.
In più, nel mare si tocca anche, in piscina no, quindi nel mare...più autonomia per Topo e più folleggio.
E' stato anche parecchio impegnativo, Topo dà parecchio da fare, è sempre pieno di energie (finchè non crolla distrutto) e corre da ogni parte impanandosi appena gli metto la crema solare e cercando di fare immersioni subacquee ovunque ci sia un po' di acqua.
Io sto migliorando, nella gestione bagagli, che riduco sempre di più, anche se mi sento sempre abbastanza uno sherpa, specialmente avanti indietro dalla spiaggia.
In ogni caso, esperienza decisamente da ripetere.

martedì 21 giugno 2016

"Fatti aiutare" (ovvero: hai voluto la bicicletta...)

Quando Topo era piccolissimo, appena nato, appena uscito dall'UTIN, e tutto quello che volevamo (io, il Filosofo, e credo anche Topo stesso) era stare INSIEME e IN PACE, i miei genitori, soprattutto mio padre, zompavano a casa nostra in orari casuali.
Mio padre ha persino usato le chiavi che tiene "di scorta", qualche volta. Con mia somma incazzatura, perchè magari stavamo riposando, o ero appena riuscita a calmarlo, o stavo allattando in pace.
Ho chiesto a mio padre, gentilmente, di aspettare.
Gli ho detto di darci tempo, che quando Topo fosse stato un pochino più grande certo che l'avrei lasciato da loro, certo che gliel'avrei affidato, certo che etc. etc.
Ho aggiunto: "...ve lo lascerò talmente tanto che vi stancherete".
Risposta: " Figurati, figurati, non vediamo l'ora".
La solfa costante era "fatti aiutare": e io avrei voluto farmi aiutare, avrei voluto che sistemassero casa, che mi preparassero da mangiare. Loro volevano stare con Topo mentre io avrei fatto tutto il resto.
E io continuavo a spiegare che ci voleva solo qualche mese di pazienza.
Sì.
Sono passati i mesi, Topo ha cominciato a diventare più grande e più "abile", prima gattonava, ora cammina e va anche piuttosto veloce, tocca tutto prende tutto, impara velocissimo come funzionano un sacco di cose che vede usare agli adulti e vuole giocare, tanto.
Nel frattempo lo abbiamo iscritto all'asilo.
L'asilo? Ma come...? Ma sei sicura? Ma non vuoi che lo teniamo noi almeno fino a quando non ha un paio di anni?
Mio padre sembrava persino un po' offeso.
La solfa è continuata per un po', perchè Topo si è ammalato un paio di volte, perchè all'inizio, come tutti i bambini, piangeva un po'...
Bene.
Ora il mio amatissimo trottolino pieno di energie sta super volentieri con i nonni.
Anzi, col nonno. Perchè mia mamma non può gestirlo e mia suocera...la vediamo solo se andiamo noi da lei, perchè da almeno un anno non viene a casa nostra (stiamo a cieca 30 km).
E quindi...alla fine, quando abbiamo bisogno, ogni tanto ci rivolgiamo a mio padre. Ogni tanto,perchè  negli altri casi finisce che mi arragnio.
E mio padre...mio padre
1. va avvertito con anticipo, le urgenze sono un problema.
2. A volte sbuffa proprio, quando gli chiedo la cortesia di stare con Topo un pomeriggio.
3. Mi ricorda con simpatica frequenza che lui ha tanti impegni.
IL che è TUTTO legittimo, Topo è un bimbo vivace, mio padre è stanco e ha le sue cose da fare.

Ma allora...allora...perchè cazzo PER MESI mi hai rotto le palle che non ti lasciavo Topo? Che non potevi stare con lui?
Che poi, tutt'ora, quando gira a lui ( al nonno), lui viene a trovarci a orari a cazzo e non considera che magari devo far mangiare il bimbo o stiamo uscendo.
Insomma...lo stile è diventato da "fatti aiutare" (cioè: lasciaci il bimbo e fai i lavori di casa) a "hai voluto la bicicletta...".

Il che va benissimo....se almeno ora non cominciassero, i miei, a sindacare sul fatto che:
1. a settembre Topo comincia il nido anche di pomeriggio
2. ogni tanto chiameremo una babysitter.
Cosa cazzo dovrei fare? portarmelo dietro a lavorare, quando finisco tardi la sera?
O portarlo con me dal dentista?

Forse sono un po' stanca, o le preoccupazioni e i pensieri su altre cose mi rendono meno tollerante in generale...però che cazzo.
Comunque sia...ci organizzeremo.
Ce la fanno tutti, a organizzarsi. Lo faremo anche noi.
Anche se, lo ammetto, a volte sono un po' invidiosa di certe famiglie che vedo a scuola, con questi nonni super tuttofare. Ma in realtà non so nulla, di loro.

