giovedì 7 luglio 2016

Pentirsi di essere madre.

Ultimamente mi sono imbattuta spesso, online, in discussioni e scritti sull'argomento "madri pentite" (genitori pentiti, a volte, ma soprattutto si parla di madri, e sono madri a parlare).
Mi sono chiesta come mai.
Come mai ora se ne parla così tanto?
Sicuramente c'è la pubblicazione del saggio Regretting motherhood, piuttosto recente. Questo ha dato nuova notorietà all'argomento.
Che non può essere un argomento nuovo, anzi...
Anni fa mi laureai con una tesi che esplorava diversi lati oscuri della maternità, e ci sono parecchi studi (ricordo un bel saggio, Il bambino della notte) che trattano di come una donna debba mettere d'accordo le proprie illusioni speranze idee sul futuro figlio con quello che sarà il bambino reale che si troverà tra le braccia. E non sempre è facile.
In realtà, per un attimo, mi sono domandata se questo fiorire di madri pentite non fosse anche un po', lo ammetto, una moda, come mi pare sia (o sia stata) quella delle "cattive madri": c'è stato un periodo, mi pare che ora stia sfumando ma forse mi sbaglio, in cui era fondamentale, se volevi avere successo come blogger, opinionista, o simili, parlare di quanto tu fossi una madre "scarsa", dovevi aver dimenticato tuo figlio in macchina almeno 3-4 volte, aver scordato a casa la sua merenda e averlo sfamato a salatini mentre non rinunciavi all'ubriacatura del venerdì sera, se non volevi essere una madre noiosa.
E mi sono chiesta...il pentimento di cui parlano oggi tante donne può essere parte di un fenomeno simile?
Ma credo di no.
La "pessima mamma" di solito scrive con un certo orgoglio di sè, divertendosi a raccontare.
Le madri pentite che ho letto in questi in giorni scrivono parole di dolore.
Parole di donne che dicono, chiaramente che se potessero tornare indietro non farebbero figli. Molte non farebbero il secondo.
Vorrebbero indietro la vita di prima, vorrebbero non essere madri. Alcune scrivono di non essere adatte a fare la madre, altre non riescono a non essere arrabbiate con i propri figli, perchè sono nati.
Mi è impossibile immaginare davvero come sia, sentire qualcosa del genere, ma credo debba essere davvero terribile: come si può stare a volere con tutto il cuore di poter cambiare così tanto e in maniera così impossibile la propria vita?
Da un marito puoi divorziare, puoi cambiare lavoro, puoi cercare di curare una malattia...ma un figlio?

Mi chiedo, poi, cosa porti queste donne a pentirsi tanto della loro vita.
Immagino che ci sia una differenza enorme tra quello che pensavano sarebbe stato il futuro, e la realtà.
Ma perchè?
Mi domando...è davvero possibile che TANTE donne, oggi, abbiano un'idea così scollata dalla realtà rispetto a quello che sarà?
Non so, mi sembra difficile.
Sicuramente ci sarà una percentuale di donne che davvero resta terribilmente "stupita", sconvolta e impreparata COSI' TANTO di fronte al cambiamento che un figlio porta (o che un secondo figlio, porta).
Ma a me viene da pensare che ci sia, da considerare, soprattutto un altro fattore.
La PRESSIONE SOCIALE che ancora oggi, nel 21° secolo, si fa sulle donne.
Perchè una donna DEVE desiderare la maternità, perchè una donna DEVE volere un figlio, e anzi DEVE volerne almeno uno, meglio due, che già se decidi di fermarti a uno sei strana e additata.
E questa pressione così forte...mi domando se non ci siano tante donne che in qualche modo di ci si adeguano, pensando che, una volta fatto il figlio, le cose in qualche modo si aggiusteranno, ci faranno l'abitudine o comunque si troveranno bene con la loro nuova vita.

E' davvero un argomento che mi fa pensare, in questi giorni.
Guardo mio figlio e penso che la mia vita grazie a lui è al 100% più incasinata, al 100% più faticosa e al 150% più felice, e mi chiedo come sarebbe se non ci fosse quest'ultimo fattore.
Come sarebbe ogni mia giornata?
Come sarebbe ogni SUA giornata?

10 commenti:

  1. La società purtroppo gioca sempre un ruolo fondamentale nell'immagine che si ha o che si vorrebbe avere di sé.
    Sto notando in questo periodo di corso pre parto e confronto con le altre future mamme (tutte primipare), di quanto il sentire comune sia prepotentemente più forte che l'avere una propria opinione personale sull'argomento X del giorno. Opinione magari faticosamente maturata ponendosi dei dubbi, modificata strada facendo, facendo domande, informandosi e magari rompendo anche un po' le scatole. Perché le scelte di vita, piccole o grandi, devono essere ponderate misurandole su sé stessi, e quale miglior modo per farlo se non ascoltando le proprie inquietudini?
    Mi chiedo, queste mamme pentite, quando é stato il momento, si saranno ascoltate?

