giovedì 25 agosto 2016

...il letto che balla.

Quando ci fu il terremoto all'Aquila, abitavo da sola in questo appartamento.
Ero con un'amica, sul divano.
Cominciarono a sbattere le porte, a vibrare i vetri.
E io e lei, sedute io sul divano e lei quasi sul bracciolo...cademmo per terra.
Spostate dal movimento del pavimento e del divano stesso.
E noi, dall'Aquila, siamo piuttosto lontani.

L'altra notte sognavo. Sognavo che qualcuno mi scuoteva fortissimo per le spalle. Mi sono svegliata.
Il letto ballava. La porta di casa vibrava, e anche le finestre.
Il letto ha ballato per un bel po'.
Il Filosofo continuava a dormire.
Io l'ho svegliato, e nel frattempo ho preso in braccio un Topo profumato di sudorino e di sonno, che si è acciambellato in braccio e ha continuato a dormire.
Abbiamo aspettato.
E si è calmato tutto.
Dopo ho cominciato a cercare notizie in rete, ma era troppo presto.
Pian piano sono arrivate le informazioni.

"I bambini del terremoto" (Corriere della Sera)

Come si fa a non pensarci continuamente?

3 commenti:

  1. Di fronte a queste tragedie, le parole perdono ogni significato...devastante! :-(

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  2. A me la notizia di questo terremoto ha letteralmente devastato....

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