giovedì 9 giugno 2016

Troppe cose

Ci sono troppe cose in ballo. E troppe cose nella mia testa.
Mi piacerebbe essere in grado di governare l'ansia di cui soffro, ma non sono ancora tanto capace.
Diventare madre aveva per un po' sopito questo tratto della mia personalità, poi è ritornato, prepotente più che mai.
Ha cambiato oggetto e soggetto, ora il centro di tutto non sono io, non sono le poche persone a cui voglio bene...è soprattutto Topo. E quello che lo riguarda.
Ogni giorno ci sono decisioni da prendere.
E in questi giorni se ne sono presentate alcune che mi mettono in agitazione più di altre...mi domando come ne uscirò, e come farò a non coinvolgere Topo nel mio modo di essere.
Spero di farcela. non voglio che lui cresca come me.
La sua famiglia è diversa dalla mia. Lui non sarà costretto a gestire i miei problemi e a essere sempre quello forte. Lui deve poter essere un bambino e deve potersi appoggiare ai suoi genitori.
Dobbiamo farcela.
Vorrei essere capace di preoccuparmi solo quando ce n'è veramente bisogno, vorrei essere capace di non essere così ansiosa, vorrei essere diversa.
Non lo sono, e dovrò fare con quello che posso.
Essere madre è un continuo imparare, e un continuo scoprire che c'è qualcosa di nuovo che non avevo preventivato e di cui devo tenere conto.
Adesso si tratta solo di affrontare, via via, una cosa dopo l'altra.
E una sfida dopo l'altra.
Che paura, che mi fa.

giovedì 26 maggio 2016

Sanità pubblica. Vedi alla voce: morite male.

Questa mattina sono a casa dal lavoro.
Ho quindi ben 4 ore libere, dalle 8.30 alle 12.30.
Ne ho passate 2 al telefono.
non con le amiche, non con la parrucchiera e neanche con l'analista.
Con il cup telefonico.
Con DIVERSI cup telefonici.
E' stata un'esperienza estrema.

Prima chiamata. Attendo. Ascolto voci elettroniche. Premo tasti. Rispondono.

Io: "devo prenotare questo esame diagnostico specialistico per mio figlio".
Cup 1: (dopo altri 10 minuti di attese e dialoghi demenziali): Ahhh no, deve chiamare il cup 2. Chiami il ....
Io: (vedi sopra)
Cup 2 (altra attesa, passa la mezz'ora al telefono). Ah no, chiami il cup.1
Io: Mi hanno dato LORO il vostro numero.
Cup 2:Ah. Ma si sono sbagliati.

IO: Come?
Cup 2: devono farlo loro. Le hanno detto perchè non lo fanno loro?
io:...mi hanno detto che non riescono a fare la prenotazione. Di chiamare voi e di dire che me l'hanno detto loro.
Cup 2: attenda.

Io: (....minuti di musichetta isterica).
Cup 2: ho verificato. Non le hanno detto che è colpa loro? 

Io: ...ehm...
Cup2: non hanno aggiornato il software. Li chiami di nuovo e dica che noi non possiamo, che tocca a loro.

...
Cup 1: no, signora, non ci capiamo. a Bologna facciamo l'esame solo per i residenti. Lei non risiede. 

Si può fottere. (qui ho parafrasato, ma il senso era quello). Chiami il cup3 se proprio proprio.
...
Cup 3:  No, siamo pieni per ora.
IO: ah. E quando ci sarebbe da aspettare, circa?
Cup 3: ora siamo pieni.

IO: sì, ok....ma quanto è lunga la lista di attesa?
Cup 3: Siamo pieni. Senta....vedo che è per un bambino piccolo. Beh, vede, (diventando più gentile), se vuole può chiamare per farla privatamente. Vedo che ha l'esenzione. Però se la fa privata e paga la prestazione intera...allora vedrà che un posto lo trova. Magari non subito.
Io: speravo di farlo tramite il SSN.
Cup 3 (fine del tono gentile). Guardi allora provi altrove.





Poi dicono che mi incazzo.
Fanculo, va.

