mercoledì 13 luglio 2016

La spiaggia in casa (ma proprio DENTRO casa....)

Topo adora la spiaggia.
La sabbia si può manipolare, far scorrere tra le dita, lanciare in faccia a se stesso e alla mamma, mangiare...
E poi la sabbia bagnata...oh, libidine! Si può fare quanto sopra e tanto di più, fare mucchietti, poi piantarci le mani dentro.
Il mare è il meglio del meglio...ma insomma, anche la sabbia non scherza.
Il guaio è che noi non abbiamo la possibilità di portarlo al mare così spesso come sarebbe bello.
Gite di un giorno per ora le ho escluse, le ore più calde e il pisolino pomeridiano sono difficili da gestire, senza una "base" operativa.
E quindi, si sta via almeno una notte, per avere una stanza anche durante il giorno...il che implica un costo.
Un costo un po' tosto da affrontare al momento, per noi.

Il mare è relativamente facile da sostituire: utilizzo la vaschetta gonfiabile in cui ha sempre fatto il bagnetto, oppure andiamo in piscina.

Ma...la sabbia?
In effetti, non era difficilissimo, eppure non ci avevo pensato.
Poi un giorno al supermercato ho avuto l'illuminazione: farina di mais.
E' gialla, è piacevolmente granulosa, costa poco ed è anche commestibile!!!
Devo dire che Topo la apprezza molto.
In terrazza ho steso una vecchia tovaglia, ci ho rovesciato sopra mezzo kg di farina (pagata 80 centesimi il kg) e poi ho rifornito Topo di imbuto, cucchiaio, un paio di contenitori e un colino.
Si è divertito un sacchissimo!
L'effetto collaterale è che, per quanto si faccia attenzione, ci si ritrova casa piena di scricchiolante farina...ma è un contro da poco, per quanto mi riguarda. Mi basta una passata di aspirapolvere per arginare il danno abbastanza efficacemente.

Ora il prossimo step è la "sabbia magica". Vista nei negozi e subito lasciata perdere, costa troppo.
 E così mi sono messa in cerca di una ricetta facile per farla in casa.
Ne ho trovata QUI una che mi ispira...

Oggi mi sa che la sperimento.
Chissà se a Topo piacerà...conoscendolo però ho pochi dubbi.

giovedì 7 luglio 2016

Pentirsi di essere madre.

Ultimamente mi sono imbattuta spesso, online, in discussioni e scritti sull'argomento "madri pentite" (genitori pentiti, a volte, ma soprattutto si parla di madri, e sono madri a parlare).
Mi sono chiesta come mai.
Come mai ora se ne parla così tanto?
Sicuramente c'è la pubblicazione del saggio Regretting motherhood, piuttosto recente. Questo ha dato nuova notorietà all'argomento.
Che non può essere un argomento nuovo, anzi...
Anni fa mi laureai con una tesi che esplorava diversi lati oscuri della maternità, e ci sono parecchi studi (ricordo un bel saggio, Il bambino della notte) che trattano di come una donna debba mettere d'accordo le proprie illusioni speranze idee sul futuro figlio con quello che sarà il bambino reale che si troverà tra le braccia. E non sempre è facile.
In realtà, per un attimo, mi sono domandata se questo fiorire di madri pentite non fosse anche un po', lo ammetto, una moda, come mi pare sia (o sia stata) quella delle "cattive madri": c'è stato un periodo, mi pare che ora stia sfumando ma forse mi sbaglio, in cui era fondamentale, se volevi avere successo come blogger, opinionista, o simili, parlare di quanto tu fossi una madre "scarsa", dovevi aver dimenticato tuo figlio in macchina almeno 3-4 volte, aver scordato a casa la sua merenda e averlo sfamato a salatini mentre non rinunciavi all'ubriacatura del venerdì sera, se non volevi essere una madre noiosa.
E mi sono chiesta...il pentimento di cui parlano oggi tante donne può essere parte di un fenomeno simile?
Ma credo di no.
La "pessima mamma" di solito scrive con un certo orgoglio di sè, divertendosi a raccontare.
Le madri pentite che ho letto in questi in giorni scrivono parole di dolore.
Parole di donne che dicono, chiaramente che se potessero tornare indietro non farebbero figli. Molte non farebbero il secondo.
Vorrebbero indietro la vita di prima, vorrebbero non essere madri. Alcune scrivono di non essere adatte a fare la madre, altre non riescono a non essere arrabbiate con i propri figli, perchè sono nati.
Mi è impossibile immaginare davvero come sia, sentire qualcosa del genere, ma credo debba essere davvero terribile: come si può stare a volere con tutto il cuore di poter cambiare così tanto e in maniera così impossibile la propria vita?
Da un marito puoi divorziare, puoi cambiare lavoro, puoi cercare di curare una malattia...ma un figlio?

