domenica 14 febbraio 2016

Smetti di rompere i coglioni.

-...ma, ancora?!?!
- Sì, ancora.
- Veramente?!?! Non ha senso.
- Non so cosa farci.
- Tuo figlio ha quasi un anno. Ti rendi conto?
- Sì. Ma non so cosa farci.
- Sei assurda. E ridicola.
- ...
- Rifletti. Come puoi sentirti ancora...diversa?
- Non. So. Cosa. Farci. Mi sento così.
-...ti senti diversa dalle mamme "normali"?
- Sì...
- Ti senti diversa da quelle che hanno avuto un figlio senza fivet?
- Sì.
- E se ci hanno messo un anno? o due?
- Mi sento diversa lo stesso. Restare incinta facendo sesso è diverso.
- Ok, e se hanno fatto la IUI? E se hanno fatto 3 fivet anzichè 4?
-...
- C'è una gerarchia? Se hai fatto la IUI sei sfigata media, se è fivet di più, se è una fivet meno che se sono 2?
- Non sto dicendo questo.
- E allora cosa dici?
- Non lo so. E' una sensazione. Non è un ragionamento.
- E allora? Se hanno fatto la IUI sono un gradino sopra di te?
- Non lo so. Forse. Un po'. Non lo so. Forse la fivet è il mio "scalino".
- 1 fivet 2 fivet 3 fivet ...10 fivet, tutte uguali? Chi ne ha fatte 5 è più diversa di te?
- Piantala. No. Non è una gara.
- Ah, perchè mi pareva...
- Non sto facendo a gara per sentirmi la più ...la più diversa di tutti. Che cazzo.
- Hai un figlio. Dovresti piantarla.
- Sì. Grazie del punto di vista illuminante.
- Ti rendi conto che chi ci sta ancora provando se potesse ti menerebbe?
-... immagino di sì. Non so cosa farci. Non mi sento ancora normale. Mi irrigidisco ancora quando mi raccontano le loro gravidanze "casuali", le loro decisioni di avere un figlio seguite da zac! il test positivo.
- Ma si può sapere che cazzo te ne frega?
- Ma niente...ma che ne so...è una roba come una fittina dentro.
- Sei una deficiente. un'ingrata e una deficiente.
- Mi sveglio ancora, a volte, di notte, con l'affanno. Con la paura che sia stato un sogno. O sogno di essere incinta e mi sveglio col terrore che stia capitando qualcosa al bambino.
- E quando vedi Topo che ronfa lì di fianco?
- Gli dò un bacio sulla testa e cerco di capire che cazzo mi succede.
- Dovresti solo essere grata.
- Pensi che non lo sappia? Io sono grata.
- Fossi in te mi vergognerei.
- Lo faccio già. Vorrei sentirmi normale e basta.
- E allora fallo. Abbi rispetto per chi sta ancora cercando. Mettiti nei loro panni, una volta. Stronza. Ecco cosa sei.
- ...
-....
- Mi dispiace. non lo faccio apposta. Questa cosa era molto di più, i primi tempi, adesso meno...sfumerà del tutto...spero.
- Mi sembra il caso. Sei ridicola. E stronza.
- Lo so benissimo.
- Prenditi una melissa, prima di dormire. E di giorno, quando ti vengono sti pensieri del cazzo, ripensa all'autunno del 2013, o a qualsiasi mese di quell'anno...e smetti di rompere i coglioni.
- Hai ragione.
- Lo so.
- Ma come faccio a smettere di sentire queste cose?
- Ti dai una mossa. Hai rotto il cazzo. La pianti. E basta.
- ...
- E intendo dire: adesso!
- ...
- ...
- Sì.


Ore 6 del mattino. Dialogo tra me e me stessa.