mercoledì 18 maggio 2016

Un topo a pois (a pois! a pois!) e altre amenità

Giovedì pomeriggio, dopo il pisolino, guardando i piedoloni di Topo ho notato alcuni puntini rossi.
Non essendo rintracciabile la pediatra, attendo un po'.
Verso sera i puntini continuano, salgono sulle gambe e sul sedere.
Chiamo l'educatrice del nido per chiederle se è il caso che il giorno dopo mandi Topo al nido o se è meglio che lo tenga a casa.
Risposta, molto placida: "Guarda, se vedi che non ha febbre o altro, mandalo pure. Abbiamo un paio di bimbi con mani-piedi-bocca, se è quella tanto se la sono già passata tutti".
Ok.
Il giorno dopo il pupo è stabile, più puntinato ma niente febbre.
Asilo, dove va a folleggiare come suo solito.
Intanto chiamo la pediatra, che, come da copione, mi dice che NON lo vede.
Che "tanto è già venerdì, dopo c'è il fine settimana, e quindi andiamo a lunedì e vediamo".
Non mi è chiaro il ragionamento, ma tant'è.
Sabato parte la febbre. Non altissima, ma puntini a manetta, sul tronco e sulle gambe tantissimi, diventano quasi bolle. I piedini sono devastati.
Topo, se distratto in mille modi, resiste, altrimenti tenta di scorticarsi grattandosi furiosamente.
Se non ricordo male, mani piedi bocca dovrebbe limitarsi, sorpresa sorpresa, a mani piedi e bocca.
Tronco e gambe e sedere? Che cavolo c'entrano? Mah.
Comunque sia...visto che andare in PS non ha molto senso (tendono a farti aspettare ore e ore e ore non importa se hai un piccoletto di un anno, visto che i pediatri sono rari come l'araba fenice)...ce ne stiamo quieti ad aspettare.
Ricoprendo topo di Olio Vea per vedere se riesco almeno a calmargli il prurito.
Domenica passa la febbre, sedere e schiena migliorano. I piedi restano una grattugia che prude e prude.
Ed ecco il lunedì, riporto Topo al nido e finalmente richiamo la pediatra. Che, bontà sua, lo vede il pomeriggio.
E mi dice che è ormai guarito...e che dovrebbe essere stata mani-piedi-bocca...
Alla fine mi dà una crema lenitiva per i piedini, e mi dice che essendo in remissione il tutto...in pochi giorni siamo a posto.
E in effetti è quasi a posto. Resta il mistero di che cacchio di malattia sia stata. Comunque sia...ne siamo fuori. Anche dal malefico prurito. Che ha devastato soprattutto le notti di Topo...e mie!!!
Essendo che tutto ciò è cominciato a due settimane dal vaccino, c'è anche chi mi ha detto: "Hai visto?!?!?!? Vedi, a vaccinarlo???".
La mia risposta è stata una risatona.
Non è "colpa" del fatto che a primavera le malattie esantematiche si diffondono come gramigna, non è che stando al nido a sbavazarsi addosso l'un l'altro i bambini si sono passati tra loro (e anche ad alcuni genitori) la malattia...nooooo...è il vaccino brutto e cattivo!
Intanto ci godiamo questa primavera col sole che non brucia ancora troppo.
E ce ne stiamo fuori casa tutto il tempo possibile.
Non per niente, proprio ieri Topo ha fatto il suo primo ruzzolone giù da una collinetta. Si è arrampicato più che poteva...ma a un certo punto la pendenza ha avuto la meglio. Almeno...per questa volta! Ma ho idea che Topo non demorderà facilmente...

venerdì 6 maggio 2016

Primavera...stavolta davvero?

Passo troppo tempo senza scrivere, solo pensando di farlo, scrivendo a mente, soprattutto la sera, a letto.
E non è che posso mettermi ad accendere luci e scribacchiare, a quell'ora.
E poi di giorno il lavoro, o Topo, o la casa da pulire (magari con Topo che trotterella e si aggrappa alle gambe e vuole giocare e soprattutto uscire uscire uscire)...e allora non scrivo mai.
La dada del nido manda le foto, nelle ultime Topo sta facendo "accoglienza" alla bimba nuova, ultima iscritta.
La didascalia della foto è "Topo è pronto, mamma, per un fratellino /sorellina..è proprio molto dolce e attento" e a me fa tanto tanto tanto piacere che lui sia così coccoloso verso gli altri bimbi.
Ma tanto davvero.
Ma viene la puntina (ahah, puntina, la puntona!) di fitta quando qualcuno innavertitamente tira in ballo la possibilità del fratellino o sorellina che sia.
perchè se prima eravamo dell'idea, poi le cose si sono complicate. E ora, che pur vorremmo approfondire la faccenda, a me non viene più il ciclo, ora che, come mai nella vita, lo aspettavo con una certa ansia per capire, per fare, per programmare.
Cerco di non pensarci, perchè non mi posso certo lamentare (salute personale a parte).
Topo è la gioia della mia vita, è il mio bimbo delizioso e amatissimo, e il fatto che vorrei davvero che non restasse figlio unico non lo rende meno prezioso. E non rende meno grande la mia felicità per il fatto di essere madre.
Che pure è non è sempre facile, o indolore.
Aggiungiamo i miei malanni e il fatto che sono sempre così stanca...in questi giorni mi sembra faticosissimo stare dietro alle sue mille e più di mille energie.
Poverino, a volte mi sento in colpa per non riuscire a portarlo fuori a folleggiare nei prati quanto vorrebbe, ma finchè non mi riprendo dall'ennesima botta influenzale e altro, non sono a pieno regime.
Adesso in programma ho gli ennesimi esami del sangue, stavolta alla ricerca di altro, nuovi esami nuovo tentativo diagnostico un po' alla cazzo, secondo me. Ma comunque...
Almeno PARE che sia primavera, e a differenza dell'estate, la primavera mi piace davvero. E piace molto a Topo, che se potesse vivrebbe en plein air tutto il tempo. In effetti..ci siamo rotti un po' tutti di questi giorni piovosi e freddi. Noi siamo uomoni d'azione. Vogliamo sfrecciare sui prati, lanciarci nelle buche e sui terreni scoscesi, mangiare manciate di margherite e leccarci vicendevolmente il muso con il cane dei nonni. E quindi, ben venga questo nuovo clima. Chissà se avremo un po' di primavera, prima del mostruoso caldo assassino dell'estate?
Anche perchè ora siamo liberi come corpulente farfalle: anche il vaccino trivalente + 4 meningococchi è stato affrontato.
ieri, per l'esattezza. Alle 8 del mattino. Dopodichè Topo è andato pure all'asilo. Tenerlo a casa sarebbe stato punitivo: non vede l'ora di andarci, e dalle foto che ho visto si è pure divertito parecchio, visto che avevano il laboratorio culinario!
Ora aspettiamo questi 10 giorni per vedere se arriva la febbre, e se non viene meglio, vuol dire che scampiamo la febbre da vaccino e non mi dispiace, in fondo.
Un po' mi lasciano sempre un retrogusto di ansia, i vaccini, e quello del morbillo poi è stato talmente demonizzato negli anni che, pur non credendo a quelle panzane, qualcosa mi inquietava. Devo essere più superstiziosa di quanto mi piaccia credere.
Comunque, è fatto anche quello.
E devo dire che l'ansia da vaccino è comunque minore di quella che avevo prima: l'ansia da "e se si prende la parotite o il morbillo o la meningite visto che i vaccinati calano e le malattie avanzano?)

