lunedì 29 agosto 2016

In vacanza CON o PER i bambini

Se ne parlava una sera con un'amica.
Lei mi raccontava di un'altra famiglia, in cui i genitori si dedicano talmente tanto all'intrattenimento dei figli, da aver fondato una specie di associazione che si occupa, se non ho capito male, di divulgazione scientifica per bambini.
Posto che a me una cosa così sembra fighissima, e anzi...li voglio contattare per sapere se c'è qualcosa che può andar bene per Topo, il discorso era poi un altro.
Lei mi diceva che questa famiglia organizza anche tutte le vacanze PER bambini, considerando solo le loro esigenze: villaggi turistici con super animazione, posti da visitare solo se adattissimi a bambini e così via.
Lei e il marito invece (due bambini, 6 e 4 anni circa) hanno ridotto un po' le vacanze, con i bambini, ma hanno sempre scelto mete e cose da fare in base ai loro gusti (specie di lei, lui va a traino).
I bambini si adattavano. E se non si adattavano, si sarebbero annoiati (parole sue).
E così, chiacchierando...abbiamo parlato anche di me.
Di me, anche perchè il Filosofo è ancora più a traino del suo, di marito.
Il Filosofo a volte manco si traina, non viene proprio :-)
E quindi, mamma al potere.
Ma che potere è?
Mmm...a pensarci, mi sa un po' e un po'.
Io sono (ero?) da vacanza spartana, con bagaglio a mano anche per settimane, e magari col couchsurfing.
Città da visitare, soprattutto. Città in cui infilarsi, proprio a partire dalle case altrui.
Poi arriva Topo. E le cose sono cambiate.
In effetti, le mie prime vacanze con Topo sono state decisamente PER bambini.
Siamo stati un paio di giorni al mare, io e lui.
Alberghetto vicino al mare, in paesetto tranquillo.
E ad altre piccole gite ho rinunciato perchè avevo paura della gestione topìzia.
In realtà a settembre me lo sono portato al mercato internazione di Ferrara, un'oretta di viaggio circa, ma mi piace troppo girare per le bancarelle (per quanto care) di cibarie assurde.
Il trend di vacanze a misura di bimbo è continuato anche quest'anno:
il Filosofo è venuto con noi in montagna, e anche qui abbiamo scelto una località tranquilla, fresca, con praticamente nulla da fare se non gironzolare per il minuscolo centro e fare passeggiatine, anche di misura di passeggino.
E prima di partire, mi ero anche premurata di cercare per bene le opportunità per il Topo:
- biblioteche per ragazzi aperte nelle vicinanze (e in trentino le biblioteche spaccano)
- piccoli parchi gioco (anche questi sono fantastici, ben tenuti...e con un sacco di giochi per tutte le età, scivoli, strutture per arrampicarsi, con finestrelle etc.)
- supermercati.
E siamo andati in appartamento, per avere più libertà di getione del Topo, con spazi e mangiare organizzato a piacere.
Dopodichè, con Topo sono tornata al mare, di nuovo un paio di giorni, per fargli fare ancora un po' di cura di mare.
Ancora vacanza per bambini, cercando il paesello tranquillo e la spiaggia che digrada dolcemente e un po' di giochetti in spiaggia (e la doccia calda, che diamine, pure per la mamma!!!).
Se ci penso, però...le nostre vacanze sono un po' per bambini e anche un po' "con"...
Per esempio, Topo mangia quello che c'è. Magari non fritti a pranzo e cena (e quello neanch'io...), ma se ci si arrangia, lui fa parte dell'arrangiamento.
Il che, d'estate, è molto facile.
Se si mangia fuori, di solito cerco di prendere per lui il pesce, visto che al ristorante lo sanno fare meglio di come lo faccio io, ma non avendo bisogno di menu bimbi e altre cose, tutto è molto più facile.
Pian piano, poi, sto ricominciando a introdurre cose che interessano davvero anche a me.
Pian piano...per esempio, sto mettendo da parte i soldi (perchè se si vuole "viaggiare" bisogna rinunciare a qualcos'altro, fa parte della vita) per andare insieme al Topo a vedere una mostra che mi interessa.
Quella sarà una vacanza CON bambino, più che per.
Anche se prima di partire, visto che vorrei stare via anche una notte (troppo sbattimento se no), penso che comunque cercherò di vedere se c'è qualche parchetto per giocare interessante.
Mostra per me, parco per correre e arrampicarsi per lui, cibo tipico della zona per tutti e due! :-)
Sicuramente dipende molto dal fatto che Topo sta crescendo.
Quando era un minuscolo frugoletto c'era la gestione del latte artificiale, che bisognava preparare scaldare gestire etc., per esempio.
E bisognava anche trasportare Topo sempre e comunque.
Ora Topo se magna pure i muri, e corre più veloce di me.
Due dati molto interessanti, anche se quando la belva finisce l'autonomia va comunque trasportata in qualche modo!!!
Di sicuro, anche se io cerco di viaggiare leggera, Topo ha cambiato la questione bagagli: anche se per me non porto molto (e spesso riesco a ficcare le mie cose nella borsa del cambio di Topo), comunque la sua borsa del cambio è sempre presente, con annesso libretto pediatrico. E di solito anche una mini borsa frigo, per i nostri quintali di frutta e verdura quotidiani.
Le mie ex vacanze super nomadi a scarpinare qua e là per il momento sono un po' accantonate: fare la mamma-sherpa limita le mie capacità di movimento, ho bisogno di essere più stanziale...se no non sono più vacanze, ma devastazione.
Mi domando...mamme che magari capitate qua e mi leggete...che fate, voi?