Mi chiedo, poi, cosa porti queste donne a pentirsi tanto della loro vita.
Immagino che ci sia una differenza enorme tra quello che pensavano sarebbe stato il futuro, e la realtà.
Ma perchè?
Mi domando...è davvero possibile che TANTE donne, oggi, abbiano un'idea così scollata dalla realtà rispetto a quello che sarà?
Non so, mi sembra difficile.
Sicuramente ci sarà una percentuale di donne che davvero resta terribilmente "stupita", sconvolta e impreparata COSI' TANTO di fronte al cambiamento che un figlio porta (o che un secondo figlio, porta).
Ma a me viene da pensare che ci sia, da considerare, soprattutto un altro fattore.
La PRESSIONE SOCIALE che ancora oggi, nel 21° secolo, si fa sulle donne.
Perchè una donna DEVE desiderare la maternità, perchè una donna DEVE volere un figlio, e anzi DEVE volerne almeno uno, meglio due, che già se decidi di fermarti a uno sei strana e additata.
E questa pressione così forte...mi domando se non ci siano tante donne che in qualche modo di ci si adeguano, pensando che, una volta fatto il figlio, le cose in qualche modo si aggiusteranno, ci faranno l'abitudine o comunque si troveranno bene con la loro nuova vita.

E' davvero un argomento che mi fa pensare, in questi giorni.
Guardo mio figlio e penso che la mia vita grazie a lui è al 100% più incasinata, al 100% più faticosa e al 150% più felice, e mi chiedo come sarebbe se non ci fosse quest'ultimo fattore.
Come sarebbe ogni mia giornata?
Come sarebbe ogni SUA giornata?

venerdì 1 luglio 2016

Al mare con Topo. La seconda volta.

L'anno scorso, di questi tempi, facevo la mia prima mini vacanza al mare con un mini Topo.
Abbiamo replicato.
Questa volta ci siamo fermati ben 2 notti, anzichè una.
Sempre io e Topo.
Ed è stato BELLISSIMO.
Stavolta ho scelto un albergo decisamente bimbo friendly, con piccola zona gioco interna, area esterna con scivoli e altri giochini e la piscina.
Topo ha decisamente gradito tutto quanto.
Soprattutto il mare.
Ha mangiato chili di sabbia, abbiamo passato un sacco di tempo a combattere con le onde  e a giocare sul bagnasciuga, raccogliendo conchiglie e saltellando qua e là.
Il bagno convenzionato con l'albergo aveva anche una bella zona gioco, che abbiamo sfruttato.
Il mare però è rimasto il nostro preferito, anche perchè l'acqua era più calda di quelal della piscina.
In più, nel mare si tocca anche, in piscina no, quindi nel mare...più autonomia per Topo e più folleggio.
E' stato anche parecchio impegnativo, Topo dà parecchio da fare, è sempre pieno di energie (finchè non crolla distrutto) e corre da ogni parte impanandosi appena gli metto la crema solare e cercando di fare immersioni subacquee ovunque ci sia un po' di acqua.
Io sto migliorando, nella gestione bagagli, che riduco sempre di più, anche se mi sento sempre abbastanza uno sherpa, specialmente avanti indietro dalla spiaggia.
In ogni caso, esperienza decisamente da ripetere.