martedì 12 aprile 2016

E niente.
Sono di nuovo a pezzi con la schiena, di nuovo punture. Che poi ormai sono una veterana dell'ago, e io che urlavo come un'indemoniata al solo pensiero dell'iniezione, ora le faccio in piedi, in cucina, tra una mescolata e l'altra al sugo.
Si cambia. Per forza, poi.

Ci sono nuove battute d'arresto al mio progetto di riprovare, magari, ad allargare la famiglia.
Battute d'arresto piccole e grandi.
O forse sono io che non sono abbastanza tosta, e una notizia appresa ormai un mese fa mi lascia ancora un po' boccheggiante.
Neanche fosse una morte annunciata. No, niente di così grave. Niente di sicuramente irreparabile, dice il Filosofo. Non ci hanno mica detto che è impossibile. No, è vero. Lo so. Ma non riesco ancora a metabolizzare. 
Devo ancora farci a pugni, con questa cosa, e con tutti i dubbi che mi fa venire. Sulle scelte passate e future.

Comunque sia, sono andata a Roma, ho ritirato il mio premio (una parte, gli utilissimi soldini arriveranno a giorni, spero), sono stata filmata, microfonata, spostata e sistemata. Ho stretto mani, sorriso e applaudito (a comando).
E' stato divertente, ho preso un taxi e detto in albego "c'è una prenotazione a mio nome" e mi sono sentita molto in un film, a dirlo.

Sta anche arrivando la primavera, Topo ha imparato a camminare bene anche con le scarpine (che continuo a non farmene una ragione, costano più delle mie, ste cazzo di "prime scarpe") e folleggia sui prati. La cagnolina dei miei comincia a trovarlo un compagno di giochi interessante, e spero che si sfianchino un bel po' a vicenda, visto che sembrano due molle impazzite.
Al nido cominciano a stare tanto fuori, e arrivano le foto di lui abbracciato ad altri bimbi o che gioca con loro (n.b. che tradotto vuol dire, di solito, offrirsi a vicenda oggetti, o darseli in testa).
Stanno facendo il laboratorio sui colori, e ogni settimana lo mando vestito con un colore diverso. Per ora è facile, blu, rosso...con tutti i vestiti che mi hanno dato, questi colori li ho, e anche il nero e il verde. Ma per la settimana gialla? mmm...mi sa che gli metterò sulla maglietta una canottiera estiva che ho pescato negli scatoloni, l'importante è il pensiero!!!

Insomma...Topo cresce, cresce in fretta e io svuoto casa per fargli la cameretta (sì, ancora non ce l'ha), e regalo vendo e butto tanta roba, perchè ciò che stava nella sua futura stanza non avrà altro posto, e ciò che deve averlo per forza fa sì che si sfrattino altri oggetti.
Mia suocera borbotta, mia madre per una volta mi sostiene. E comincia a liberarare casa anche lei, in vista dell'ospitare più spesso il nipotino (via inutili e pericolosi oggettini, per esempio).
Appena la schiena mi darà tregua, ricomincerò il lavoro.
dicono che le donne incinte facciano il "nido" comprando e sistemando.
Io ricordo che sistemavo molto, sì.
Ma forse il nido vero lo sto facendo ora, facendo davvero spazio fisico a lui, togliendo tanto della me di prima, dei noi di prima.
Sono 15 anni che non vado all'Ikea, ma penso che tra un mesetto ci farò un giro. Mi stuzzicano le idee che ho visto su internet a tema "Montessori Ikea"...e insieme a Bricononno ci inventeremo qualcosa di sicuro.
Anche perchè le idee base sono:
- pochi soldi
- pochi mobili
- poche difficoltà per Topo nel vivere il suo spazio.
Vedremo che ne verrà fuori.

