lunedì 10 ottobre 2016

Silvia. E un libro. E alcuni pensieri

Quando sono tornata a casa, il Filosofo mi ha chiesto...e allora? com'è, poi, Silvia?
E io ho cominciato a raccontare confusamente. Che avevo ancora  gli occhi e la testa e il cuore pieni di lacrime.
La prima immagine che mi è venuta in mente, di Silvia, non è il primo momento che l'ho vista.
E' quando Silvia si è alzata in piedi, cauta, i movimenti un po' impacciati dal piccolino che le dormiva in braccio, abbandonato sulla sua mamma.
L'ho raccontato al Filosofo, per raccontargli quello che avevo visto di Silvia.
Silvia è bella.
E non intendo soltato esteticamente (che pure, Silvia è anche bella nel senso più comune del termine): ha uno sguardo luminoso, e quando sorride le cambia la geometria del viso e sembra più giovane, e ha gli occhi che dicono tante cose.
Silvia è bellissima quando si china su suo figlio che le afferra una gamba prima di correre via di nuovo.
Mi sono sentita un po' una spia, mentre guardavo Silvia e il suo bambino, prima di farle un segno di riconoscimento, prima che anche lei potesse guardare me, ma faceva bene al cuore, guardarli insieme, e così ne ho approfittato.
Silvia ha ricevuto un premio, sabato scorso.
Durante uno degli eventi del raduno nazionale di Ciao Lapo, Silvia è salita sul palco a parlare di sè e della sua esperienza passata, quella con il suo primo figlio.
Il suo blog, o meglio il suo vecchio blog (perchè adesso Silvia scrive qui) è stato pubblicato, è diventato un libro.
Un libro che si chiama  "Giorno dopo giorno" ed è una specie di diario, una serie di riflessioni e pensieri giornalieri, dal giorno in cui Silvia ha perso il suo bambino.
A vederlo (e appena avrò di nuovo un pc decente, metterò la foto), è un libro sottile. 150 pagine? Più o meno.
Ma basta aprirlo e sfogliarlo per scoprire che in 150 pagine può vivere una profondità di amore, di dolore, di fatica, di pensiero, di rinascita, di forza e di paura che non ci si immagina.
Io lo avevo letto, il blog di Silvia, lo seguivo man mano.
E vorrei che lo leggessero tutti.
Chi ha vissuto o sta vivendo la straziante perdita di un figlio, ma anche...o soprattutto? chi conosce qualcuno in quella situazione.
Qualcuno che abbia perso un bambino, durante la gravidanza, durante il parto o poco dopo.
Vorrei che lo leggessero tutti, per vedere per un attimo con gli occhi di chi tutto questo lo ha vissuto.
Per provare, almeno provare, a capire che cosa sia, questo, quanto grande sia.
Io ho sentito Silvia parlarne, sabato, ho sentito altre donne che raccontavano, e piangevano. Come me, come altre persone sedute in sala. E mentre ero lì ad asciugarmi le lacrime pensavo che questi eventi dovrebbero esserci più spesso, che più persone dovrebbero avere il coraggio di venire ad ascoltare queste donne che raccontano. Perchè spesso, chi non ha idea di cosa si provi, si spaventa e fugge.
Ed è anche per questo che vorrei, davvero, che "Giorno dopo giorno" si diffondesse a macchia d'olio, che lo leggessero in tanti, anche se fa male, anche se è un pugno nello stomaco, anche se "ah, non ci voglio neanche pensare guarda" (mi ha detto qualcuno che invitavo a venire con me).
Intanto che io cerco di capire come si fa, a comprarlo, questo libro, suggerisco a tutti di fare un giro sul sito di Ciao Lapo (magari scrivendo all'associazione ve lo sanno anche dire1)

p.s. Giorno dopo giorno costa 10 euro (neanche 10 caffè al bar, per dire), e a Silvia non va un soldo, se lo comprate. I proventi vanno tutti all'associazione, ça va sans dire...

3 commenti:

  1. che dire... grazie. Davvero. non trovo le parole giuste da dire ora...che c'ho gli occhi pieni di lacrimoni...

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  2. Non conoscevo Silvia ma grazie a te comincerò a seguirla...

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  3. Conosco la storia di Silvia, e ora penso che la approfondirò ancora di più...grazie...

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