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    1. Probabilmente no, oppure la loro stessa voce non era abbastanza forte per sovrastare quella "generica", che dice che una donna DEVE essere madre.

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  2. Io credo che molte non vogliano davvero dei figli se poi arrivano a desiderare di non averlo fatto perché per quanto più "terribile" è la realtà di quello che immaginavi non puoi non amare quel terremoto che ti stravolge la vita e non puoi dire "meglio che non c'era"....sono dura? Forse ma sincera!

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    1. La domanda che mi faccio è...perchè hanno fatto figli, se non li volevano?
      Forse conoscevano così poco se stesse?
      O si sentivano schiacciate dal "dovere" di farli, o dai desideri altrui (parenti, società, compagno)?
      Non lo so...

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  3. Magari si aspettavano altro, magari non hanno appoggio, e si sentono sole, io non riesco ad immaginare la mia vita senza Pasticcino, ma ci sono mamme che arrivano ad ucciderli i figli...E' strano ma a volte si ha un'idea di noi che poi non corrisponde alla realtà una volta messe alla prova!!
    Spero che l'essersi pentite di aver avuto i figli sia solo per un momento di stanchezza...

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    1. niente in contrario ad un momento di stanchezza...capita, ma in certi casi la cosa sembra molto più profonda. forse davvero lo collamento sogno -realtà è stato molto più grande del previsto

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  4. Ciao. E' un po' che non scrivo e per questioni di tempo ti leggo anche poco, ormai. Il tempo mi è tiranno perchè ho da poco (4,5 mesi fa) partorito il secondo figlio...anche lui nato grazie alla PMA.
    Questo post però lo commento perchè mi trovo più o meno nella situazione da te esposta: sono una madre QUASI pentita.
    I commenti che vedo sopra, mi dispiace dirlo, sono un po' troppo superficiali. Io i miei cuccoli, soprattutto il primo che è arrivato dopo 6 anni di inseminazioni, fivet, aborti etc, con, peraltro, parto prematuro, li ho voluti con tutte le mie forze e ho lottato fino allo stremo eppure...eppure...spesso rivoglio la mia vita di prima. Il secondo è arrivato alla prima fortunatissima IUI e devo dire che non è neanche lui il problema perchè finora è quasi un angelo...come d'altronde lo era suo fratello fino a circa un anno e mezzo, poi, non so bene come e perchè, si è scatenato e mi sta rendendo la vita quasi un inferno...beh, nei miei sogni prenatali, pensavo di poter far nascere una creatura, non dico soprannaturale perchè esagererei, ma comunque che avrei provato ad educare in una maniera "umana": nulla di più lontano dalla realtà, purtroppo. Con l'arrivo del secondo, poi, la cosa è esponenzialmente peggiorata, complice la sua ancora tenera età (ora Massimo ha 2 anni e mezzo) che comporta naturalemnte una dose di gelosia notevole. Fa impazzire solo me, ovvio. La psicologa e la pedagogista, scoprendo l'acqua calda, sostengono che l'oggetto del desiderio sono io, la mamma e che quindi con papà, nonni etc non c'è bisogno da parte sua di "farsi notare". Vi assicuro che piango spesso...non riesco a gestirlo, soprattutto in contemporanea al fratellino, che, povero, ha bisogno pure lui di me. A parte questo "problema" gestionale e relazionale, è normale che quando sta bene uno, si ammala l'altro...non si sta mai tranquilli e tutti e due vogliono me...che alle volte avrei voglia di scappare o almeno uscire qualche sera ma...senza mamma non si dorme! Li amo con tutto il mio cuore, senza dubbio, ma il rimpianto della mia vita precedente, così lunga senza figli..fino ai 40 anni!, c'è. Poi, a peggiorare le cose, arriva il senso di colpa: ho penato così tanto per averli e ho amiche che ancora non riescono a realizzare questo sogno...ed ora piango...sono proprio una stronza. Mi dicono che il periodo passerà...lo spero e devo dire che nell'ultimo periodo va meglio ma vi giuro, non è così scontata la maternità e mai avrei pensato di viverla così.

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  5. Ogni contributo è benvenuto, ho letto con attenzione, e ho aspettato a rispondere, perchè cercavo qualche parola sensata.
    Ti ho letto nei giorni in cui mi è tornato il ciclo, dopo la biochimica che molto probabilmente ha concluso i miei tentativi di poter fare un secondo figlio...
    Credo sia in buona parte per questo che non riesco, al momento, a trovare in me risorse emotive per capire davvero quello di cui scrivi.

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  6. Io le parole ce le ho: sono solo una stronza. Scusami, scusami, scusami. Davvero.
    (non mollare, però)

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  7. maulo...sono convinta di avere un tuo indirizzo email da qualche parte...ora sono fuoro casa, ma poi lo cerco!

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