Nel frattempo...sempre avec Bricononno, stiamo lavorando ad alcune modifiche al "pannello Montessori", che Topo cresce e ho visto che comincia ad apprezzare alcune altre cose. Come le cerniere. Oh, se ci esaltano le cerniere. A' la folie.

p.s tra 3 settimane, il vaccino fintamente trivalente. Che in realtà è eptavalente pure lui, va beh. Comunque, poi, per un po' siamo a posto. Finalmente.

mercoledì 16 marzo 2016

Un anno

E' arrivato. Il primo compleanno di Topo.
Ieri, alle 12.59, a voler essere precisi.
Lui non se ne è accorto, ma io sì.
Ci pensavo da giorni, al tempo che passa così in fretta, a quante cose cambiano in un anno, a quanto sia cambiato lui, in un anno.
Pensavo anche alla mia gravidanza, iniziata quasi due anni fa. Sembra ieri.
Un anno. Topo è un bimbo di un anno.

Quanto ha tuo figlio adesso?
Un anno.

Ancora non ci credo.

Al nido hanno festeggiato, avevo portato i biscotti per i bimbi e le educatrici hanno mandato un sacco di foto di Topo con davanti la candelina "1" accesa, con gli altri piccoletti intorno al tavolo e con in mano il suo biscottone.

A casa abbiamo replicato con i miei genitori, con una tartelletta alla frutta su cui abbiamo messo una candelina.
E scattato qualche foto.Mia suocera ha declinato l'invito. Non mi esprimerò sul fatto che lamenta spesso di non vedere abbastanza il nipote, ma se non ci muoviamo noi lei piuttosto che fare un passo fuori dal paesello non lo vede per settimane.
Pensiamo alle cose belle, che è meglio.

Topo non si ricorderà questo giorno, ma io sì.
Appena avrò il tempo voglio comprare un album per le foto, uno un po' resistente in cartone, con tante pagine, e voglio cominciare a metterci le foto di Topo, più o meno in ordine. Voglio poter risfogliare questi attimi, anche insieme a lui.
Non credo che tutto questo tornerà mai più, nella mia vita, e visto quanto passa in fretta...voglio almeno fermare la memoria di alcuni momenti felici.

Buon compleanno, mio Topo!

mercoledì 9 marzo 2016

Uno, due, tre(no). Il nostro primo viaggio in treno

L'estate scorsa io e Topo abbiamo sfrecciato (alla folle velocità di 50-60 km orari) verso il mare sulla mia automobilina, con un Topo 4 mesenne circa che dormicchiava nell'ovetto e io che guidavo ansiosissima di ogni suo vagito.
Quello è stato il nostro primo "viaggione" da soli...da allora in macchina io e lui siamo andati nei posti più vari.
Poi si è unito a noi anche il Filosofo, con grande gioia di tutti.
Ed eccoci a una nuova sfida: il viaggio in treno.
Da bimba io adoravo il treno, e anche da ragazza. Ora mi piacerebbe pure, se non costasse come un mutuo...va beh.
Piacerà anche a Topo? Chissà.
Saranno un paio d'ore di eurostar, così, tanto per partire col botto.
D'altra parte, per raggiungere Roma (caput mundi), e soprattuto per raggiungere un luogo che pare sia moooolto vicino alla stazione, ci è sembrato un po' più sensato muoverci col treno, rispetto alla macchina.
Quando mi hanno chiamata per dirmi che ho vinto un concorso più o meno letterario a cui ho partecipato mesi fa, ho fatto i salti di gioia.
Poi mi hanno ricordato che la premiazione è tassativamente in presenza, a Roma, e che è serale.
E lì sono cominciati i dubbi.
Come facciamo? Vado sola? Andiamo tutti? Dormiamo lì? E dove? E Topo?
tutto ciò è durato poco, perchè mai privare Topo del suo primo viaggio in treno, e me della compagnia sua e del Filosofo?
Si va tutti e via.
Ora bisogna solo organizzarsi.
Considerando che stiamo fuori una notte, per me e per il Filosofo basta un cambio di bianceria (più una maglia extra per me, che magari alla premiazione ci vado senza rigurgiti e bave, via!).
Ma ...per il Topo...aiuto.
Io che sono un'adepta del bagaglio a mano sempre e comunque, resto sempre un po' perplessa quando scopro QUANTA ROBA serve per un bambino.

Sto cominciando a farmi l'elenco. Che magari sfoltirò, ma intanto partiamo con l'abbondanza:

BORSA DEL CAMBIO:
- pannolini
- cremine sedere e latte lavante (ah, i meravigliosi campioncini Weleda)
-  salviette
- fasciatoio da viaggio
- body e maglia di ricambio
- tutina per dormire
- montagne di bavaglini
- scarpe

INTRATTENIMENTO SUL TRENO
- alcuni cubi impilabili per fare le torri
- librini
- cellulare mio con l'applicazione del gufo boo

CIBO
- due mezzi litri di latte a lunga conservazione
- biberon
- fruttini
- mela
- coltello
- pane
- cucchiaino
 - acqua

In serata alla premiazione mi hanno detto che ci sarà un piccolo buffet, e quindi per la cena siamo a posto, e per la colazione il giorno dopo confido nell'albergo.
Certamente il fatto che Topo non abbia più bisogno di cibi "personalizzati" alleggerisce la faccenda...ma resta il fatto che il suo bagaglio è comunque bello abbondante!!!

Chissà...spero che durante il viaggio si faccia almeno un pisolino, anche se metto in conto che ci aspetta, molto probabilmente, una notte un po' sfasata!




domenica 14 febbraio 2016

Smetti di rompere i coglioni.