giovedì 25 agosto 2016

...il letto che balla.

Quando ci fu il terremoto all'Aquila, abitavo da sola in questo appartamento.
Ero con un'amica, sul divano.
Cominciarono a sbattere le porte, a vibrare i vetri.
E io e lei, sedute io sul divano e lei quasi sul bracciolo...cademmo per terra.
Spostate dal movimento del pavimento e del divano stesso.
E noi, dall'Aquila, siamo piuttosto lontani.

L'altra notte sognavo. Sognavo che qualcuno mi scuoteva fortissimo per le spalle. Mi sono svegliata.
Il letto ballava. La porta di casa vibrava, e anche le finestre.
Il letto ha ballato per un bel po'.
Il Filosofo continuava a dormire.
Io l'ho svegliato, e nel frattempo ho preso in braccio un Topo profumato di sudorino e di sonno, che si è acciambellato in braccio e ha continuato a dormire.
Abbiamo aspettato.
E si è calmato tutto.
Dopo ho cominciato a cercare notizie in rete, ma era troppo presto.
Pian piano sono arrivate le informazioni.

"I bambini del terremoto" (Corriere della Sera)

Come si fa a non pensarci continuamente?

domenica 7 agosto 2016

Donde jugaran los ninos?

A parte la mia personale passione per i Mana, il titolo della loro vecchia canzone era appropriato per rappresentare il mio pensiero (al di là del fatto che apprezzo tantissimo il testo, ma non c'entra con il mio frivolo post di oggi).
Dico davvero..dove giocheranno i bambini?
O meglio...dove diamine si nascondono, i bambini?
Nel parco sotto casa nostra spesso noi siamo gli unici a scorazzare qua e là.
Soprattutto nelle prime ore serali, dopo la cena (piuttosto presto, al nido pranzano prestissimo...).
E io mi domando..che fanno tutti questi bambini, che in altre occasioni incontriamo?
Li troviamo quasi sempre con i nonni, che mi chiedono "ma lui va già al nido?", e poi mi rispondono che il loro / i loro nipoti stanno con loro, che al nido non ci vanno.
E quindi, questi bimbi sono in carico ai nonni tutto il giorno..e bravi questi nonni, ok...ma dove se li tengono, i bimbi? Io se provo a tenere Topo in casa, dopo un bagnetto, un librino e qualche gioco...si scatena la follia.
Lui comincia a portarmi e a cercare di infilarmi le scarpe, e mi trascina dalla porta finchè non usciamo.
Questo sia di pomeriggio che di sera.
Sarà mica l'unico...eppure non è semplice trovare compagni di gioco.
Forse dobbiamo cominciare a cambiare parco.
In effetti l'altra sera sono uscita con Topo in bici, anzichè fermarci nel parchetto vicino ne abbiamo raggiunto uno un po' più in là.
Lì c'erano un po' di bimbi e bimbe, tutti con mamme velate e arabofone. Forse i bimbi di origine non italiana hanno meno distrazioni in casa e usufruiscono di più dei parchi e dei giardini?
In ogni caso, questa scoperta è interessante, e visto che il parchetto è a poco più di 10 minuti di bicicletta...potremmo aver risolto la nostra solitudine estiva|


giovedì 4 agosto 2016

Niente più...

I nostri embrioni congelati sono finiti.
Abbiamo fatto un ultimo tentativo.
Finito con una biochimica
Sì, per qualche breve giornata sono stata incinta, e il mio corpo se ne è accorto subito, questa volta.
ha riconosciuto tutto.
Anche la fine.
Che forse sarà la fine di ogni speranza di un secondo figlio.
Bisogna saper perdere.