-...ma, ancora?!?!
- Sì, ancora.
- Veramente?!?! Non ha senso.
- Non so cosa farci.
- Tuo figlio ha quasi un anno. Ti rendi conto?
- Sì. Ma non so cosa farci.
- Sei assurda. E ridicola.
- ...
- Rifletti. Come puoi sentirti ancora...diversa?
- Non. So. Cosa. Farci. Mi sento così.
-...ti senti diversa dalle mamme "normali"?
- Sì...
- Ti senti diversa da quelle che hanno avuto un figlio senza fivet?
- Sì.
- E se ci hanno messo un anno? o due?
- Mi sento diversa lo stesso. Restare incinta facendo sesso è diverso.
- Ok, e se hanno fatto la IUI? E se hanno fatto 3 fivet anzichè 4?
-...
- C'è una gerarchia? Se hai fatto la IUI sei sfigata media, se è fivet di più, se è una fivet meno che se sono 2?
- Non sto dicendo questo.
- E allora cosa dici?
- Non lo so. E' una sensazione. Non è un ragionamento.
- E allora? Se hanno fatto la IUI sono un gradino sopra di te?
- Non lo so. Forse. Un po'. Non lo so. Forse la fivet è il mio "scalino".
- 1 fivet 2 fivet 3 fivet ...10 fivet, tutte uguali? Chi ne ha fatte 5 è più diversa di te?
- Piantala. No. Non è una gara.
- Ah, perchè mi pareva...
- Non sto facendo a gara per sentirmi la più ...la più diversa di tutti. Che cazzo.
- Hai un figlio. Dovresti piantarla.
- Sì. Grazie del punto di vista illuminante.
- Ti rendi conto che chi ci sta ancora provando se potesse ti menerebbe?
-... immagino di sì. Non so cosa farci. Non mi sento ancora normale. Mi irrigidisco ancora quando mi raccontano le loro gravidanze "casuali", le loro decisioni di avere un figlio seguite da zac! il test positivo.
- Ma si può sapere che cazzo te ne frega?
- Ma niente...ma che ne so...è una roba come una fittina dentro.
- Sei una deficiente. un'ingrata e una deficiente.
- Mi sveglio ancora, a volte, di notte, con l'affanno. Con la paura che sia stato un sogno. O sogno di essere incinta e mi sveglio col terrore che stia capitando qualcosa al bambino.
- E quando vedi Topo che ronfa lì di fianco?
- Gli dò un bacio sulla testa e cerco di capire che cazzo mi succede.
- Dovresti solo essere grata.
- Pensi che non lo sappia? Io sono grata.
- Fossi in te mi vergognerei.
- Lo faccio già. Vorrei sentirmi normale e basta.
- E allora fallo. Abbi rispetto per chi sta ancora cercando. Mettiti nei loro panni, una volta. Stronza. Ecco cosa sei.
- ...
-....
- Mi dispiace. non lo faccio apposta. Questa cosa era molto di più, i primi tempi, adesso meno...sfumerà del tutto...spero.
- Mi sembra il caso. Sei ridicola. E stronza.
- Lo so benissimo.
- Prenditi una melissa, prima di dormire. E di giorno, quando ti vengono sti pensieri del cazzo, ripensa all'autunno del 2013, o a qualsiasi mese di quell'anno...e smetti di rompere i coglioni.
- Hai ragione.
- Lo so.
- Ma come faccio a smettere di sentire queste cose?
- Ti dai una mossa. Hai rotto il cazzo. La pianti. E basta.
- ...
- E intendo dire: adesso!
- ...
- ...
- Sì.


Ore 6 del mattino. Dialogo tra me e me stessa.

domenica 31 gennaio 2016

...non c'è nido senza spine. Lacrime e distacchi

Sarà stata la malattia, che i topini diventano sempre un po' più coccolosi dopo una malattia.
sarà stato cominciare a rendersi conto che il distacco è reale, e quotidiano.

Fatto sta che il primo giorno di ritorno al nido Topo ha piagnucolato, al distacco.
Il secondo e il terzo ha proprio pianto, slanciando le braccine verso di me.

Fa un po' male, lasciarlo così.
Arriviamo. Lo svesto. Lo prendo per la manina e lo accompagno per un paio di passi sulla piccola "salita" che porta alla stanza dove li accolgono e giocano.
Lì ci pensa la dada, che lo prende in braccio.
Bacino bacione, ciao topo topo la mamma torna prestissimo vai a giocare.
Finito.
In 3 secondi sono fuori.
Sentendomi un po' Crudelia Demon, anche se so che poi Topo si consola abbastanza in fretta (anche se ha delle "ricadute" durante la mattinata).

Quando torno a pernderlo di solito è tranquillo, comincia a piangere e smaniare solo quando mi vede, perchè vuole raggiungermi subitissimo e non ha la pazienza di fare i due metri che ci separano.

ci vorrà un po', perchè passi questa crisi del mattino, il pianto al distacco è piuttosto frequente nei pupetti, e anche sano. Lo so. E lo vedo ancora anche all'infanzia, figurati al nido.

Per ora continuiamo così: io arrivo, lo saluto e me ne vado. Perchè sono convinta che sia la cosa migliore, ed è quello che suggerisco di fare sempre anche ai genitori dei "miei" bimbi a scuola.
Però non è sempre semplice, farlo. Mi domando cosa accadrà quando dovrò chiedere a Bricononno di portare Topo al nido. Prevedo che le dade dovranno cacciarlo col teaser. Povere dade. E povero Topo, che farà ancora più fatica.
Spero di doverglielo chiedere il più tardi possibile, perchè il nonno è davvero difficile da educare. Che fatica, gente!

E ora...vediamo come va lunedì. Che, da martedì, si comincia a mangiare al nido. Si diventa grandi, qui...

martedì 19 gennaio 2016

50 sfumature di muco. Vedi alla voce: inserimento all'asilo nido

Lunedì scorso Topo ha varcato per la prima volta l'ingresso del nido.
E io con lui.
Ci siamo stati un'oretta, io seduta per terra a chiacchierare con una educatrice, e intorno 3-4 pupetti scorazzanti, tra cui il mio.
Ci è piaciuto, il nido.
il giorno dopo ha ripetuto l'esperienza con il Filosofo.
E poi, mercoledì, sono rimasta 10 minuti e lui 40 da solo.
E giovedì l'ho passato direttamente in braccio alla dada e sono uscita. Idem venerdì, passaggio dalle paterne braccia a quelle dadesche, per circa 1 ora e 45 alla volta.

Todo bien.

Al nido c'è UN SACCO di roba da guardare, toccare, sbattere, assaggiare, sfogliare.
Al nido ci sono altri bambini...yuppieeee! ci piace stare con gli altri topini, anche se le interazioni sono per lo più sbavarsi addosso e darsi reciprocamente in testa oggetti vari. Almeno con i piccoli. Perchè ci sono anche 2-3 bimbe di circa 18 mesi, che sono super contente di fare amicizia con un Topo esploratore.
E' così che l'ha definito l'educatrice: un Topo esploratore, che con la sua camminata da papera (ormai altro che primi passi...questo mi migra come una rondine, se non lo controllo) se ne andava in giro infrattandosi ovunque trovasse un pertugio...seguito da un paio di nuovi amici incuriositi da tanta intraprendenza.
Insomma...bell'esperienza, per il momento.
Dico per il momento perchè gli dei mi hanno punita.

Avevo peccato di hybris pensando che, trattandosi di micro nido con solo una dozzina di pupi (che tra l'altro stanno molto separati tra grandi e medio-piccoli), avremmo potuto evitarci l'ecatombe di malattie che tutti mi pronosticavano.
E invece...col piffero, anzi, col muco che l'abbiamo scampata.
Venerdì notte Topo e io eravamo catarrosi, tappati e febbricitanti.
ma tanto febbricitanti.
Roba che lui sembrava una pizza appena uscita dal forno...e io non so...mi sentivo schifosamente torcia umana, una torcia particolarmente ammaccata.
Sospetto abbia avuto un vero febbrone, ma siccome, povero, dormiva stremato, non mi sono messa a ravanare per provargli la febbre e rischiare di infastidirlo.
Questo mi è valso un cazziatone dalla suocera, per la quale ogni minuto la febbre va provata...neanche fossi la peggiore delle madri. magari lo sono, ma ho valutato che gli servisse il riposo, e il mattino dopo comunque la febbre l'abbiamo misurata, e già sentivo toccandolo che era un po' meno caldo (38.5).
Sabato sentiamo la pediatra, che tentenna. Aspettiamo lunedì, per visita, che tanto magari passa tutto.
Mah, speriamo.

Passa tutto? No. Passa qualcosina? Nemmeno.

Nel frattempo la febbre va tra i 38.5 e meno, a volte pare proprio non averla, ma la tosse e il raffreddore diventano invalidanti.
Produce catarro come se il suo minuscolo naso fosse un Tardis (n.b. molto più grande dentro che fuori), tossisce che sembra un carburatore.
Catarro trasparente. catarro giallo. Catarro con piccola striatura di sangue (e te credo). Catarro denso. Catarro liquido.
Venghino signori venghino che abbiamo catarro di ogni tipo e per tutti i gusti.
E' un continuo fargli lavaggi con la siringa e inondarlo di aerosol di ipertonica (quando dorme, se no col cazz...).
I risultati sono opinabili. Sicuramente smuovono muco, ma non è che risolvano.
La pediatra, deo gratias, accetta di vederci.
Parte baldanzosa, dicendo che è influenza e che mi aveva avvertita che il nido è così.
Poi lo visita e la cosa cambia un pochino.

Bronchite. Anzi, come dice lei, un po' di bronchite.

Non è che mi suoni tanto meglio, se è un po'. Ma ok, teniamoci questo "po'" per dirlo all'ansiosa suocera, che magari la placa.
Insomma... alla fine della fiera, antibiotico per una settimana, e aerosol come se piovesse.

E in conclusione la domandona: ma lo dovete proprio mandare al nido, il bambino?
A' dottore'....che vuoi che ti dica...lo DEVO mandare?

Vediamo...io lo mando part time, il che vuol dire che dopo il pranzo lo ripiglio.
E lo faccio perchè il sonno per Topo è ancora un casino, e non me la sentivo di forzare su quel punto.
Lo mando part time anche perchè è il migliore mix che ho trovato tra prezzo, organizzazione e vantaggi per Topo.
Perchè per me il nido ha una serie di vantaggi rispetto a qualsiasi altra organizzazione, che sono la socializzazione, l'imparare piccole frustrazioni (es. che la dada deve badarne altri 4 oltre a te, che qualcuno potrebbe volere lo stesso gioco che hai tu...), l'imparare che ci sono altri adulti degni di fiducia, nel mondo, oltre a me e a suo padre, lo stare con adulti che sono anche preparati (a differenza di bricoNonno, per quanto gli si voglia bene).
A livello organizzativo...beh...già così facciamo un po' i salti mortali, ci incastriamo tutti con turni miei, impegni filosofici, disponibilità del nonno...e riusciamo a farlo perchè fino alle 13 circa Topo è coperto dal nido.

Insomma...che dire?
L'inserimento era andato bene, Topo si divertiva ed era contento anche quando tornavamo a riprenderlo, e ieri avremmo dovuto cominciare a lasciarlo a pranzo, cioè per il suo "orario pieno".
E invece siamo a casa malaticci e spurganti robaccia.
Pare che in una decina di giorni dovrebbe tornare come nuovo, e a quel punto vedremo con le dade come ripartire.
Non credo che rifaremo da zero, ma sicuramente non ripartiamo da dove avevamo lasciato...probabilmente lo lascerò di nuovo per un'oretta il primo giorno e via allungando.
Anche perchè poi, la stessa pediatra mi dice:
1. che ste malattie "le deve fare"
2. che va anche bene che le faccia ora, così il corpo "impara"
3. che se non le fa adesso...le fa poi.
In realtà dovevo aspettarmelo, ma ho imparato la lezione. La prossima volta (ascoltami, grande Giove!) sarò più umile e non peccherò di ingenua presunzione di fronte al potere dei virus infantili.
Che tra l'altro ben conosco, visto che due anni fa i miei treenni di scuola mi hanno attaccato per ben 2 volte il febbrone a 40 (12 giorni e poi 13 per un totale di 25 giorni di febbrona che NON scendeva neanche con il napalm...mentre loro guarivano in 6-7 giorni).
Vedremo come andrà. 


Nota di costume: dalla pediatra, o meglio da una pediatra che sta lì vicino alla mia, c'era in attesa una mamma con pupo grande circa come Topo...con la pertosse.
ora, non avevo MAI visto un bambino con la pertosse. Spezza il cuore.
Mi ha fatto tantissima impressione, ma più dell'empatia verso il piccolo, devo ammettere che ha prevalso la preoccupazione per Topo: ho pensato "oh cazzo cazzo il vaccino, quando facciamo il vaccino?", confondendo esa e trivalente.
Perchè per il tri dobbiamo aspettare ancora un paio di mesi se non di più.
Poi mi è venuto in mente che la pertosse è nell'esa, e che ne abbiamo fatte già due dosi, e tra poco la terza.
Ecco...devo dire che mai la prospettiva di sforacchiare Topo con una siringa piena di vaccini mi è parsa tanto allettante.

domenica 3 gennaio 2016

Seggiolino auto. Contro senso di marcia...fino a quando?


Topo ha raggiunto, circa, i 10 kg di peso.
E così si è aggiunta, alle cose che la gente si sente in dovere di dirmi, questa nuova perla:

devi cominciare a girare il seggiolino auto nel senso di marcia!

Tralasciamo per un attimo il “devi”.
Che, francamente...devo?!?!?! Devo perchè me lo dici tu? Devo perchè tu l'hai fatto? Devo perchè a te ti fa scomodo vederlo girato?!?!?! Va beh, tralasciamolo, dicevo...

Parliamo della sostanza. Come tenere il seggiolino auto del pupo?

Fino ai 9 kg è obbligatorio tenere il seggiolino rivolto contro il senso di marcia.

E fin qui..

MA...ma questo non significa affatto che dopo i 9 kg, zac!, bisogna invertire il senso di marcia.

Anzi, fino ai 13 kg è fortemente, ma fortemente, consigliato continuare a tenere il passeggino CONTRO il senso di marcia.

Perchè? Perchè in caso di incidente, per esempio, la sollecitazione al collo del bambino è molto maggiore, se rivolto in senso di marcia (QUI il dato esatto, tratto da Besafe.com)

Ecco un'immagine molto chiara, dallo stesso sito

 E quindi...se vi dicono:
- dopo i 9 kg DEVI girarlo
- poverino, tu vorresti andare in giro voltata a rovescio?
e altre amenità simili...

...sapete cosa rispondere (sempre se volete rispondere).


Il consiglio è quello di invertire la posizione del seggiolino, portandola nel senso di marcia, quando il bambino supera con la testa il poggiatesta.



P.S. Il sito citato vende seggiolini, oltre a dare informazioni. Io non conosco i loro prodotti, ma mi piaceva molto l'infografica.